Isola di Faial

Isola di Faial

Faial, Pico e São Jorge sono le isole centrali dell’arcipelago delle Azzorre. Le distanze sono piuttosto ridotte e i collegamenti marittimi assicurati tutto l’anno. Questa circostanza ha notevolmente favorito lo sviluppo turistico, al punto che una vacanza nel “Triangulo” – così è chiamata questa parte di arcipelago -, è una delle opzioni più gettonate tra quanti desiderano visitare le Azzorre. Delle tre Faial è la più occidentale. Pur non essendo grandissima (si visita agevolmente in un giorno) vi abitano circa 15.000 persone. Il centro principale è Horta, paesino di 6000 abitanti, approdo di velisti provenienti da tutto il mondo. È qui che si trova il Peter Cafè Sport, il bar più famoso dell’Atlantico, meta di marinai, appassionati di immersioni e whale watching. Da Horta, per la precisione dal borgo di Ribeirinha, parte anche un’escursione bellissima che taglia longitudinalmente da est a ovest l’isola. Un coast to coast che consente di approfondire la natura sismica e vulcanica del territorio. Ribeirinha, ad esempio, è geologicamente la parte più vecchia di Faial, originatasi a seguito di un’eruzione vulcanica all’incirca 800.000 anni fa. Non solo, perché è anche il sobborgo che più ha patito le conseguenze del terremoto che squassò l’isola nel 1988. Proseguendo si incontra Caldeira, cratere di un vulcano spento con un dislivello di oltre 400 metri interamente percorribili. La vegetazione rigogliosissima ne fa una delle attrazioni principali dell’intero arcipelago, anche per il contrasto con Capelinhos, il vulcano nuovo (vedi foto). Questo complesso, infatti, si è originato a seguito di una serie di eruzioni avvenute tra il 1957 e il 1958. Anche in questo caso le conseguenze sul piano sociale furono notevoli, costringendo una parte consistente di popolazione a emigrare. Soprattutto, il paesaggio è completamente diverso da Caldeira poiché l’azione erosiva di acqua e vento, insieme a una strato ancora consistente di cenere, disegnano uno scenario quasi desertico.

Isola di Santa Maria

Isola di Santa Maria

Santa Maria, la più meridionale tra le isole azzorre, non ha la stessa affluenza turistica di São Miguel. Anzi, buona parte dei visitatori proviene da quest’ultima grazie ai frequenti collegamenti marittimi e aerei con Ponta Delgada (vedi punto 2). Il centro più grande è Vila do Porto, dove vive oltre la metà della popolazione (ca. 3000 abitanti su un totale di 5.500 residenti) e dove sono concentrati la maggior parte degli alberghi, dei negozi e dei locali dell’isola. Il trekking è in assoluto l’attività più praticata. Diversi i sentieri a disposizione: dall’intero periplo dell’isola, al percorso (PR 5) che unisce Vila do Porto a Praia Formosa, una delle spiagge più belle dell’intero arcipelago (vedi foto). Questa spiaggia, sul versante meridionale dell’isola, è anche la sua principale attrazione turistica. A fine agosto si svolge uno dei festival musicali più seguiti del Portogallo. Si chiama Maré de Agosto (www.maredeagosto.com) e ospita il meglio della tradizione cantautorale lusitana, insieme a diversi artisti internazionali. Oltre a Praia Formosa merita una visita il Farol de Gonçalo, di gran lunga il faro più bello delle Azzorre. Vi si arriva da Ponta de Castelo, località del versante sud-orientale dell’isola, seguendo le indicazioni di un sentiero escursionistico di circa 7 chilometri (PR 4). Lo scenario a picco sull’Atlantico è da togliere il fiato. Un tempo da qui veniva monitorato il transito delle balene, la cui caccia rappresentava una delle principali fonti di sostentamento per gli abitanti delle isole.

Caldeira Velha (Isola di São Miguel)

Caldeira Velha (Isola di São Miguel)

Il termalismo non è una prerogativa della sola Furnas. Poco distante da Riberia Grande, sulla costa nord di São Miguel, c’è un’altra località termale che merita assolutamente una visita: Caldeira Velha. Si tratta di un parco termale naturale in cui è possibile fare il bagno in due polle d’acqua calda (ca. 37°C). La prima piscina è una sorta di mini-jacuzzi, mentre nella seconda è possibile fare un bagno vero e proprio. La sorgente d’acqua calda termale che alimenta il parco si trova più in alto rispetto alle piscine e, volendo, è raggiungibile con l’ausilio di guide esperte locali. In alcuni punti, infatti, l’attività fumarolica è particolarmente intensa e perciò bisogna fare attenzione a dove si cammina. Tornando al parco, la vegetazione tutt’attorno è lussureggiante. Diverse le specie di felci presenti che danno l’idea di un ambiente esotico, quasi primordiale. Il parco è attrezzato con docce, spogliatoi e servizi igienici per venire incontro alle esigenze dei turisti sempre più numerosi durante il periodo estivo. C’è anche un piccolo centro visite che fornisce una serie di informazioni utili sulla geologia e l’idrologia della regione (le acque sono le stesse del lago vulcanico “Lagoa da Fogo”). Quanto all’abbigliamento, due sole accortenze: indossare ciabatte, plantari o scarpe adatte alla scivolosità del fondale pietroso ed evitare costumi chiari o, peggio ancora, bianchi. La grande quantità di ferro presente nell’acqua potrebbe macchiarli irrimediabilmente. Da vedere!

Sete Cidades (Isola di São Miguel)

Sete Cidades (Isola di São Miguel)

Il cratere di Sete Cidades è una tappa imperdibile di un viaggio alle Azzorre. All’interno di questa caldera, nel versante nord-occidentale dell’Ilha de São Miguel, scorre un lago vulcanico (Lagoa do Canário) di colore verde e blu. Secondo una leggenda popolare, la diversa colorazione delle acque avrebbe avuto origine dal pianto disperato di un pastore e una principessa, impossibilitati a vivere apertamente la propria storia d’amore. Il lago è attraversabile in kayak, attività che sta riscuotendo sempre maggior successo di pubblico. Anche il bosco tutt’attorno attrae numerosi visitatori giustamente catturati dalla straordinaria bellezza del luogo. Già lungo la strada, infatti, sono diversi i punti panoramici che meritano una sosta. Il più famoso di tutti è il Miradouro VIsta do Rei (550 mt.s.l.m.) così chiamato all’inizio del ‘900 in seguito a una visita di re Carlo I e della consorte Amelia d’Orleans. Da non perdere!

Ponta Delgada (Isola di São Miguel)

Ponta Delgada (Isola di São Miguel)

La presenza dell’aeroporto intitolato a Giovanni Paolo II ha fatto di Ponta Delgada il principale centro urbano delle Azzorre. Le ore di volo dalla capitale Lisbona sono soltanto due e una parte consistente del flusso turistico passa da questa direttrice. L’altra parte, invece, passa da Portas do Mar, il lungomare cittadino attrezzato per accogliere giornalmente traghetti e navi da crociera. Al netto di qualche inconveniente più tipico di una città che di un’isola, Ponta Delgada offre diversi spunti interessanti. Dal panorama della collina dell’Ermida da Nossa Senhora da Mae de Deus, ai giardini pubblici Antonio Borges e do Palacio de Sant’Ana, fino a Capelas, paesino distante circa 13 chilometri. Qui un un tempo si praticava la caccia alla balena con tanto di industria conserviera per la trasformazione del prodotto. Tuttavia, la principale attrazione turistica di Ponta Delgada è la statua del Cristo all’interno della chiesa del Convento femminile da Esperanca. Questa statua, la più venerata delle Azzorre, viene portata in processione in occasione della Festa do Senhor Santo Cristo (ogni anno dal 4 al 10 maggio). Una ricorrenza molto sentita come tutte le altre feste religiose dell’arcipelago. Parteciparvi, dunque, rappresenta un’occasione importante per verificare quanto il folclore religioso contribuisca alle fortune turistiche del territorio (la cosidetta “F” di “Festa” dopo le altre due di “Flora” e “Fauna”). Per maggiori informazioni visita il sito: www.santo-cristo.com.

Furnas (Isola di São Miguel)

Furnas (Isola di São Miguel)

Il nostro racconto delle Azzorre comincia da Furnas, principale località turistica di São Miguel, la più grande delle isole che compongono l’arcipelago. L’atmosfera è completamente diversa rispetto alle auto e alla folla del capoluogo Ponta Delgada, distante circa un’ora d’auto (vedi punto 2). A Furnas, infatti, sono il lago e le decine di soffioni sulfurei tutt’attorno a farla da padrone. Dunque una rinomata stazione termale, con diverse frecce al suo arco. Per i bagni sono due i luoghi da non perdere: uno è il Parque Terra Nostra, albergo-giardino che, proprio al centro della struttura, ospita una grande piscina termale all’aperto il cui utilizzo è consentito anche a chi non soggiorna in hotel (vedi foto); l’altro è il Poca da Dona Beija, parco termale composto da 5 piscine all’aperto di temperatura compresa tra i 25 e i 39°C. L’ideale per rilassarsi dopo una giornata dedicata al trekking lungo le rive del lago di Furnas (lagoa das Furnas). Anche qui le cose da vedere sono molte: innanzitutto, le caldeiras, grosse buche nelle quali gli abitanti del posto seppelliscono il cazeido, stufato di carne cotto naturalmente a vapore per 6 o 8 ore. Merita una visita anche il Mato José do Canto, parco-giardino che si sviluppa lungo la riva sud-occidentale del lago. Nei dintorni, infine, segnaliamo Nordeste. Lungo la strada che da Furnas porta a questo piccolo borgo di circa mille abitanti si susseguono diversi punti panoramici (miradouros) di straordinaria bellezza. Occhio perciò a non dimenticare la macchina fotografica.

Occhio alle trappole per turisti

Occhio alle trappole per turisti

In un territorio grande come la Normandia non mancano certo locali, trattorie e ristoranti. In alcuni si mangia bene, nel pieno rispetto della gastronomia regionale; in altri, invece, la cucina è decisamente al di sotto delle aspettative. A ben vedere questo succede in quasi tutte le località turistiche e, più in generale, molto dipende anche dal valore che si attribuisce al cibo in vacanza. Se siete tra i fedeli al motto “eat local”, allora è bene scegliere senza fretta dove andare a mangiare, magari aiutandovi con le recensioni in rete e/o i consigli di qualcuno/a del posto. Nel caso della Normandia, per esempio, c’è chi addirittura suggerisce di seguire la traccia dei tir. Della serie: se volete mangiare bene, abbondante, spendendo il giusto, fidatevi dei camionisti!

Non sottovalutare il pericolo della marea a Mont-Saint-Michel

Non sottovalutare il pericolo della marea a Mont-Saint-Michel

Ne abbiamo già parlato (vedi punto 3) ma repetita iuvant. Il mare attorno Saint-Michel si ritira per chilometri (bassa marea) con molta velocità e, con altrettanta velocità, vi fa ritorno (alta marea). Perciò meglio non sottovalutare i rischi connessi all’andamento repentino delle maree, magari avventurandosi in escursioni solitarie. Da non fare!

Rouen

Rouen

Ultima tappa del nostro racconto è Rouen, capoluogo della Senna Marittima. La città conta poco più di 100.000 abitanti (500.000 considerando l’area metropolitana) ed è un importante scalo portuale. Infatti, pur distando 90 chilometri dalla costa, sono migliaia le imbarcazioni che ogni anno navigano le acque della Senna “in partenza da” o “in arrivo a” Rouen. A giovarne non è stato solo il commercio, ma anche l’economia turistica. Basti pensare a un grande evento come “Armada”, raduno internazionale di velieri provenienti da diversi paesi nel mondo. Nel 2019 ci sarà un nuovo appuntamento di quest’importante manifestazione che grazie all’imponente sforzo organizzativo richiama in città migliaia di turisti (www.armada.org). E, di cose da vedere, in special modo nella parte vecchia di Rouen, ce ne sono davvero moltissime. Case a graticcio, strade lastricate, chiese e musei dappertutto: visitare Rouen è una delle esperienze più gratificanti di un viaggio in Normandia. Imperdibile la Cattedrale Notre Dame de l’Assomption, una delle chiese più importanti di Francia, sede dell’arcidiocesi cittadina. Una testimonianza significativa dell’architettura medievale della Normandia in cui a spiccare sono soprattutto le tre torri: la Torre di San Romano, la Torre di Burro (così chiamata perché costruita coi proventi delle indulgenze per il consumo di burro in tempo di Quaresima) e la Torre Lanterna, alta ben 151 metri. Non è finita perché Rouen è famosa anche per essere la città in cui venne arsa al rogo Giovanna d’Arco. Il martirio dell’eroina di Francia avvenne il 30 maggio 1431 in Place de Vieux Marché, l’antica piazza del mercato cittadino. Meritano inoltre una visita la chiesa di Saint Maclou e Gros Horloge, l’arco rinascimentale nella piazza omonima sormontato da un orologio astronomico del XVI secolo. Quanto ai musei, dicevamo, sono tantissimi: “Belle Arti”, “Storia della Medicina”, “Educazione” ecc. Per l’approfondimento degli spazi museali di Rouen consultare il sito: www.rouen-musees.com.

Abbazia di Jumièges

Abbazia di Jumièges

In Normandia ci sono capolavori della natura come le falesie di Étretat e altri capolavori, invece, che testimoniano la grandezza dell’uomo. L’Abbazia di Jumièges, a circa 30 chilometri da Rouen (vedi prossimo punto), appartiene di diritto a questa seconda categoria. Al punto che è riduttivo circoscrivere al solo ambito regionale la straordinaria bellezza di questo luogo, non a caso considerato il più bel rudere di Francia. E già, perché visitare l’Abbazia di Jumièges, significa attraversare circa 9 secoli di storia: più precisamente dal IX, periodo in cui venne realizzata l’Abbazia di Notre Dame, al XVII, periodo nel quale vennero fatti gli ultimi lavori di ampliamento della struttura prima che i frati benedettini andassero via il secolo dopo. Al complesso si accede da un portico del XIV secolo, mirabile esempio di architettura gotica. Una volta entrati si scorgono la già richiamata Abbazia di Notre Dame, con le sue due torri di circa 50 metri l’una, e l’annessa chiesa di Saint Pierre che presenta interessanti elementi pre-romanici. Ricco di fascino anche il parco tutt’attorno. All’incirca 15 ettari di verde in cui è si scorge tutt’ora l’articolato sistema di terrazzamenti realizzato dai monaci che abitavano il convento. L’Abbaye de Jumièges è aperta tutti i giorni (tranne 1 gennaio, 1 maggio, 1 novembre e 11 dicembre, 25 dicembre). Dal 15 aprile al 15 settembre è visitabile dalle 09.30 alle 18.30. Dal 16 settembre al 14 aprile dalle 09.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Non è consentito l’ingresso agli animali. Per maggiori informazioni su storia, percorso e tariffe d’ingresso consultare il sito: www.abbayedejumieges.fr.

Étretat

Étretat

Il paesaggio costiero è uno dei motivi di maggior fascino della Normandia. L’abbiamo visto con le scogliere di Nez de Joubourg nella penisola di La Hague (vedi punto 1), ci accingiamo a vederlo ora con la Falaise d’Aval nella cittadina di Étretat, 30 chilometri a nord di Le Havre. Grazie alla cornice naturale rappresentata da Courtine, Manneporte, Aguille Belvalle e le altre scogliere di calcare che si susseguono lungo l’altopiano del Pays de Cux, Étretat si è trasformata in una rinomata stazione balneare, affrancandosi dal passato di borgo marinaro. La spiaggia di ghiaia, cinta dalle imponenti scogliere appena descritte, fa il resto, attraendo migliaia di visitatori specie durante il periodo estivo. Nelle altre stagioni dell’anno, invece, sono gli itinerari escursionistici dell’altopiano ad attirare soprattutto gli amanti del trekking. Proseguendo a nord di Étretat, lungo la Costa di Alabastro (Côte d’Albâtre, in francese), sono molte altre le località che meriterebbero una sosta. Segnaliamo, di passaggio, Fecampe, distante solo 16 chilometri, e Dieppe che di chilometri ne dista, invece, all’incirca 80. Da vedere!

Le Havre

Le Havre

Un viaggio alla scoperta della Normandia non può escludere Le Havre, prima città per numero di abitanti (ca. 190.000) dell’intera regione. Non è l’unico primato: il porto, con un indotto occupazionale di gran lunga superiore alle 10.000 unità, è il secondo più importante di Francia dopo Marsiglia. Di sicuro è il primo per traffico commerciale e transito di contaneir, il che dà una dimensione internazionale a una città che, giova ricordare, era uscita completamente distrutta dagli scontri successivi allo sbarco alleato del ’44. E qui sta il vero motivo di fascino di Le Havre. Subito dopo la guerra, infatti, cominciò la ricostruzione del centro cittadino secondo le direttive di Auguste Perret, unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi architetti del XX secolo. Nel 2005 l’UNESCO ha inserito il centro storico di Le Havre tra i siti Patrimonio dell’Umanità, definendo l’operato di Perret “un eccezionale esempio di pianificazione urbana e architettura del dopoguerra, basato sullo sfruttamento innovativo del potenziale del calcestruzzo“. Diverse le cose da vedere: la chiesa di Saint Joseph, pure questa ristrutturata secondo le linee guida del “poeta del cemento” come era soprrannominato Perret; la Cattedrale, col suo mix di gotico e rinacimentale (vedi foto); il Museo di Arte Moderna, l’antico porto di pescatori di Sainte Andresse, e soprattutto l’Espace Oscar Niemeyer, più noto come “le Volcan” per la sua forma che richiamerebbe appunto quella di un vulcano. Insieme al campanile della già richiamata chiesa di Saint Joseph quest’avveneristica struttura a due piani realizzata nel 1982 dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, scandisce la vita culturale e artistica della città tra spettacoli teatrali ed eventi musicali. Per maggiori informazioni visita il sito: www.levolcan.com.

Ponte di Normandia

Ponte di Normandia

Costruito tra il 1988 e il 1995 il Pont de Normandie ha notevolmente accorciato la distanza tra Honfleur e Le Havre portandola a 25 chilometri invece dei 60 un tempo necessari. Un’opera ingegneristica non solo utile ma anche esteticamente gratificante al punto da diventare, nel giro di pochi anni, una delle principali attrazioni turistiche della regione. La struttura in ferro e acciaio, lunga poco più di 2 chilometri, dispone anche di una corsia pedonale e di una per le biciclette a fianco di quella carrabile. Le prime due sono percorribili gratuitamente e garantiscono una visione spettacolare della Senna e dell’entroterra circostante. La corsia automobilistica, al contrario, prevede il pagamento di un pedaggio. In alternativa, sempre da Honfleur, è possibile salpare a bordo di un’imbarcazione che passa proprio sotto il ponte. Da vedere!

Costa dei Fiori

Costa dei Fiori

A est della Côte de Nacre si susseguono le località della Côte Fleurie, o Costa dei Fiori. Cabourg, Deauville, Dives-sur-mer e Honfleur sono le tappe principali di questo litorale che ha conosciuto il culmine della sua fama turistica nella seconda metà del XIX secolo. Famosissimo, per esempio, è il lungomare di Cabourg intitolato a Marcel Proust. Il grande scrittore francese fu un assiduo frequentatore della località, presente in uno dei suoi romanzi più famosi, “Alla ricerca del tempo perduto”, col nome di Balbec. A Cabourg c’è anche un casinò, mentre Deauville è famosa soprattutto per le aste dei cavalli cui partecipano compratori provenienti da ogni parte del mondo, e per l’American Film Festival che dal 1975 si svolge la prima settimana di settembre. Honfleur, invece, è il tipico borgo marinaro della Francia settentrionale (vedi foto). Assai caratteristica è la zona del porto (Vieux Bassin): pescherecci, yachts e barche a vela fanno da sfondo a gallerie d’arte, ristoranti e localini di ogni tipo in cui si mangia e beve benissimo. Poco distante da Honfleur si incontra lo spettacolare Ponte di Normandia di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

Caen

Caen

L’aeroporto più importante della Normandia, nonché una delle università più antiche di Francia: bastano pochi cenni per spiegare l’importanza presente e passata di Caen, capoluogo del dipartimento di Calvados. Una città di poco più di 100.000 abitanti, profondamente segnata dai fatti del ’44. Il centro abitato, infatti, fu completamente raso al suolo nei due mesi di furibonde battaglie tra truppe alleate e nazisti. La parte vecchia, invece, venne quasi del tutto risparmiata, il che ha consentito la preservazione dei suoi splendidi monumenti. Monumenti che  in gran parte risalgono all’XI secolo, costruiti su impulso di Guglielmo Il Conquistatore, l’eroe della battaglia di Hastings del 1066 con cui il Regno di Normandia si estese fin sulle coste inglesi dall’altro lato della Manica. Guglielmo I ordinò la costruzione della cinta muraria di Caen (Chateau Ducal) e delle due abbazie, rispettivamente riservate agli uomini (Abbaye aux Hommes) e alle donne (Abbaye aux femmes). Ancora oggi, tutti e tre questi monumenti rappresentano i punti di maggior interesse turistico della città. Specie le due abbazie: nella prima, nota anche col nome di Chiesa di Santo Stefano, fino al 1563 è stato sepolto lo stesso Guillarme le Conquerant; nella seconda, invece, nota col nome de La Trinité, sua moglie Matilde delle Fiandre. Meritano una visita anche il Memorial de Caen e la chiesa di San Pierre. Inaugurato nel 1988, il Memoriale ospita innumerevoli reperti storici dello sbarco in Normandia più numerose altre testimonianze sui conflitti internazionali dal 1918 a oggi (www.memorial-caen.fr). Quanto alla chiesa di San Pierre, risale al XIII-XIV secolo ed è famosa per il suo campanile di circa 80 metri (vedi foto).