Dubai Fountain

Dubai Fountain

Ai piedi del Burj Khalifa, di cui abbiamo appena parlato, e del Dubai Mall di cui, invece, parleremo nel prossimo punto, c’è un lago artificiale. All’interno è stata installata una gigantesca fontana luminosa, ben presto trasformatasi in una delle attrazioni principali della città. I getti d’acqua, infatti, possono raggiungere i 150 metri di altezza. Uno spettacolo reso ancora più bello dai giochi di luce e dalla musica (da quella araba al pop occidentale) che accompagna le performances della fontana. Ovviamente le ore serali (dalle 18.00 alle 23.00) sono le più indicate per godere appieno dello spettacolo, anche se la fontana è in funzione pure durante il giorno (dalle 13.00 alle 13.30) con una variazione di mezz’ora in avanti al venerdì, tradizionale giornata di raccoglimento e preghiera per gli islamici. Quanto alla prospettiva da cui assistere allo spettacolo della Dubai Fountain le alternative sono diverse: una è il punto di osservazione al 124esimo piano del Burj Khalifa; l’altra è lo stesso lago in cui è installata la fontana (talmente grande da essere navigabile, come si vede dalla foto); infine il lungolago (Waterfront Promenade) con l’accortenza, però, in questo caso, di muoversi con un po’ di anticipo per avere una visuale soddisfacente. Infine due curiosità: la prima è che la Dubai Fountain è stata realizzata dalla medesima società americana incaricata della costruzione della fontana all’esterno del Casinò Bellagio di Las Vegas; la seconda, invece, è che la fontana è stata scelta, nel 2016, per il lancio del logo di Expo 2020 che, come ricordato in apertura, si svolgerà proprio a Dubai. Da vedere!

Dubai Mall

Dubai Mall

Inaugurato nel 2008, il Dubai Mall è il più grande centro commerciale del mondo per numero di negozi. In realtà è perfino riduttivo considerarlo “solo” un centro commerciale, dal momento che per i visitatori l’esperienza va ben oltre lo shopping e la ristorazione. Ci riferiamo soprattutto al Dubai Aquarium presente all’interno della struttura (vedi foto). Si tratta di un acquario gigantesco, con vetrate altissime che reggono il peso di migliaia di litri d’acqua, in cui vivono in cattività circa 30.000 specie marine tra cui molte razze e squali. Questi ultimi rappresentano senza dubbio l’attrazione principale, al punto che è stata inaugurata una gabbia in cui subacquei non esperti in tutta sicurezza possono entrare (quasi) in contatto con gli animali. Gabbia o no, l’acquario di Dubai, all’interno del più grande Dubai Mall, è una delle tante cose da fare e vedere in città pensate anche per i più piccoli. Il turismo familiare, infatti, rappresenta un segmento importante per la città destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Per maggiori informazioni consultare i siti: thedubaimall.com e thedubaiaquarium.com (disponibile, per entrambi, la versione in inglese).

Burj Khalifa

Burj Khalifa

In attesa dell’inaugurazione di “The Tower” prevista per il 2020, il Burj Khalifa resta l’icona più famosa di Dubai. Parliamo di un edificio di 829 metri, suddiviso in 163 piani, e con ben 57 ascensori. Appartamenti, ristoranti, piscine, club e perfino un hotel di lusso di proprietà di Giorgio Armani sono le cose che i visitatori trovano all’interno di questo edificio simbolo della “New Dubai” cresciuta attorno la Sheikh Zayed Road, una delle due arterie stradali della città (l’altra è la Jumeriah Road che corre più a sud). Ai piedi del grattacielo, invece, è sorto Downtown Dubai, quartiere dove design, moda e commercio la fanno da padrone. Tuttavia, la visita al Burj Khalifa prevede una tappa obbligata ai piani 124, 125 e 148 dove sono ubicati i punti di osservazione (observation decks) da cui ammirare il futuristico skyline cittadino. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: www.burjkhalifa.ae (disponibile la versione in inglese).

Dubai Frame

Dubai Frame

Il passaggio dalla “Old Dubai” (quella, per intenderci, su cui ci siamo soffermati finora) alla “New Dubai” coi suoi grattacieli e isole artificiali, dal 2018 prevede una tappa intermedia al “Dubai Frame”. Si tratta di una cornice in vetro e acciaio alta 150 metri in tinta dorata che appunto “incornicia” il paesaggio urbano della città. Al piano terra c’è un museo che ripercorre le diverse tappe del passaggio da villaggio di pescatori a metropoli, dopodiché si prende un ascensore e si attraversa una galleria con schermi tridimensionali per arrivare, infine, al punto panoramico che abbraccia lo skyline della città. Passato, presente e futuro in un’unica struttura che, inaugurata a inizio del 2018, ambisce a grandi numeri. Quei grandi numeri che, come sottolineato da diversi analisti, servono a Dubai per compiere una seconda e più decisiva transizione dall’economia petrolifera a quella turistica. Per maggiori informazioni sulla struttura e le modalità di visita consultare il sito ufficiale: www.dubaiframe.ae (disponibile la versione in inglese).

Deira

Deira

Come ogni città araba Dubai pullula di souk, caratteristici e affollati mercati dove si vende di tutto: abbigliamento, elettronica, spezie, ortaggi e preziosi. In città ce ne sono diversi: alcuni sono stati rivisitati in chiave moderna per metterli al passo con l’evoluzione architettonica del territorio; altri, invece, hanno mantenuto un impianto tradizionale e perciò rappresentano un’occasione imperdibile per un contatto più autentico con la città e i suoi abitanti. Il souk di Deira appartiene a questa seconda categoria, ed è famoso soprattutto per l’oro e le spezie. Gioiellerie una dietro l’altra vendono pezzi unici, gemme e monili a prezzi inferiori del 20, talvolta del 30% rispetto alla media italiana (vedi foto). Il mercato delle spezie, invece, vede la presenza di molti chef provenienti da ogni parte del mondo che nella dimensione internazionale di Dubai trovano un’importante occasione di crescita professionale. Da non perdere!

Dubai Museum

Dubai Museum

A circa 500 metri da Bastakiya c’è l’Al-Fahidi Fort, l’edificio più antico di Dubai. Com’è facilmente intuibile si tratta di una fortezza a tutela della città (o meglio, a tutela di quella che allora, il 1797, era la dimensione urbana di Dubai). Dal 1971, invece, Al-Fahidi Fort ospita il museo cittadino, tappa imperdibile per approfondire il passato di Dubai, prima che petrolio e turismo ne cambiassero le coordinate economico-sociali. Si scoprono, ad esempio, dettagli fondamentali sulla secolare capacità di adattamento al deserto, sull’importanza dell’acqua e delle oasi, sulla cantieristica navale, la raccolta delle perle, senza ovviamente dimenticare il rapporto profondo con l’Islam. Insomma ci sono linee evidenti di frattura ma anche straordinarie continuità senza le quali Dubai non sarebbe diventata quel che è oggi. Da vedere!

Bastakiya

Bastakiya

In apertura abbiamo detto che il connubio tra modernità e tradizione è ciò che rende Dubai tanto affascinante. Bastakiya, nella zona di Bur Dubai, è la prova provata di quanto affermato. Le case di questo vecchio quartiere, infatti, sono sormontate da un singolare sistema di aerazione che per secoli ha garantito la refrigerazione degli interni a fronte di temperature che durante il periodo estivo (da aprile a novembre) superavano – e tuttora superano – sovente i 40 gradi centigradi. Stiamo parlando delle “torri del vento”, vere e proprie strutture ingegneristiche pensate per incanalare verso il basso le correnti d’aria fresca in circolo dai 15 metri in su di altezza. Un sistema di condizionamento ante litteram con la particolarità, però, che non prevede alcun consumo di elettricità. Viene naturale fare il confronto coi potenti condizionatori che refrigerano invece le stanze degli hotel e le private abitazioni di Dubai al costo di un notevole dispendio energetico. Bastakiya, quindi, è il contraltare della modernità ipertecnologica di Dubai ma, ciononostante, partecipa in egual misura alle fortune turistiche della città. Da qui la sua importanza. Imperdibile!

Non maltrattare la natura

Non maltrattare la natura

Abbiamo più volte accennato alla tutela ambientale come fattore decisivo per il successo turistico delle Dolomiti. La considerazione, però, va fatta su due livelli: quello istituzionale, con gli sforzi amministrativi delle comunità locali tesi a garantire decoro e fruibilità del patrimonio paesaggistico-ambientale; e quello, altrettanto importante, del comportamento dei singoli cui viene esplicitamente richiesto di non violare le regole stabilite: dalla carta a terra, al divieto di raccolta di funghi, fiori e piante. Avvisati.

Escursioni: non dimenticare di comunicare dove si è diretti

Escursioni: non dimenticare di comunicare dove si è diretti

Restiamo in tema escursioni. Dal più esperto degli alpinisti al trekker amatoriale tutti, in montagna, sono tenuti al rispetto di una semplice ma fondamentale regola: comunicare, prima di partire, dove si è diretti. Ovviamente ce n’è un’altra altrettanto importante: studiare prima il percorso, meglio ancora confrontandosi con qualcuno del luogo, magari già alla reception. Queste accortenze fanno la differenza nell’eventualità di soccorsi (può succedere che il cellulare non prenda) e quindi non bisogna mai sottrarvisi. Avvisati.

Escursioni: non raggiungere per forza la meta

Escursioni: non raggiungere per forza la meta

Quando si fa un’escursione in montagna bisogna considerare diversi fattori. Due in particolare: variabilità meteorologica e condizioni fisiche. Il tempo, infatti, può mutare anche repentinamente passando dal bello alla pioggia in pochi minuti (questo al netto di tutte le combinazioni possibili legate alla stagione, all’altitudine ecc.). L’evenienza obbliga gli escursionisti a portare sempre con sé una giacca antipioggia e antivento per non farsi cogliere di sorpresa. Quanto alle condizioni atletiche, il consiglio è quello di ascoltare il proprio corpo, indipendentemente dal grado di difficoltà dell’escursione e dal livello di preparazione. In altri termini, pur se allenati, conviene fare marcia indietro al primo segnale di cedimento, anche solo psicologico.

Lienz

Lienz

Se Cortina è la “regina” Lienz, capoluogo del Tirolo orientale (Austria), è la “perla delle Dolomiti”. Dal punto di vista turistico gli “ingredienti” sono gli stessi delle altre località fin qui incontrate: sci, alpinismo, e tutte le attività outdoor praticabili in inverno ed estate, insieme a un notevole fermento storico-culturale che passa per musei e residenze nobiliari. Da vedere il Castello di Bruck, in particolare la sala dedicata al pittore Albin Egger Lienz, la cui vicenda umana e artistica costituisce uno spaccato interessante della temperie sociale del primo ‘900. Meritano inoltre una visita Aguntum, antico insediamento romano a circa 5 chilometri dalla città (www.aguntum.info), e il Lago Tristach, l’unico balneabile della regione, assai indicato per una gita in famiglia durante il periodo estivo (vedi foto).

Cortina d’Ampezzo

Cortina d'Ampezzo

“Regina delle Dolomiti” è l’altro appellativo con cui Cortina d’Ampezzo è famosa nel mondo. Una fama che, come accennato in precedenza, passa per il cinema, le frequentazioni illustri (solo per citarne alcune: Ernest Hemingway, Brigitte Bardot e Ingrid Bergman) e, ça va sans dire, il meraviglioso paesaggio alpino. Insomma una vetrina di stile ed esclusività che fa parlare di sé da molti anni, ormai: basti pensare che vi si disputarono le Olimpiadi Invernali del 1956 e potrebbero disputarvisi quelle del 2026 in accoppiata con Milano (la decisione sarà assunta dal Comitato Olimpico nel 2019). Tante le cose da fare e vedere: al primo posto, ovviamente, c’è lo sci e gli altri sport di montagna, ma anche da un punto di vista culturale la località riesce a dire la sua. Sono ben tre i musei presenti (Arte Moderna, Paleontologico ed Etnografico) il che ha dell’incredibile considerando che parliamo di una località di appena 6.000 residenti (www.musei.regole.it). Il discorso non cambia se guardiamo a quel che c’è attorno. A Pieve di Cadore c’è la Casa-Museo di Tiziano, uno dei più grandi pittori rinascimentali, mentre a Passo di Falzarego, valico alpino che collega Agordo e Cortina, c’è il museo della Grande Guerra (www.cortinamuseoguerra.it). Da non perdere, infine, la “Freccia nel Cielo”, la funivia che da Cortina risale le pendici del Tofana di Mezzo, massiccio di oltre 3000 metri di altezza. La vista è davvero sbalorditiva, per cui oltre all’abbigliamento per il trekking in alta montagna conviene portare con sé pure la macchina fotografica. Avvisati!

Belluno

Belluno

Eccoci arrivati alle Dolomiti bellunesi che, con Cortina d’Ampezzo, vantano la località sciistica in assoluto più famosa di tutte, anche da un punto di vista cinematografico (dai cinepanettoni con Boldi e De Sica alla saga di James Bond). Prima di Cortina, però, val la pena soffermarsi un po’ su Belluno. La cosa che più colpisce della città è la singolare fusione tra architettura alpina e veneta (Belluno, infatti, faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia). Un mix che, in verità, riguarda anche Agordo, Alleghe e gli altri paesi attorno. Territori che come sfondo hanno alcune tra le montagne più belle al mondo: dalla Marmolada, cui abbiamo accennato parlando della Val di Fassa (questo, per dare un’idea dell’estensione di questo gruppo montuoso che va dalla provincia di Trento a quella di Belluno), alle Tre Cime Lavaredo che invece sono ricomprese nelle Dolomiti di Sesto (tra le province di Bolzano e Belluno). Parliamo di località che oltre al fascino turistico, legato alle molteplici attività praticabili, meritano anche da un punto di vista storico, essendo state teatro della Prima Guerra Mondiale. A riguardo segnaliamo i sacrari militari di Pocol e Pian di Salesei e la “Galleria del Lagazuoi”, tunnel di oltre 1 chilometro scavato dall’esercito italiano (vedi foto) e oggi meta di turisti desiderosi di conoscere una delle zone più intense del conflitto contro gli austriaci. Da vedere!

Val Gardena

Val Gardena

Abbiamo sottolineato più volte quanto l’equilibrio tra valorizzazione turistica e tutela ambientale sia il segreto del successo delle Dolomiti. La Val Gardena, da questo punto di vista, rappresenta un vero e proprio caso di scuola: da un lato, infatti, c’è uno dei comprensori sciistici più belli e all’avanguardia del mondo, con 175 km di piste e ben 79 impianti di risalita; dall’altro, invece, il Parco naturale Sciliar-Catinaccio istituito nel 1974 proprio per tutelare gli habitat naturali e seminaturali attorno ai due complessi montuosi (vedi foto). Non è finita perché poi c’è anche la Gola del Bletterbach, altro geosito di straordinario interesse paesaggistico-ambientale, meta di escursioni e visite guidate praticamente tutto l’anno. Insomma, Ortisei, S. Cristina, Selva di Val Gardena sono località che riescono ad abbinare valorizzazione turistica e tutela del paesaggio, ospitalità e rispetto della tradizione. A questo proposito, merita una visita il Museum Gherdeina di Ortisei (www.museumgherdeina.it). All’interno, infatti, c’è una vasta sezione dedicata alle sculture lignee della valle. Una tradizione, quella dell’intaglio del legno, che tutt’ora rappresenta una voce importante nell’economia del territorio a fianco il turismo invernale ed estivo. Da non perdere!

Val Badia

Val Badia

C’è un fenomeno naturale, di cui finora non abbiamo parlato, che accomuna le vette dolomitiche. Si chiama “enrosadira” e consiste nel cambiamento di colore delle cime rocciose all’alba e al tramonto. Rosso, viola, rosa, arancione: le montagne cambiano colore a seconda del periodo dell’anno e delle condizioni atmosferiche. In Val Badia l’enrosadira è particolarmente suggestiva: basta fare un giro in rete cercando le immagini del Sasso di Santa Croce per avere idea di quello che stiamo dicendo. Perciò se decidete di venire in vacanza in questa valle, che si trova a poco meno di trenta chilometri da Brunico, oltre agli sci e ai bastoncini da nordic walking (a seconda che siate amanti degli sport invernali o del trekking) portate con voi anche la macchina fotografica. Battute a parte, Colfosco, San Cassiano, San Martino in Badia e le altre località della valle meritano ciascuna una visita e, soprattutto, sono assolutamente all’avanguardia per accoglienza turistica e servizi offerti. Da non perdere, la visita al Museo Ladino Castel Tor, tappa consigliata per chi è interessato ad approfondire usi, costumi e lingua della comunità ladina.