Memoriale dell’Olocausto

Memoriale dell'Olocausto

Il Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa (Holocaust-Mahnmal) si trova in pieno centro a Berlino, tra la porta di Brandeburgo e Potsdamer Platz. Inaugurato il 10 maggio 2005 su progetto dell’architetto statunitense Peter Eisenmann, il monumeto sorge su un’area di oltre 19.000 mq. dove un tempo c’erano le proprietà di Joseph Paul Goebbels, il terribile Ministro della Propaganda del Terzo Reich. L’opera consta di 2711 steli in calcestruzzo di diversa altezza ed è accessibile da qualunque parte del suo perimetro. Camminare tra le steli, rapiti dalla sinuosità del monumento, suggerisce smarrimento. Lo smarrimento evocato è quello della ragione, con la solitudine che ne deriva tanto per le vittime, impotenti dinanzi all’orrore, che per i carnefici mentalmente bloccati in un’ideologia di morte e distruzione. Non manca, ovviamente, un centro informazioni dove sono state raccolte e catalogate diverse testimonianze di quanti tra il 1933 e il 1945 vissero la tragedia della Shoah. Per maggiori informazioni su orari, modalità di visita e materiale didattico consultare il PDF in italiano realizzato dai responsabili del centro.

Attenzione ai borseggiatori

Attenzione ai borseggiatori

Berlino è una grande metropoli e come in tutte le grandi metropoli può capitare di esser presi di mira da qualche malintenzionato, specie nei luoghi particolarmente affollati. Le accortenze per evitare brutte sorprese sono quelle di sempre: occhio a dove si mette il portafoglio; non lasciare la borsa aperta e/o incustodita; non fare sfoggio di oggetti di elevato valore (perlomeno in alcuni contesti). Detto questo nessuna paura, si tratta di semplici accorgimenti e nulla più, a cui bisogna aggiungere la grande efficienza delle forze di polizia a presidio della città.

East Side Gallery

East Side Gallery

L'East Side Gallery, tra il ponte Oberbaum (Oberbaumbrucke) e la stazione (Ostbanhof), è tappa obbligata per chi vuol approfondire il contributo fornito dalla street art al racconto della riunificazione tedesca. Che l'arte abbia anche una dimensione storica è pacifico, ma che pure i graffiti potessero contribuire in maniera efficace a decodificare un evento di tal portata, beh lo abbiamo appreso proprio a Berlino. All'indomani del caduta del muro, su quest'unica parte rimasta, più di 100 artisti provenienti da ogni parte del mondo si cimentarono a raccontare la difficile e entusiasmante transizione verso la riunificazione tedesca. Tra i tanti graffiti, quello più famoso è senza dubbio il “bacio fraterno” tra Leonid Brezhnev e Erich Honecker. L'opera, dell'artista russo Dmitri Vrubel, riproduce uno scatto del 1979, in cui effettivamente i due capi di Stato dell'URSS e della DDR si baciavano a labbra serrate. Un rito mutuato dalla tradizione ortodossa che serviva a ribadire la fratellanza socialista delle due nazioni. Nel murales, invece, sotto l'icona dipinta, c'è la scritta in tedesco “Dio mi aiuti a sopravvivere a questa storia d'amore mortale“. La didascalia di Vrubel chiarisce meglio di tanti saggi lo spirito, la sopportazione, talvolta la rassegnazione con cui milioni di esseri umani vissero la stagione comunista di là dalla cortina di ferro. Per maggiori informazioni sulla galleria, le opere e gli artisti visita il sito: www.eastsidegallery-berlin.de (disponibile la versione inglese).

Non violare le regole di convivenza civile

Non violare le regole di convivenza civile

Vale per Berlino quanto già detto per Monaco di Baviera, Vienna, Stoccolma e Copenaghen. Attraversare col rosso, passeggiare sulle piste ciclabili, occupare la sinistra sulle scale mobili, servirsi dei mezzi pubblici senza biglietto non sono “semplici” infrazioni più o meno tollerate. Al contrario, sono comportamenti sanzionati due volte: in primis dai berlinesi (il rischio di farsi male camminando sulle piste ciclabili non è marginale) e poi dalle autorità preposte ai controlli, invogliate a comminare multe da un sistema premiante di incentivi che rimpingua di molto il salario base. Avvisati!

Sony Center

Sony Center

Una delle tappe imperdibili di Berlino è senza dubbio Potsdamer Platz, da sempre una delle piazze principali della città. O meglio, una delle piazze principali della città fino a che i bombardamenti della seconda guerra mondiale prima, e la costruzione del muro poi, non la trasformarono in un luogo tristemente desolato. Normale quindi che la ricostruzione degli anni '90 abbia riguardato in profondità questa zona dove hanno potuto cimentarsi alcuni dei più grandi architetti al mondo. Dal 1993 al 2000, tutt'attorno Potzdamer sono stati costruiti decine di edifici, strade e nuove piazze. La costruzione in assoluto più spettacolare è il Sony Center un complesso di 7 edifici sormontato da un enorme tetto d'acciaio a forma d'ombrello tra le cui particolarità c'è quella di cambiare colore nel corso della giornata. Il complesso immobiliare, come suggerisce il nome, fu realizzato dalla multinazionale Sony che però nel 2008 l'ha venduto, tuttavia mantenendo qui il suo quartier generale. Da un punto di vista turistico la zona è fatta perlopiù di negozi, bar e ristoranti. Perciò, gran parte del suo fascino deriva dal confronto impietoso con quel che c'era prima. Da non perdere anche il Panoramapunkt, l'ascensore più veloce al mondo. Si trova all'interno della Kollhoff Tower, uno dei nuovi edifici prima richiamati (dal nome dell'architetto Hans Kollhoff) e in 20 secondi percorre 100 metri conducendo i turisti su una terrazza panoramica con una delle viste più belle di Berlino. Per maggiori informazioni visita il sito: www.panoramapunkt.de (disponibile la versione inglese).

Palazzo del Reichstag

Palazzo del Reichstag

C'è un'immagine, una delle più famose della seconda guerra mondiale, che spiega meglio di tante parole l'importanza storica e simbolica del Palazzo del Reichstag di Berlino. È l'immagine di Abdulkhakim Ismailov, soldato del Daghestan che issa la bandiera sovietica sul vecchio Palazzo dell'Impero Tedesco. Palazzo centrale anche nell'ascesa nazista, dacché fu a seguito di un incendio doloso nel febbraio del 1933 che Hitler poté chiedere e ottennere l'abolizione della maggior parte dei diritti civili sanciti dalla Costituzione di Weimar. Durante gli anni della Guerra Fredda, il Bundestag (il parlamento federale tedesco) venne trasferito a Bonn, salvo riunirsi una volta l'anno proprio a Berlino Ovest per rimarcare la provvisorietà della soluzione adottata. Infatti, subito dopo il crollo del muro l'assemblea del Bundestag è tornata a riunirsi nel Reichstag. Un Reichstag rinnovato a cui negli anni '90 è stata aggiunta una cupola in vetro presto diventata una delle attrazioni principali di Berlino. Un ascensore porta in cima alla cupola da cui si scorge una magnifica vista sul quartiere governativo, sul parco di Tiergarten e sul resto della città. Per maggiori informazioni sugli orari e le modalità di visita alla cupola clicca qui.

Porta di Brandeburgo

Porta di Brandeburgo

Quattro date clou: 12 giugno 1987; 9 novembre 1989; 22 dicembre 1989; 3 ottobre 2002. Poco più di 5 anni, tanto ci è voluto dal famoso discorso (prima data) di Reagan che, proprio a Berlino, e proprio davanti alla Porta di Brandeburgo, si rivolse al presidente dell’URSS con queste parole: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro”. Gli eventi, come sappiamo, precipitarono nel novembre del 1989 (seconda data) quando centinaia di migliaia di berlinesi si riversarono per le strade dopo aver appreso da radio e televisione che la DDR era intenzionata a concedere permessi temporanei di viaggio ai suoi concittadini. Al governo socialista non fu possibile gestire ordinatamente la transizione e così, in maniera del tutto spontanea, la città per 40 anni divisa potè finalmente riabbracciarsi. Un mese dopo quell’evento storico (terza data) la Porta di Brandeburgo venne di nuovo riaperta. Anche stavolta centinaia di migliaia di berlinesi si ritrovarono per festeggiare l’evento ma, proprio in quella circostanza il monumento, celebre per la quadriga che lo sormonta, ne uscì danneggiato. Da qui, la necessità di restaurarlo, slittando la riapertura ufficiale di tre anni (quarta data). Questa, assai sinteticamente, la storia ultima di un monumento che di “storia” ne ha molta di più. La struttura risale infatti al 1791 e già prima delle due guerre mondiali aveva attraversato momenti assai difficili: su tutti, la guerra franco-prussiana, risoltasi alla fine con la sconfitta delle truppe napoleoniche. Nel 1806, però, dopo l’entrata dei francesi in città, uno dei primi atti di Napoleone fu il sequestro della quadriga con la Dea della Vittoria e il suo contestuale trasferimento a Parigi. Un affronto terribile, riparato otto anni dopo col ritorno a Berlino della scultura. Questi i motivi, recenti e meno recenti, che spiegano la popolarità della Porta di Brandeburgo che, a dispetto del nome, non ha mai avuto funzione di porta cittadina. Ciononostante la visita del monumento di Pariser Platz è tappa obbligata di una visita a Berlino.

Museo di Storia Tedesca

Museo di Storia Tedesca

A quasi 30 anni dalla caduta del muro, Berlino è una città completamente diversa. Talmente diversa che, pur conservando molte tracce di quella divisione fisica, politica e psicologica, si rischia, senza guida, di perdere il filo della memoria. Di non riuscire, cioè, a ricostruire i diversi passaggi di una vicenda fondamentale nella storia tedesca, europea e mondiale. Perciò, la visita del Deutsches Historiches Museum, all’interno del palazzo dell’Armeria (Zeughaus) prima ricordato, è tappa obbligata per chi è realmente interessato a conoscere la storia di Berlino e della Germania. La storia relativa al quarantennio 1949-1990, e quella più specifica della costruzione del muro nel 1961. Non è finita qui, perché il museo ripercorre anche le tappe della dittatura nazista e, a ritroso, quelle della prima guerra mondiale e dell’unificazione tedesca nel XIX secolo. Insomma questo museo offre al visitatore una panoramica d’insieme della storia tedesca, senza rinunciare, però, a ospitare mostre temporanee. Mostre allestite nell’ala dell’edificio progettata dall’archistar sino-americana Ieoh Ming Pei, cui si deve anche la Piramide del Louvre a Parigi. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.dhm.de (disponbile la versione inglese).

Unter den Linden

Unter den Linden

“Unter den Linden”: sotto i tigli. Questo è il nome del viale principale di Berlino, nonché uno dei più famosi al mondo. Un chilometro e mezzo di strada, larga 60 metri circa, cinta ai due lati da diverse file di tigli, la cui piantumazione risale al regno di Federico Guglielmo I di Prussia. Il monarca aveva necessità che il percorso dal Palazzo Reale alla tenuta di caccia, nel quartiere di Tiergargarten, fosse il più ombrato possibile e così ordinò che venissero piantati questi alberi. Dopo Federico Guglielmo I, fu la volta del figlio Federico II di Prussia provvedere all'abbellimento del vialone, ordinando la costruzione del Teatro Nazionale dell'Opera (Staatsoper) e della Biblioteca Nazionale. Nel XIX secolo, la vittoria contro la Francia suggerì la posa di diverse statue come tributo al coraggio dei generali dell'esercito prussiano. Sulla strada si incontrano diversi altri edifici di grande pregio: tra gli altri, il Palazzo del Principe Ereditario (Kroprinzepalais), l'Armeria (Zeughaus, vd. prossimo punto) e l'Università di Humboldt famosa per essere stata frequentata da Karl Marx. La seconda guerra mondiale, e la successiva divisione in due della città, portarono a un rapido declino di “Unter den Linden”. Declino scongiurato con la riunificazione del '90 che, sia pur su nuove basi, in un mix di conservazione e innovazione, ha ridato centralità a questo bellissimo viale che termina (o comincia) con la Porta di Brandeburgo (vd. punto 6).

Isola dei Musei

Isola dei Musei

C'è un isolotto sul fiume Sprea, sul quale nel XII secolo sorse il primo nucleo abitato di Berlino. Oggi su questo piccolo lembo di terra sono ospitati, l'uno vicino all'altro, alcuni dei musei più importanti al mondo. Non a caso, il posto è stato rinominato “Isola dei Musei” (Museuminsel) ed è un'altra tappa obbligatoria di una visita in città. Del resto, di musei a Berlino ce ne sono a centinaia e nell'impossibilità di visitarli tutti, almeno in una volta sola, tocca per forza di cose fare una cernita. Scontato, perciò, partire dai più noti: il Museo Antico (Altes Museum) che ospita sculture e opere d'arte d'epoca etrusca, greca e romana; il Museo Nuovo (Neues Museum) con una ricchissima collezione di reperti di età egizia, tra cui il famoso Busto di Nefertiti; il Museo Bode (Bodemuseum) di cui non si può non ammirare la collezione d'arte bizantina con reperti che vanno dal Medioevo al XVIII secolo; il Museo di Pergamo, eretto per ospitare l'altare di Pergamo rinvenuto in Turchia nel 1878 dall'ingegnere Carl Wilhelm Humann; e infine, ma non per ordine d'importanza, la Galleria Nazionale (Alte Nationalgalerie). Quest'ultima rappresenta il più grande centro di cultura museale dell'intera Germania, ed è stata concepita così fin dall'inizio, nel 1876, suo anno di fondazione. La caduta del Muro ha fornito l'occasione storica di riunire le collezioni conservate ai due lati della cortina, senza ovviamente dimenticare che già durante la seconda guerra mondiale erano stati fatti sacrifici enormi per non disperdere un patrimonio di inestimabile valore. Per maggiori informazioni visita il sito: www.smb.museum (di cui è disponibile la versione inglese).

Torre della Televisione

Torre della Televisione

Negli anni ’50 del secolo scorso la DDR, un po’ per necessità logistica, un po’ per magnificare le sorti del regime socialista, eresse nel centro di Alexanderplatz una gigantesca torre della televisione per la diffusione dei programmi di stato. Dopo la caduta del muro e la riunificazione di Berlino Est e Ovest, “Telespargel” (trad. Teleasparago), è presto assurta a simbolo cittadino. Due i fattori alla base della sua popolarità: da un lato, l’imponenza della struttura (365 metri), dall’altro il fatto di trovarsi in una piazza storicamente importante quale appunto è sempre stata Alexanderplatz (così chiamata nel 1805 in onore dello zar di Russia Alessandro I). Oggi la Torre della Televisione è una delle attrazioni principali di Berlino. A 203 metri di altezza c’è una piattaforma (raggiungibile con ascensore) che nei giorni tersi regala un magnifico sky line, per non dire della presenza di un esclusivo ristorante (“Sphere”) che ogni 30 minuti ruota il proprio asse compiendo un giro completo su se stesso. Non è finita, perché per evitare code chilometriche l’organizzazione ha pensato bene di avvertire i clienti tramite sms. Ovviamente, bisogna aver prenotato prima, cosa che è possibile fare al sito www. tv-turm.de (disponibile la versione in inglese). Allo stesso indirizzo tutte le informazioni su orari di apertura/chiusura e prezzi. Da non perdere!

Mitte

Mitte

In apertura abbiamo fatto cenno alla difficoltà di raccontare Berlino. Prendiamo il Mitte: non solo è uno dei distretti in cui è suddivisa la città, ma è anche uno dei quartieri del distretto omonimo (gli altri quartieri sono: Moabit, Hansaviertel, Tiergarten, Wedding, Gesundbrunnen). E che quartiere, vien da dire. Il Mitte, infatti, è il cuore pulsante di Berlino, tappa obbligata di qualunque visita in città, breve o lunga che sia. Scontato, perciò, metterlo in cima al nostro elenco: dalla Torre della Televisione, all’Isola dei Musei passando per il viale Unter den Linten, qui si trovano molte delle principali attrazioni cittadine. Prima di andarle a vedere nel dettaglio, un consiglio: girovagare per il Mitte è assai piacevole, perciò visitate tutto quel che c’è da visitare con la massima rilassatezza possibile.

Diving

Diving

Poco distante da Punta Eolo, a una cinquantina di metri di profondità c’è il relitto del Santa Lucia, un piroscafo abbattutto dall’aviazione inglese il 25 luglio 1943. La nave, partita da Ponza e diretta a Gaeta, avrebbe dovuto effettuare una sosta intermedia proprio a Ventotene ma, a causa del massiccio bombardamento subito non fece in tempo inabissandosi coi passeggeri intrappolati a bordo. Una tragedia, una delle tante, di quella terribile estate del ’43 che a distanza di molti anni continua a commuovere ed emozionare. Nel frattempo, il relitto del piroscafo è diventato anche uno dei punti di immersione più famosi di Ventotene. L’isola, infatti, è una delle mete preferite dagli amanti del diving che hanno a disposizione diversi punti dove immergersi alla scoperta di fondali straordinari che non hanno nulla da invidiare a quelli di più celebrate località turistiche. Per maggiori informazioni visita i siti: www.dwventotene.com e www.ventotenediving.it.

Le spiagge

Le spiagge

Ventotene, dicevamo in apertura, è anche -soprattutto- una località balneare. Un’isola in cui si viene in vacanza d’estate per godere del suo mare cristallino. Le spiagge di Cala Nave e Cala Rossano, insieme agli scogli nelle vicinanze del faro e le saline poco distanti dal porto romano sono gli unici 4 punti accessibili da terra, mentre via mare ci sono altre baie e piccole insenature (Cala Battaglia, Punta Eolo, Punta Pascone, le Sconciglie) in cui ci si può fermare a fare il bagno. Menzione speciale per Cala Nave, di gran lunga la spiaggia più bella dell’isola nonché la più facilmente raggiungibile. Si trova a due passi dal porto e alterna tratti liberi ad altri in concessione. Da non perdere!

Chiesa di Santa Candida

Chiesa di Santa Candida

La Chiesa di Santa Candida è tappa obbligata di una visita a Ventotene. Una grande parrocchia in una piccola isola, quasi a rimarcare la grandezza del messaggio cristiano capace di arrivare in ogni lembo di terra, anche il più sperduto. Alla base del fascino dell’edificio, più dei dettagli architettonici e artistici, c’è l’inevitabile domanda che ci si pone una volta in chiesa. In cosa consisterà l’attività pastorale? Come vivono i fedeli durante l’inverno? Quanti sono? Cosa fanno? Beh, la festa in onore della Santa Patrona, il 20 settembre, fornisce una risposta parziale al quesito. La cura dei dettagli, dalle mongolfiere di carta, all’oro con cui è abbellita la statua portata in processione, fino agli immancabili fuochi d’artificio finali, lascia intendere un lavoro di mesi che impegna la comunità ventotenese. Il 20 settembre, perciò, è il giorno più importante dell’anno per l’isola, quello che sancisce il passaggio dai ritmi veloci della stagione turistica a quelli lenti, quasi letargici, dell’autunno e dell’inverno. Per maggiori informazioni sulle messe, l’attività pastorale e le statue presenti visita il sito: www.parrocchiasantacandidaventotene.it.