Duomo di San Giacomo

Duomo di San Giacomo

Dopo Hofkirche (Chiesa della Corte Imperiale) e Hofburg (Palazzo Imperiale) è la volta della Domkirche St Jacob. La Cattedrale di San Giacomo si trova nel cuore di Innsbruck, nella centralissima Domplatz. Parliamo dell’edificio di culto più importante della città, nonché di una delle testimonianze in assoluto più preziose del barocco tirolese. A colpire è l’imponente facciata esterna, caratterizzata da una grande quantità di finestre e da due torri identiche, importante riferimento visivo per chi passeggia per le strade della città. L’interno, a una navata e a croce latina, colpisce per la gran quantità di stucchi, decorazioni e tele sacre. Una in particolare, la “Madonna di Cranach”, dipinta da Lucas Cranach Il Vecchio, è ben presto assurta a importante simbolo mariano, ben oltre i confini locali. E, a proposito di simboli, va ricordato che il Duomo di Innsbruck è tappa del famoso “Cammino di Santiago” percorso ogni anno da migliaia di pellegrini. Da vedere!

Hofburg

Hofburg

Pur non eguagliando lo sfarzo e le dimensioni del Palazzo Imperiale di Vienna, l’Hofburg di Innsbruck ha un posto di primo piano tra gli edifici austriaci. La sua genesi segue un canovaccio abbastanza comune: da residenza dei Duchi del Tirolo nel XIV secolo la fortezza, nel corso dei secoli, si è ampliata sempre di più assecondando tempi e protagonisti della storia del territorio. Tra il 1754 e il 1756 l’edificio subì una radicale rivisitazione in stile barocco. A volere questa profonda ristrutturazione fu l’imperatrice Maria Teresa cui si deve anche l’edificazione dell’Arco di Trionfo di cui abbiamo parlato in precedenza (vedi il primo punto). Gli inizi del XIX secolo, invece, furono abbastanza tormentati, poiché l’edificio passò nelle mani dei regnanti bavaresi alleati delle truppe napoleoniche nella conquista del Tirolo. A seguire, però, ci fu la riconquista per mano di Andeas Hofer e il passaggio successivo – poco prima di metà ‘800 – in mano asburgica. Per avere un quadro più dettagliato della storia del palazzo e delle cose da vedere al suo interno consultare il sito: www.hofburg-innsbruck.at (disponibile la versione in italiano).

Hofkirche

Hofkirche

La “chiesa degli uomini neri” (schwarzmander), come viene chiamata la Chiesa della Corte Imperiale, è un’altra tappa imperdibile di una vacanza a Innsbruck. Gli uomini neri in questione sono le statue bronzee poste a guardia del cenotafio in onore di Massimiliano I. Il monumento, che spicca per imponenza e qualità delle decorazioni, fu commissionato dall’Imperatore Ferdinando I che intese così celebrare il nonno e la potenza del Sacro Romano Impero (anche se, va detto, le spoglie di Massimiliano I non sono custodite all’interno del sarcofago). Le statue, dal canto loro, richiamano antenati dell’imperatore (ci sono anche le sue due mogli) e personalità di spicco distintesi per coraggio ed eroismo. Non è finita, perché all’interno di questa chiesa gotica a tre navate sono custodite anche le spoglie di Andreas Hofer, eroe della resistenza tirolese contro le truppe napoleoniche. Insomma, una chiesa che celebra sia i fasti dell’Impero che il nazionalismo tirolese affermatosi nel corso del XIX secolo. Da qui l’importanza storico-religiosa che non ha tardato a tradursi in attrattiva turistica molto apprezzata dai visitatori.

Torre Civica

Torre Civica

Come accennato in precedenza a due passi dal Tettuccio d’Oro c’è la Torre Civica (Stadtturm) altra tappa irrinunciabile di un tour alla scoperta di Innsbruck. Bisogna salire circa 130 scalini per raggiungere il punto panoramico a 31 metri (la torre, complessivamente, è alta 51 metri) da cui si gode una vista completa della città, con la possibilità di scorgere meglio i dettagli urbanistici e architettonici del centro storico, come pure i rilievi montuosi circostanti. Tra l’altro, la scala elicoidale che porta in cima (vd. foto) è piuttosto agevole a dispetto del numero di gradini, il che rende ancora più appetibile la visita, il cui costo d’ingresso è tutt’altro che proibitivo. Insomma l’unica avvertenza è quella di non dimenticare la macchina fotografica. Sarebbe davvero un peccato non immortalare lo stupendo sky line della capitale del Tirolo. Da non perdere!

Tettuccio d’Oro

Tettuccio d'Oro

In apertura abbiamo detto che uno dei pregi di Innsbruck sta nelle ridotte dimensioni della città e del suo centro storico, quest’ultimo disseminato di tracce gotiche, barocche e rinascimentali. Di queste testimonianze architettoniche la più importante è senza dubbio il Tettuccio D’Oro (Goldenes Dachl). Si tratta del tetto spiovente di un palazzo nobiliare ricoperto da oltre duemila lamine di rame dorato. A commissionare l’opera fu l’Imperatore Massimiliano I cui è dedicato anche il museo all’interno dell’edificio. Museo molto istruttivo da visitare anche se, va detto, la maggior parte dei turisti si sofferma sul tetto in questione, sotto le cui tegole dorate è quasi obbligatorio scattare una foto-ricordo. Proprio di fronte la Goldenes Dachl, inoltre, c’è la Casa di Helbling (Helblinghaus). Si tratta di un palazzo di 4 piani le cui facciate sono interamente decorate con putti, fiori, conchiglie e altri rilievi realizzati nella prima metà del XVIII secolo. Per avere una visione d’insieme sul centro storico di Innsbruck, invece, basta fare poche decine di metri e salire sulla Torre Civica (Stadtturm) di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

Arco di Trionfo

Arco di Trionfo

Nove volte su dieci un tour alla scoperta di Innsbruck parte dall’Arco di Trionfo (Triumphforte) sul finire di Maria-Theresien-Straße, l’arteria principale della città. Il monumento, che volutamente richiama l’architettura romana, fu realizzato, invece, nel XVIII secolo. A commissionare l’opera l’Imperatrice Maria Teresa d’Asburgo (da cui il nome della strada) nell’ambito di un più esteso restyling cittadino deciso in occasione delle nozze del figlio Leopoldo. Un edificio storico, dunque, assurto ben presto a simbolico punto d’inizio della passeggiata che conduce al centro storico cittadino. Da vedere!

Non venire per pochi giorni

Non venire per pochi giorni

Un consiglio e nulla più dal momento che il web abbonda di suggerimenti e itinerari di uno, due, tre giorni. Tuttavia, il rischio è quello di sottoporsi a estenuanti tour de force che inevitabilmente lasciano pochissimo spazio all’approfondimento dei luoghi. Perciò, suggeriamo almeno cinque giorni. Una settimana è l’ideale.

Sirmione

Sirmione

Dalla “capitale” alla “perla” del Lago di Garda. Il nostro racconto termina con Sirmione, ma la scelta di mettere questa località per ultima obbedisce esclusivamente a esigenze narrative. Al contrario, quanto a bellezze, Sirmione è probabilmente tra le primissime cose, se non addirittura la prima, da vedere sul Lago di Garda. Dalle Grotte di Catullo, al Castello Scaligero, passando per i vicoli del centro storico fino alle chiese di Santa Maria della Neve e San Pietro in Mavino, questa cittadina di circa 8000 abitanti a metà strada tra Desenzano e Peschiera vale da sola un viaggio da queste parti. Oltretutto è anche una rinomata stazione termale il che, negli anni, ha favorito la nascita di una fiorente industria alberghiera. Insomma, di motivi per visitare il Lago di Garda ce ne sono moltissimi, molti di più di quelli cui abbiamo sommariamente accennato. Noi l’abbiamo detto, ora tocca a te! 😉

Desenzano del Garda

Desenzano del Garda

La “capitale del lago”, come molti chiamano Desenzano, è tappa irrinunciabile di una vacanza sul Garda. L’importanza di questo comune di circa 30.000 abitanti, infatti, non è solo turistica. Desenzano è un importante nodo viario e commerciale tra Brescia e Verona, nel cuore di quel lombardo-veneto locomotiva economica del nord-est della penisola. Ovviamente, anche da un punto di vista turistico la località non sfigura affatto. Il centro storico, il lungolago e soprattutto il Castello che domina la città sono tutti punti di interesse che meritano di essere visitati. Stesso discorso per il Museo Archeologico Giovanni Rambotti che ospita molti reperti preistorici rinvenuti in zona. Non è finita perché Desenzano del Garda è anche una rinomata località balneare e le sue spiagge (Desenzano, Rivoltella e Spiaggia d’Oro) durante la bella stagione richiamano moltissimi turisti desiderosi di un bagno nelle acque del lago più bello d’Italia.

Salò

Salò

Dopo il Vittoriale degli Italiani è d’obbligo una visita a Salò. Questa cittadina di circa 10.000 abitanti, infatti, tra il 1943 e il 1945 ospitò alcuni ministeri della Repubblica Sociale Italiana (RSI) guidata da Benito Mussolini all’indomani dell’armistizio. Una stagione controversa che ancora fa discutere storici e giuristi, divisi tra quanti considerano quell’esperienza una finzione, dal momento che la RSI nacque col beneplacito tedesco, e quanti, invece, interpretano quella stagione come un colpo di coda del fascismo approdato a una vocazione insurrezionalista. Ancora oggi, a distanza di circa ottanta anni, il turismo storico (alimentato, va detto, da molti nostalgici) spinge da queste parti migliaia di visitatori. Guai però a ridurre Salò alla sola considerazione di questi aspetti. Dal lungolago, alla Torre dell’Orologio passando per il Duomo cittadino, fino ai bellissimi tour in barca (consigliato quello per l’Isola di Garda) trascorrere una giornata da queste parti è senz’altro tra le cose da fare in un tour alla scoperta del Lago di Garda. Da vedere!

Vittoriale degli Italiani

Vittoriale degli Italiani

Come ribadito più volte nell’articolo al fascino del Lago di Garda, oltre alle bellezze paesaggistico-ambientali, concorre grandemente anche la storia. Per esempio, a circa 40 km da Limone sul Garda c’è il Vittoriale degli Italiani (comune di Gardone Riviera), complesso monumentale di edifici, piazze, giardini, corsi d’acqua e un magnifico teatro all’aperto voluto dal poeta Gabriele D’Annunzio artefice, nel 1919, della famigerata impresa di Fiume. Visitare il Vittoriale, progettato tra il 1921 e il 1938 dall’architetto Giancarlo Moroni, è perciò un’occasione irripetibile per approfondire in una volta sola sia il contesto storico, politico e culturale che portò all’affermazione del fascismo, sia una personalità complessa e geniale quale appunto quella di D’Annunzio, non riducibile alle sole vicende politiche del ventennio. Per maggiore informazioni sulla Fondazione Il Vittoriale, la storia, gli orari e le modalità di visita dell’area consultare il sito: www.vittoriale.it.

Limone sul Garda

Limone sul Garda

In un tour alla scoperta delle meraviglie del Lago di Garda non può mancare all’appello Limone sul Garda. Un borgo antico che ha saputo adattarsi alle sirene del turismo senza smarrire la propria identità. Il nome non deve trarre in inganno. Infatti, pur essendo la coltivazione di limoni (insieme a cedri e aranci) la principale coltura del territorio, il toponimo non ha a che fare con questa “vocazione”. Deriva invece dal latino “limen” che significa limite, confine. E che si tratti di un posto di confine non ci sono dubbi. Durante la Prima Guerra Mondiale il fatto di trovarsi tra Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico determinò un brusco rallentamento di agricoltura e pesca con inevitabile spopolamento del borgo. La situazione cambiò nel 1932, dopo l’ultimazione della Gardesana Occidentale, bretella stradale che pose fine al secolare isolamento di Limone sul Garda. Va detto, però, che proprio questo isolamento per altro verso ha contribuito grandemente al fascino del territorio, di cui Goethe disse un gran bene durante il suo celebre viaggio in Italia. Da vedere!

Lago di Ledro

Lago di Ledro

In precedenza abbiamo scritto che per visitare al meglio Riva del Garda occorrono almeno un paio di giorni. Questo per vedere anche quel che c’è intorno a questa cittadina di circa 17.000 abitanti affacciata sul versante settentrionale del lago omonimo. E, tra le tante cose da vedere, una menzione particolare va sicuramente al Lago di Ledro. Parliamo di uno dei laghi più belli del Trentino con un perimetro di oltre 10 chilometri attorno al quale sono sorte numerose attività ricettive. Il turismo, però, non ha stravolto l’identità del luogo che continua a essere frequentato soprattutto dagli amanti del trekking e delle altre attività outdoor: su tutte canoa, vela e mountain bike. Non è finita perché il Lago di Ledro è famoso anche per le sue palafitte, dal 2011 sotto tutela UNESCO al pari di quelle di Peschiera ricordate all’inizio. Del villaggio palafitticolo di Ledro ci si accorse nel 1929, anno in cui venne attivata la centrale idroelettrica al servizio di Riva del Garda. L’abbassamento del livello dell’acqua fece emergere centinaia di pali e un’infinità di altri reperti da quel momento in poi sotto la lente di ingrandimento di archeologi e altri esperti. In anni più recenti si è provveduto a ricreare il villaggio dell’età del bronzo in modo da contestualizzare i reperti archeologici rinvenuti. Un’operazione, questa, portata avanti in sinergia col MUSE di Trento, i cui esperti si occupano pure del campionamento e del monitoraggio dell’avifauna delle montagne che circondano questo stupendo lago alpino a 700 metri di altitudine. Da non perdere!

Riva del Garda

Riva del Garda

In un tour alla scoperta del Lago di Garda non può certo mancare Riva del Garda, all’estremità settentrionale del lago. In effetti, il contesto è di grande fascino: già solo il centro storico col suo dedalo di viuzze, le chiese, Piazza III Novembre, Torre Apponde e Piazza Catena regala suggestioni a non finire, ma guai a dimenticare tutto quel che c’è attorno. Ci riferiamo innanzitutto alla Rocca, la fortezza edificata nel 1124 su disposizione del principe vescovo di Trento Altemanno (e poi passata in mano scaligera, veneziana e asburgica), ma nel raggio di appena qualche chilometro si susseguono altri siti di notevole interesse paesaggistico-ambientale. Per limitarci ai tre più famosi ricordiamo la Cascata del Varone, Canale di Tenno (con l’attiguo e bellissimo lago) e il Lago di Ledro su cui ci soffermeremo più dettagliatamente in seguito. Dopo aver passato in rassegna i punti di interesse, bisogna considerare pure il fattore climatico. Riva del Garda, infatti, ha dalla sua un clima sub-mediterraneo con temperature assai diverse da Trento e dal resto della regione. Un aspetto, questo, che contribuisce notevolmente alle fortune turistiche della località, cui conviene dedicare almeno un paio di giorni della propria vacanza. Da vedere!

Malcesine

Malcesine

Malcesine è tra le tappe imperdibili di un tour alla scoperta del Lago di Garda. Il centro storico ha conservato un’atmosfera medievale per niente scalfita dalla modernità di negozi, bar, ristoranti e le altre attività commerciali presenti. Insomma, qui nella parte di lago che va stringendosi verso nord, antico e moderno convivono benissimo a dimostrazione che non sempre il turismo distrugge la storicità dei luoghi. L’esempio più riuscito, da questo punto di vista, è sicuramente il Castello Scaligero che domina l’abitato. All’interno di questa fortezza del VI secolo c’è il Museo di Storia Naturale del Garda e del Monte Baldo. Nove sale che appunto raccontano la straripante natura del lago e della montagna che coi suoi 2.200 metri di altezza si estende tra le province di Verona e Trento. Monte Baldo che è collegato a Malcesine da una comodissima funivia che da fine marzo ai primi di novembre consente a migliaia di turisti di dedicarsi alle attività outdoor: dal trekking, alla mountain bike, fino alle più comode passeggiate nella natura. Per maggiori informazioni consultare il sito: funiviedelbaldo.it.