Museo di Belle Arti

Museo di Belle Arti

Magari non avrà lo stesso appeal del Guggenheim ma, dal punto di vista strettamente artistico, le opere e le mostre temporanee del Museo de Bellas Artes di Bilbao eguagliano quelle presenti nella struttura futuristica progettata da Frank Gehry. In tutto sono circa 10.000 le opere esposte per un arco temporale che dal XII secolo arriva fino al ‘900. Grande risalto, ovviamente, all’arte spagnola e a quella basca ma non mancano opere di artisti di fama internazionale quali, ad esempio, Francisco Goya, Paul Gaugin e Francis Bacon. C’è anche un motivo economico per cui conviene visitare in sequenza Guggenheim e Museo delle Belle Arti: la possibilità di accedere a entrambi i musei con un unico biglietto acquistabile indifferentemente presso una delle due strutture. Non è finita, perché questo museo si trova a ridosso del bellissimo Parco di Doña Casilda de Iturrizar, luogo ideale per rilassarsi un po’ tra un giro e l’altro. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: www.museobilbao.com

Museo Guggenheim

Museo Guggenheim

In apertura abbiamo fatto riferimento al fatto che il Museo Guggenheim rappresenta per Bilbao una vera e propria cesura tra l’età industriale, legata al mercato delle spedizioni marittime e alla siderurgia, e il presente turistico, in cui invece sono l’arte e la cultura a giocare un ruolo fondamentale. L’importanza simbolica di questo passaggio è testimoniata innanzitutto dall’ubicazione dell’edificio: un’area industriale dismessa sulla riva del fiume Nervión. E, infatti, visto dal fiume, il museo richiama le forme di una nave, rimandando a quell’idea di “traghettamento” nel nuovo millennio che poi è il mandato specifico su cui ha agito Frank Gehry. Pure la scelta di materiali di largo impiego in ambito industriale (in prevalenza titanio, ma anche acciaio e pietra calcarea proveniente dalle cave di Huéscar, non lontano da Granada) richiama la dialettica tra passato e futuro, quest’ultimo desumibile dall’audacia delle forme. In questo gioco di rimandi c’è spazio anche per aspetti più visionari: come “Puppy”, la scultura floreale di Jeff Koons che rappresenta un cane terrier (vedi foto); oppure “Manman”, struttura scheletrica simile a un ragno opera, invece, di Louis Bourgeois. Stesso discorso per “The Matter of Time”, enorme labirinto in acciaio realizzato da Richard Serra: una riflessione sul tempo, sullo spazio e sull’evoluzione artistica della scultura. Ma non è finita perché tra esterno e interno sono tante le opere da vedere. Solo per citarne alcune, senza pretesa di esaustività: “Tulips” (Koons); “Fog Sculpture” (Nakaya); “Walking” (Gilbert & George); “Tall Tree & the Eye” (Kapoor) eccetera. Insomma, considerando che ci sono anche le esposizioni temporanee, la visita del Museo Guggenheim porta via almeno mezza giornata. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.guggenheim-bilbao.eus (disponibile la versione inglese).

Basilica di San Severo

Basilica di San Severo

Come la Cathedrale Saint André e la Basilique Saint Michel, anche la Basilique Saint Seurin è Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1998. Pure in questo caso, come per i primi due succitati, il riconoscimento è dovuto al Cammino di Santiago de Compostela di cui la chiesa è stata per secoli una delle principali tappe in territorio francese. Da un punto di vista architettonico è evidente l’impronta romanica, a dimostrazione dell’antichità dell’edificio costruito a partire dall’XI secolo sui resti di una necropoli gallo-romana. Ovviamente nel corso del tempo la chiesa è stata restaurata diverse volte: per dire, la facciata così come la vediamo ora, risale alla prima parte dell’800. All’interno segnaliamo i bassorilievi dell’altare maggiore. Queste sculture ripercorrono la vita di San Severo, patrono della basilica e soprattutto della città di Bordeaux. Meritevole di menzione anche la cripta in cui sono custoditi i resti di diversi vescovi cittadini. C’è anche la tomba di San Fort, il primo vescovo della città, cui i bordolesi, da sempre, sono molto affezionati. Poco distante dalla chiesa, infine, segnaliamo il Site Archeologique de Saint Seurine. Gli scavi realizzati all’inizio del ‘900 hanno portato alla luce un’antica necropoli cristiana, di cui oggi è possibile vedere le pietre tombali, le decorazioni e innumerevoli altri reperti. Da vedere!

Basilica di San Michele

Basilica di San Michele

Al pari della Cathedrale Saint Andrè anche la Basilique Saint Michel è Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1998. La motivazione è la stessa: questa chiesa, consacrata basilica minore agli inizi del ‘900, è una delle tappe francesi del celebre Cammino di Santiago di Compostela. Le analogie non finiscono qui. La torre campanaria della Basilica di San Michele, infatti, proprio come quella della cattedrale cittadina, è staccata dal corpo principale. Perciò chiesa e torre vanno visitate separatamente. Della chiesa meritano soprattutto le vetrate istoriate e le cappelle lungo le navate laterali. Le prime risalgono agli anni ’60 del secolo scorso, dal momento che quelle originali andarono distrutte durante la seconda guerra mondiale. Ciononostante l’effetto scenico, con la luce che penetra all’interno della chiesa insinuandosi tra le vetrate, è ugualmente sbalorditivo. Le cappelle laterali, invece, risalgono al ‘700 e sono ognuna in rappresentanza di un santo diverso, a sua volta patrono di specifiche corporazioni artigiane presenti in città. In assoluto, la cappella di San Giacomo, meta dei pellegrini del già citato Cammino di Santiago, è quella che registra il più alto numero di vistitatori. Quanto alla Flèche Saint Michel, questo il nome della torre alta 114 metri, bisogna salire oltre 200 scalini per godere del panorama. Forse un po’ faticoso, ma ne vale assolutamente la pena.

Ponte di Pietra

Ponte di Pietra

Realizzato nel 1822 su impulso di Napoleone Bonaparte, il Ponte de Pierre è un’altra tappa imperdibile di un viaggio a Bordeaux. Ovviamente lo è per l’importanza storica rivestita: quest’infrastruttura, infatti, permise l’unione delle due rive del fiume Garonna (oggi è attraversato anche dai tram); ma lo è anche da un punto di vista fotografico, essendo, insieme alla Place de la Bourse di cui abbiamo detto in precedenza, uno degli angoli più suggestivi della città. Specie sul far della sera, quando le luci tenui del crepuscolo, unitamente all’illuminazione pubblica, regalano scatti bellissimi, al punto che più d’uno ha suggerito il paragone col famoso Ponte delle Catene di Budapest. Da vedere!

Rue Sainte Catherine

Rue Sainte Catherine

Rue Sainte Catherine rappresenta per Bordeaux un po’ quel che gli Champs Elysée sono per Parigi. Un vero e proprio centro commerciale naturale che, considerando i due lati della strada (lunga ca. 1,2 Km), regala quasi tre chilometri di vetrine oltre, naturalmente, a bar, bistrot e locali di ogni tipo. Un fiore all’occhiello per la città anche per la lungimiranza con cui l’amministrazione pubblica, addirittura nel 1984, decise la pedonalizzazione dell’intera via. Il risultato è stato premiante sia sotto il profilo commerciale che turistico, con un’affluenza lusinghiera tutto l’anno, addirittura sbalorditiva in occasione dei saldi. Da vedere!

Museo delle Belle Arti

Museo delle Belle Arti

A circa 600 metri dal Museo d’Aquitania c’è il Museo delle Belle Arti (Musée des Beaux Arts), altra tappa consigliatissima di un viaggio a Bordeaux. Il Museo si trova all’interno di Palazzo Rohan che ospita anche il Municipio (Hotel de Ville). È diviso in due spazi distinti: l’ala sud, dedicata alle collezioni che vanno dal ‘400 a fine ‘800; l’ala nord, invece, dedicata all’arte del XX secolo. L’equilibrio tra questi due momenti rappresenta lo sforzo principale dei curatori: accrescere la collezione “antica” (numerosi i dipinti fiamminghi e italiani del ‘600), senza trascurare il contributo dell’arte del ‘900. Diversi i nomi di prestigio. Solo per citarne alcuni senza pretesa di esaustività: Delacroix, Picasso, Renoir, Matisse eccetera. Per maggiori informazioni su storia, orari, prezzi e modalità di visita consultare il sito ufficiale: www.musba-bordeaux.fr (disponibile la versione inglese).

Museo d’Aquitania

Museo d'Aquitania

In apertura abbiamo scritto che un weekend è appena sufficiente per un primo approccio coi luoghi. Bordeaux e la regione dell’Aquitania vantano infatti una storia millenaria per conoscere la quale occorrerebbe un soggiorno decisamente più lungo. C’è però un’alternativa di grande rilievo culturale che consente di ripercorrere la storia della città e del territorio circostante anche a chi ha appena tre giorni a disposizione. Stiamo parlando del Muséè d’Aquitaine allestito all’interno dell’ex facoltà di Letteratura della città francese. In realtà, definire il Museo d’Aquitania come semplicemente un museo di storia locale è improprio. Per quantità e qualità dei reperti – dalla Preistoria al Novecento – parliamo di uno dei musei più importanti di Francia, e probabilmente al mondo per quel che riguarda il materiale sul commercio degli schiavi. Commercio di cui il porto di Bordeaux era uno degli snodi principali, cintura di collegamento tra l’Africa e le Americhe lungo la rotta atlantica. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: www.musee-aquitaine-bordeaux.fr (disponibile la versione in inglese).

Città del Vino

Città del Vino

Un museo per celebrare la viticultura. Innanzitutto quella locale a cui i bordolesi, come ricordato in apertura, tengono moltissimo; ma anche quella estera con storie provenienti da tutto il mondo, perché quello del vino è un racconto antichissimo capace di unire popoli geograficamente dispersi e tradizioni culturalmente diverse. Questa, a grandi linee, la mission della Città del Vino (La Cité du Vin) di Bordeaux. Si tratta di un edificio iconico, dalle linee architettoniche pittosto audaci, inaugurato nel 2016 alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica François Hollande e del primo cittadino (nonché in passato Primo Ministro e Ministro degli Esteri) Alain Juppé. Per maggiori informazioni sulla storia, gli orari, i prezzi e le modalità di visita consultare il sito ufficialewww.laciteduvin.com (disponibile la versione inglese).

Grosse Cloche

Grosse Cloche

A circa 300 metri da Rue Sainte Catherine c’è la Grosse Cloche (Port Saint-Elois), antico campanile del palazzo comunale e, soprattutto, una delle ultime testimonianze della Bordeaux medievale. Costruita nel XV secolo, questa torre campanaria ha scandito per secoli le giornate dei bordolesi anche se, da tempo ormai, la campana (ribattezzata Armande Louise) risuona solo un paio di volte l’anno: il 1 gennaio (Capodanno); il 1 maggio (Festa dei Lavoratori); il 14 luglio (Presa della Bastiglia); 28 luglio (Rivoluzione di luglio) e l’11 novembre (fine della Prima Guerra Mondiale). Non è tutto. È possibile visitare i sotterranei a lungo utilizzati come prigione per quanti non rispettavano l’ordine pubblico in città. Un tuffo nel passato che vale la pena approfondire. Da non perdere!

Cattedrale di Sant’Andrea

Cattedrale di Sant'Andrea

Se la tutela Unesco per il centro storico di Bordeaux è del 2007, quella per la Cathédrale Saint-Andrè è della fine degli anni ’90 del secolo scorso, allorquando venne inserita tra le tappe francesi del famosissimo Cammino di Santiago. Del resto, la storia di questa chiesa è molto antica: consacrata per la prima volta nel 1096 da Papa Urbano II, i primi resti risalgono addirittura al IX secolo. La Cattedrale che ammiriamo oggi, però, è stata costruita quasi per intero tra XIII e XIV secolo. Un capolavoro dell’arte gotica che, tra esterno e interno, vanta molti punti di interesse su cui val la pena soffermarsi. Su tutti, il Portail Royale, uno dei portali dell’edificio recante diverse sculture che illustrano scene del Giudizio Universale secondo Matteo. Le torri campanarie sono tre: due fanno parte dell’edificio e rappresentano un punto di riferimento stabile dello sky line di Bordeaux, mentre la terza, che è anche la più famosa, è stata costruita nel XV secolo proprio di fianco alla Cattedrale. Parliamo della Tour Pey Berland (dal nome del vescovo che ne volle la costruzione) e dalla cima regala una spettacolare vista panoramica della città. Unica avvertenza, gli oltre 200 scalini da fare per raggiungere la vetta. Per maggiori informazioni: www.cathedrale-bordeaux.fr.

Piazza della Borsa

Piazza della Borsa

La collocazione al settimo posto tra le cose da fare e vedere a Bordeaux non deve trarre in inganno. Place de la Bourse, infatti, è il ritrovo preferito da bordolesi e turisti e, specie per questi ultimi, rappresenta quasi sempre il punto di partenza per andare in giro alla scoperta della città. Da un punto di vista architettonico questa piazza, progettata dall’architetto Ange Jacque Gabriel, rappresenta una delle più alte espressioni dell’arte neoclassica francese. Per la sua realizzazione, risalente al XVIII secolo, vennero abbattuti la cinta muraria medievale e diversi palazzi residenziali. Al loro posto, ai lati della piazza, furono costruiti due edifici identici: il Palazzo della Dogana e quello della Borsa (da cui il nome). A quanto già detto si è aggiunto, da qualche anno, un altro elemento di grande fascino. Parliamo della Miroir d’Eau, una grande fontana riflettente costruita di fronte il Palazzo della Borsa, il cui specchio d’acqua, appunto, riflette immagini, luci e dettagli degli edifici circostanti. Non solo. Ogni 20 minuti circa, dalla fontana partono dei getti di vapore che avvolgono la piazza generando un “effetto nebbia” che regala immagini memorabili agli appassionati di fotografia. Perciò, guai a dimenticare reflex, treppiedi e tutta l’attrezzatura che serve in questi casi per realizzare scatti d’autore. E, sempre a proposito di scatti, va di moda regalarsi un selfie in compagnia di Eufrosine, Aglaia e Talia, le statue che ornano la Fontana delle Tre Grazie (Fontaine des Trois Gracies) proprio al centro della piazza. Da non perdere!

Gran Teatro

Gran Teatro

In una città come Bordeaux non poteva certo mancare un Teatro dell’Opera. E che teatro, vien da dire! A detta dei crtitici, infatti, Il Grand Théatre de Bordeaux, progettato dall’architetto partigino Victor Louis, dispone di una delle sale più belle del XVIII secolo. Sala che è possibile visitare prenotando tramite l’Opéra National de Bordeaux che gestisce ogni aspetto – non solo quelli propriamente artistici – della struttura (per prenotare la visita clicca qui). Anche solo l’esterno, però, vale una sosta. Ad accogliere i turisti c’è un’imponente facciata neoclassica con 12 colonne corinzie che a loro volta sostengono la trabeazione su cui sono poste 12 statue raffiguranti 9 muse e 3 dee (Giunone, Venere e Minerva). Un ingresso maestoso per un teatro maestoso che in più circostanze è stato anche Sede dell’Assemblea Nazionale Francese. Da vedere!

Meglio (se possibile) non visitare Bordeaux in inverno

Meglio (se possibile) non visitare Bordeaux in inverno

Bordeaux negli ultimi anni ha conosciuto un vero e proprio exploit turistico. Addirittura il New York Times nel 2016 l’ha inserita al secondo posto tra le destinazioni turistiche mondiali seguita da Malta e preceduta soltanto da Città del Messico. I riconoscimenti, come abbiamo evidenziato nell’articolo, erano però cominciati prima: su tutti l’inserimento, nel 2007, del centro storico tra i Patrimoni dell’Umanità Unesco. Insomma una città viva che ha saputo aprirsi al turismo senza rinunciare alla propria identità, anzi valorizzando i propri storici punti di forza dall’architettura al vino. Difficile perciò trovare un punto debole. Se proprio bisogna trovarne uno forse è meglio evitare i mesi invernali (da dicembre a marzo). Non fa tanto freddo, grazie all’azione mitigatrice dell’Oceano Atlantico, ma piove con molta frequenza.