Paleopolis

Paleopolis

Il sito archeologico di Paleopolis è una tappa obbligata di una visita a Corfù. Si trova nella penisola di Kanoni (circa 2 km a sud dal centro storico del capoluogo) e offre uno spaccato interessantissimo dell’antichità dell’isola, centrale nei traffici lungo le rotte dell’Adriatico e dello Ionio già prima dell’avvento dei Greci e dei Romani. Gli scavi, cominciati attorno la metà del XIX secolo, hanno portato alla luce l’agorà della città antica, i resti del porto militare di Alcinoo (re dei Feaci), i resti delle terme del periodo Romano, l’antica Basilica bizantina, il santuario di Artemide-Gorgone e una torre dell’antica cinta muraria. A pochi minuti di cammino dalle terme romane si trova Palazzo Mon Repos (vd. foto), edificio risalente alla dominazione inglese, in seguito proprietà della famiglia reale greca e oggi invece sede del Museo della Storia di Paleopolis. Nove sale in cui oltre alla storia degli scavi di Paleopolis, è descritta la flora del bellissimo parco che circonda la residenza. Insomma la visita scavi di Paleopolis più Museo Mon Repos fornisce al visitatore informazioni preziose non solo del periodo classico, ma anche della leggendaria epoca dei Feaci, gli abitanti dell’isola di Scheria che, secondo quanto riportato da Omero nell’Odissea, fornirono a Ulisse la nave con cui fare ritorno a Itaca. Secondo un’altra interpretazione, che però non ha mai trovato la stessa eco in ambito accademico, Scheria coinciderebbe con l’isola d’Ischia e non con Corfù.
Per gli orari di apertura del Museo Mon Repos vedi la tabella.

Giorni Orari
Lun chiuso
Mar-Dom 08:00
15:00

Maggiori informazioni sugli scavi e sul Museo Mon Repos al sito: paleopolis.ba.iac.cnr.it.

Chiesa di San Spiridione

Chiesa di San Spiridione

L’imponente campanile di San Spiridione (Agios Spiridonas), con la sua caratteristica cupola rossa, fa da sfondo fisso alla visita del centro storico di Corfù. La chiesa del santo patrono è di gran lunga il monumento religioso più famoso di tutta l’isola. L’interno, a una navata, è riccamente decorato con affreschi, icone sacre, ex voto, candelabri e lampadari. Tutto rigorosamente in oro e argento, compreso il meraviglioso soffitto cassettonato. E dire che San Spiridione non è natio di Corfù. Il santo, infatti, è originario di Cipro ed è lì che ha svolto gran parte della sua attività pastorale. Dopo la caduta di Costantinopoli la salma venne traslata a Corfù e fu deciso di costruire un tempio per ospitarla a dovere. La bara con le reliquie è oggetto continuo di culto da parte dei corfioti che a San Spiridione attribuiscono diversi miracoli a tutela della città. Dall’aiuto contro le epidemie di peste, alla cacciata dei saraceni, fino alla protezione per marinai e pescatori, sono molti gli ambiti in cui l’intercessione del santo avrebbe agito positivamente. Per questo motivo le reliquie vengono portate in processione per le strade di Corfù ben 4 volte l’anno: la Domenica delle Palme, a Pasqua, l’11 agosto e la prima domenica di novembre. Vietato scattare foto all’interno della chiesa. Si raccomanda un vestiario consono alla sacralità del luogo.

Centro storico di Corfù

Centro storico di Corfù

Il centro storico di Corfù (Kérkyra in greco) è il punto di partenza obbligato di una vacanza sull’isola. Dal 2007 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è nella parte vecchia del capoluogo che sono più evidenti le influenze architettoniche veneziana e inglese di cui abbiamo parlato in apertura. A detta di molti, il quartiere più affascinante è Cambiello, un dedalo di strade strette (kantounia) fiancheggiate da palazzi di 4 e 5 piani. Un’edilizia antica, in gran parte sopravvissuta alla seconda guerra mondiale, che conferisce un fascino retrò a tutta la zona. La Spianada, invece, è la piazza principale di Corfù e si trova davanti la Fortezza Antica, una delle due cittadelle fortificate (l’altra è la Fortezza Nuova) con funzioni di avvistamento e difesa dei pericoli provenienti dal mare. Nella Fortezza Antica sorge la Chiesa di San Giorgio. Costruita dagli inglesi, questa chiesa colpisce per il colonnato della facciata esterna in aperta similitudine con un tempio dorico. Inoltre, poco distante dalla Fortezza Antica si trova il Palazzo Reale, l’edificio più grande di Corfù, pure questo edificato in stile neoclassico dagli inglesi. La pietra arenaria con cui fu costruito venne portata da Malta che, al pari dell’isola greca, nel XIX secolo era sotto il protettorato britannico. La Fortezza Antica, il Palazzo Reale, il Museo Bizantino e gli altri musei presenti sul territorio sono visitabili con un biglietto unico acquistabile presso ognuna di queste strutture.

Attenzione ai borseggiatori

Attenzione ai borseggiatori

Come abbiamo detto in apertura la Corsica ha un problema di criminalità. Un fenomeno complesso in cui entrano in gioco fattori economici, politici e culturali: la marginalità di alcune periferie; il sentimento indipendentista; un malinteso senso dell’onore (presente anche in alcune zone della Sardegna) ecc. Abbiamo anche detto però che il turismo è riuscito a mitigare molti aspetti indesiderati. Sopratutto, bisogna ricordare con forza che i comportamenti devianti riguardano una strettissima minoranza dei 300.000 e passa abitanti dell’isola. Perciò venire in vacanza in Corsica non è rischioso e gli unici pericoli cui bisogna prestare un po’ d’attenzione sono quelli comuni a tante altre rinomate località turistiche: non lasciare la borsa incustodita; non tenere il portafogli nel taschino posteriore del pantalone; non girare con molti contanti; non indossare bracciali, collane, orologi di grande valore (perlomeno in alcune situazioni). Insomma, per trascorrere una vacanza all’insegna del relax e senza spiacevoli sorprese è sufficiente rispettare le normali precauzioni anti borseggio.

Occhio alle strade

Occhio alle strade

Sono in molti a venire in vacanza in Corsica con auto e/o moto al seguito. Del resto, fermo restando l’esistenza della rete ferroviaria, il modo migliore per girare l’isola è senza dubbio su strada. Occhio, però, perché se da un lato le arterie principali sono facilmente percorribili, le strade secondarie e quelle dell’entroterra, invece, sono quasi sempre strette e piene di tornanti. In alcuni casi sono anche scoscese. Perciò prudenza alla guida e attenzione alla scelta dell’hotel. Per le ragioni fin qui espresse, scegliere una struttura troppo fuori mano rischia di compromettere il buon esito della vacanza.

Non venire per una settimana

Non venire per una settimana

Al pari di altre guide on line, nel nostro racconto abbiamo descritto solo alcune delle infinite possibilità che questa meravigliosa regione offre ai visitatori. Anche da quel poco che abbiamo scritto, però, è evidente che se avete intenzione di girare l’isola in lungo e in largo il soggiorno deve essere almeno di due settimane. 14 giorni appena sufficienti a farsi un’immagine complessiva della Corsica, mentre se il tempo a disposizione è di meno, sarà bene tornare una seconda volta. E, perché no, pure una terza, una quarta ecc.

Sport e attività outdoor

Sport e attività outdoor

La Corsica è decisamente una meta per sportivi. Mari, fiumi, montagna, valli ne fanno una destinazione ideale per gli amanti dell’arrampicata, della mountain bike, del kayak, della vela, del trekking, delle immersioni e perfino degli sci. Già, perché con oltre 100 cime sopra i 2000 metri in Corsica non potevano certo mancare impianti di scialpinismo (Bastelica, Col de Vergio, Ghisoni ecc.) ottimi per l’affluenza da dicembre a marzo. Insomma, una regione turisticamente completa, perdipiù dotata di servizi e centri specializzati per ogni esigenza tecnica e organizzativa. Per saperne di più sull’alpinismo in Corsica visitare il sito: www.montagnesdecorse.com (disponibile la versione in inglese).

Bastia

Bastia

Se Ajaccio è il centro politico e Porto Vecchio quello turistico, Bastia è di gran lunga il centro commerciale e industriale più importante di tutta la Corsica. Basti pensare che la città, seconda per numero di abitanti (ca. 44.000) nella regione, è al centro di un avveneristico progetto di collegamento ferroviario con il capoluogo della Sardegna, Cagliari. Tempo di collegamento stimato 40 minuti, il che rappresenterebbe un evento rivoluzionario per le due isole sotto molteplici punti di vista. Per adesso, il supertreno Cagliari-Bastia rimane un sogno portato avanti dalla società corsa Femuqui, ma chissà che negli anni a venire il progetto non veda davvero la luce. Ciò detto, Bastia merita anche da un punto di vista turistico. Il centro storico è molto ben curato e ricco di chiese (nella foto, la chiesa di San Giovanni Battista). Il circuito delle chiese barocche di Bastia è, insieme alla gastronomia, una delle maggiori attrazioni cittadine. Infine una curiosità: dal porto di Bastia è normalmente visibile l’isola d’Elba, distante appena 27 miglia marine. Non a caso, i collegamenti tra la città e l’isola della Toscana sono frequenti durante il periodo estivo.

Per saperne di più

9 cose da fare e vedere a Bastia e 1 da non fare

Museo Archeologico d’Aléria

Museo Archeologico d'Aléria

Risalendo la costa orientale della Corsica vale la pena fare una tappa ad Aléria, poco più di 2000 abitanti alla foce del fiume Tavignano. Il paese offre un compendio perfetto della storia dell’isola, dalla colonizzazione greca del VI sec. a. C. a quella genovese, terminata nel 1769. Non a caso, nel Fort de Matra, la fortezza costruita dai genovesi (circa 2 chilometri dal centro del paese), c’è un interessante museo archeologico con numerosi reperti ceramici di età greca e romana. Non solo, perché dal Museo Jérôme Carcopino – questo il suo nome – si accede a una vasta area di scavi che si riferiscono al lungo dominio dei romani che, proprio da Aléria partirono nel III sec. a. C. per andare alla conquista di tutta l’isola.
Per gli orari di apertura del Museo Carcopino vedi la tabella.

Mesi Orari Mattina Orari Pomeriggio
16 Mag – 30 Sett 09:00
12:00
13:00
18:00
1 Ott – 15 Magg 08:00
12:00
13:00
17:00
1 Nov – 31 Mar Chiuso la domenica

Per maggiori informazioni: Musée d’archéologie d’Aleria

Porto Vecchio

Porto Vecchio

Porto Vecchio è la terza città della Corsica per numero di abitanti (dopo Ajaccio e Bastia), ma è la prima per afflusso turistico. Deve la sua popolarità all’esteso litorale che da Pinarello (ca. 20 km a sud) a Punta di Rondinara (ca. 18 km a nord) regala numerose spiagge con dune e pinete retrostanti. Scenari incantevoli, particolarmente adatti alle famiglie con bimbi al seguito che nei mesi estivi affollano le strutture ricettive spuntate come funghi lungo la costa. Il top, a detta dei più, è rappresentato dalle due spiagge di Santa Giulia e Palombaggia (vd. foto). Davanti a quest’ultima si trovano le Isole Cerbicali, piccolo scrigno di biodiversità non a caso dichiarate Riserva Naturale dal governo francese. Risalendo la costa orientale fino a Solenzara lo scenario paesaggistico non cambia: chilometri di litorale basso e sabbioso costellato di hotel, residence e case vacanze. Nell’entroterra, però, ritorna la Corsica più autentica con la possibilità di numerose escursioni (soprattutto da Solenzara) per gli amanti del trekking.

Bonifacio

Bonifacio

Piccole dimensioni, ma grande storia. Questo è il segreto di Bonifacio, il comune più a sud della Corsica, e quindi di tutta la Francia. Il punto forte è sicuramente la cittadella fortificata, retaggio delle dominazioni pisana e genovese (soprattutto quest’ultima). Dal porto turistico sono due le strade che portano in cima. Una parte non lontano dal molo dei traghetti e termina davanti alla Porta di Francia (Porte de France); l’altra comincia ai piedi del Montée Saint Roch e termina davanti la Porta dei Genovesi (Porte de Genes), l’accesso più antico per la cittadella medievale. Subito dopo la Porta dei Genovesi si incontra il Bastion de l’Etendard, uno degli edifici storici della città vecchia risalente al XV secolo. Questa fortezza, restaurata nel 2015, offre due diversi percorsi al visitatore: uno sotterraneo, con una serie di sale dove è stato allestito un museo che racconta le dominazioni che hanno segnato la storia del territorio; un altro all’aperto che, oltre a documentare l’influenza architettonica pisana e genovese, regala numerosi scorci sulla marina di Bonifacio, e soprattutto sulla dirimpettaia Sardegna. Già, perchè Santa Teresa di Gallura è ad appena a 11 chilometri di navigazione e i collegamenti tra le due località sono assai frequenti, specie durante il periodo estivo. In estate dal porto di Bonifacio salpano anche le imbarcazioni per le suggestive Isole di Lavezzi, paradiso per gli amanti del diving e dello snorkeling. Infine una curiosità: poco distante dal Bastion d’el Etendard si incontrano le famose Scale del Re d’Aragona (Escalier du Roi d’Aragon). Si tratta di 187 gradini al termine dei quali si arriva sugli scogli ai piedi della falesia su cui sorge la città vecchia. Leggenda vuole che furono realizzati in una sola notte per consentire l’assalto aragonese (da cui il nome) a questa parte di territorio.

Lac de Nino

Lac de Nino

A 80 km dalle Cascades des Anglaise e a circa 40 km da Corte c’è un altro luogo meraviglioso che val la pena visitare, il Lago di Nino (Lac de Nino). Solo che qui, a differenza delle Cascate degli Inglesi adatte anche ai bambini (specie se le si raggiunge in treno), occorre un minimo di preparazione fisica. Il lago, infatti, si trova sull’Altipiano Camputile a circa 1700 metri di altezza. Di origine glaciale, resta ghiacciato per quasi 6 mesi l’anno mentre da maggio a settembre inoltrato regala uno scenario d’incanto che attrae numerosi visitatori. Molti di questi sono escursionisti esperti impegnati sul GR20, ma non manca chi raggiunge la località dal comune di Albertacce (posto forestale di Poppaghia). Da qui il percorso da fare a piedi è di circa 7 km (14 a/r) ma ne vale assolutamente la pena. Provare per credere!

Corte

Corte

Corte è il simbolo della resistenza corsa contro il secolare dominio di Genova. Qui, nel cuore dell’isola, alla confluenza dei fiumi Tavignano e Restonica, il generale Pasquale Paoli (cui è intitolato il corso principale del paese) organizzò il suo quartier generale da cui coordinò la guerra contro i genovesi. Conflitto che durò 14 anni – dal 1755 al 1769 – e che sebbene si risolse con la sconfitta di Genova non portò a una duratura indipendenza come agognato da Paoli. Presto infatti subentrarono i francesi frustrando ulteriormente il sentimento nazionalista, tuttora vivo in parte della popolazione isolana. Dunque questa piccola città di appena 5000 anime ha un valore storico importante che contribuisce al suo fascino turistico. Fascino, va detto, assolutamente meritato anche da un punto di vista paesaggistico-ambientale. La Cittadella di Corte, che sorge su uno sperone di roccia in posizione rialzata rispetto al resto del paese, è uno spettacolo che val la pena ammirare. Idem per la Chiesa dell’Annunciazione e per il museo antropologico regionale (www.musee-corse.com) che offre uno spaccato interessantissimo sull’evoluzione economica e storico-culturale dell’intera isola. Da non perdere!

Cascades des Anglais

Cascades des Anglais

Come abbiamo detto in apertura la Corsica non è solo mare. L’entroterra è un vero e proprio paradiso per gli amanti del trekking che hanno a disposizione più di 100 cime superiori ai 2000 metri di altezza. Le escursioni possibili sono perciò un’infinità anche se nella scelta, chiaramente, bisogna tener conto del livello di difficoltà di ognuna, nonché del soggettivo grado di preparazione fisica. L’itinerario in assoluto più famoso è il mitico GR20. Un sentiero pedestre di oltre 200 chilometri che, specie in primavera, richiama in Corsica escursionisti da ogni parte del mondo. Lungo il tragitto si susseguono luoghi meravigliosi alcuni dei quali, tuttavia, sono comodamente raggiungibili pure in auto o in treno. Come per esempio la Cascata del Velo di Sposa (Cascade du Voilee de la Marie) nel piccolo comune di Bocognano, di strada lungo la D27 che congiunge Ajaccio e Bastia. Si tratta della cascata più alta di tutta la Corsica ed è uno spettacolo da vedere e fotografare. Ancora più belle le Cascate degli Inglesi (Cascades des Anglais) nei pressi di Col Vizzavona, uno dei passi più frequentati del GR20 su citato. Queste cascate del torrente Agnone sono visibili anche in treno, con la linea a scartamento ridotto “Micheline” (in dialetto, Trinichellu) che congiunge Corte a Vizzavona. E, gia che ci si trova, val la pena visitare anche Corte, simbolo della resistenza corsa contro il dominio di Genova (vedi prossimo punto).

Ajaccio

Ajaccio

Ajaccio è la città più grande e abitata (ca. 66.000 abitanti) di tutta la Corsica. È sede del Parlamento regionale (Assemblée Régionale de Corse) ed è il luogo natale di Napoleone Bonaparte. A questa circostanza deve l’appellativo di Cité Impériale, ma soprattutto – deve – parte della sua fama turistica. Perciò, una volta in città è d’obbligo visitare la casa-museo della famiglia del generale francese. L’altra parte della fama turistica, invece, è dovuta alla straordinaria varietà paesaggistico-ambientale. Il riferimento è sia all’elegante centro storico che alla straripante vegetazione mediterranea delle colline che dominano la città. Colline da cui si dipana il Sentier des Cretes, itinerario escursionistico che termina in corrispondenza di Punta della Parata davanti il piccolo arcipelago delle Isole Sanguinarie (Iles Sanguinaires).
Per gli orari di apertura del Musée Maison Bonaparte vedi la tabella.

Giorni Apr-Set Ott-Mar
Lun chiuso chiuso
Mar-Dom 10:30
12:30
13:15
18:00
10:30
12:30
13:15
16:30

Per maggiori informazioni sulla storia, i prezzi e le modalità di visita del museo consultare il sito ufficiale: www.musee-maisonbonaparte.fr (disponibile la versione in inglese).

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