Trento

Foto di Marco Assini
Trento

11 cose da fare e vedere a Trento e 1 da non fare

Raccontare Trento non è semplice. C’è un’evidente sproporzione tra l’estensione territoriale tutto sommato ridotta e l’importantissimo ruolo storico che, invece, la città ha esercitato nel corso dei secoli. Bisogna necessariamente partire dall’eredità romana, le cui tracce sono rinvenibili nell’urbanistica del centro e nello stesso toponimo Trento, derivazione del latino Tridentum. Poi c’è il ruolo giocato dalla Chiesa, sia nel consolidamento dell’autonomia locale che, soprattutto, nel dettare i precetti della dottrina cattolica contro le sfide del Protestantesimo (Concilio di Trento). Ancora, l’antagonismo che ha attraversato tutto l’800 tra fautori dell’italianità e fedeli all’Impero Austro-Ungarico per arrivare, infine, al prezzo pagato dalla città in occasione dei due conflitti mondiali. Ma non è finita perché nel racconto di Trento non può mancare lo spettacolo delle montagne tutt’attorno, soluzione ideale per gli amanti del trekking e degli sport invernali. Insomma, una città bellissima e ricca di fascino di cui, a seguire, scopriremo insieme le principali attrazioni. Buona lettura.

1 Piazza del Duomo

Foto di Marco Assini
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Piazza del Duomo è il punto di partenza obbligato di una visita a Trento. Non solo perché ne è il principale centro di attrazione, ma anche perché confluiscono in essa le strade più importanti della città. Insomma, sia punto di interesse che nodo viario secondo uno schema mutuato dalla tradizione urbanistica romana e consolidatosi nel corso del medioevo. Oltre alla Cattedrale di San Vigilio, di cui parleremo nel prossimo punto, Piazza del Duomo ospita altri palazzi di grande interesse storico-culturale. Meritano, in particolare, Palazzo Cazuffi e Palazzo Rella, due edifici attigui la cui particolarità consiste nella decorazione delle rispettive facciate. Non è finita, perché sempre in zona, ci sono Palazzo Pretorio e la Torre Civica. Il primo è sede del Museo Diocesano Tridentino che ospita, documenti, reperti e opere d’arte d’inestimabile valore, mentre la Torre Civica è una struttura militare medievale (venne utilizzata anche come prigione) dalla cui sommità si sparavano colpi di artiglieria e fuochi d’artificio durante le feste del Concilio e al passaggio di grandi personalità. Infine, guai a dimenticare la Fontana del Nettuno proprio al centro della piazza. Secondo alcune fonti storiche la collocazione della statua, raffigurante il dio romano con in mano un tridente, va messa in relazione all’antico nome della città Tridentum.

2 Cattedrale di San Vigilio

Foto di Burkhard Mücke
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Risalente al XII secolo, il Duomo di Trento venne eretto su una preesistente basilica paleo-cristiana i cui resti sono tuttora visibili nella cripta dell’edificio. La chiesa, a tre navate e a croce latina, è intitolata al patrono San Vigilio, le cui spoglie sono custodite all’interno, accanto a quelle dei santi Sisinio, Martirio e Alessandro. A colpire è soprattutto la mescolanza di stili architettonici: gotico, romanico, rinascimentale e barocco raccontano ognuno una precisa fase storica della cattedrale, celebre per avere ospitato i lavori del Concilio di Trento. A ricordo dell’evento, la Cappella del Crocifisso realizzata nella parte meridionale della chiesa. A pianta quadrata e sormontata da una cupola, questa cappella ospita il crocifisso ligneo davanti al quale vennero proclamati quei decreti conciliari fondamentali per gli sviluppi della dottrina cattolica dal ‘600 in avanti. Scontato, quindi visitare la Cattedrale di San Vigilio in abbinamento al Museo Diocesano Tridentino di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto. Per maggiori informazioni sulla Cattedrale di San Vigilio consultare il sito: www.cattedralesanvigilio.it.

3 Museo Diocesano Tridentino

Foto di Darren and Brad
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La visita del Duomo di Trento e quella di Palazzo Pretorio vanno insieme per diversi motivi: in primis, perché Palazzo Pretorio fu l’antica residenza vescovile, prima che questa venisse trasferita nel 1255 presso il Castello del Buonconsiglio. In secondo luogo, perché dal 1963 (IV centenario del Concilio di Trento) il Museo Diocesano Tridentino è stato spostato presso questa nuova sede, mettendo fine a lunghi anni durante i quali la preoccupazione principale fu piuttosto quella di preservare l’integrità delle opere dalla follia della guerra. Terza ragione, perché i reperti della basilica paleocristiana sotto la cripta della Cattedrale dipendono dal museo in questione. Ciò detto, quel che più conta è l’enorme valore storico di tele, quadri, paramenti sacri e altri reperti che in buona parte fanno luce su un evento fondamentale quale appunto è stato il Concilio di Trento. Un fatto storico la cui importanza travalica l’aspetto religioso e investe direttamente il modo di sentire, pensare e interpretare la vita di milioni di persone senza che queste, in molti casi, ne abbiano piena consapevolezza. Per maggiori informazioni su storia, opere, mostre, collezioni e modalità di visita consultare il sito ufficiale: www.museodiocesanotridentino.it.

4 Spazio archeologico del Sas

Foto di Karlheinz Kölle
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Da Piazza del Duomo a Piazza Cesare Battisti o, detto in altro modo, dalla città medievale a quella romana. È già, perché sotto Piazza Cesare Battisti, durante i lavori di restauro e ampliamento del Teatro Sociale, sono stati rinvenuti significativi resti dell’antica Tridentum. Per la precisione: un lungo tratto di cinta muraria orientale; parti di una torre; un segmento di un decumano minore; condotti della rete fognaria e diversi altri reperti tutti catalogati e sistemati secondo le più moderne soluzioni espositive. L’area si chiama Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas (dal nome dell’antico quartiere parzialmente raso al suolo per fare spazio alla nuova piazza) ed è visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, dalla 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30 (dal 1 giugno al 30 settembre fino alle 18). La visita, che si avvale anche di supporti multimediali, è adatta ai bambini. Maggiori informazioni al sito: www.cultura.trentino.it.

5 Monumento a Dante

Foto di Niccolò Caranti
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L'Italia è piena di celebrazioni al poeta fiorentino. Quella di Trento, però, ha un significato diverso, poiché incrocia due questioni fondamentali tra loro collegate: il bilinguismo della regione (trilinguismo, considerando il ladino) e la dialettica accesa tra i fautori dell'italianità del territorio e i fedeli dell'Impero austro-ungarico. A volere il Monumento a Dante, infatti, fu uno dei più noti irredentisti di Trento, tale Guglielmo Ranzi. L'idea fece seguito alla fondazione, nel 1886, della società “Pro Patria” il cui scopo era promuovere l'istituzione di scuole italiane entro i confini dell'impero austro-ungarico. Ranzi, però, dovette attendere 10 anni per vedere coronato il suo sogno, facendosi egli stesso promotore, insieme ad altri, della raccolta fondi necessaria alla realizzazione della scultura. L'opera, costruita dall'artista fiorentino Cesare Zocchi, venne inaugurata l'11 ottobre 1896. La scultura, che raffigura Dante col braccio destro proteso verso le Alpi, poggia su un'imponente base in cui sono scolpiti diversi personaggi della Divina Commedia. Sul piedistallo, inoltre, sono presenti numerose epigrafi, tra cui una dettata dallo stesso Ranzi e quanto mai rivelatrice dei sentimenti che ispirarono l'opera: “Inchiniamoci Italiani. Inchinatevi Stranieri. Deh! Rialziamoci Affratellati nella giustizia“.

6 Chiesa Santa Maria Maggiore

Foto di Sailko
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Trento vanta un patrimonio chiesastico di livello che, oltre a fare luce sulla storia della città, contribuisce notevolmente alle sue fortune turistiche. Assieme alla Cattedrale di San Vigilio vale la pena visitare la Chiesa di Santa Maria Maggiore, distante dalla prima appena trecento metri. Questa chiesa merita soprattutto per due motivi: per gli scavi archeologici che hanno consentito di acquisire nuove informazioni sull’evoluzione della città dall’antichità al medioevo; e, seconda ragione, per il ruolo avuto in occasione del Concilio di Trento. Rispetto al primo punto è emerso che la chiesa venne edificata su un impianto termale realizzato dai romani, e che nel corso dei secoli ha subito diverse ristrutturazioni che ne hanno progressivamente diminuito la quadratura. Quella che ammiriamo oggi è frutto della “visione” del Principe Vescovo Bernardo Clesio che impresse non solo all’edificio, ma a larga parte della città (tra cui Palazzo Magno, vedi prossimo punto) una virata rinascimentale, passata appunto alla storia come “stile clesiano”. Quanto al Concilio, invece, fece tappa presso la Chiesa Santa Maria Maggiore in occasione della processione solenne di apertura dei lavori e durante le congregazioni conclusive del 1562. Per agevolare lo svolgimento dei lavori finali venne allestita nell’unica navata della chiesa una tribuna in legno riportata in diversi dipinti, tra cui il più famoso di Elia Naurizio custodito nel Museo Diocesano Tridentino. Altri dipinti degni di nota sono quelli che decorano la volta della chiesa, realizzati ai primi del ‘900 da Sigismondo Nardi sempre a testimonianza dei lavori conciliari. Da vedere!

7 Castello del Buonconsiglio

Foto di Susanne Tofern
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In apertura abbiamo fatto cenno al ruolo della Chiesa nel consolidamento dell’autonomia locale. Il riferimento era al Principato Vescovile di Trento, entità parastatale retta dal vescovo cittadino (che così sommava potere religioso e secolare) in un complicato intreccio di relazioni col Sacro Romano Impero. Un’istituzione che ha retto per secoli le sorti della città e che, dopo una prima fase presso Palazzo Pretorio, ha sempre avuto nel Castello del Buonconsiglio la sua sede ufficiale. In realtà, quello che chiamiamo Castello del Buonconsiglio è la somma di edifici attigui costruiti nel corso dei secoli. Il nucleo più antico è Castelvecchio, celebre soprattutto per il cortile a loggiati sovrapposti e per la loggia veneziana da cui si scorgono i principali monumenti della città. Adiacente a Castelvecchio c’è Torre Aquila la cui popolarità è dovuta al “Ciclo dei Mesi”, serie di affreschi murali realizzati da tal Maestro Venceslao e dagli storici dell’arte considerato come una delle testimonianze più preziose della vita economica e sociale della città a cavallo tra ‘300 e ‘400. Magno Palazzo (o Palazzo Magno), invece, è l’emblema del Rinascimento trentino, mentre la Giunta Albertiana  rappresenta la stagione barocca. Va detto che la storia del Buonconsiglio non termina con la fine del potere temporale dei vescovi. Per dire, il Castello è stato teatro della morte dell’irredentista italiano Cesare Battisti, impiccato nel 1916 dagli austriaci che avevano eletto a tribunale militare quella che per secoli era stata la residenza dei vescovi di Trento. Detto brevemente della storia, veniamo all’attualità: oggi il Castello del Buonconsiglio di Trento è il polo principale di un sistema museale formato da 5 castelli in Trentino Alto Adige (gli altri 4 sono: Stenico, Beseno, Thun e Caldes). Per maggiori informazioni consultare il sito: www.buonconsiglio.it.

8 Muse

Foto di Rick Ligthelm
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Inaugurato nel 2013, il Museo delle Scienze di Trento dista circa un chilometro da Piazza del Duomo. Poco più di dieci minuti per arrivare al cospetto di quest’edificio dalle forme avveneristiche progettato dall’architetto italiano Renzo Piano. Il percorso espositivo si sviluppa su più livelli: dalla “Serra Tropicale” al piano interrato dove sono esposti molti reperti fossili, alle “Alte Vette” al quarto piano dove vengono illustrate condizioni e forme di vita dei ghiacciai alpini. Il tutto secondo una logica ascendente che usa la metafora della montagna per raccontare l’evoluzione della vita sulla terra, e più specificatamente l’evoluzione della vita nell’arco alpino. Ovviamente non mancano collezioni naturalistiche e scientifiche, come pure percorsi didattici ad hoc per i più piccoli che hanno la possibilità di imparare divertendosi. Insomma un museo ultramoderno che arricchisce l’offerta turistica e culturale di Trento, e che perciò costituisce una tappa imperdibile di una visita in città. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.muse.it.

9 Monte Bondone e Valle dei Laghi

Foto di Zairon
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Finora ci siamo occupati soprattutto della “città del Concilio”. Uno scrigno di arte, storia e cultura che merita di essere visitato in lungo e in largo. Trento però è anche altro. Basta volgere lo sguardo alle catene montuose che la cingono per rendersene conto. A meno di 20 chilometri ci sono sia la Riserva delle Tre Cime del Monte Bondone che la Valle dei Laghi. Parliamo di territori di grandissimo interesse naturalistico in cui è possibile praticare quasi tutti i tipi di attività outdoor: sci alpino, sci di fondo, trekking, arrampicata, mountain bike, canoa, vela, kayak, parapendio ecc. Il tutto, ça va sans dire, nel massimo rispetto delle specificità di flora e fauna presenti. Insomma, un angolo di natura selvaggia a pochi passi della città in cui, volendo, si può anche scegliere di soggiornare. Menzione particolare per il Lago Toblino (vedi foto). A differenza degli altri laghi alpini della valle, infatti, il Toblino presenta una vegetazione particolarmente interessante, in alcuni tratti con toni simili alla macchia mediterranea. Occhio anche al Castello sulla riva nord del lago. Si tratta di una fortezza difensiva voluta dal Principe Vescovo Bernardo Clesio, fin qui nell’articolo incrociato più volte. Da vedere!

10 I Mercatini di Natale di Trento

Foto di Alice
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Da anni, ormai, nel periodo che va dall’Immacolata all’Epifania, Trento registra il tutto esaurito. In città l’atmosfera natalizia è davvero magica. Gli espositori, con le tipiche casette di legno, si dispongono in Piazza Fiera, Piazza Cesare Battisti, Piazza Santa Maria Maggiore per vendere i loro prodotti tipici. E che siano davvero tali non c’è alcun dubbio. Diversamente da altre località dove viene spacciato per tipico ciò che non lo è, a Trento – ma il discorso può essere esteso a tutta la regione – enogastronomia, ceramica, souvenir e quant’altro sono rigorosamente prodotti in loco. Perciò, venire in vacanza a Trento durante le festività natalizie è senza dubbio tra le cose da fare. Avrete modo di assaggiare prelibatezze come il Puzzone di Moena, formaggio DOP della Val di Fiemme, il Vin Brulé e moltissimi altri piatti provinciali e regionali. E che il Mercato di Natale a Trento sia ormai un brand a tutti gli effetti, lo dimostra anche il sito dedicato a cui rimandiamo per gli approfondimenti del caso: www.mercatinodinatale.tn.it.

11 I dintorni di Trento

Foto di caccamo
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Oltre al Monte Bodone e alla Valle dei Laghi (vedi punto 8) Trento è circondata da altre stupende località. Su tutte, ovviamente, Madonna di Campiglio distante circa 70 chilometri. A una cinquantina di chilometri, invece, ci sono Pinzolo, i borghi della Val di Fiemme e quelli della Val di Fassa. Menzione particolare, infine, per Rovereto distante poco più di venti chilometri (circa mezz’ora d’auto). La città, infatti, ospita il MART (Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto) uno dei più importanti musei in Europa, visitabile da solo o, perché no, in abbinamento col MUSE di cui abbiamo parlato in precedenza. Quanto alle tante altre cose da fare e vedere rimandiamo a un nostro precedente articolo sulle Dolomiti. Buona lettura.

1 Non violare le regole di convivenza civile

Nelle classifiche delle città italiane con la più alta qualità della vita Trento, immancabilmente, risulta ai primissimi posti. Difficile perciò dire cosa evitare in una città in cui funziona (quasi) tutto alla perfezione. Semmai, bisogna considerare il contributo attivo della cittadinanza nel mantenimento di standard elevati di vivibilità. Perciò l’unica cosa da non fare a Trento è violare le regole di convivenza civile che scandiscono la quotidianità del territorio. Solo per dirne alcune: rispetto della fila, acquisto del titolo di viaggio sui mezzi pubblici, cura del verde pubblico sia quello urbano che, soprattutto, quello delle montagne tutt’attorno. Per il resto, buona vacanza e viva Trento.

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