Cordoba

Cordoba

Parlando di Siviglia abbiamo accennato alla “doppia anima” araba e cristiana che caratterizza architettura e cultura della città. Un’eredità che in verità definisce quasi per intero l’Andalusia, ma che però non autorizza a trascurare altre testimonianze storiche. Nel caso di Cordova, per esempio, quella ebraica ha giocato un ruolo fondamentale. Nel X secolo, infatti, molti ebrei si trasferirono a Cordova trovando un modo di convivenza pacifico con gli arabi che all’epoca reggevano la città. Le tracce della permanenza degli ebrei si concentrano soprattutto nel quartiere della Juderia dove c’è pure una Sinagoga. Quindi a proposito di Cordova bisognerebbe più correttamente parlare di “tre culture”, e non è un caso che ci sia un museo proprio con questo titolo che ripercorre gli intrecci tra arabi, cristiani ed ebrei. Il museo si trova nella Torre de la Calahorra e regala una magnifica vista sul Guadalquivir, il fiume che attraversa l’Andalusia, e sul Ponte Romano che conduce in città. Ciò detto, è indubbio che la lunga dominazione araba è quella che maggiormente ha influenzato i luoghi, ed è anche quella che, in tempi più recenti, sta decretando le locali fortune turistiche. Moltissimi turisti, infatti, raggiungono Cordova solo per visitare la Mezquita, moschea risalente all’anno 785 (vedi foto). Un edificio meraviglioso, dagli arabi costantemente ampliato e decorato fino all’anno Mille, e che dopo la “Reconquista”, invece, venne parzialmente riadattato in cattedrale dai cristiani. L’ibridazione tra lo stile ispano-moresco e quello gotico-rinascimentale è oggi alla base della suggestione della Mezquita che, qualora ci fosse tempo e modo, andrebbe visitata in abbinamento a un altro edificio di grande interesse storico-culturale: la Medina Azhara, distante appena 8 chilometri dalla città. Ultimo, ma non in ultimo, l’Alcazar De Los Reyes Cristianos, il palazzo dei re cristiani fatto costurire nel 1328 da Alfonso XI di Castiglia. Per saperne di più: 10 cose da fare e vedere a Cordoba e 1 da non fare.

Siviglia

Siviglia

Con 700.000 abitanti Siviglia è la quarta città della Spagna dopo Madrid, Barcellona e Valencia. Diversamente da queste ultime, però, i ritmi sono molto più compassati. Colpa o merito del sole (dipende dai punti di vista) che “picchia” inesorabile quasi tutto l’anno, scandendo le giornate dei sivigliani. Oltre che dal clima, però, lo stile di vita degli abitanti di Siviglia è influenzato anche dall’ingombrante passato storico. Ci riferiamo soprattutto alla lunga dominazione araba e all’altrettanto importante “Reconquista” che riportò la Penisola Iberica sotto il dominio cristiano. C’è un terzo aspetto, pure questo importantissimo, che non può non essere evidenziato: il flamenco. Insieme a Jerez, infatti, Siviglia è il centro più importante di questo genere musicale espressione della cultura gitana (zingari) molto presente in Andalusia. Sarebbe però riduttivo considerare il flamenco “solo” come un fenomeno etnico. La contaminazione dei suoni (e del ballo) è molto più estesa in un gioco intricato di influenze che rimanda a esperienze diversissime tra loro sia da un punto di vista storico che geografico. Insomma, una città complessa e tutta da scoprire cui, non a caso, abbiamo dedicato un intero articolo: 11 cose da fare e vedere a Siviglia e 2 da non fare. Buona lettura.

Huelva

Huelva

Per comprendere l’importanza storica di Huelva, bisogna raggiungere Palos de la Frontera, piccolo comune di circa 8.000 abitanti distante 20 chilometri dal capoluogo. Palos, infatti, si trova alla foce del Rio Tinto, il fiume da cui il 3 agosto 1492 salparono la Nina, la Pinta e la Santa Maria, le tre caravelle con cui Cristoforo Colombo andò alla scoperta dell’America. Oggi Palos, insieme ad Ayamonte, Almonte, Isla Cristina, Punta Umbria, Lepe e le altre località della costa sud-occidentale dell’Andalusia contribuisce a una parte significativa delle fortune turistiche di Huelva. L’altra parte, invece, è appannaggio degli stabilimenti balneari di Mazagon, all’interno del meraviglioso Parco Nazionale Coto de Donana. Quest’ultimo si estende su un’area di oltre 500 chilometri e dal 1994 è sotto tutela UNESCO. Dal punto di vista culturale, invece, oltre ai “percorsi colombiani” a cui abbiamo accennato poco sopra (sempre a Palos, imperdibile il Monastero della Rábida) merita assolutamente una visita la cittadina di El Rocio, a metà strada tra Huelva e Siviglia. Un paesino sonnacchioso e polveroso, tuttavia famoso per il santuario (Virgen del Rocio, vedi foto) meta di pellegrinaggio da tutta la Spagna in occasione della Pentecoste. Da vedere!

Aracena

Aracena

Il nostro viaggio alla scoperta dell’Andalusia parte dalla Sierra de Aracena y Picos de Aroche, parco naturale che si estende nella zona nord-occidentale della regione, nella provincia di Huelva. Per anni questa parte di territorio è stata tagliata fuori dai grandi circuiti turistici. Al più vi si rifugiava la borghesia sivigliana per trovare un po’ di tregua dal caldo soffocante dei mesi estivi. Negli ultimi tempi, però, si registra un’inversione di tendenza. Sono sempre di più, infatti, i visitatori che raggiungono il parco, attratti sia dalla dimensione ambientale (boschi di querce, lecci, castagni, pini ed eucalipti) che da quella paesaggistica. Con riferimento a quest’ultima, sono due i comuni che meritano una visita. Il primo, Aracena, è il capoluogo del parco; l’altro, Almonaster La Real, è un piccolo paesino di 1000 anime distante poco più di 20 chilometri dal centro principale. Aracena è famoso soprattutto per il suo centro storico (dichiarato Bene di Interesse Culturale) e per la Grotta delle Meraviglie, cavità sotterranea di stalattiti e stalagmiti percorribile per oltre un chilometro. Almonaster La Real è famoso, invece, per l’antichissima Chiesa Moschea di Nuestra Senora de la Conception (vedi foto) le cui origini, pare, siano addirittura antecedenti alla moschea di Cordova di cui parleremo più avanti. Infine, dettaglio non secondario, la Sierra de Aracena è nota per il suo prosciutto (jambon de Huelva), prodotto DOP esportato in tutto il mondo. Da provare!

Non indossare abiti succinti

Non indossare abiti succinti

Ci sono situazioni in cui abiti attillati e scollature più o meno generose sono comportamenti consentiti (feste private, locali, piscine più o meno esclusive). Ci sono altre situazioni, invece, in cui anche solo indossare un bermuda o una maglia a mezze maniche può rappresentare un problema (per esempio l’ingresso in moschea). Perciò, occorre prudenza e un minimo di circospezione. Quel che tendiamo a considerare scontato potrebbe infatti non esserlo.

Evitare effusioni in pubblico

Evitare effusioni in pubblico

Baciarsi (anche solo sulla guancia) o tenersi per mano sono considerati comportamenti sbagliati da tenere in pubblico. Perciò meglio evitare.

Non scattare foto a ripetizione

Non scattare foto a ripetizione

Dubai è una città che offre stimoli visivi in gran quantità. Sono tantissime le cose che meritano di essere immortalate e nulla, o quasi, vieta di farlo (parliamo ovviamente di immagini che non offendano il senso del decoro dei locali). Bisogna stare attenti “al come” però. Se nella foto che intendete scattare sono ricomprese persone, oltre che paesaggi e dettagli architettonici, è buona norma chiedere prima il consenso. Non farlo può dare adito a recriminazioni e problemi. Avivsati.

Non mangiare in pubblico durante il Ramadan

Non mangiare in pubblico durante il Ramadan

Il Ramadan è una ricorrenza molto sentita a Dubai, negli Emirati Arabi e in tutta la regione del Golfo Persico. È il mese in cui i musulmani digiunano dalle prime luci dell’alba fino a una certa ora dopo il tramonto. Ovviamente turisti e stranieri sono esentati dalla pratica purché, però, rispettino il divieto in pubblico. In altri termini, ci si può far portare il cibo in camera, o consumare pasti all’interno della propria abitazione, ma non si può mangiare, bere e fumare per strada. Perfino masticare una gomma può dare adito a rimostranze. Perciò meglio informarsi preventivamente su quando cade il Ramadan e regolarsi di conseguenza. Va detto, però, che alcuni dei comportamenti su citati sono visti di cattivo occhio anche nel resto dell’anno. Essere sorpresi a bere (con riferimento agli alcolici) o a fumare fuori dai locali e le zone in cui è espressamente consentito, può avere conseguenze sgradevoli: dalla sanzione di una multa fino, in casi più gravi, al fermo di polizia.

Navigare sul Creek e sul Dubai Water Canal

Navigare sul Creek e sul Dubai Water Canal

Il Creek è il corso d’acqua che lambisce la città vecchia di Dubai. Città vecchia ma tutt’altro che spenta, dal momento che continua a essere brulicante di persone e scambi. L’abra, l’imbarcazione tradizionale di Dubai, è il mezzo preferito per navigare sul Creek. Un’esperienza da sempre molto apprezzata dai visitatori, a conferma di quanto detto in apertura sul mix di tradizione e modernità come “ingrediente” alla base del successo turistico di Dubai. Salire su un abra non è difficile. Lungo il Creek ci sono diverse aree di sosta e l’attesa non è mai eccessivamente lunga. Non è finita, perché è possibile concedersi un giro in barca anche sul Dubai Water Canal, il canale artificiale che, attraversando l’arteria di Sheikh Zayed Road e la zona di Jumeirah, collega il Creek alle acque del Golfo Persico. Da non perdere!

Legoland Dubai

Legoland Dubai

Sei un appassionato/a di Lego? Lo sono i tuoi figli? Hai intenzione di concederti una vacanza con tutta la famiglia? Bene, allora Dubai è senza dubbio il posto giusto per te. In città, infatti, c’è un bellissimo parco Legoland che, oltre a essere il primo mai realizzato nel Golfo Persico, è anche uno dei più grandi al mondo. Un posto fantastico dove i più piccoli possono divertirsi tra montagne russe, mini-automobili e, ovviamente, un’infinità di costruzioni. Da non perdere Miniland con la riproduzione in scala del Burj Khalifa e degli altri edifici iconici che disegnano lo skyline di Dubai. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.legoland.com/dubai.

Ski Dubai

Ski Dubai

Una stazione sciistica in una città caldissima, con temperature che per molti mesi l’anno si attestano stabilmente sopra i 40°C. Strano, eh? E invece Ski Dubai non solo è attiva dal 2005 ma non ha impiegato molto tempo a diventare una delle attrazioni principali della città. Ben 5 piste, una seggiovia quadriposto, un’area coi pinguini (sic!) e uno snowpark di oltre 4000 metri quadri per il divertimento di grandi e bambini. Senza dimenticare che non bisogna portarsi dietro l’attrezzatura da sci, il cui noleggio è ricompreso nel costo del biglietto. Ma non è finita, perché Ski Dubai è tutt’uno col Mall of Emirates, gigantesco centro commerciale con negozi, boutique, bar e ristoranti. Insomma un tempio dello shopping e del divertimento con un occhio di riguardo, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, al turismo familiare. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.skidxb.com.

Aquaventure

Aquaventure

Oltre all’acquario del Dubai Mall (vedi punto 7) chi desidera vedere da vicino uno squalo ha un’altra alternativa: l’Aquaventure, il parco acquatico all’interno dell’Hotel Atlantis, cui abbiamo accennato in precedenza. Non solo gli squali, in verità: c’è anche un’area dedicata ai delfini coi quali è possibile interagire, ovviamente nel rispetto delle disposizioni previste dall’organizzazione. Non è finita, perché ci sono scivoli di tutte le forme e dimensioni, un fiume artificiale e perfino una spiaggia attrezzata con ombrelloni, lettini e sdraio. Insomma, divertimento per ogni età, perdipiù assicurato tutto l’anno. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: www.atlantisthepalm.com.

Dubai Marina

Dubai Marina

Dubai Marina è un quartiere nato nei primi anni ’00 e si trova circa 25 chilometri a sud di Downtown Dubai. Gli “ingredienti” sono gli stessi delle altre zone residenziali della new town: edifici dalle forme avveneristiche, lusso, negozi, ristoranti, attività commerciali e un’infinità di altri servizi a disposizione di turisti e residenti. Questi ultimi sono soprattutto occidentali (“expat”) che a Dubai Marina trovano tutto il necessario per sentirsi in qualche modo “a casa”. Basti pensare che il lungomare si chiama semplicemente “The Walk”, come del resto la spiaggia “The Beach”. Spiaggia che alterna tratti in concessione ad altri liberi, con l’unica controindicazione che in quelli liberi è vietato l’utilizzo dell’ombrellone. Da non perdere il Dubai Marina Mall, centro commerciale che insieme ai negozi e ai locali della Promendae catalizza il grosso della vita sociale del distretto. Poco distante, uno dei progetti più visionari di Dubai, l’isola artificiale di Palm Jumeirah (a forma di palma) che ospita numerose ville da sogno e l’avveneristico Hotel Atlantis. Da vedere!

Burj Al Arab

Burj Al Arab

C’è chi ha scritto a proposito del Burj Al Arab (trad. “Torre Araba”) che in un’epoca in cui il mezzo, spesso, è il messaggio non ci voleva molto perché l’hotel diventasse la destinazione. E, in effetti, il Burj Al Arab è molto più di un hotel di lusso a Dubai. È piuttosto un’esperienza a sé, estesa, negli anni, anche a chi, pur non soggiornando in una delle sue 202 suite, desidera mangiare o prendere un drink in uno dei ristoranti o bar della struttura. Tutti gli altri, invece, devono accontentarsi di ammirare dall’esterno quest’hotel dal design avveneristico che richiama le vele di un’imbarcazione. Ma non è finita perché all’audacia delle forme bisogna aggiungere il fatto che l’edificio (alto 321 metri) è stato realizzato su un’isola artificiale a largo dell’altrettanto lussuosa Jumeirah Beach. Dall’anno della sua inaugurazione, nel 1999, il Burj Al Arab è diventato un po’ il “manifesto programmatico” della nuova Dubai, garantendo una visibilità internazionale anche agli altri alberghi che insistono a ridosso della spiaggia di Jumeirah. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.burj-al-arab.com.

Moschea di Jumeirah

Moschea di Jumeirah

A Dubai ci sono diverse moschee. Solo una, però, è aperta al pubblico non musulmano tranne, ovviamente, il venerdì, tradizionale giorno di preghiera per i fedeli. Stiamo parlando della Jumeirah Mosque, visitabile grazie al prezioso contributo dello Schiekh Mohammed Center for Culture Understanding (SCCU). Questa associazione realizza diverse iniziative sul territorio tutte tese allo scambio culturale e alla reciproca comprensione tra mondo occidentale e mondo islamico (tra cui la visita guidata di Bastakiya, vedi il primo punto). Per visitare la Jumeirah Mosque non è necessario prenotare. Basta presentarsi entro le nove del mattino (dal sabato al giovedì) davanti all’ingresso principale, per essere poi catapultati in ambienti radicalmente diversi da quelli a cui di norma siamo abituati. Soprattutto, ambienti curati fin nel minimo dettaglio: dai giardini, alle colonne che sorreggono l’imponente cupola in pietra calcarea, fino alle vetrate colorate che abbelliscono le diverse stanze di cui si compone l’edificio. Per maggiori informazioni sul ventaglio di attività condotte dallo “SCCU” consultare il sito: cultures.ae (disponibile la versione in inglese).