Madrid Rio

Madrid Rio

Prima della crisi finanziaria del 2008 la Spagna era una nazione in crescita. Una crescita fortemente sostenuta dall’edilizia, settore che qui più che nel resto d’Europa ha pagato l’esplosione del mercato immobiliare cominciata negli Stati Uniti. Edilizia però non è sinonimo di speculazione, e perciò a fianco casi più che discutibili di espansione urbana ce ne sono stati altri, da manuale, di riqualificazione e trasformazione di aree pubbliche dismesse. Uno di questi esempi virtuosi è il Madrid Rio, parco pubblico cittadino inaugurato nel 2011 ma progettato a partire dal 2003. Uno spazio ricreativo di circa 120 ettari realizzato a seguito dell’interramento di un tratto di autostrada (la circonvallazione M-30) che per anni aveva tagliato a metà il Manzanares, sub-affluente del gigantesco fiume Tago che attraversa la Penisola Iberica per poi sfociare, presso Lisbona, nell’Oceano Atlantico. Piste ciclabili; di pattinaggio; campi da tennis; di calcio; centri di canoa, canotaggio e persino una spiaggia: i 10 km del Madrid Rio offrono davvero di tutto, con un’attenzione costante alle esigenze di anziani e disabili tradottasi nell’eliminazione di barriere fisiche e architettoniche. Ad aver beneficiato per primi di quest’enorme spazio sono stati ovviamente gli abitanti dei quartieri limitrofi. In pochissimo tempo, però, il Madrid Rio è diventato patrimonio comune dell’intera città, compresi i turisti che a decine di migliaia la frequentano durante l’anno. Da non perdere!

Stazione di Atocha

Stazione di Atocha

La Estación de Atocha fu uno dei luoghi maggiormente colpiti l’11 marzo 2004 quando Al Qaida fece esplodere 10 ordigni a bordo di 4 treni regionali. L’attentato più terribile di Spagna, nazione che pure ha dovuto fare i conti con le frange più estreme del nazionalismo basco, non è riuscito tuttavia a cancellare la storia della prima stazione dei treni della capitale. Un monumento, come è giusto che sia, ricorda la circostanza, ma per il resto la stazione è tornata presto a essere una delle principali attrazioni turistiche di Madrid. Alla base del suo fascino concorrono diversi fattori: il primo, già ricordato, ha a che fare col fatto di essere la stazione più antica della capitale; il secondo, e più importante, sta nella commistione tra cemento, acciaio e vegetazione. Già, perché dal 1992 la stazione di Atocha è soprattutto un centro commerciale ricreativo con un bellissimo giardino tropicale che ospita migliaia di piante di tantissime specie diverse. Partono ancora alcuni treni turistici, ma il grosso del traffico ferroviario è stato dirottato nella poco distante nuova stazione ad alta velocità e lunga percorrenza. La stazione di Atocha, che all’esterno ha conservato la sua fisionomia originaria, è facilmente riconoscibile per via della grande volta in ferro e vetro che la sormonta.

Palazzo Reale

Palazzo Reale

Non si può dire di essere stati a Madrid senza una visita al Palacio Real. Il fatto che i reali di Spagna non risiedano più qui è un dettaglio secondario. Il Palazzo Reale di Madrid resta nell’immaginario collettivo la residenza reale, il luogo dove ogni primo mercoledì del mese (ad eccezione di gennaio, luglio, agosto e settembre) avviene il celebre Cambio della Guardia, momento ambitissimo dai turisti che si accalcano dietro i cancelli della Plaza de la Armeria o sulle scale della Cattedrale de la Almudena (per saperne di più sul Cambio della Guardia visita il sito: www.guardiareal.org). Quanto alla visita guidata dell’edificio tocca, ovviamente, solo una parte delle 3000 e passa stanze che lo compongono. La Real Armeria con la sua gigantesca collezione di armi e armature appartenute alla famiglia reale e alla corte, e la Galleria di Pittura con le opere di Velasquez, Goya, Caravaggio e Tipeolo sono, senza dubbio, le sale più interessanti. Meritano anche gli Appartamenti di Stato che spiccano per lo sfarzo e l’impronta rococò tipica del XVIII secolo. Il Palazzo Reale, infatti, fu realizzato a partire dal 1738 su mandato di Filippo V. Il progetto, portato avanti dagli architetti italiani Filippo Juvarra (uno dei massimi interpreti del Barocco) e Giovan Battista Sacchetti, venne ultimato solo molti anni dopo, tant’è che il primo re effettivamente a risiedervi fu Carlo III nel 1764. Per saperne di più sulla storia e le modalità di accesso, consultare la scheda del palazzo dal seguente link: http://www.patrimonionacional.es/real-sitio.

Parco del Retiro

Parco del Retiro

Sapevate che Madrid è l’unica città al mondo con un monumento al diavolo? A scanso di equivoci, meglio chiarire subito che non si tratta di un omaggio. La scultura, Fuente del Angel Caldo (“Fontana dell’Angelo Caduto”), fu realizzata nel 1878 dall’artista Riccardo Bellver e raffigura la caduta di Lucifero dal regno dei cieli. Non è l’unica opera d’arte presente in questo grande parco pubblico che, al di fuori del periodo invernale, registra sempre il pienone di turisti e residenti. Già dalla primavera, infatti, sono migliaia le persone che si riversano qui per dedicarsi agli ozi e alle attività ludiche che un posto come questo offre generosamente agli astanti. Palacio de Cristal, Palacio de Velasquez (entrambe le strutture espongono opere d’arte contemporanea), la Rosaleda (magnifico giardino di rose) e il Bosque de las Ausentes sono altrettanti posti da vedere all’interno del parco. Specie quest’ultimo, il “Bosco degli Scomparsi”, ha un elevatissimo valore simbolico. I 192 cipressi e ulivi piantumati ricordano infatti le vittime del brutale attacco dell’11 marzo 2004, quando una cellula terroristica legata ad Al Qaida fece esplodere una serie di bombe in 4 diverse stazioni delle rete ferroviaria regionale causando appunto 192 vittime e migliaia di feriti. Da vedere!

Plaza Mayor

Plaza Mayor

La tendenza tutta madrilena a vivere all’aria aperta trova un’ulteriore conferma in Plaza Mayor. Oggi questo stile di vita spiega le fortune turistiche della città, ma sbaglieremmo di grosso a considerare solo quest’aspetto. In questa piazza, forse più che nelle altre, si respira tutta la storia di Madrid. Il riferimento non è tanto alla statua di Filippo II, realizzata da quel Giambologna di cui abbiamo già parlato a proposito della Fontana del Nettuno di Bologna, quanto soprattutto alla Casa de la Panaderia e all’Arco de Cuchilleros. Casa de la Panaderia è il più importante tra gli edifici storici che cingono Plaza Mayor e deve il suo nome al fatto che un tempo era la sede in cui veniva fissato il prezzo del pane (oggi è sede dell’Ufficio del Turismo di Madrid). Arco de Cuchilleros, invece, è la più famosa delle nove porte di ingresso alla piazza. Il topos “Cuchilleros” fa riferimento all’antica corporazione dei coltellieri che rivendevano i propri prodotti ai macellai della zona. Non bisogna dimenticare, infatti, che anticamente questa piazza era sede del più importante mercato cittadino. Non solo. Sempre qui, in questo spiazzo rettangolare lungo 130 metri e largo 94, avvenivano le esecuzioni decretate dal Tribunale dell’Inquisizione e si disputava la corrida. Insomma, seduti ai tavolini di uno dei numerosi bar presenti, o intenti ad ammirare le mille invenzioni degli artisti di strada, guai a trascurare il “peso della storia” di Plaza Mayor, cuore del centro storico di Madrid.

Plaza de Cibeles

Plaza de Cibeles

Se Puerta del Sol è la piazza delle proteste contro l’austerità che hanno portato alla nascita di Podemos, partito che contende ai socialisti il secondo posto nei consensi dietro i popolari, Plaza de Cibeles è invece il luogo dove si riuniscono i tifosi del Real Madrid per festeggiare le numerose vittorie dei blancos. Una piazza “sportiva”, dunque, con al centro una fontana, Fuente de Cibele (vd. foto), a sua volta cinta da quattro storici edifici cittadini. Da nord a sud: Palacio de Buenavista, quartier generale dell’esercito; Palacio de Linares, sede del centro Casa de America per lo scambio culturale tra Spagna e America; Palacio de Constituciones, sede del municipio cittadino e infine Banco de Espana, la banca centrale spagnola. La fontana, anch’essa dedicata alla dea Cibele (o Cerere) è uno dei monumenti a cui i madrileni sono più affezionati, tanto da averla protetta coi sacchi di sabbia durante la guerra civile che dal 1936 al 1939 insanguinò la nazione. Da vedere!

Museo Reina Sofia

Museo Reina Sofia

C’è chi sostiene che la vista di Guernica, la famosissima tela di Picasso ospitata nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, valga, da sola, un viaggio a Madrid. In effetti questo quadro, che racconta il terribile bombardamento della città basca a opera dell’aviazione tedesca durante la guerra civile spagnola, è uno dei capolavori assoluti dell’arte del ‘900. Non il solo tra quelli presenti al secondo piano di questo museo dove è allestita la collezione permanente:“L’Irruzione del XX secolo: utopie e conflitti”. Oltre a Picasso fanno parte della collezione anche alcune opere di Mirò e Dalì, altri due grandissimi protagonisti della pittura spagnola del secolo scorso. Il Museo Reina Sofia, che completa il “Paseo del Arte”, il triangolo museale madrileno, è allestito all’interno dell’ex Hospital General, edificio del XVIII secolo progettato dall’architetto di corte Francisco Sabatini. Dal 2005, attaccato alla struttura principale c’è un altro edificio dalle forme avveneristiche progettato dall’architetto francese Jean Nouvel. In questa nuova ala del museo vengono allestite le mostre temporanee. Per maggiori informazioni su orari, prezzi ed eventi in programma visita il sito ufficiale: www.museoreinasofia.es (disponibile la versione in inglese).

Museo Thyssen-Bornemisza

Museo Thyssen-Bornemisza

Una questione di cuore. Scherzandoci su, può esser riassunta così la lunga vicenda della collezione privata di Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza (1921 -2002) che dopo esser stata contesa da mezzo mondo, negli anni ’90 del secolo scorso è approdata (quasi per intero) a Madrid. Il motivo? Il matrimonio (il quinto) di questo rampollo della famiglia Thyssen (una delle “famiglie dell’acciaio” tedesco) con l’ex miss Spagna Carmen Cervera Fernández de la Guerra. Ovviamente alla base della scelta di spostare questa ricca collezione d’arte dalla casa di Lugano, in Svizzera, alla capitale spagnola hanno concorso anche altri fattori (soprattutto economici) senza sottovalutare però il ruolo giocato dal clima continentale di Madrid (la città sorge a circa 600 metri s.l.m.) maggiormente favorevole alle preservazione delle tele. Tele che vanno dal Trecento italiano alla Pop Art statunitense, abbranciando otto secoli di storia della pittura. Dal Ghirlandaio a Picasso, passando per Van Gogh, Renoir, Monet e gli Espressionisti tedeschi. Una varietà di opere d’arte d’inestimabile valore, dal 1992 ospitata nel settecentesco palazzo di Villahermosa, a due passi dal Museo del Prado di cui abbiamo parlato in precedenza. Per maggiori informazioni su orari, prezzi e mostre temporanee visita il sito ufficiale: www.museothyssen.org (disponibile la versione in inglese).

Museo del Prado

Museo del Prado

La pinacoteca con la più grande collezione al mondo di opere del pittore fiammingo Hieronymus Bosch. Basterebbe questa considerazione a spiegare la fama internazionale del museo, e invece non è finita perché oltre ai quadri di “El Bosco” (come gli spagnoli sono soliti riferirsi all’artista olandese) ci sono tantissime altre opere da vedere: Velasquez, Goya, Caravaggio, Tiziano, Raffaello, Rubens, Brugel e altri. Nel Museo del Prado sono presenti più di 70.000 dipinti per un arco temporale che va dal XII al XIX secolo. Quadri, ma anche sculture e disegni che occupano le gallerie, le sale e le stanze di un enorme edificio dal gusto neoclassico progettato a fine ‘700 dall’architetto spagnolo Juan de Villanueva. Il finanziamento di un progetto così imponente non poteva che provenire dalla casa reale spagnola. Fu infatti Carlo III di Spagna a volere la costruzione del palazzo, con l’intento iniziale di farne un Museo di Storia Naturale, mentre fu il nipote Ferdinando VII a modificarne la destinazione adibendolo a pinacoteca della famiglia reale. Ovviamente nel corso dei secoli il Museo del Prado ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni, l’ultima delle quali nel 2007 con l’inaugurazione di una nuova struttura espositiva nell’attiguo chiostro del monastero di San Jeronimo El Real. Infine un consiglio: dal momento che la visita del museo porta via diverse ore meglio evitare la ressa dei weekend per entrare. Maggiori informazioni su orari, prezzi, opere e mostre temporanee sul sito ufficiale: www.museodelprado.es (disponibile la versione in inglese).

Puerta del Sol

Puerta del Sol

Dismettere i panni del semplice turista e indossare quelli del viaggiatore attento. Questo è il consiglio che abbiamo dato in apertura per apprezzare fino in fondo Madrid. Puerta del Sol è il punto di partenza perfetto per quest’esplorazione alla scoperta dell’anima madrilena. Lo è innanzitutto da un punto di vista simbolico, poiché rappresenta il km 0 della rete stradale spagnola, e poi perché storicamente è sempre stata la piazza più importante di Madrid, già prima che la città assurgesse a rango di capitale nel 1561. Basti pensare, senza andare troppo a ritroso nel tempo, che il 15 maggio 2011 Puerta del Sol fu teatro di un’imponente manifestazione contro le misure di austerità varate dal governo per fronteggiare la crisi cominciata tre anni prima. Proteste che da Madrid si estesero alle principali città della Spagna, in maniera non dissimile da quanto era avvenuto qualche mese prima in Tunisia e in Egitto. Dunque una piazza politicamente assai calda, un po’ come Piazza Syntagma ad Atene, ma anche una piazza che ama profondamente divertirsi. Puerta del Sol, infatti, è il cuore della movida di Madrid. Poco distante si trova Huertas, la zona più turistica della città piena zeppa di locali, pub e birrerie. Da vedere, inoltre, l’ex Palazzo delle Poste (Casa de Correos), oggi sede del governo della comunità autonoma di Madrid, famoso tra le altre cose per i 12 rintocchi (campanadas) con cui l’orologio dell’edificio annuncia, la sera di San Silvestro, l’avvento del nuovo anno.

Zoo

Zoo

Last but not least lo Zoologischer Garten di Berlino. Lo zoo più antico d’Europa (inaugurato nel 1844), nonché uno dei più attrezzati al mondo, capace di ospitare circa 14.000 esemplari di 1.400 specie diverse. Ippopotami, scimmie, rinoceronti, panda, pinguini, leoni, pantere, giaguri e farfalle: una varietà faunistica impressionante allevata tenendo costantemente conto sia del benessere psico-fisico degli animali che delle esigenze di sicurezza dei visitatori. Visitatori che sono centinaia di migliaia ogni anno, a conferma della fama di un’attività che ha oltre 160 anni di storia. Da non perdere l’Acquario, che è stato costruito nei pressi dello zoo ma che può essere visitato anche separatamente. Anche qui grandissima varietà: coccodrilli, caimani, tartarughe, serpenti, pesci oceanici, squali e tanto altro ancora. Per maggiori informazioni su orari, prezzi, mezzi pubblici e modalità di visita consultare il sito ufficiale: www.zoo-berlin.de (di cui è disponibile la versione in inglese).

Checkpoint Charlie

Checkpoint Charlie

All’indomani della costruzione del Muro di Berlino nel 1961, l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America John F. Kennedy ordinò la costruzione di tre posti di blocco (Checkpoint Alpha, Bravo e Charlie i nomi di questi valichi di frontiera) in diverse parti della città per consentire l’attraversamento da ovest a est (e viceversa) di viaggiatori stranieri e personale diplomatico. La maggiore popolarità di Checkpoint Charlie è probabilmente dovuta alla contestuale nascita, nei paraggi, di un piccolo museo il cui fondatore Rainer Hildebrandt si pose come obiettivo di raccogliere quante più testimonianze possibili di quell’improvvisa segregazione familiare e territoriale, prima ancora che politica. La Casa al Checkpoint Charlie (MauerMuseum) è oggi la vera attrazione, dal momento che la cabina dove un tempo avveniva il disbrigo burocratico necessario a consentire l’attraversamento da una parte all’altra della città è stata trasferita nel Museo degli Alleati (AlliiertenMuseum). Al suo posto c’è una riproduzione, mentre nella Casa al Checkpoint Charlie sono conservati numerosi reperti attestanti non solo la divisione politica delle due Germanie ma anche gli ingegnosi tentativi di fuga escogitati nel corso degli anni dai cittadini dell’Est. Per maggiori informazioni visita il sito: www.mauermuseum.de (disponibile la versione inglese).

Museo Ebraico

Museo Ebraico

L’idea di costruire un Museo Ebraico a Berlino è antecedente la caduta del muro. Se si è aspettato fino al 2001 è perché è stato necessario affrontare preliminarmente due aspetti: il primo, aveva a che fare col taglio da dare all’esposizione; il secondo, forse più importante, riguardava la proprietà del museo stesso. Dapprima si caldeggiò la soluzione governativa, salvo poi far prevalere, in un secondo momento, la diversa formula della fondazione indipendente sotto la supervisione del governo federale. Quanto ai contenuti, il museo illustra gli oltre 2000 anni di cultura ebraica in Europa con contributi che spaziano dall’arte, alla letteratura fino alla religione. Grande spazio, ovviamente, è dedicato alle persecuzioni di cui è stato oggetto il popolo ebraico. Persecuzioni che in Europa vanno dal primo Medioevo fino alla vicenda tragica dell’Olocausto nazista. Quel che però più colpisce del Museo Ebraico di Berlino è la sua innovatività. Tecniche multimediali, effetti luminosi, sale espositive dalle forme bizzarre: tutto è pensato per offrire una visione spettacolare al visitatore senza mai abdicare però alla funzione divulgativa del museo. Infine una curiosità: l’inaugurazione del Museo Ebraico di Berlino era inizialmente prevista l’11 settembre 2001. In quello stesso giorno, però, ci fu l’attentato alle Torri Gemelle di New York e fu perciò necessario posticipare di due giorni l’inaugurazione. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.jmberlin.de (disponibile la versione inglese).

Non parlare con leggerezza del passato

Non parlare con leggerezza del passato

Il nazismo, l’olocausto, il muro, il comunismo non sono lontane pagine di storia. Sono ricordi e sofferenze vive nella memoria di milioni di berlinesi. È vero, la città è cambiata tantissimo negli ultimi vent’anni, ma uno dei presupposti del cambiamento è stato proprio la non rimozione delle ferite del passato. Passato di cui si deve parlare, con cui bisogna confrontarsi, di cui vanno approfonditi tutti gli aspetti, purché lo si faccia con la giusta misura. Vietato quindi parlare con leggerezza di Hitler, della Germania dell’Est ecc.; peggio ancora pensare di riproporre in maniera goliardica gesti e simboli di quella stagione. Insomma, serietà e misura sono le parole chiave con cui approcciarsi al tormentato ‘900 di Berlino.

Non mangiare italiano

Non mangiare italiano

Berlino è una città internazionale. Una metropoli cosmopolita dove si mangia di tutto e bene. Vale anche per la cucina italiana. Ci sono ristoranti italiani di livello che non vi faranno sentire nostalgia di casa. Ce ne sono altri però che non sono assolutamente all’altezza. Perciò, a meno che non abbiate la dritta giusta, il consiglio è quello di desistere: la pizza, gli spaghetti, i tagliolini e le mille altre bontà della nostra cucina possono aspettare. Meglio guardarsi intorno e puntare su altre realtà gastronomiche, a cominciare ovviamente da quella di casa.