Elche

Elche

Vale per Elche (o Elx) quanto detto in precedenza a proposito di Alicante. Non fatevi ingannare dalla collocazione all’interno dell’articolo. Al contrario, Elche è forse la località più interessante tra quelle che si susseguono lungo i 160 chilometri della Costa Blanca. Basti pensare che la città dispone di tre diversi beni culturali posti sotto tutela Unesco. Un dettaglio, questo, di non poco conto che avvalora quanto detto all’inizio a proposito della ricchezza materiale e immateriale della Costa Blanca, non riducibile soltanto alle innumerevoli spiagge presenti. Prendiamo, per esempio, El Palmeral, il palmeto più grande d’Europa, che più di ogni altra cosa ha contribuito alla popolarità di questa cittadina di oltre 200.000 abitanti a una quindicina di chilometri dalla costa. Migliaia di palme, retaggio dell’antica dominazione araba, circondano e proteggono la città, al punto che possiamo affermare senza retorica che non c’è aspetto della vita di un abitante di Elche (studio, lavoro, tempo libero, sport eccetera) che non avvenga all’ombra di una palma. El Palmeral è un sito grandissimo, diviso in diverse aree: da non perdere l’Huerta del Cura, non a caso nominato “giardino di interesse nazionale”. La tutela Unesco, invece, oltre che il dato storico sottolinea anche gli aspetti culturali ed estetici, dal momento che la coltivazione della palma è proseguita a dispetto della perdita di valore commerciale registratasi nel corso degli anni. Discorso analogo per I Misteri di Elx, la festa religiosa che si svolge nella Basilica di Santa Maria il 14 e il 15 agosto. Si tratta, infatti, di un antico rito religioso, addirittura precedente il Concilio di Trento, incentrato sulla morte, l’ascensione e l’incoronazione della Vergine Maria. Last but not least il Museo de Pusol che raccoglie migliaia di reperti e materiali attinenti lavoro, costumi e abitudini della Elche del passato. Un gigantesco museo della memoria locale, per questo motivo premiato e tutelato dall’Unesco. A tanta grandezza vanno aggiunte le tracce architettoniche arabe (da non perdere i Banys Arabs), rinascimentali e barocche, senza dimenticare i musei e le spiagge (El Altet, Arenales del Sol, El Carabassi eccetera) diverse delle quali “Bandiera Blu” per la limpidezza delle acque. Insomma, Elche vale da sola un viaggio in Costa Blanca. Avvisati!

Alicante

Alicante

Non fatevi ingannare dalla collocazione al settimo posto tra le cose da fare e vedere nella Costa Blanca. La scelta obbedisce esclusivamente a esigenze narrative. Al contrario, Alicante (o Alicant) è quasi sempre la prima tappa di un viaggio alla scoperta delle meraviglie della comunità valenzana. La città, infatti, è un importante nodo aereo, terrestre e marittimo anche perché, a fianco il turismo, che comunque è la voce preponderante, industria e commercio pure giocano un ruolo importante nel determinare le sorti economiche del territorio. Quanto alle attrazioni turistiche c’è l’imbarazzo della scelta: al primo posto, ça va sans dire, c’è il Castello di Santa Barbara (Castillo de Santa Barbara) in cima al monte Benacantil, la collina che domina la città. Questa fortezza è un compendio architettonico quasi perfetto delle diverse civiltà che hanno abitato Alicante, giustamente attratte dalla strategicità del luogo per impiantare i propri commerci e traffici. Anche il lungomare – Explananada de Espana – merita assolutamente una visita, come pure il Museo d’Arte Contemporanea (MACA) e il Museo Archeologico Provinciale (MARQ). Non è finita perché ci sono le chiese, su tutte la Cattedrale di San Nicolas, e soprattutto le spiagge (San Juan, Postiguet, de la Albufereta eccetera). Assolutamente consigliata, infine, la gita in barca alla vicina Isola di Tabarca, una delle mete più gettonate tra i subacquei ricreativi che frequentano la località. Da vedere!

El Campello

El Campello

A metà strada tra Benidorm e Alicante (vedi prossimo punto) vale la pena fare un salto a El Campello. Siamo nel cuore della Costa Blanca, tra lunghi tratti di spiaggia (su tutte Playa Muchavista) e insenature rocciose. Uno scenario ideale per gli amanti degli sport acquatici (canoa, vela, windsurf, diving eccetera) che qui trovano condizioni ottimali per coltivare le proprie passioni. Non solo mare, però. Alle spalle della costa, infatti, partono diversi sentieri naturalistici per la gioia degli appassionati di trekking e mountain bike. Segnaliamo en passant le Grotte di Canelobre (Cuevas de Canelobre) cavità di grande interesse speleologico. Come pure di grande interesse è il sito archeologico La Illeta dels Banyet (vd foto). Si tratta di una piccola penisola che si snoda sinuosa sul mare oggetto negli anni di successive campagne di scavo che hanno portato alla luce reperti riconducibili a diverse ere storiche: dall’Età del Bronzo, al medioevo, passando per il periodo iberico e l’epoca romana. Insomma, come stiamo cercando di evidenziare sin dall’inizio, di ragioni per visitare la Costa Blanca ce ne sono davvero moltissime, ben oltre la considerazione dei soli aspetti legati al turismo estivo e balneare. Da non perdere!

Benidorm

Benidorm

Se è vero che l’equilibrio tra tipicità e modernità è una delle caratteristiche della Costa Blanca, è altrettanto vero che ci sono pure le eccezioni. Benidorm è una di queste. Qui il turismo di massa ha modificato l’assetto urbanistico in modo più significativo che altrove. Da borgo di pescatori e contadini che era, questa città di circa 70.000 abitanti è diventata la “Manhattan del Mediterraneo” con un’increbile offerta alberghiera cui bisogna aggiungere, ovviamente, tutto l’indotto turistico associato (bar, pub, ristoranti, negozi eccetera). I cambiamenti, inevitabilmente, hanno investito anche le due spiagge di Levante e Ponente. Entrambe lunghe e profonde, Playa Levante e Playa Ponente oltre al mare cristallino e alla sabbia bianca offrono un’increbile quantità di servizi: lettini; ombrelloni; sdraio; pedane; docce; bagni; aree giochi e spazi dedicati alle innumerevoli attività praticabili in spiaggia e in mare. Insomma una località turistica iper-moderna, attiva tutto l’anno, con numeri record durante i mesi estivi. Tuttavia, guai a pensare che sia tutto qui: basta spingersi un po’ nell’entroterra per ritrovare paesaggio, ruralità e architettura tipica. Citiamo en passant tre località facilmente raggiungibili da Benidorm (anche da Calpe): le cascate dell’Algar (Fuentes dell’Algar); la graziosa cittadina di Alcoi e Guadalest, quest’ultimo minuscolo borgo di appena 200 abitanti celebre per il suo castello.

Altea

Altea

Spesso trascurata nello storytelling sulla Costa Blanca, Altea, al contrario, merita assolutamente una visita. La città, infatti, ha un’atmosfera bohemien che affascina molto quei turisti alla ricerca di qualcosa di diverso rispetto ai “soliti” divertimenti delle località balneari. Certo anche qui il turismo di massa ha modificato l’assetto urbanistico con la differenza, però, che il centro storico è rimasto abbastanza al riparo dalle “esigenze” e gli “appetiti” dell’industria alberghiera. Risultato: viuzze strette e acciottolate; rotonde fiorite; case bianche e numerosi belvedere dove fermarsi a contemplare il paesaggio tutt’attorno. Da vedere la Chiesa de La Madre de Deu de Consol, mentre per quel che riguarda le tradizioni locali segnaliamo Castel de l’Olla, seguitissimo evento piromusicale che si svolge ogni anno ad agosto il sabato precedente la ricorrenza di San Lorenzo. Per il resto anche qui sole, mare e spiagge bellissime (Playa de la Rada, Playa de Cap Blanch, Albir eccetera) in cui trascorrere piacevoli giornate all’insegna del relax e del divertimento.

Calpe

Calpe

Calpe (o Calp) è un’ulteriore dimostrazione di come, sulla Costa Blanca, tradizione e turismo riescano a convivere armoniosamente senza che un aspetto prevarichi l’altro (quasi sempre il secondo sul primo) alterando irrimediabilmente l’identità del luogo. Il compromesso spiega il persistere della viticoltura nell’entroterra, mentre lungo il litorale di circa 11 chilometri è tutto un susseguirsi di hotel, pub, bar e ristoranti. Anche lungo la costa, però, resiste un’oasi naturalistica di grandissima importanza. Stiamo parlando del Picco d’Ifach (vd. foto), blocco calcareo di circa 330 metri, rifugio per diverse specie di uccelli nonché scrigno di biodiversità anche dal punto di vista floristico. Le escursioni sul Penyal d’Ifac, insieme alla visita di quel che resta dei Banos de la Reyna (salina d’epoca romana), le mura medievali e la chiesa in stile mudejar (l’unica della comunità valenciana) intitolata alla Madonna della Neve sono le altre cose da vedere durante il soggiorno in città. Senza dimenticare, ovviamente, le spiagge e tutte le attività outdoor praticabili in una moderna località balneare. Da vedere!

Jávea

Jávea

Come accennato in apertura le città e i paesi della Costa Blanca sono molto più di semplici località balneari. Jávea, una decina di chilometri più a sud di Dénia, ne è la prova provata. Il centro storico, infatti, offre notevoli spunti di interesse architettonico e culturale. Su tutti la Chiesa di San Bartolomeo, non a caso dichiarata monumento artistico nazionale già negli anni ’30 del secolo scorso. Dunque un territorio con una propria storia artistica, civile e religiosa che il presente turistico fatto, invece, di mare, sole, spiagge [El Arenal (vd. foto) e Granadella] e attività outdoor (canoa, vela, windsurf eccetera) non ha scalfito. A tal riguardo, da non perdere i festeggiamenti per la festa del Virgen del Carmen che ogni anno, il 16 luglio, riscontrano una partecipazione notevole. Quanto alle attività turistiche, la zona del porto è quella maggiormente sviluppata. È lì, infatti, che sono concentrate molte strutture ricettive, di svago e ristorazione. Da vedere!

Dénia

Dénia

Il nostro viaggio alla scoperta della Costa Blanca parte da Dénia, città di poco più di 40.000 abitanti a sud di Valencia (ca.100 km). Oltre a essere una rinomata località turistica, molto apprezzata da olandesi, tedeschi e inglesi, Dénia è un importante nodo marittimo e commerciale con Ibiza e l’intero arcipelago delle Baleari. Da vedere, sia il Castello musulmano che il Museo archeologico dove sono conservati numerosi reperti di epoca romana e moresca. Dalla collina dove sono ubicati questi due edifici si scorge un bellissimo panorama che si spinge fino al Parc Natural de Montgò distante circa 10 chilometri. E, proprio le escursioni all’interno di questo parco, insieme alle più interne Grotte di Cavaleres e, ovviamente, alle spiagge di Les Marinas e de las Rotes (nella foto la Torre del Gerro sulla spiaggia de las Rotes) rappresentano i maggiori punti di interesse per chi desidera approfondire la conoscenza della città e dei suoi dintorni. Dal punto di vista architettonico, invece, segnaliamo la Chiesa dell’Assunzione recante innumerevoli tracce di epoca rinascimentale e barocca, mentre dal punto di vista gastronomico vale la pena assaggiare i gamberetti, pesca tradizionale del luogo, tuttora molto praticata.

Fare attenzione alla scelta dell’hotel (fuori stagione)

Fare attenzione alla scelta dell'hotel (fuori stagione)

In apertura abbiamo accennato al fatto che nei periodi di bassa stagione le tariffe alberghiere sono più abbordabili. Un affare considerando che la Costa Blanca vanta un clima mite e soleggiato quasi tutto l’anno. E perciò, quand’anche fosse sconveniente fare il bagno a mare, abbiamo visto che di alternative praticabili non ne mancano di certo. C’è un aspetto, però, cui bisogna fare un po’ di attenzione. Molti alberghi, infatti, durante il periodo invernale (fino a ridosso della primavera) ne approfittano per effettuare i lavori di manutenzione necessari al  mantenimento della struttura. Un dettaglio, questo, che potrebbe rendere il soggiorno un po’ troppo rumoroso azzerando, di fatto, il vantaggio economico cui abbiamo accennato poco sopra. Quindi, meglio informarsi preventivamente.

Non rimanere troppo a lungo

Non rimanere troppo a lungo

Assaggiare la sacher torte; visitare il Museo regionale tirolese Ferdinandeum; passeggiare sul lungofiume; godersi l’atmosfera dei mercatini di Natale e tante altre opportunità che non abbiamo menzionato ma che arricchiscono ulteriormente la visità in città. A dispetto di tanta varietà, però, Innsbruck è una città che si gira benissimo in due o tre giorni. Perciò, se avete in mente una vacanza più lunga è meglio estenderla a una o più località nei dintorni. La scelta anche qui non manca. Altrimenti un weekend va più che bene, specie durante il periodo natalizio.

Hungerburgbahn

Hungerburgbahn

In apertura di articolo abbiamo accennato al fatto che in appena mezz’ora è possibile passare dal centro storico di Innsbruck agli oltre 2000 metri della Nordkette. La circostanza è possibile grazie a una funicolare attiva fin dagli inizi del ‘900, e che però nella prima decade del XXI secolo ha subito una radicale trasformazione grazie all’intervento di Zaha Hadid, architetta di fama mondiale artefice, sempre a Innsbruck, pure del trampolino del Bergisel (vedi punto 6). Grazie all’avveneristico progetto di Zaha Hadid l’Hungerburgbahn è diventata un’attrazione turistica a sé stante in grado di richiamare moltissimi turisti per via del suo stile futuristico. Infatti, nonostante le fermate siano soltanto 4 (Station Congress – Löwenhaus – Alpenzoo – Hungerburg) e i posti poco più di cento, c’è la ressa per salire su questa sbalorditiva funicolare al termine della quale, dopo un breve tragitto a piedi, c’è la cabinovia che conduce ai 2000 metri della vetta della Nordkette. Da fare! Per maggiori informazioni: nordkette.com (disponibile la versione in inglese).

Alpenzoo

Alpenzoo

Tra le tappe irrinunciabili di una vacanza a Innsbruck c’è sicuramente l’Alpenzoo, il parco faunistico più ad alta quota d’Europa. Si trova alle pendici della Nordkette, una delle catene montuose che cingono la capitale del Tirolo. Grazie alla spettacolare funivia progettata dall’archistar Zaha Hadid, e di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto, dal centro città occorrono soltanto una ventina minuti per raggiungere questo parco attivo dal 1962. Una visita adatta a grandi e piccini che, in un paio d’ore, possono apprendere di più sulla fauna alpina divertendosi tra percorsi didattici e giochi all’aria aperta. All’interno dell’Alpenzoo vivono picchi, merli, castori, stambecchi, linci, lupi e un’infinità di altri animali, tra cui diverse specie a rischio estinzione, giornalmente seguiti dagli scienziati e dal personale addetto alla manutenzione del parco. Struttura che realizza un duplice obiettivo: contribuisce, infatti, alle fortune turistiche di Innsbruck e, allo stesso tempo, al mantenimento della fauna alpina. Da non perdere! Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale www.alpenzoo.at (disponibile la versione in italiano).

Mondi di cristallo Swarovski

Mondi di cristallo Swarovski

A una quindicina di chilometri da Innsbruck, nella cittadina di Wattens, c’è la sede della Swarovski, da oltre un secolo azienda leader nella produzione di manufatti in cristallo. Un marchio globale, dunque, che però ha mantenuto forte il legame col territorio, al punto da aver realizzato qui, nel cuore del Tirolo, una sorta di mondo incantato con attrazioni incredibili per grandi e bambini. Stiamo parlando, appunto, dei “Mondi di Cristallo Swarovski” (Swarovski Kristallwelten) realizzati nel 1995 per celebrare il centenario dell’azienda. Un’attrazione che in poco più di vent’anni ha richiamato oltre venti milioni di visitatori giustamente ammaliati dalle “Camere delle Meraviglie”, il “Giardino”, l’installazione “Nuvola di Cristallo”, l’ “Area Giochi” per bambini e le innumerevoli attività che, specie durante il periodo estivo, allietano la visita dei turisti. L’ideale per una gita fuori porta per chi soggiorna a Innsbruck, resa ancora più facile dalla frequenza dei collegamenti tra il capoluogo e questa “piccola-grande” città di circa 8000 abitanti. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: kristallwelten.swarovski.com.

Castello di Ambras

Castello di Ambras

Appena fuori Innsbuck (ca. 4 km) c’è il “museo più antico del mondo”. Così è conosciuto il Castello Ambras (Schloss Ambras) dell’Arciduca Ferdinando II (1529 – 1595). La fama è legata alla passione per il collezionismo di questo rampollo della dinastia asburgica capace di raccogliere nelle mura della sua dimora tirolese armature, armi, ritratti, oggetti naturali, scientifici, musicali, preziosi eccetera. Non si trattava, però, di accumulo compulsivo. Al contrario, nella passione per le arti e la conoscenza di Ferdinando II c’erano ricerca e sistematicità. E fu proprio grazie a queste caratteristiche che Castel Ambras venne rinominato “museo” tanto più che qui, nel cuore del Tirolo, le collezioni furono messe a disposizione di una platea più ampia della famiglia reale e dei nobili. Un’apertura agli strati popolari che dimostrava il profondo umanesimo di Ferdinando II protagonista, tra le altre cose, di un matrimonio fuori dalla cerchia reale, circostanza “scandalosa” per quel tempo. Insomma, il Castello di Ambras non è solo una tappa imperdibile di un viaggio a Innsbruck; è soprattutto un tassello fondamentale per chiunque sia desideroso di approfondire la cultura rinascimentale europea. Non a caso, è sede distaccata del Museo di Storia dell’Arte di Vienna. Per maggiori informazioni sulla storia, le opere esposte, le mostre temporanee, gli orari e le modalità di visita consultare il sito ufficiale: www.schlossambras-innsbruck.at (disponibile la versione in inglese).

Trampolino del Bergisel

Trampolino del Bergisel

Tra le attrazioni principali di Innsbruck c’è sicuramente il trampolino per il salto con gli sci del Monte Isel (Bergiselschanze). Questa collina di circa 800 metri a sud della città ha un’importanza storica notevole: vi si radunavano, infatti, le milizie al servizio di Andreas Hofer, l’eroe che liberò la città dal giogo bavarese restituendo al Tirolo l’agognata indipendenza. Dunque un luogo storico che nel corso del ‘900, però, è stato trasformato in moderno impianto sciistico arrivando a ospitare per ben due volte – nel 1964 e nel 1976 – le Olimpiadi invernali. Alle strutture sciistiche già esistenti si è aggiunto nel 2001 quest’avveneristico trampolino progettato dall’archistar Zaha Hadid. Pariliamo di un’opera di pregevole fattura che non ha tardato a imporsi come attrattiva turistica anche perché, in maniera lungimirante, assieme all’impianto sportivo vero e proprio, sono stati realizzati anche cabinovia, ascensore, caffè panoramico e terrazza belvedere. Il trampolino del Monte Isel è facilmente raggiungibile col pullman turistico “The Sightseer”. Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale: www.bergisel.info/at (disponibile la versione in italiano).