Casinò di Ajaccio

Casinò di Ajaccio

Guai a dimenticare di mettere in valigia qualche abito elegante per una o più uscite mondane. Ajaccio, giova ricordare, è meta di turismo internazionale e certamente non mancano le occasioni di svago notturno, in particolare nel centro storico. Tra l’altro, c’è anche il Casinò, l’unico di tutta la Corsica, un motivo in più per indossare uno smoking, un abito da sera, e concedersi qualche puntata al tavolo verde senza esagerare. Il gioco non è l’unica opzione. Il Casinò Municipal di Ajaccio, infatti, dispone anche di bar, ristorante, club lounge, e inoltre ospita una molteplicità di eventi e manifestazioni. Insomma, slot machine, roulette, black jack, ma anche musica e cabaret per una vacanza indimenticabile. Maggiori informazioni al sito: casino-ajaccio.com.

Isole Sanguinarie

Isole Sanguinarie

Le Isole Sanguinarie sono tappa imperdibile di una visita ad Ajaccio. Si trovano all’ingresso del golfo cittadino, di fronte la penisola di Punta della Parata (sormontata da una torre genovese del XVI secolo) e sono particolarmente suggestive sul far della sera, quando il tramonto vivifica la roccia granitica di cui sono composte. Il nome stesso, “Sanguinaires”, è probabilmente dovuto a questo riflesso che, nelle giornate propizie, merita senz’altro di essere catturato da una lunga esposizione con treppiede e reflex. Diversi i modi per raggiungere la località. Uno, il più commerciale e forse meno suggestivo, è con i trenini che fanno base in Place Foch; c’è poi la possibilità di raggiungere l’arcipelago via mare noleggiando un’imbarcazione al porto di Ajaccio; infine, via terra, percorrendo la D111 più nota come la “Route des Sanguinaries”, oppure attraverso il “Sentier Des Crêtes” itinerario escursionistico per gli appassionati di trekking. Da fare!

Monumento commemorativo di Napoleone

Monumento commemorativo di Napoleone

Quella al centro di Piazza Maresciallo Foch non è l’unica statua di Napoleone presente ad Ajaccio. Ce n’è un’altra a circa un chilometro di distanza in Place d’Austerlitz, ed è una copia di quella che si trova sulla colonna di Place Vendôme a Parigi. Il “Monument commémoratif de Napoléon 1er” risale al 1938 e consiste in un’imponente statua in bronzo del generale su un altrettanto imponente piedistallo di granito. Ai piedi del mausoleo è scolpito un elenco con tutte le battaglie vinte dall’Imperatore di Francia nella sua carriera politica e militare. C’è anche una leggenda che ha contribuito nel tempo a fare di questo luogo un’attrazione turistica. Proprio alle spalle del monumento, infatti, c’è una grotta di granito dove si dice Napoleone amasse rifugiarsi da bambino. L’anfratto si trova in un terreno all’epoca di proprietà della famiglia Bonaparte, da qui l’attitudine alla meditazione del giovane condottiero. Da vedere!

Museo Fesch

Museo Fesch

In una città di appena 65.000 abitanti, perdipiù su un’isola (pur grande come la Corsica), c’è uno dei musei più importanti di Francia e d’Europa. Già, perché quando si parla di Palais Fesch ad Ajaccio, è questo l’aspetto da mettere subito in chiaro. Quest’edificio, al civico 50 di Rue Fesch, ospita una delle collezioni più importanti d’arte italiana per un arco temporale di cinque secoli, dal ‘300 al ‘700. Per importanza, in Francia, è secondo solo al Louvre di Parigi con un dettaglio ulteriore, però, che rende il museo ancora più affascinante. Gran parte delle opere esposte, infatti, facevano parte della collezione privata del Cardinale Joseph Fesch, a lungo Ambasciatore di Francia presso lo Stato Pontificio e, soprattutto, zio di Napoleone Bonaparte. Fu durante il soggiorno italiano che il presule ebbe modo di conoscere l’arte del Belpaese, innamorandosene a tal punto da arrivare a collezionare oltre 17.000 opere, in gran parte, come dicevamo, dipinti. Ecco spiegata la presenza di Bellini, Botticelli, Tiziano, Perugino, Veronese, Bernini e tanti altri, a cui nel corso del ‘900 si sono aggiunte altre collezioni pubbliche e private. Del Museo Fesch fa parte anche la Chapelle Impériale, dove, per volere di Napoleone III, in ossequio alla volontà testamentaria del cardinale, sono sepolti diversi membri della famiglia Bonaparte a cominciare dai genitori di Napoleone, il capostipite Carlo e dalla moglie Letizia. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.musee-fesch.com.

Place Foch

Place Foch

A metà strada tra la Casa Natale di Napoleone Bonaparte, di cui abbiamo appena parlato, e il Museo Fesch di cui, invece, parleremo nel prossimo punto, c’è Place Foch, cuore del centro storico di Ajaccio. Una piazza ordinata, pulita e ombreggiata (grazie alla presenza di numerose palme) in cui si susseguono bar, ristoranti e negozi di ogni tipo. Al centro, un’imponente statua in marmo di Napoleone con ai piedi quattro leoni (“Fontaine des quatre lions”, vedi foto) a simbolica protezione del generale. I motivi per cui abbiamo inserito questa piazza tra le cose da vedere ad Ajaccio sono sostanzialmente tre: in primis, il Museo Napoleonico all’interno del municipio (Salon Napoléonien Hotel de Ville) con un’importante collezione di medaglie, ritratti, busti della famiglia e il registro battesimale che attesterebbe il ricevimento del sacramento in Cattedrale del piccolo Napoleone (vedi punto 1); in secondo luogo la presenza del mercato locale, con la vendita dei prodotti tipici della regione (dal martedì alla domenica); in ultimo per la presenza dello stazionamento dei trenini (Petit Train) che portano i turisti in giro per la città garantendo, tra l’altro, due distinti percorsi. Una soluzione, quest’ultima, particolarmente indicata per chi sbarca dalle navi da crociera e, perciò, ha poco tempo a disposizione per conoscere più approfonditamente Ajaccio. Da fare!

Maison Bonaparte

Maison Bonaparte

Come detto, la distanza dalla Cattedrale in cui Napoleone Bonaparte venne battezzato alla casa in cui visse ininterrottamente fino all’età di nove anni, è di appena 100 metri. Scontato quindi inserire Maison Bonaparte tra le cose da vedere ad Ajaccio. La palazzina, adibita a museo nel 1967, offre uno spaccato interessante su arredi, mobili e altre suppellettili della seconda metà del ‘700, ma sarebbe riduttivo fermarsi alla considerazione del solo design d’epoca. Da un punto di vista storico, infatti, è decisamente più interessante approfondire le vicissitudini che legano la famiglia Bonaparte all’immobile di proprietà, e più in generale al destino della Corsica. Basti sapere, ad esempio, che subito dopo lo scoppio della rivolta indipendentista capeggiata da Pasquale Paoli, i Bonaparte furono costretti a riparare a Marsiglia per sottrarsi alla rappresaglia dei nazionalisti corsi che non perdonavano alla famiglia la fedeltà alla Francia. Le cose, poi, si complicarono ulteriormente perché furono gli inglesi a prendere il controllo dell’isola, trasformando Casa Bonaparte in deposito di foraggi e armi. Solo a fine ‘700 l’immobile tornò nella disponibilità della famiglia che dopo aver provveduto al restauro ne lasciò la cura a Camille Illari, anni addietro nutrice e tata del piccolo Napoleone. Il destino successivo della casa natale di Napoleone Bonaparte è inevitabilmente legato alle sorti del generale. Bisogna attendere la metà del XIX secolo perché l’immobile tornasse alla grandeur di un tempo, grazie all’interessamento di Napoleone III e della moglie Eugenia de Montijo che diedero mandato all’architetto Alexis Piccard e al pittore-scultore Jérôme Maglioli di aggiornare i fasti della casa di famiglia. Questa, in sintesi, la storia della Maison Bonaparte in Rue Saint-Charles ad Ajaccio. Per maggiori informazioni su storia, orari e modalità di visita consultare il sito: www.musee-maisonbonaparte.fr.

Cattedrale Santa Maria Assunta

Cattedrale Santa Maria Assunta

Il nostro tour alla scoperta di Ajaccio parte dalla Cattedrale Santa Maria Assunta, sede vescovile della Corsica e suffraganea dell’Arcidiocesi di Marsiglia. Il motivo per cui abbiamo messo questa chiesa al primo posto non è soltanto religioso; piuttosto ha a che fare col fatto che in una città in cui quasi tutto ruota attorno alla figura di Napoleone Bonaparte, era quasi inevitabile partire dal luogo in cui il generale francese venne battezzato nel 1771 (anche se sono stati sollevati dubbi a riguardo). Il fonte battesimale si trova subito dopo l’ingresso in Cattedrale e reca un’iscrizione in latino che recita: “Heic Baptisatus Imperator Magnus”. Qui fu battezzato il grande imperatore e, in verità, qui sarebbe stato anche sepolto (nella Cappella della Madonna del Rosario) nel caso in cui Parigi non avesse voluto accoglierne le spoglie. Le cose da vedere non finiscono qua. Meritano anche le Cappelle della Madonna del Pianto e della Nostra Signora della Misericordia. Nella prima si possono ammirare le pitture murali di Domenico Robusti, figlio del Tintoretto, e una tela del famoso pittore francese Eugène Delacroix; nella Cappella della Nostra Signora della Misericordia, invece, c’è una statua della Madonnuccia, patrona di Ajaccio, festeggiata ogni anno il 18 marzo. Poco distante dalla Cattedrale, infine, c’è la Casa Natale di Napoleone Bonaparte, di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

Attenzione ai borseggiatori

Attenzione ai borseggiatori

Valgono per Chicago le stesse cautele di tutte le altre metropoli del mondo: non girare con molti contanti; non portare il portafogli nel taschino posteriore del pantalone; non lasciare la borsa incustodita al tavolino del locale; non indossare orologi, anelli, bracciali, orecchini particolarmente costosi; evitare i mezzi pubblici di notte eccetera eccetera. Per il resto, niente paura: è sufficiente evitare le zone periferiche per non incorrere in alcun pericolo. Anzi, gli abitanti di Chicago sono perfino riusciti a trasformare in attrazione turistica la fama “criminale” legata alle imprese di Al Capone: da anni, infatti, c’è la possibilità di prenotare una visita guidata che ripercorre alcuni dei luoghi più sinistramente famosi della Chicago anni ’20. Il tour, con attori vestiti in abiti d’epoca, si muove tra realtà e finzione, alternando vicende reali ad altre, invece, mutuate dal fortunato film di Brian De Palma “The Untouchables” con Robert De Niro (nei panni del gangster italo-americano), Kevin Costner, Sean Connery e Andy Garcia. Per maggiori informazioni consultare il sito: gangstertour.com.

606 Trail

606 Trail

La storia del 606 Trail è del tutto simile a quella dell’High Line di New York. Una linea ferroviaria sopraelevata dismessa che, grazie alla partnership virtuosa tra pubblico e privato, viene trasformata in parco urbano a disposizione di residenti e turisti. Uno spazio pubblico pensato e organizzato per mettere in contatto le persone (“community connector”) attraverso lo sport e la creazione di eventi. Circa 4 chilometri di percorso nel versante nord della città – tra Wicker Park e Logan Square – dove fino agli anni ’80 del secolo scorso c’erano i binari su cui correvano i treni merci e dove, invece, da inizio millennio, è possibile andare in bicicletta, correre, camminare o, perché no, sedersi su una panchina e rilassarsi. Magari in concomitanza di qualche mostra temporanea o qualche altro evento pubblico. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.the606.org.

Lincoln Park

Lincoln Park

Il più grande parco pubblico di Chicago è un’importante valvola di sfogo per i residenti che qui trovano diverse soluzioni per il tempo libero. Dallo zoo, alle spiagge sul lungolago, passando per il Museo Storico e il Mercato Ortofrutticolo, le cose da fare e vedere sono davvero moltissime, fermo restando che l’alternarsi delle stagioni incide sulle attività praticabili all’aperto. Inevitabile, quindi, inserire il parco e il quartiere omonimo tra le tappe imperdibili di un viaggio a Chicago, soprattutto per chi si muove coi figli al seguito. Da vedere, inoltre, il mausoleo dedicato ad Abramo Lincoln. La statua, chiamata “Standing Lincoln”, raffigura il 16esimo Presidente degli Stati Uniti assorto nei suoi pensieri prima della pronuncia di uno dei suoi celebri discorsi. Arte oratoria affinata esercitando la professione di avvocato nello Stato dell’Illinois; una circostanza, questa, che accomuna Abraham Lincoln a un altro Presidente degli Stati Uniti: Barack Obama. Da non perdere!

Wrigley Field

Wrigley Field

Non c’è bisogno di essere appassionati di baseball per visitare il Wrigley Field. Infatti, pur essendo lo stadio dei Chicago Cubs, la popolarità dell’edificio travalica l’aspetto sportivo. Il “Friendly Confines” o “Cubs Park”, come viene chiamato, si trova a nord della città, nella zona di Lake View, e tra le sue particolarità c’è proprio il fatto di essere tutt’uno col quartiere in cui sorge. Per capire meglio ciò di cui si parla, basti considerare che i tetti degli edifici tutt’attorno lo stadio a partire dagli anni ’80 del secolo scorso sono stati trasformati in “terrazze bar-ristorante” (“Rooftop Seats”) dove, previo pagamento del biglietto, si può assistere a una partita dei Cubs o, meglio ancora, a uno dei concerti che periodicamente vi si svolgono. A essersi esibiti in questo stadio, tra gli altri, i Pearl Jam, il cui frontman, Eddie Vedder, natio di Chicago, è un fan della squadra. Talmente appassionato da avere realizzato un film-documentario, “Let’s Play Two”, in cui la sua storia incrocia quella del team nell’anno della vittoria del titolo di Major League (2016) dopo un digiuno di oltre 100 anni. Per maggiori informazioni consultare i siti: www.cubs.com e www.wrigleyrooftopsllc.com.

Field Museum of Natural History

Field Museum of Natural History

Il Field Museum of Natural History (FMNH) è un’altra tappa imperdibile di una vacanza a Chicago. Motivo? La presenza, al piano principale del museo, di Sue, il più grande esemplare di Tirannosaurus Rex mai rinvenuto (vedi foto). Un’attrazione che affascina indistintamente grandi e bambini anche grazie alla capacità dei curatori di abbinare interesse scientifico e spirito divulgativo. Tra l’altro, Sue, non è l’unico dinosauro presente. La mostra “Evolving Planet”, al secondo piano del museo, ospita altri scheletri di “lucertoloni” vissuti milioni di anni fa. Non è finita qui. Grande spazio, infatti, è dedicato anche all’esposizione “Inside Ancient Egypt”. Si tratta di una serie di mummie egizie perfettamente conservate di cui, attraverso il ricorso a strumenti tecnologici di ricerca non invasivi, è stato possibile scoprire particolari e dettagli fin qui sconosciuti. Come per i dinosauri, pure in questo caso, ci sono altre testimonianze molto interessanti: mummie provenienti dal Tibet, dal Perù e dalle Isole del Pacifico il cui studio comparato ha consentito di scovare straordinarie affinità tra culture distanti migliaia di chilometri l’una dell’altra. Insomma, il Field Museum of Natural History di Chicago vale assolutamente una sosta, tanto più che nel raggio di 500 metri ci sono altre due attrazioni molto frequentate: l’acquario (John G. Shedd Aquarium) e il planetario (Adler Planetarium). Ogni anno queste tre strutture richiamano migliaia di visitatori, contribuendo moltissimo alla fama turistica di Chicago. Da vedere!

Museo d’Arte Contemporanea

Museo d'Arte Contemporanea

Nel panorama artistico-museale di Chicago oltre all’Art Institute va annoverato anche il Museum Contemporary Art (MCA). Questo museo nasce sul finire degli anni ’60 del secolo scorso con lo scopo di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea. Per realizzare quest’obiettivo negli anni sono state messe in campo diverse iniziative, compreso l’allestimento di mostre in cui l’artista, insieme alle opere finite, espone anche i lavori non ancora terminati, magari, quando ce ne sono le condizioni, utilizzando proprio gli spazi museali per la loro ultimazione. Quando invece ciò non è possibile non si disdegna l’uso della tecnologia con l’allestimento di mostre multimediali. Non è finita qui, perché il coinvolgimento del pubblico passa anche per conferenze, simposi, tavole rotonde in cui la discussione su pittura, scultura, fotografia inevitabilmente si allarga al contesto locale (il ruolo dell’arte contemporanea a Chicago) e globale (il ruolo dell’arte contemporanea nel mondo). Per maggiori informazioni: www.mcachicago.org. Infine una curiosità: a circa un miglio dal museo c’è l’Original Playboy Mansion, il palazzo dove nel 1959 iniziò l’epopea dell’omonima rivista con le famosissime “conigliette”. In seguito, Hugh Hefner, l’ideatore di “Playboy” spostò sede e affari a Los Angeles. Da vedere!

Navy Pier

Navy Pier

In apertura abbiamo parlato del Millennium Park come di un riuscito progetto di trasformazione urbana in grado di cambiare in meglio il volto della città. Bene, non è l’unico esempio virtuoso di questo tipo che si può fare a proposito di Chicago. Guai a dimenticare il Navy Pier, l’ex molo municipale, dagli anni ’90 del secolo scorso principale attrazione turistica cittadina. I numeri parlano chiaro: nel 2016, anno del centenario, i visitatori hanno addirittura superato i 9 milioni. Sono infatti tantissime le cose da fare e vedere in quest’area di circa un chilometro che corre di fianco al Michigan Lake. Dalla ruota panoramica, al Chicago Shakespeare Theater passando per le giostre hi-tech in questo spazio c’è divertimento assicurato per tutti: grandi e bambini. Soprattutto questi ultimi, in verità, considerando la presenza nei paraggi anche del Chicago Children’s Museum. Da non perdere, durante il periodo estivo, gli spettacolari fuochi pirotecnici che illuminano il lungolago creando un’atmosfera unica. Tornando al discorso iniziale, il Navy Pier in questi anni è al centro di una nuova riprogettazione il cui fine è coniugare la popolarità raggiunta con una maggiore sostenibilità ambientale. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: navypier.org.

John Hancock Center

John Hancock Center

Una delle questioni turisticamente più dibattute a Chicago è quale – tra Willis Tower e John Hancock Center – sia il grattacielo col panorama più bello. Va da sé, per farsi un’idea propria tocca vederli entrambi, circostanza tutt’altro che sconveniente considerando che si tratta di esperienze bellissime. C’è anche un altro motivo per cui vale la pena vedere da vicino questi edifici: tutti e due sono stati progettati dalla stessa società, la “Skidmore, Owings and Merrill”, e dagli stessi architetti, Fazlur Khan e Bruce Graham. Tornando al quesito iniziale, si può dire che la vista dall’osservatorio al 94esimo piano del John Hancock Center incontra meno ostacoli rispetto all’altro grattacielo. A incidere positivamente, infatti, c’è il Lago Michigan che occupa una parte importante della visuale. Un dettaglio particolarmente significativo in due casi: al tramonto e nel mezzo di una tempesta, meglio ancora se condita di lampi e fulmini. Altro particolare degno di nota è il TILT, vetrata a tutta parete che inclina orizzontalmente verso Michigan Avenue dando ai visitatori l’impressione di essere sospesi nel vuoto. Il ventaglio di esperienze adrenaliniche al 360° Chicago (così si chiama il punto di osservazione del John Hancock Center) non finisce però qui. Ogni giorno, infatti, ci sono novità, in particolare per gli amanti della fotografia e della pittura. Per maggiori informazioni consultare il sito: 360chicago.com.