Napoli

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12 cose da fare e vedere a Napoli e 3 da non fare

Napoli, la capitale del Sud Italia, la città del Vesuvio, la patria della pizza, la protetta di San Gennaro è difficile da raccontare. Sono troppe le sfumature, i dettagli, le contraddizioni di cui bisogna tener conto. Non è un caso, perciò, che per provare a capire la città ci si rivolga più spesso all’arte, alla poesia e alla musica. Per esempio, alla famosissima “Napul è” di Pino Daniele, una canzone che da sola vale migliaia di libri dedicati alla città. Insomma, Napoli è una sfida. Soprattutto, Napoli è bellissima. Più che raccontarla, quindi, posso solo consigliarvi alcune cose da fare per un primo approccio con la città. Buona lettura.

1 Spaccanapoli

Foto di Luca Sbardella
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“Spaccanapoli” è il cuore della città vecchia. La passeggiata inizia dai Quartieri Spagnoli e termina a Forcella. Lungo il tragitto sono talmente tanti i palazzi, le chiese, i monumenti che
non basterebbe un mese per riuscire a vedere tutto. Perciò, il consiglio, in questo caso, è lasciarsi guidare dalla curiosità. Dalla Chiesa del Gesù Nuovo, al Monastero di Santa Chiara
dovunque mettiate piede, sarà una sorpresa.

2 Cappella Sansevero e Cristo Velato

Foto di get directly down

Guai però a ridurre Spaccanapoli a cartolina turistica. Spaccanapoli è la città, con le sue mille risorse e i tanti problemi. Criticità che in qualsiasi altro posto minerebbero la pace sociale e che invece qui convivono da sempre. Per questo, all’inizio, ho detto che Napoli è una sfida. Quanto a bellezza, invece, il “Cristo Velato” di Giuseppe Sammartino vale più di tante parole. La scultura, secondo molti critici d’arte la più bella mai realizzata, si trova all’interno della Cappella Sansevero, alle spalle di Piazza San Domenico Maggiore, in via Francesco De Sanctis.

Orari
Giorni feriali: 09.30-­18.30
Domenica e giorni festivi: 09.30­-14.00
Ultimo ingresso consentito fino a 20 min. prima della chiusura.
Chiuso il martedì.

Biglietto 7,00 €uro

3 Napoli Sotterranea

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Poco distante, in Piazza San Gaetano, c’è l’ingresso di “Napoli sotterranea”, il percorso più famoso (non l’unico) del sottosuolo di Napoli. Una visita guidata nelle viscere della città per scoprirne le influenze greche, quelle romane e, soprattutto, per rivivere i giorni tragici della seconda guerra mondiale, quando circa 40.000 napoletani si rifugiarono sottoterra per sfuggire ai bombardamenti alleati e alla rappresaglia tedesca.

L’ingresso di Napoli sotterranea è in Piazza San Gaetano 68 (su via dei Tribunali).
Le escursioni sono in italiano e inglese. Per altre lingue, oppure per gruppi o escursioni fuori dagli orari di apertura solo su prenotazione.
Maggiori info su: www.napolisotterranea.org

4 La Pizza

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Nei paraggi di Via dei Tribunali c’è ovviamente tanto altro da vedere: c’è San Gregorio Armeno, la strada dei pastori; c’è il Museo Archeologico; c’è naturalmente il Duomo. Prima di visitare quest’ultimo è tuttavia necessario (­di più, OBBLIGATORIO!), ­ fermarsi a mangiare una pizza. Gli indirizzi sono davvero tanti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tuttavia ne segnalo 4: la storica pizzeria “Da Michele”, alle spalle di Forcella; la pizzeria “Trianon” di fronte l’omonimo teatro; la pizzeria di “Gino Sorbillo” in via dei Tribunali e, infine, sempre in via dei Tribunali la pizzeria “Di Matteo” assurta agli onori della cronaca per la visita, nel 1994, dell’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, a Napoli per partecipare al G7.

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5 Duomo

Foto di Stanislao Polito
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Dopo la pizza, possiamo visitare il Duomo, la casa di San Gennaro. Per capire il legame viscerale tra i napoletani e il loro santo protettore l’ideale sarebbe assistere al “miracolo di San Gennaro”, la liquefazione del sangue del Santo custodito all’interno di un’ampolla. L’evento, a cui da sempre i napoletani attribuiscono significato benaugurale, si ripete tre volte l’anno: la prima domenica di maggio, il 19 settembre e, infine, il 16 dicembre. Varrebbe la pena assistere alla Santa Messa per capire il trasporto, il pathos che lega gli abitanti di Napoli a “Faccia Gialla” (così i napoletani si rivolgono all’effigie del santo in argento dorato). Miracolo a parte, il Duomo merita anche ­soprattutto­ da un punto di vista artistico e storico­-culturale. Da vedere!

6 Palazzo Mannajuolo

Foto di Marzia Bertelli
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Palazzo Mannajuolo

Napoli è una città ricchissima, l’abbiamo detto. Gli stili architettonici vanno dal gotico, al barocco, alle numerose tracce del razionalismo fascista. E poi c’è Palazzo Mannajuolo, in via Filangieri, quartiere Chiaia. Un ibrido tra le esperienze moderniste di inizio ‘900 e la tradizione architettonica locale profondamente influenzata dal barocco. La scala elissoidale all’interno del palazzo è un vero e proprio gioiello architettonico. Vale la pena perciò farci un salto, approfittandone anche per fare quattro passi in una delle zone più “in” della città.

7 Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

Foto di Gabriele Ravanetti

Da sempre il luogo simbolo di Napoli, ancor di più dopo che nei primi anni ‘90 del secolo scorso si è finalmente provveduto a sgomberare l’area dalle auto in sosta. Alle spalle della  piazza, il colonnato della Basilica di San Francesco di Paola; di fronte, il Palazzo Reale con le statue di otto dei sovrani più importanti che hanno regnato su Napoli.
Il Palazzo Reale di Napoli, Piazza Plebiscito, 1, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Il sabato dalle 9.00 alle 14.00. Inoltre, ogni prima domenica del mese ingresso gratuito al sito per tutti i visitatori secondo gli orari ordinari di apertura.
Maggiori info: www.campaniartecard.it/IT/site.cfm?id=5

8 Pasta e patate con la provola

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Uno dei motivi di fascino di Napoli è la possibilità di mangiare alla grande spendendo pochi euro. Magari una deliziosa pasta e patate con la provola “Da Nennella”, storica trattoria dei Quartieri Spagnoli. E se non c’è la pasta e patate, non fa niente! Tra spaghetti coi lupini, pasta e fagioli, la “puttanesca” olive e capperi, alici fritte, salsicce e friarielli c’è solo l’imbarazzo della scelta. Due le avvertenze: per accomodarsi, bisogna quasi sempre aspettare il proprio turno; ed è necessaria quella che a Napoli chiamano “‘a capa fresca”. L’approccio dei camerieri, infatti, è più che informale, e perciò se siete permalosi o troppo “ingessati” meglio desistere! Anche se non sapete quel che vi perdete!

9 Il Museo di Capodimonte

Foto di Antonio Manfredonio
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In una lista di cose da fare a Napoli non può certo mancare il Museo nazionale di Capodimonte. Un Museo­-Reggia di tre piani circondato da un magnifico bosco dove i napoletani amano intrattenersi e fare sport. Voluta nel XVIII secolo da Carlo di Borbone, la reggia è diventata Museo solo nel 1957. Organizzato su tre piani ospita opere d’arte che vanno dal ‘200 alla seconda metà del ‘900. Dalla collezione Farnese che Carlo di Borbone ereditò dalla madre, ad Andy Warhol presente al terzo piano. Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso consentito è alle 18:30. Il costo intero del biglietto è di €uro 7.50. Sono previste tuttavia agevolazioni e sconti.
Maggiori info su: www.museocapodimonte.beniculturali.it

10 Il Petraio

Foto di hillman54
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Il trekking urbano a Napoli va sempre più di moda. Assolutamente da fare le rampe del Petraio, parte dell’esteso sistema di scale (135 scale, 69 gradonate) che collegano Napoli in lungo e in largo. I gradini del Petraio sono 503 e collegano la collina del Vomero con il quartiere Chiaia. Naturalmente, farle in discesa è meno faticoso anche se in salita le articolazioni vengono sollecitate di meno. Scegliete voi. Venti minuti a passo spedito in quello che oggi è un quartiere residenziale in cui però sopravvivono, tra edicole votive e panorami superbi, numerose tracce dello stile liberty di inizio ‘900. La zona è servita dalle stazioni Palazzolo­ Parco Marcolini (Via Filippo Palizzi e Via Gioacchino Toma) della Funicolare Chiaia e dalla stazione Petraio­ Via Palizzi (Salita del Petraio e Via Filippo Palizzi) della Funicolare Centrale.

11 Certosa di San Martino

Foto di helst1
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Certosa di San Martino

Tino di Camaino, Attanasio Primario, Giovanni Antonio Dosio, Giovan Giacomo Conforto, Cosimo Fanzago, Nicola Tagliacozzo Canale. Sono questi i nomi degli architetti succedutesi nei secoli (dal ‘300 al ‘700) nella realizzazione di questo stupendo monumento nazionale a fianco Castel Sant’Elmo. A questi bisognerebbe aggiungere i tanti stuccatori, marmisti, piastrellisti che materialmente hanno contribuito alla realizzazione della Certosa, senza naturalmente dimenticare il contributo altrettanto determinante dei pittori e tutti gli altri artisti che vi hanno lavorato nel tempo. Un trionfo di architettura e arte barocca che non lascia indifferente nemmeno chi è completamente a digiuno di storia dell’arte. Vale la pena? Assolutamente sì, e non lasciatevi condizionare dal fatto che sia all’undicesimo posto nella nostra lista. Spettacolare anche la vista di Napoli e del Vesuvio (vd. copertina). Meraviglia!

Orari:
>> Lun-Mar-Gio-Ven-Sab-Dom 8.30/19.30
Chiuso il mercoledì

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti:
Intero: 6,00 €uro
Ridotto: 3,00 €uro

Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese

Funicolare di Montesanto: fermata MORGHEN
Funicolare di Chiaia:
fermata CIMAROSA
Funicolare Centrale: fermata PIAZZA FUGA
Metro: linea 1 fermata VANVITELLI
Bus ANM: linea V1 fermata PIAZZALE SAN MARTINO

12 I dintorni

Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a I dintorni

Pompei, Ercolano, il Vesuvio, Sorrento, Positano, Amalfi, Ischia, Capri, Procida e tanto, tanto altro ancora. Un soggiorno a Napoli è una continua scoperta. Basta solo organizzarsi un po’ per ritagliarsi una vacanza davvero indimenticabile. Una vacanza utile anche ad andare oltre i tanti stereotipi che la città si porta dietro da secoli. Stereotipi che fotografano solo parzialmente la realtà di una città millenaria e complessa, mentre in altre circostanze sono soltanto pregiudizi triti e immotivati. Viva Napoli, viva la Campania, viva l’Italia!

1 Non sfoggiare oggetti di valore in alcune zone della città

Foto di David McKelvey

I Quartieri Spagnoli, Spaccanapoli, Forcella, la Sanità sono tutti posti bellissimi, in cui vale la pena addentrarsi per scoprirne i tesori nascosti. Bisogna però osservare alcune regole di buonsenso. La più importante è non fare sfoggio di oggetti di valore (rolex, collier, preziosi ed altro). A Napoli, purtroppo, esiste una microcriminalità specializzata in furti e scippi che, non a caso, studia le proprie vittime a partire dall’abbigliamento e, in second’ordine, dal comportamento più o meno circospetto. Detto questo, nessun timore. Esagera chi dipinge questa realtà, peraltro comune a tante altre grandi città, come l’inferno sulla terra. C’è, tocca farci i conti, ma non bisogna assolutamente rinunciare a vivere. Anzi, il modo migliore per rendere alcune zone più sicure è proprio quelle di frequentarle, viverle, come dimostrano di aver capito ormai i tanti turisti italiani e stranieri che frequentano la città tutto l’anno.

2 Non fidarsi dei taxisti abusivi

Quello dei taxisti abusivi è purtroppo un problema che Napoli si porta dietro da molto tempo. Se ne trovano già in stazione, qualche volta addirittura ai binari, per avvantaggiarsi rispetto ai regolari che invece si trovano all’esterno. Ecco, è sufficiente non dar retta agli abusivi e guadagnare l’uscita. Subito fuori dalla stazione c’è la colonna con i taxi autorizzati; dopodichè ci si mette comodamente in coda e si aspetta il proprio turno.

3 Non mangiare in ristoranti stranieri

Foto di luvi

Non perdere tempo in ristoranti cinesi, indiani ecc. Non che siano tutti da disprezzare, anzi. Però, che diamine, sei a Napoli, una delle città dove si mangia meglio e si spende meno al mondo. Approfittane.

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