La collina reale di Ambohimanga si trova circa 20 chilometri a nord di Antananarivo per cui, chi fa base nella capitale del Madagascar, può tranquillamente visitare la località in giornata. Il sito ha notevole importanza sia sotto il proifilo storico-religioso che da un punto di vista architettonico. Storicamente, la “Collina Azzurra” (l’altro nome con cui è nota Ambohimanga) rappresenta il simbolo del potere politico dei Merina, artefici dell’unificazione del Madagascar. Per quel che riguarda la religione, invece, bisogna tener presente che in loco venivano sepolti i regnanti della dinastia. I reali erano ossequiati con una serie di donazioni rituali, dal cui studio traspaiono due elementi di grande interesse antropologico: da un lato, la devozione nei confronti degli antenati, culturalmente riconducibile al ceppo indonesiano (da cui provengono i Merina stessi); dall’altro, la riverenza nei confronti del potere reale, che invece è un tratto culturale tipico della cultura africana. Questo doppio registro comunicativo è rinvenibile pure nella scelta dei materiali utilizzati in edilizia. Per esempio, la fortezza del Re Andrianampoinimerina (Rova) è realizzata prevalentemente in legno (materiale vivo) e secondo tecniche costruttive indigene, mentre le tombe, così come le porte di ingresso tutt’attorno la collina, sono in pietra (materiale freddo e inerte). Interessante osservare anche la dimora della regina Ranavalona I, poco distante dal palazzo reale (vd. foto). Sull’impianto tradizionale, infatti, sono evidenti sovrapposizioni stilistiche estranee all’architettura malgascia. Il motivo è che al disegno dell’abitazione provvide un ingegnere francese, Jean Laborde, alla corte della regina. Insomma, Ambohimanga è un luogo spirituale, tutt’ora tappa di pellegrinaggi da parte della popolazione locale, dalla cui visita, però, si ottengono diversi spunti per approfondire il genius loci dell’isola. Non è finita, perché la località è importante pure da un punto di vista naturalistico. Infatti, la foresta che cinge il sito archeologico ospita diverse specie endemiche, tra cui la rara Phyllarthron madagascariense, pianta di uso domestico e officinale. Per tutte le ragioni fin qui esposte Ambohimanga, dal 2008, è sotto tutela UNESCO. Da vedere!