Brunico

Brunico

Tra le città medio-piccole d’Italia Brunico è ai primissimi posti per qualità della vita. Dunque è un privilegio viverci e una fortuna venirci in vacanza. Al primato concorrono diversi fattori (architettura, cultura, tempo libero ecc.) anche se più dell’elenco di cose da fare e vedere – che sono tante -, conta il mix riuscitissimo tra mondanità e autenticità altoatesina. Già perché, come ricordato pure in apertura di articolo, tutte le località dolomitiche, pur nella diversità di ambienti e tradizioni, hanno una caratteristica ben precisa in comune: riuscire a vivere tutto l’anno di turismo senza però restarne stravolte. Nel caso di Brunico e dintorni, il turismo invernale gira attorno al comprensorio sciistico di Plan de Corones: 119 chilometri di piste e 32 impianti di risalita che richiamano qui migliaia di turisti ogni anno. In primavera e in estate, invece, sono le escursioni e il trekking a farla da padrone. Il passaggio dal paese alla campagna e poi ai boschi è infatti graduale, motivo per cui la maggior parte delle passeggiate (tutte debitamente segnate lungo il percorso) comicia proprio dal centro di Brunico. Menzione a parte per l’MMM Corones, spazio museale dedicato all’alpinismo tradizionale afferente al circuito di Reinhold Messner di cui abbiamo già parlato in precedenza (Messner Mountain Museum). L’edificio, a 2275 metri di altezza (vedi foto), è stato progettato dall’archistar Zaha Hadid e all’audacità del design abbina una vista spettacolare che abbraccia Dolomiti di Lienz, Marmolada e Alpi della Zillertal. Da vedere!

Bressanone

Bressanone

Fin dall’inizio ci siamo sforzati di sottolineare quanto, nel caso delle Dolomiti, la dimensione storico-culturale eguagli l’aspetto paesaggistico-ambientale. In altri termini, non si tratta solo di scegliere in quale località trascorrere la settimana bianca. Bressanone, da questo punto di vista, è un caso emblematico. Il capoluogo della Valle d’Isarco (la cittadina sorge alla confluenza dei fiumi Isarco e Rienza) offre infatti tesori di tutti i tipi. Basti pensare che gotico, rinascimentale, rococò, barocco, classico e liberty sono contemporaneamente presenti in città. Imperdibile la visita del chiostro del Duomo (vedi foto). Di epoca pre-romanica viene considerato uno dei monumenti più significativi dell’intero Alto Adige. I dipinti che decorano le volte sono una testimonianza preziosa di come la chiesa medievale, attraverso la pittura, cercasse di diffondere l’insegnamento blblico a tutti gli strati sociali (Biblia pauperum). Detto del chiostro, vale la pena passeggiare anche lungo i Giardini Rapp (lungofiume dell’Isarco) e la Karlspromenade (così chiamata in onore di Carlo I d’Austria) che da Bressanone termina nella frazione di Millan. Da vedere!

Merano

Merano

Se a Bolzano c’è il museo dedicato a Ötzi, nei dintorni di Merano – che, con 40.000 abitanti, è il secondo centro della provincia altoatesina – c’è il sentiero che conduce al ghiacciaio (Val Senales) dove la mummia venne ritrovata nel 1991. L’Ötzi Glaciel Tour è solo una delle cose da fare in zona. Merano, infatti, è una città ricca di attrazioni: dalla cucina, allo sport, passando per terme e tradizioni popolari davvero non ci si annoia mai. Discorso a parte per l’architettura: qui, ancora più che altrove, si notano le differenze tra l’architettura rurale dei paesini tutt’attorno e lo stile liberty delle residenze nobiliari. Assolutamente da vedere Castel Trauttmansdorff (residenza invernale di Elisabetta D’Austria – vedi foto) e Castel Juval (Val Venosta). Il primo è famoso soprattutto per i suoi bellissimi giardini, con piante provenienti da ogni parte del mondo; il secondo, invece, è uno dei sei musei della montagna di Reinhold Messner (Messner Mountain Museum). Da vedere!

Bolzano

Bolzano

Dalle Dolomti trentine a quelle altotesine o, se preferite, da Trento a Bolzano. Quest’ultima è un’altra tappa dolomitica assolutamente imperdibile. La città, infatti, merita sia sotto il profilo turistico che per il grande contributo artistico-culturale. Contributo che passa per il Museo di Arte Moderna e Contemporanea; il Museo di Scienze Naturali e, soprattutto, il Museo Archeologico dell’Alto Adige in cui è custodito “Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio”. Si tratta di una mummia rinvenuta nel 1991 sul Monte Similaun al confine tra Alto Adige e Sud Tirolo. Un eccezionale ritrovamento archeologico che ha consentito di conoscere molto più in profondità usi e costumi dell’Età del Rame nell’arco alpino. Ma non è finita perché merita una visita anche l'”MM Firmian“, museo di proprietà del grande scalatore Reinhold Messner e ospitato nel centralissimo Castel Firmiano. Da un punto di vista urbanistico, invece, la città risente della doppia influenza austriaca e italiana. Un mix riuscitissimo di tradizioni tirolesi e italiane che trova modo di svilupparsi in diversi ambiti: dall’architettura, ai Mercatini di Natale, fino alla Festa dei Fiori e mercato di primavera che si svolge ogni anno a cavallo dei mesi di aprile e maggio in Piazza Walther (vedi foto). A una trentina di chilometri, infine, Merano, altro goiellino turistico di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

Per saperne di più

10 cose da fare e vedere a Bolzano e 1 da non fare

Val di Fiemme

Val di Fiemme

La Val di Fiemme è la naturale prosecuzione della Val di Fassa. I chilometri che separano Trento e Cavalese (il centro più importante della valle insieme a Predazzo) sono circa 60, ragion per cui valgono gli stessi consigli dati in precedenza sull’opportunità di fare la spola dal capoluogo alla valle o viceversa. La fama di Cavalese è legata a un episodio tragico che ancora oggi suscita indignazione nell’opinione pubblica. Parliamo della strage del Cermis (1998), quando un aereo militare statunitense tranciò un cavo dell’omonima funivia (Cermis) facendo precipitare la cabina con a bordo 20 persone. Ovviamente le responsabilità di questo tragico episodio non ricadono sulla comunità locale che, anzi, si è sempre contraddistinta per organizzazione turistica e tutela del patrimonio ambientale. Merito anche di un’istituzione antichissima, la “Magnifica Comunità di Fiemme” (nella foto, il Palazzo sede della Comunità a Cavalese) attiva addirittura dal XII secolo e tutt’ora proprietaria, insieme ai comuni della valle, di molti ettari di bosco. Il legno, infatti, costituisce una risorsa importante per il territorio. Il legno, e la produzione casearia: soprattutto il puzzone di Moena, formaggio certificato DOP (www.puzzonedimoena.com). A fianco l’industria del legno e la produzione casearia c’è ovviamente il turismo che, tra attività sciistische e trekking, dà da vivere alla valle sia in inverno che d’estate.

Val di Fassa

Val di Fassa

La distanza che separa Trento e la Val di Fassa è grosso modo la stessa che intercorre tra il capoluogo di provincia e le Dolomiti di Brenta. Perciò, vale quanto già detto in precedenza: si può scegliere di dedicare un giorno della propria vacanza a Pozza di Fassa, Vigo di Fassa, Canazei eccetera per andare alla scoperta di Trento o, al contrario, fare base in città per poi spostarsi in una delle suddette località. Dipende molto dal periodo dell’anno e dal taglio della vacanza: se, insomma, si viene per sciare o per fare trekking sulla Marmolada. Ma come ci stiamo sforzando di dire sin dall’inizio, le Dolomiti meritano anche sotto il profilo storico-culturale. Per esempio, bisogna sapere che in Val di Fassa, come pure in Val Gardena e in Val Badia, si parla il ladino, idioma dell’arco alpino riconosciuto in Italia con lo status di lingua minoritaria e perciò presente nella cartellonistica stradale oltre, ovviamente, a essere insegnato nelle scuole. C’è anche un museo dedicato e merita senz’altro una visita. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: www.istladin.net.

Trento

Trento

Avendo parlato della piccola chiesa di San Vigilio a Pinzolo non ci si può esimere dal visitare il capoluogo Trento. Il motivo è che il duomo cittadino, stupendo edificio romanico del XIII secolo, è intitolato al santo in questione che, tra l’altro, è anche il patrono della città. I chilometri che separano le due località sono circa settanta, facilmente percorribili sia in auto che coi mezzi pubblici. La circostanza dimostra due cose: la prima è che una vacanza a Madonna di Campiglio o a Pinzolo può benissimo contemplare una tappa a Trento. La seconda, di rimando, è che soggiornare a Trento consente di raggiungere facilmente le Dolomiti di Brenta i cui paesaggi, appunto, diventano occasione per la gita di un giorno. Quali che siano le scelte, Trento merita senza dubbio una visita. Non solo per la Cattedrale, ma anche per tutto quello che c’è attorno: dallo storico Castello del Buonconsiglio fino al Muse, il Museo delle Scienze progettatto da Renzo Piano e inaugurato nel 2013. Si trova a soli 10 minuti a piedi dalla Piazza del Duomo ed è un edificio all’avanguardia sia sotto l’aspetto architettonico (vedi foto) che per i contenuti offerti. Da vedere!

Per maggiori informazioni sulla città

11 cose da fare e vedere a Trento e 1 da non fare

Pinzolo

Pinzolo

A poco più di 10 chilometri da Madonna di Campiglio c’è Pinzolo, altra nota località turistica delle Dolomiti del Brenta. Va detto che le fortune turistiche di Pinzolo sono molto più recenti rispetto a Madonna di Campiglio. Soltanto negli anni ’60 del secolo scorso la realizzazione di parchi, campi da tennis, calcio, golf e, ovviamente, piste da sci, ha migliorato significativamente le condizioni di vita degli abitanti. Quindi non solo turismo invernale ma anche estivo, quest’ultimo agevolato dal fatto che diverse squadre della serie A di calcio (tra le altre Juve, Inter e Roma) scelgono la località per effettuare il ritiro pre-campionato. Nonostante l’exploit turistico, però, il territorio continua a essere legato alle proprie tradizioni e simboli culturali. Uno dei più importanti, se non addirittura il più importante, è la Chiesa di San Vigilio (il primo nucleo dell’edificio sarebbe addirittura precedente all’anno Mille). La fama di questa chiesa è dovuta soprattutto ai dipinti di Simone Il Baschenis. In particolare, la “Danza Macabra” (vedi foto) dipinta sulla facciata sud dell’edificio (le altre pitture murali raffigurano invece “I Sette Peccati Capitali” e “La Resurrezione di Cristo”). Si tratta di rappresentazioni del XVI secolo utilissime, da un punto di vista storico, per approfondire la spiritualità medievale col suo richiamo costante all’ascesi e all’ineluttabilità della morte. Dunque, Pinzolo non offre solo paesaggi, natura e divertimento, ma anche storia, cultura e tradizioni, va da sé per chi ha voglia di approfondire il genius loci del territorio.

Madonna di Campiglio

Madonna di Campiglio

Il nostro racconto delle cose da fare e vedere nelle Dolomiti non può che partire da Madonna di Campiglio, località sciistica di fama mondiale incastonata a 1500 metri di altitudine tra le cime del Brenta (Dolomiti Trentine) e i ghiacciai dell’Adamello e della Presanella. In questo paesino di circa mille abitanti in provincia di Trento sono concentrate la maggior parte delle strutture alberghiere della zona. L’appeal turistico della località, infatti, risale a metà Ottocento e in oltre un secolo di attività ha saputo rinnovarsi fino alla completa destagionalizzazione. Già, perché a Madonna di Campiglio non si viene solo d’inverno, e non si viene solo a sciare. Certo, 150 chilometri di piste collegate tra loro rappresentano un sogno per tutti gli amanti dello sci alpino e di fondo, ma c’è dell’altro. Per la precisione, decine e decine di sentieri escursionistici in grado di soddisfare gli amanti del trekking: dai più esperti ed esigenti che si muovono in alta quota tra un rifugio e un altro; a quelli che invece desiderano camminare nella natura senza però affrontare percorsi particolarmente impegnativi. E, ovviamente, gli itinerari sono strutturati a seconda delle attitudini di ciascuno. Per farsi un’idea della varietà a disposizione, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi, si può consultare il sito: www.dolomitibrentatrek.it. C’è una tappa, però, che merita una visita indipendentemente dalle condizioni fisiche, l’esperienza e il livello di preparazione. Parliamo del Lago di Tovel, volendo, raggiungibile anche in auto. Si tratta di uno spettacolare lago alpino, sito a quasi 1200 metri di quota nel Parco Naturale Adamello Brenta. Oltre che per il colore verde smeraldo delle acque e per il foliage autunnale dei boschi tutt’attorno, la fama del Tovel è legata a un fenomeno che, va detto, non si verifica più da diversi anni: l’arrossamento significativo di una parte delle sue sponde dovuto alla fioritura dell’alga Tovellia sanguinea. Arrossamento o meno, il Lago di Tovel merita assolutamente una visita. Da non perdere!

Occhio a cosa mettere in valigia

Occhio a cosa mettere in valigia

L’errore che si fa più di frequente è pensare che a San Francisco faccia caldo (quasi) tutto l’anno per il sol fatto di trovarsi in California. Sbagliato. Il bello, o il brutto della città (dipende dai punti di vista), è che non fa freddissimo ma nemmeno mai caldo torrido. In altri termini, l’inverno è piovoso ma non regala mai gelate, mentre l’estate è insolitamente fresca grazie alle correnti oceaniche. Autunno e primavera, invece, da un punto di vista climatico sono assai simili alle nazioni europee che si affacciano sul Mediterraneo. Come vestirsi quindi? Beh, il consiglio più semplice da dare é: “a strati”. Tessuti leggeri e traspiranti che, all’occorrenza si possono aggiungere o togliere. In inverno bisogna sicuramente portare con sé una giacca antivento e antipioggia; d’estate, invece, ci si può portare anche il bermuda, purché in valigia vi siano delle alternative casomai il tempo non fosse dei migliori. Avvisati.

Non guidare quando puoi camminare

Non guidare quando puoi camminare

San Francisco si gira benissimo coi mezzi pubblici, inclusi i caratteristici cable cars cui abbiamo fatto riferimento in apertura di articolo. In verità si gira comodamente anche a piedi, dal momento che la maggior parte delle attrazioni turistiche non sono molto distanti l’una dall’altra. E, giacché ci siamo, ne approfittiamo per fare menzione di altre attrazioni non trattate nell’articolo. Per esempio, la mitica Lombard Street, strada tutta tornanti delimitata da aiuole fiorite che, tornando in tema “auto”, è di gran lunga preferibile attraversare a piedi. Anche Mission è un quartiere che vale assolutamente la pena esplorare, soprattutto per connettersi con lo spirito anticonformista e libertino degli abitanti di San Francisco.

Occhio alle trappole per turisti

Occhio alle trappole per turisti

Quello delle “trappole per turisti” è un argomento che ritorna spesso nelle grandi città. Nell’articolo abbiamo fatto cenno ai ristoranti di Fisherman’s Warf e Chinatown ma, va detto, sono tra le zone di San Francisco dove le probabilità di restare delusi dal cibo o dal rapporto qualità/prezzo sono maggiori. Il consiglio è quello di sempre: prestare la giusta attenzione alla scelta del ristorante, magari leggendo preventivamente le recensioni o, se ce n’è modo, chiedendo consiglio a qualcuno che ha visitato la città in precedenza. Meglio ancora chiedere consiglio a qualcuno del posto purché, ovviamente, non abbia interessi specifici a suggerire un indirizzo piuttosto di un altro.

Muir Woods

Muir Woods

All’appello di un viaggio a San Francisco non può mancare una visita alla Muir Woods, foresta di sequoie alle porte della città (poco distante dal Golden Gate Park e dal Golden Gate Bridge). Un luogo bellissimo e naturalisticamente assai interessante, testimonianza di quel che la California era prima dell’antropizzazione massiva del XIX secolo. Alcuni di questi alberi giganteschi hanno quasi mille anni e offrono un habitat ideale di riproduzione per diverse specie di uccelli e mammiferi. C’è anche un torrente, il Redwood Creek, famoso per la pesca a salmoni e trote. Insomma, Muir Woods è un un bosco ricco di fascino ultimamente scelto anche dal cinema hollywoodiano che qui ha girato alcune scene del film “Apes Revolution”, ottava serie del rinomato “Il pianeta delle scimmie”. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.nps.gov/muwo/planyourvisit/reservations.htm.

Golden Gate Bridge

Golden Gate Bridge

Non fatevi ingannare dalla collocazione al decimo posto tra le cose da fare e vedere a San Francisco. Assieme ad Alcatraz, infatti, il Golden Gate Bridge è l’attrazione principale della città californiana. Al fascino di questo ponte concorrono diversi fattori: le dimensioni (2700 metri di lunghezza); il colore (un arancione di cui gli abitanti di San Francisco sono molto orgogliosi) e la resistenza (il ponte è stato progettato per far fronte sia alle raffiche di vento della baia che a eventuali scosse di terremoto, con cui bisogna fare i conti considerata l’elevata sismicità della zona). Anche la nebbia è un fattore, poiché avvolgendo spesso per intero il ponte, conferisce un’aura quasi magica alla struttura, soprattutto per gli amanti della fotografia. E, a questo proposito, vanno sinteticamente menzionati i diversi punti di osservazione del Golden Gate Bridge. A sud abbiamo il Golden Gate Bridge Welcome Center, mentre a nord il Vista Point. Sotto il ponte, invece, c’è il Fort Point, piccola fortezza costruita al tempo della Guerra di Secessione e utilizzata, invece, come punto di osservazione privilegiato del ponte di San Francisco. Va da sé, il Golden Gate Bridge è attraversabile anche a piedi e /o in bicicletta, purché nel rispetto delle vigenti norme di circolazione. Dal ponte, inoltre, è facilmente raggiungibile Sausalito, ridente località di mare rinominata la “Portofino d’America”. Raggiungerla a piedi, in auto o in bici è senz’altro tra le cose da fare. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.goldengatebridge.org.

Alcatraz

Alcatraz

Tra le tappe imperdibili di una vacanza a San Francisco c’è sicuramente la visita di Alcatraz, il carcere di massima sicurezza più famoso al mondo. Situato sull’isola omonima a poco più di due miglia nautiche dalla città, questo penitenziario ha ospitato alcuni tra i peggiori criminali degli Stati Uniti. Su tutti, Al Capone, il boss mafioso che fece le sue fortune grazie al contrabbando di alcolici durante il proibizionismo. Tuttavia, la fama di questo supercarcere è indissolubilmente legata alla fuga di Frank Morris e dei fratelli John e Clarence Anglin. Un’evasione divenuta presto leggendaria per due motivi: il fatto che dei tre evasi non si sia mai saputo più nulla, nonostante anni di ricerche in tutti gli Stati Uniti e, in secondo luogo, il film del 1979 con Clint Eastwood nella veste di attore protagonista (Frank Morris). Due circostanze che, con l’avvento del turismo di massa, hanno trasformato Alcatraz in una delle maggiori attrazioni della San Francisco Bay. Per raggiungere l’isola e il supercarcere (che chiuse definitivamente i battenti nel 1963, un anno dopo la fuga dei tre su ricordata) occorre salpare dal Molo (Pier) 33 con l’Alcatraz Cruises, compagnia di navigazione concessionaria ufficiale della National Park Service, ente da cui dipende la tutela dell’isola. Diverse le formule disponibili (tra visite diurne e serali) anche se per ognuna è consigliabile prenotare in anticipo. Maggiori informazioni al sito: www.alcatrazcruises.com.