Siviglia

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Siviglia

11 cose da fare e vedere a Siviglia e 2 da non fare

Diversamente da Valencia, che pure aveva finanziato l’impresa, Siviglia, grazie alla scoperta dell’America guadagnò prestigio e fama accreditandosi come scalo principale per le navi che affrontavano la traversata dell’Atlantico. Non che prima della missione di Colombo fosse povera. D’altronde come poteva esserlo una città che nei secoli aveva vissuto le dominazioni fenicia, romana, araba e cristiana. Ognuna di queste fasi, infatti, ha lasciato traccia nell’architettura, nell’urbanistica, nella toponomastica e perfino nel modo di vivere della città andalusa. Ancora oggi, gran parte del suo fascino sta nella storia millenaria; l’altra parte, invece, risiede nel clima assai benevolo e nella voglia di far festa degli abitanti. Insomma, un mix di bellezza e sentimento cui è impossibile restare indifferenti. Di seguito vediamo insieme le principali attrazioni di Siviglia. Buona lettura.

1 La Cattedrale

Foto di waldomiguez
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Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1987, la Cattedrale di Siviglia è quasi sempre il punto di partenza di una visita in città. L’imponenza dell’edificio, secondo per dimensioni solo alla Basilica di San Pietro in Roma e alla Cattedrale di St.Paul a Londra, funziona come una sorta di calamita in grado di attirare i turisti in qualunque parte della città essi si trovino. All’interno è ancora di più maestosa di quanto suggerisca l’esterno. Basti considerare la lunghezza della navata centrale, circa 150 metri, per rendersi conto di essere in uno dei templi più importanti della cristianità. Templio che, è bene ricordare, venne edificato sui resti di una moschea realizzata dagli Almohadi (sotto la cui dinastia il Califfato era stato spostato da Cordova appunto a Siviglia). Se per dimensioni è la terza chiesa al mondo, da un punto di vista architettonico, invece, la Cattedrale di Siviglia è una testimonianza assolutamente sui generis. Una miscellanea di stili che non ha riscontri altrove: dal gotico al mudejar, passando per barocco e neoclassico. Volte altissime; vetrate enormi; mosaici coloratissimi; pitture; sculture; oreficerie; tessuti e tanto altro ancora. Imperdibili, la Cappella Maggiore (Capilla Mayor) e la Cappella Reale (Capilla Real). La prima si trova al centro della chiesa e ospita una pala d’altare di oltre 200 metri quadrati; la seconda, invece, si trova in testa all’edificio e contiene le tombe dei re che ebbero i legami più profondi con la città. A cominciare, ovviamente, da Ferdinando III di Castiglia, artefice della cacciata dei mori. Non è finita, perché all’interno della Cattedrale ci sono altri due punti che meritano di essere approfonditi: la copertura, da qualche anno visitabile (anche se la visita non è adatta a tutti); e la Torre della Giralda di cui parleremo più approfonditamente nel prossimo punto. Per maggiori informazioni sulla storia, gli orari e le modalità di visita consultare il sito ufficiale: www.catedraldesevilla.es.

2 Torre della Giralda

Foto di andpedmig
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Parlando della Cattedrale abbiamo accennato al fatto che è visibile da ogni parte della città. In realtà l’appunto è riferito alla sua torre campanaria, la bellissima Giralda, antico minareto della moschea almohade realizzata a partire dal 1156 per conto del califfo al Mansour. È uno dei monumenti arabi più famosi al mondo, gemello dei minareti di Rabat e Marrakech e ha conservato la sua impronta moresca anche dopo la vittoria di Ferdinando III di Castiglia che nel 1248 restituì Siviglia alla cristianità. Salire fin sulla cima (104 mt.) della Torre della Giralda è un po’ faticoso ma ne vale la pena. Al termine di una lunga e larga rampa di scale, concepita in modo che il muezzin potesse salire in cima a cavallo, vi attende il più bel panorama del centro storico di Siviglia. Quanto agli orari di visita sono gli stessi della Cattedrale di Santa Maria. Per saperne di più: La Giralda.

3 Real Alcazar

Foto di haideriqbal
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La Cattedrale non è l’unico edificio di Siviglia sotto tutela UNESCO. Anche il Real Alcazar lo è e, una volta visitato, ci si rende conto dell’inevitabilità del riconoscimento. Questa fortezza, sin dall’epoca romana, è stata il centro del potere municipale. Ha continuato a esserlo coi Visigoti, durante la lunga stagione araba, e successivamente con la dominazione castigliana. Dal punto di vista architettonico il contributo maggiore viene dalla sintesi delle due culture musulmana e cristiana. Esempio emblematico di quest’ibridazione è il Palacio del Rey Don Pedro I. Realizzata tra il 1356 e il 1366, questa residenza reale è un trionfo dello stile ispanico-moresco o mudejar. Il Patio delle Fanciulle (Patio de Las Dancelles) e il Patio delle Bambole (Patio de las Munecas) sono gli ambienti più rappresentativi di questo stile da cui, in verità, si evince la maggior fedeltà alla tradizione musulmana delle maestranze locali incaricate della costruzione dell’edificio. Discorso diverso per il Palazzo Gotico (Palacio Gotico) voluto da Alfonso Il Saggio. La differenza non è tanto dovuta alla maggior antichità di quest’ala della fortezza (risalente alla metà del ‘200), quanto alla ricostruzione successiva al terremoto del 1755 che, sia pur con epicentro a Lisbona, arrecò molti danni anche a Siviglia. La ricostruzione, infatti, avvenne seguendo i dettami del barocco propri del XVIII secolo. Lezione che ritorna pure in altre parti della Real Alcazar, insieme a contributi invece tipicamente rinascimentali. Insomma un mix di diversi stili architettonici armonicamente combinati che, insieme ai giardini, alle fontane e a innumerevoli altri scorci rendono la visita piacevole anche a chi è a digiuno di nozioni di storia dell’arte.
Per gli orari di visita vedi la tabella.

Mesi / Giorni Ott-Mar Apr-Set
Lun-Dom 09:30
17:00
09:30
19:00

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.alcazarsevilla.org

4 Archivio delle Indie

Foto di Florian Batalla
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Come abbiamo ricordato in apertura, Siviglia, dopo la scoperta dell’America, accrebbe notevolmente il suo potere commerciale. In una prima fase, le transazioni tra grossisti e acquirenti avvenivano sulle scale della Cattedrale, ma sorse presto l’esigenza di realizzare un edificio specifico per lo scopo. Nacque così la Lonja de Mercaderes (Casa dei Mercanti) a pochi passi dalla Cattedrale e l’Alcazar. Diversamente da queste strutture, però, la Lonja de Mercaderes rispecchiava lo stile rinascimentale del ‘500, ed è proprio la differente cifra stilistica ad aver indotto l’UNESCO a inserire pure questo terzo edificio tra i siti sotto tutela. Oltre alla motivazione architettonica, ce n’è però una storica: questo palazzo, infatti, nel XVIII secolo cambiò destinazione d’uso. Non più luogo d’affari, ma sede dell’Archivio delle Indie (Archivio General de Indias). Due secoli dopo la scoperta dell’America era giunto il momento di razionalizzare tutto il materiale archivistico nel frattempo accumulato e questo palazzo a due piani in Avenida de la Constitucion si prestava bene allo scopo. Mappe, cartine, appunti di viaggio (compresi i testi autografi di Colombo, Magellano, Cortés e altri avventurieri) sono qui catalogati e custoditi secondo i più moderni criteri di archivistica. Dunque quella all’Archivio delle Indie di Siviglia è una visita di grandissimo interesse storico-culturale, imperdibile per gli appassionati delle vicende di Cristoforo Colombo.
Per gli orari di visita vedi la tabella.

Mesi / Giorni 16 Set-15 Giu 16 Giu-15 Set
Lun – Ven 08:00
15:00
08:00
14:30

Per maggiori informazioni visita il sito: Archivo General de Indias

5 Il Municipio di Siviglia

Foto di Simon & Vicki
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Il Municipio di Siviglia

Tra i palazzi di interesse storico di Siviglia va assolutamente ricordato anche il municipio. L’Ayuntamiento, infatti, è un edificio rinascimentale, la cui particolarità risiede nella ricercatezza delle decorazioni esterne, specie quelle della facciata che dà su Plaza de San Francisco. Siamo al cospetto di una delle più significative testimonianze di quello stile plateresco che durante tutto il XVI secolo si diffuse nelle colonie americane e in Messico. Uno stile che nasce dalla fusione di elementi gotici, rinascimentali e ispano-moreschi e che in Italia si ritrova nell’architettura religiosa barocca di Lecce. Volendo, l’Ayuntamiento de Sevilla è visitabile pure all’interno. Maggiori informazioni sul sito ufficiale: www.sevilla.org.

6 Museo delle Belle Arti

Foto di Elliott Brown
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Dopo il Museo del Prado di Madrid, il Museu de Bellas Artes de Sevilla è la seconda pinacoteca più importante di tutta la Spagna. Si trova in Plaza del Museo, in posizione un po’ defilata rispetto al trambusto del centro storico, ma in ogni caso facilmente raggiungibile. La sua fondazione risale al 1836. In quell’anno, infatti, il governo centrale dispose una serie di espropri di opere d’arte provenienti da monasteri e conventi. Parte di queste confluì in un altro ex convento (Merced Calzada) costruito a inizio ‘600 dall’architetto e scultore Juan de Oviedo. E, infatti, oltre alle innumerevoli testimonianze pittoriche presenti, tra i motivi di fascino del museo vanno annoverate pure le caratteristiche architettoniche dell’edificio, tra gli esempi più significativi del manierismo andaluso. Tornando alla pittura, grande risalto viene dato alle opere di Bartolomè Esteban Murillo, Juan de Vales Leal e Francisco de Zubaran, i più autorevoli interpreti della cosidetta “Scuola di Siviglia” corrente pittorica del XVII secolo in cui confluiscono temi rinascimentali e barocchi. Naturalmente non è finita perché il museo, articolato in 14 sale, ospita anche capolavori medievali e opere, invece, del XVIII, XIX e XX secolo. Insomma una panoramica completa dal medioevo all’età moderna che arrichisce notevolmente l’offerta culturale di Siviglia. Da non perdere!
Per gli orari di apertura vedi la tabella.

Giorni / Mesi 1 Set – 30 Giu 1 Lug – 31 Ago
Lun chiuso chiuso
Mar-Sab 09:00
20:00
09:00
15:00
Dom 09:00
15:00
09:00
15:00

Per maggiori informazioni sulla storia, i prezzi (gratis per i cittadini dell’Unione Europea) e le modalità di visita clicca qui.

7 Metropol Parasol

Foto di bogitw
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Metropol Parasol

A rendere unico il centro di Siviglia non ci sono solo gli edifici storici su cui ci siamo soffermati finora. Da vedere, in Plaza de La Encarnacion, c’è anche il Metropol Parasol, la più grande struttura in legno al mondo. A volerne l’edificazione, il comune di Siviglia desideroso di valorizzare l’area dell’antico mercato cittadino dopo lunghi anni di sostanziale abbandono. Nel 2005, dunque, cominciarono i lavori di questa struttura polifunzionale progettata dall’architetto tedesco Jurgen Mayer. Tuttavia i locali sin dall’inizio hanno preferito chiamare quest’edificio in altro modo, e cioè “Las Setas de la Encarnacion”. Las Setas significa “I Funghi”, a rimarcare la forma ondulata – a mo’ di funghi, appunto – dei mega ombrelloni in legno micro-laminato che disegnano per intero questo mastodontico edificio a cinque piani. Al primo sorge l’Antiquarium, zona archeologica coi reperti dell’antica Hispalis, la città romana. Subito dopo c’è l’area di informazioni turistiche e l’accesso agli ascensori che conducono invece al Mirador, la terrazza panoramica che regala una magnifica vista della capitale andalusa. In mezzo, trovano spazio il nuovo mercato comunale e un ristorante da centinaia di coperti. Va detto che il giudizio sull’opera non è unanime. Gli abitanti di Siviglia fanno fatica a mettere questa struttura iper moderna sullo stesso piano della Cattedrale e dell’Alcazar. I numeri turistici, invece, raccontano altro. Dal 2011, anno di inaugurazione, è stato infatti un crescendo di visite. Segno di un’operazione riuscita almeno dal punto di vista commerciale. Per maggiori informazioni visita il sito: setasdesevilla.com.

8 Basilica de la Macarena

Foto di Ramallo
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Basilica de la Macarena

Il patrimonio chiesastico di Siviglia è talmente ricco e variegato che meriterebbe una trattazione a parte. Da approfondire, infatti, non ci sono solo i dettagli architettonici, ma pure quelli storico-religiosi che, nel caso della capitale andalusa, girano attorno il ruolo decisivo delle Confraternite (Hermanidades). Confraternite che sono le protagoniste assolute dei festeggiamenti della Semana Santa (dalla domenica delle Palme alla domenica di Pasqua), durante la quale la città è attraversata da un grande fermento religioso che funziona anche da attrattore turistico. Nella Basilica de la Macarena (dal nome del quartiere omonimo) è custodita la statua più venerata della città. Stiamo parlando della Vergine della Speranza (Virgen Esperanza) scultura anonima del ‘600 che gli abitanti di Siviglia chiamano affettuosamente “guapa” (vd. foto). La statua, fino al 1936, era custodita nella chiesa di San Gil, andata poi distrutta da un incendio divampato durante la guerra civile tra nazionalisti e repubblicani. A seguito dell’evento fu necessario costruire un nuovo tempio e così si marciò spediti (dal 1941 al 1949) all’edificazione della nuova chiesa realizzata in stile barocco. Poco distante dalla Basilica c’è il museo della confraternita. All’interno sono custoditi numerosi ex voto (molti dei quali donati dai toreri sivigliani), oltre alla piattaforma in argento utilizzata per portare in processione la statua fino alla Cattedrale durante i festeggiamenti pasquali. Da vedere! Per maggiori informazioni sulla storia e il patrimonio della confraternita visita il sito ufficiale: www.hermandaddelamacarena.es.

9 Quartiere Triana

Foto di joseluis1960
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Quartiere Triana

Il barrio più autentico di Siviglia. Questa è l’opinione prevalente nei confronti di Triana, il quartiere sulla sponda opposta del Guadalquivir, il fiume che attraversa la città. Alla base di un giudizio così lusinghiero concorrono diversi fattori: la storia, innanzitutto, trattandosi di un antico insediamento romano (Triana deriva da Traiano, l’imperatore che fondò la colonia); in secondo luogo la religione, dal momento che qui nacquero Santa Rufina e Santa Giusta, patrone della città (martirizzate dagli stessi romani nel III secolo d. C.); infine il flamenco, essendo questo il quartiere dove si trovano alcune tra le scuole più importanti (ballaores) di tutta la Spagna. Ma non è finita, perché Triana è tante altre cose: qui, infatti, c’è il mercato più caratteristico di tutta la città e sempre qui sorge quel Castillo de San Jorge che per diversi secoli fu sede della Santa Inquisizione. Sempre a Triana, inoltre, troviamo l’antica Iglesia de Santa Ana, la prima chiesa a essere edificata dopo la cacciata dei mori, e il Centro Ceramica Triana, spazio espositivo dove viene descritto passo passo il processo produttivo delle azulejos, le piastrelle colorate patrimonio ornamentale della Penisola Iberica. Last but not least il Ponte de Isabel II (vd. foto) che dal 1852 unisce le due sponde della città. Spesso, per rendere l’importanza strategica di quest’opera viene fatto il parallelo col Ponte delle Catene che unisce invece le due sponde di Budapest. Insomma il Barrio de Triana è una tappa imperdibile di una visita a Siviglia. Oltrettutto, a detta dei più, si mangia benissimo il che non è mai un dettaglio secondario.

10 Parque de Maria Luisa

Foto di 12019
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Parque de Maria Luisa

Maria Luisa Fernanda di Borbone, Jean Claude Forestier e Anibal Gonzales: è grazie a queste tre personalità che Siviglia può vantare uno dei giardini pubblici più belli di Spagna, non a caso dichiarato Bene di Interesse Nazionale dal governo di Madrid. La storia di questo parco comincia nel 1893 con la donazione alla città da parte della duchessa di Montepensier (Maria Luisa Fernanda di Borbone) di quasi tutto il terreno attorno Palazzo Sant’Elmo (Palacio de Sant’Elmo), sede del governo andaluso. Il comune fece il resto dando mandato nel 1911 al paesaggista francese Jean Claude Forestier di disegnare il giardino. Tuttavia, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale rallentò il progetto che riprese solo dopo la fine del conflitto sotto la direzione di Anibal Gonzales Ivarez-Ossorio. Quest’ultimo, per Siviglia, ha avuto la stessa importanza di Antoni Gaudì per Barcellona. A Gonzales si deve il disegno delle bellissime Plaza de Espana (vd. foto) e Plaza de America. La prima rappresenta il cuore del Parque de Maria Luisa e da un punto di vista architettonico costituisce un mix riuscitissimo di elementi rinascimentali e barocchi. Tra l’altro, una statua bronzea del grande architetto campeggia su questa piazza, che fu biglietto da visita dell’Esposizione Universale (EXPO) del 1929 che appunto si svolse a Siviglia. Plaza de America, invece, ospita altri due edifici di grande interesse storico-culturale: il Museo Archeologico, che architettonicamente richiama quello stile plateresco cui abbiamo accennato a proposito del Municipio; e il Museo delle Arti e dei Costumi Popolari che invece si ispira al gotico-mudejar dell’Alcazar e di altri edifici cittadini. Da non perdere, inoltre, la visita della Torre del Oro, dalla cui terrazza si gode una meravigliosa vista della città. Si tratta di un avamposto difensivo realizzato dalla dinastia almohade a protezione del porto cittadino. Dopo la Reconquista di Ferdinando III di Castiglia sono stati aggiunti altri dettagli architettonici che però non hanno cancellato l’originaria impronta moresca. Infine un consiglio. Considerate le dimensioni del parco (ca. 22 ettari) è impossibile girarlo a piedi, per lo meno in una sola volta. In loco però è possibile noleggiare una bici o fare un giro in carrozza. Da non perdere!

11 Monastero Santa Maria de las Cuevas

Foto di joseluis1960
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Monastero Santa Maria de las Cuevas

L’Esposizione Universale del 1929 cui abbiamo accennato parlando del Parque de Maria Luisa non è stata l’unica di Siviglia. Un’altra EXPO, nel 1992, rilanciò la capitale andalusa restituendole la dimensione internazionale che meritava dopo la lunga parentesi del franchismo e gli anni difficili della transizione democratica. Come succede sempre in questi casi, un evento di tale portata si accompagnò a importanti progetti di trasformazione urbana. La zona maggiormente investita dai cambiamenti fu La Cartuja, parte della città stretta tra due bracci del fiume Guadalquivir e per questo impropriamente ritenuta un’isola. Cartuja che significa “Certosa” perché in quest’area argillosa, poco distante dal Barrio Triana, sorgeva un antico monastero oggi riconvertito in Centro Andaluso di Arte Contemporanea (CAAC). Nonostante la nuova destinazione d’uso, le vestigia gotiche e mudejar del Monastero de Santa Maria de Las Cuevas continuano a rappresentare una parte importante della visita al sito nel quale pare fosse solito soggiornare il grande Cristoforo Colombo. Non a caso, nel giardino dell’ex convento spicca un gigantesco ombù, pianta americana che – si dice – venne piantata da Fernando, uno dei figli dell’ammiraglio genovese, proprio per commemorare il padre. Ma non è finita, perché oltre all’arte contemporanea e all’architettura andaluse, questo monastero, dal 1839 al 1992, venne riadattato in fabbrica di ceramica. O meglio, in una delle più importanti fabbriche di ceramica dell’Andalusia. Merito dell’iniziativa fu dell’inglese Charles Pickman che rivoluzionò i processi produttivi della ceramica azulejo esportandone la fama fuori dai confini della penisola iberica.
Per gli orari di apertura del Centro Andaluz de Arte Contemporaneo vedi la tabella.

Giorni Orari
Lun chiuso
Mar-Sab 11:00
21:00
Dom 10:00
15:30

Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: www.caac.es (disponibile la versione in inglese)

1 Meglio evitare l’estate

Da metà giugno a settembre inoltrato la temperatura a Siviglia si mantiene costantemente sopra i 30°C con diverse punte sopra i 40°C. Ovvio, perciò, che se soffrite il caldo e il sol leone l’estate non è il periodo migliore per visitare la città. Molto meglio i mesi primaverili o, in alternativa, l’autunno. I mesi invernali, invece, pur essendo miti, sono molto piovosi, il che oggettivamente limita le possibilità di spostamento. Discorso a parte per la Semana Santa e la Feria de Abril. Si tratta dei due eventi di maggior prestigio per la città e parteciparvi è sicuramente motivo di grande fascino. Nel caso, però, conviene prenotare con un buon margine di anticipo, mettendo anche in preventivo che il costo delle strutture ricettive lievita rispetto agli altri periodi dell’anno.

2 Occhio ai borseggiatori

Valgono per Siviglia le stesse precauzioni che abbiamo evidenziato tante volte nei precedenti articoli: evitare di girare con molti contanti dietro; lasciare incustodita la borsa ai tavolini di un bar; tenere il portafogli nel taschino posteriore dei pantaloni o indossare orologi, catene, bracciali di grande valore. Specie nelle zone affollate, dove c’è un gran via vai di persone, il rispetto di queste accortenze mette al riparo da sgradevoli sorprese. Attenzione, inoltre, a girare nel cuore della notte. Al di là di questi aspetti, peraltro comuni a quasi tutte le grandi città europee, Siviglia è una località assolutamente tranquilla. Perciò niente paura e buona vacanza!

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