Monastero Santa Maria de las Cuevas
Monastero Santa Maria de las Cuevas
L’Esposizione Universale del 1929 cui abbiamo accennato parlando del Parque de Maria Luisa non è stata l’unica di Siviglia. Un’altra EXPO, nel 1992, rilanciò la capitale andalusa restituendole la dimensione internazionale che meritava dopo la lunga parentesi del franchismo e gli anni difficili della transizione democratica. Come succede sempre in questi casi, un evento di tale portata si accompagnò a importanti progetti di trasformazione urbana. La zona maggiormente investita dai cambiamenti fu La Cartuja, parte della città stretta tra due bracci del fiume Guadalquivir e per questo impropriamente ritenuta un’isola. Cartuja che significa “Certosa” perché in quest’area argillosa, poco distante dal Barrio Triana, sorgeva un antico monastero oggi riconvertito in Centro Andaluso di Arte Contemporanea (CAAC). Nonostante la nuova destinazione d’uso, le vestigia gotiche e mudejar del Monastero de Santa Maria de Las Cuevas continuano a rappresentare una parte importante della visita al sito nel quale pare fosse solito soggiornare il grande Cristoforo Colombo. Non a caso, nel giardino dell’ex convento spicca un gigantesco ombù, pianta americana che – si dice – venne piantata da Fernando, uno dei figli dell’ammiraglio genovese, proprio per commemorare il padre. Ma non è finita, perché oltre all’arte contemporanea e all’architettura andaluse, questo monastero, dal 1839 al 1992, venne riadattato in fabbrica di ceramica. O meglio, in una delle più importanti fabbriche di ceramica dell’Andalusia. Merito dell’iniziativa fu dell’inglese Charles Pickman che rivoluzionò i processi produttivi della ceramica azulejo esportandone la fama fuori dai confini della penisola iberica.
Per gli orari di apertura del Centro Andaluz de Arte Contemporaneo vedi la tabella.
| Giorni | Orari |
| Lun | chiuso |
| Mar-Sab | 11:00 21:00 |
| Dom | 10:00 15:30 |
Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: www.caac.es (disponibile la versione in inglese)