Monaci, fuorilegge, attivisti politici, ricchi annoiati e, in tempi più recenti, sciatori ed escursionisti: i Monti Troodos, da sempre, accolgono soggetti diversissimi tra loro in cerca di rifugio, protezione, ascesi o, più semplicemente, un po’ di fresco e contatto con la natura. In epoca più recente, questo complesso montuoso che si estende sulle valli di Lemesos e Larnaka, si è trasformato in una formidabile risorsa turistica capace di attirare migliaia di visitatori in ogni periodo dell’anno. In inverno per sciare o fare snowboard; nelle altre stagioni per dedicarsi al trekking, alla mountain bike, al birdwatching fino a un pic nic con amici e parenti. Nei pressi del Monte Olimpo, la vetta più alta della catena montuosa (1952 m.s.l.m.), si trova un attrezzato centro visitatori da cui attingere cartine e notizie sui percorsi disponibili (sentiero di Artemide, sentiero di Persefone, Atalante, Caledonia ecc.). Non è finita, perché oltre alle attività outdoor, i Monti Troodos custodiscono alcune tra le testimonianze più significative dell’arte bizantina e post bizantina. Si tratta di 10 edifici religiosi (nove chiese e un monastero) in cui spicca il contrasto tra le forme semplici dell’architettura rurale cipriota e le ricche decorazioni interne che coprono un arco temporale che va dal 1100 al 1400. Non a caso, queste chiese (Agios Nikolaos tis Stegis, Panagia Phorviotissa, Panagia tou Arakou, Agios Ionannis Lambadhistis ecc.) da tempo sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Infine un consiglio. Se non disponete del tempo necessario a vederle tutte (occorrono almeno 2 giorni), puntate sul Monastero di Agios Ionannis Lambadhistis. Non ve ne pentirete!