Playas del Este

Playas del Este

Circa 10 chilometri di litorale ampio, libero e sprovvisto di grandi servizi, perlomeno se paragonato agli standard delle località balneari occidentali. In compenso, però, la sabbia è bianca, il mare è turchese, le spiagge sono disseminate di palme, e si possono praticare diversi sport acquatici: dallo snorkeling al windsurf, passando per le immersioni subacquee. Le spiagge di Playas del Este si trovano ad appena una ventina di chilometri dal centro dell’Avana e, oltre a essere frequentate dai turisti, rappresentano un gradito momento di relax e divertimento per i tanti cubani che vivono lungo la costa. A 20 minuti d’auto dal Malecón c’è Playa Bacuranao, piccola insenatura a ferro di cavallo particolarmente indicata per gli amanti dello snorkeling; poco dopo, Tararà e Playa Megano per arrivare, infine, a Santa Maria del Mar, unanimemente riconosciuta come la spiaggia più bella del Este. Ovviamente non mancano bar e ristorantini di pesce, come pure la possibilità di noleggiare ombrelloni, lettini e sdraio ma, vale la pena ribadirlo, l’atmosfera è un po’ decadente, in questo assolutamente in linea con molta parte dell’Avana. Eppure, nonostante qualche difficoltà, il clima è assolutamente disteso, l’ideale per una vacanza caraibica all’insegna del relax.

Museo Hemingway

Museo Hemingway

In precedenza abbiamo accennato al “peso della storia” di Cuba. Le mille vicissitudini dell’isola oltre che sui libri, sono continuamente evocate per le strade, nei palazzi e perfino nei locali dell’Avana (da non perdere il Floridita e la Bodeguita del Medio, tutti e due frequentati da Hemingway). Insomma la memoria gioca un ruolo fondamentale nel racconto turistico del territorio, e non vale solo per le vicende politiche. A Cuba, infatti, hanno vissuto personalità di rilievo internazionale come, ad esempio, il Premio Nobel per la Letteratura Ernest Hemingway. Allo scrittore americano, autore di grandi classici come “Per chi suona la Campana” e “Il Vecchio e il Mare”, non solo è intitolato il porto turistico dell’Avana (Marina Hemingway) ma anche un museo, allestito proprio nella sua casa cubana nel quartiere periferico di Francisco De Paula a una ventina di chilometri da Habana Vieja. Nella dimora cubana di Hemingway tutto è rimasto così com’era: libri, scrivania, macchina da scrivere, oggetti d’arredo sono stati lasciati al loro posto, o meglio, sono stati rimessi al loro posto, con l’aggiunta successiva di lettere, documenti e altri reperti appartenuti allo scrittore. Visitare il Museo Hemingway Finca Vigía significa allora immergersi nell’atmosfera degli anni ’40 e ’50 dell’isola caraibica tra battute di pesca, bevute di rum (entrambe grandi passioni di Hemingway) e la quiete necessaria a uno scrittore per trovare l’ispirazione per i suoi libri. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.hemingwaycuba.com.

El Malecón

El Malecón

Avenida de Maceo, più conosciuta come El Malecón, è la strada più famosa dell’Avana. Un lungomare di circa 8 chilometri che costeggia quasi per intero il versante settentrionale della città. Eppure il progetto iniziale, risalente al 1901, prevedeva la realizzazione di una breve passeggiata che invece andò progressivamente estendendosi assecondando lo sviluppo edilizio della città. Non a caso, dall’altra parte della carreggiata, sorsero numerosi palazzi in stile neoclassico e art nouveaux che ancora oggi ammaliano i turisti che ne apprezzano l’eleganza architettonica sorvolando sugli evidenti segni di decadenza di molti di essi. L’ampliamento de El Malecón avvenne sotto il governo di Gerardo Machado cui si deve, inoltre, la costruzione del Capitolio Nacional di cui abbiamo parlato in precedenza. Nonostante la carriera politica nelle fila degli indipendentisti che alla fine del XIX secolo si erano battuti contro la Spagna, e nonostante qualche felice intuizione in ambito urbanistico, Machado terminò in maniera ingloriosa la sua esperienza di governo, pagando sia il crescente autoritarismo che le difficoltà economiche successive alla Grande Depressione del 1929. Il suo tracollo aprì le porte al governo di Fulgencio Batista rovesciato poi nel 1959 da Fidel Castro. Insomma, El Malecón non è solo una strada bellissima, specie sul far della sera coi suoi spettacolari tramonti caraibici, ma è anche un pezzo importante di storia cubana, il cui “peso” si avverte già solo passeggiando. Da vedere!

Plaza de La Revolucion

Plaza de La Revolucion

Avendo ricordato le bellissime piazze di Habana Vieja, non ci si può esimere dal citare Plaza de la Revolucion, nel quartiere di Vedado. Questa piazza è stata per anni il palcoscenico dei comizi fiume di Fidel Castro e ha inoltre ospitato le storiche visite di Giovanni Paolo II (1998) e Papa Francesco (2015). Non solo. È anche la piazza che ospita il memoriale intitolato all’indipendentista Jose Marti, ed è soprattutto la piazza dove c’è il Ministero dell’Interno con la storica effigie di Ernesto Guevara. Una scultura diventata ben presto un’icona globale con molteplici risvolti politici, sociali e anche turistici. Infatti, da quando smartphone, iphone, reflex e tablet sono entrati nella nostra quotidianità (quasi) non c’è viaggio a Cuba che non contempli uno scatto sotto il volto carismatico e austero del Che. Tuttavia, Plaza de la Revolucion non è l’unica cosa da vedere a Vedado. Ricordiamo en passant Avenida Quinta, la strada delle rappresentanze diplomatiche, e Tropicana Cabaret, locale famoso per i suoi varietà con ballerine in costumi sgargianti. Quest’ultimo, in particolare, rimanda storicamente al trentennio dal 1920 al 1950 quando gli interessi economici legati all’alcol e al gioco d’azzardo fecero rotta a Cuba per sfuggire alla stretta del proibizionismo negli Stati Uniti. Sempre in quegli anni, comparvero numerosi edifici e villette in stile liberty che man mano si estesero fino a ridosso del Malecón, l’affascinante lungomare dell’Avana di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

Complesso El Morro-Cabaña

Complesso El Morro-Cabaña

Altra tappa imperdibile all’Avana è il Complejo El Morro-Cabaña. Il Castillo de los Tres Reyes del Morro è la fortezza antica costruita a cavallo tra XVI e XVII secolo. Responsabile del progetto l’ingegnere italiano Battista Antonelli, autore per conto della casa reale spagnola di altre fortificazioni lungo le coste caraibiche. La Fortaleza de la Cabaña, invece, venne costruita nel 1764 sotto il regno di Carlo III. I motivi che spingono i turisti a visitare questo complesso di fortificazioni alla foce del porto sono fondamentalmente due: il meraviglioso panorama e la cerimonia del Cañonazo. Ogni giorno alle 21, soldati in divisa d’epoca sparano un colpo ciascuno dai cannoni della fortezza. Un rituale che nel tempo ha assunto un significato prevalentemente turistico, richiamando numerosi visitatori, tra cui molti crocieristi. Da vedere!

Avana Vecchia

Avana Vecchia

Un tour alla scoperta di Cuba non può che partire da Habana Vieja, parte vecchia della capitale omonima, l’Avana. È questa la zona più turistica della città, quella a cui il governo ha destinato molte risorse per una complessiva riqualificazione di piazze ed edifici di interesse storico. A dare impulso all’ammodernamento dell’area la tutela UNESCO del 1982. Da vedere sono soprattutto le piazze: Plaza de la Catedral, Plaza de Armas, Plaza Vieja e Plaza Franciso de Asis. Le prime due, in particolare, sono tappe imperdibili: Plaza de la Catedral perché, come suggerisce il nome, ospita la cattedrale cittadina considerata la massima espressione del barocco caraibico; Plaza de Armas, invece, è famosa per i suoi mercatini di libri e souvenir. Non è finita, perché all’appello non può mancare El Capitolio Nacional. L’edificio, del tutto simile al Campidoglio di Washington, si trova nel vicino quartiere di Centro Avana. Sotto il governo di Fulgencio Batista era la sede del Parlamento cubano; con la salita al potere di Fidel Castro, invece, divenne sede del Ministero della Scienza scontando però la diffidenza dei rivoluzionari che identificavano l’edificio con un simbolo yankee. Negli ultimi anni le cose sono cambiate e la ristrutturazione del Campidoglio è stata interpretata da diversi analisti come un gesto simbolico di conciliazione del governo cubano nei confronti degli Stati Uniti d’America. Politica a parte, l’edificio è uno dei simboli più importanti dell’Avana e il suo ripristino va considerato nell’ottica di un’apertura al turismo e all’economia di mercato. Sempre a Centro Avana, inoltre, segnaliamo il Museo della Rivoluzione, il Museo delle Belle Arti e il Castello del Morro di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

Occhio ai borseggiatori

Occhio ai borseggiatori

Valgono per l’Andalusia le stesse precauzioni che abbiamo evidenziato per il capoluogo Siviglia: evitare di girare con molti contanti dietro; lasciare incustodita la borsa ai tavolini di un bar; tenere il portafogli nel taschino posteriore dei pantaloni o indossare orologi, catene, bracciali di grande valore. Specie nelle zone affollate, dove c’è un gran via vai di persone, il rispetto di queste accortenze mette al riparo da sgradevoli sorprese.  Al di là di questi aspetti, peraltro comuni a quasi tutte le grandi città europee, niente paura e buona vacanza!

Gibilterra

Gibilterra

Gibilterra è l’ultima tappa del nostro tour alla scoperta dell’Andalusia. Il fascino di questa cittadina di circa 30.000 abitanti è legato soprattutto alla sua peculiare posizione geografica nel punto di intersezione tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico (le antiche “Colonne d’Ercole”). Dal 1713 è un’enclave del Regno Unito, anche se il rapporto con la Spagna è sempre stato – e tutt’ora resta – decisivo dal punto di vista economico. Proprio quest’ambiguità ha rappresentato uno dei punti caldi della discussione sulla “Brexit” con l’Unione Europea. Alla fine pare che la Spagna abbia ottenuto una co-sovranità di fatto che, seppur non formalmente riconosciuta (il territorio resta inglese), autorizza Madrid a dire la propria sul futuro economico di questo lembo di terra. Va da sé, la centralità geopolitica di Gibilterra contribuisce moltissimo anche al suo fascino turistico. In altri termini, molti visitatori sono attratti proprio da questa condizione di extraterritorialità che tra l’altro viene rimarcata pure da un punto di vista architettonico. Basta passeggiare per Main Street, l’arteria principale, per rendersi conto quanto negozi, pub, ristoranti e tutte le altre attività commerciali presenti ricalchino molto più l’estetica british che quella spagnola. Quanto alle cose da vedere è senza dubbio “la rocca” l’attrazione principale di Gibilterra. Uno spuntone di roccia, in posizione dominante rispetto all’abitato, che ospita la Grotta naturale di Saint Michael (Saint Michael’s Cave) e i tunnel artificiali (Great Siege Tunnels) scavati dall’esercito inglese in funzione difensiva. Sempre sulla rocca, inoltre, vive una comunità selvatica di scimmie berbere (bertucce) da sempre molto fotografata (anche se non sempre molto disponibile).

Jerez de La Frontera

Jerez de La Frontera

Parlando di Siviglia abbiamo sottolineato, tra le altre cose, il ruolo storico e sociale del flamenco nel definire il genius loci della città. L’importanza di questa musica che, non dimentichiamo, è anche una danza, nel caso di Jerez de La Frontera è ancora maggiore. Anzi, è opinione diffusa che la vera anima del flamenco abiti a Jerez più che nel resto dell’Andalusia, anche per la ritrosia della città a piegarsi del tutto alle logiche del turismo di massa. Insomma, se nel resto della regione il flamenco è rimasto un po’ vittima delle banalizzazioni della pubblicistica turistica, a Jerez de La Frontera, al contrario, continua ad avere una valenza culturale, ben oltre la considerazione dei soli aspetti commerciali. Che poi, a ben vedere, l’appunto non vale solo per il flamenco. Anche la produzione di sherry, vino liquoroso famoso in tutto il mondo, contribuisce a definire l’identità locale, come pure la tradizione equestre legata all’antico allevamento dei cavalli andalusi. Il discorso non cambia se passiamo alle tracce della lunga dominazione araba. L’Alcazar di Jerez de La Frontera, infatti, è una delle fortezze moresche più belle di tutta l’Andalusia. Merita inoltre una visita la Cattedrale de San Salvador che col suo mix di gotico, barocco e rinascimentale domina Plaza Encarnación. Quanto al tempo necessario per visitare Jerez de La Frontera vale quanto detto a proposito di Ronda: uno, massimo due giorni, sono più che sufficienti.

Cadice

Cadice

Cadice si discosta notevolmente dalle città andaluse fin qui incontrate. Infatti non ha vestigia islamiche né medievali e le sue fortune economiche – prima legate al commercio marittimo e ora al turismo – sono in gran parte dovute alla felice esposizione geografica sull’Oceano Atlantico. Insomma una città di mare con un grazioso centro storico in cui sono concentrate la maggior parte delle attrazioni. Su tutte la Cattedrale, col suo mix di barocco e neoclassico. All’interno è sepolto il grande compositore spagnolo Manuel de Falla, personalità sui generis capace di coniugare amore e talento sconfinato per la musica con uno stile di vita assai frugale, secondo alcuni quasi ascetico. Se c’è modo e tempo vale la pena salire sulla Torre Ovest (Torre de Poniente) della chiesa da cui si scorge una bellissima veduta della città. Anche dalla Torre Tavira il panorama è notevole. Si tratta di una torre di avvistamento utilizzata nel XVIII secolo per monitorare il transito dei bastimenti in partenza per, o provenienti dall’America. Da non perdere, infine, il Museo Civico, in cui oltre ai reperti di età fenicia e romana, c’è un’ampia sezione dedicata all’arte, tra cui diverse opere del pittore del ‘600 Francisco de Zurbaran.

Ronda

Ronda

Un'ora d'auto, minuto più minuto meno. Questo il tempo necessario a raggiungere Ronda da Marbella o da Malaga. Una distanza non eccessiva per una tappa, però, che impreziosisce notevolmente un viaggio in Andalusia. Diversi i motivi che concorrono al fascino della città. Innanzitutto, la posizione geografica: Ronda, infatti, è situata su un altopiano roccioso solcato da un canyon che divide in due l'abitato (gola scavata dal fiume Guadalevin). Per collegare la città fu necessario pertanto costruire ben tre ponti, di cui il più famoso e frequentato è il Puente Nuevo. Ponte che, insieme a Plaza de Toros (la più antica corrida di Spagna), rappresentano le principali attrazioni cittadine. Meritano inoltre una visita i Banos Arabes, a detta di molti l'hammam meglio tenuto di tutta la Spagna e Plaza Duquesa de Percent dove sorge la Chiesa Santa Maria La Mayor. Insomma, una città piccola, visitabile in uno, massimo due giorni, in grado però di regalare suggestioni in gran quantità. Basti sapere che Ernest Hemingway se ne innamorò perdutamente e che Orson Welles ha voluto addirittura vi venissero custodite le sue ceneri. Da vedere!

Marbella

Marbella

Distante circa 60 chilometri da Malaga, Marbella ha fama di essere una delle località più chic di tutta la Spagna. Fama legata al fatto che anni addietro parecchi protagonisti del mondo dello spettacolo (non solo spagnolo) hanno acquistato casa in città, attratti sia dal bellissimo centro storico che dalle spiagge dell’esteso lungomare. Ancora oggi sono questi i principali punti di forza di Marbella, anche se lo sviluppo edilizio lungo la costa non è stato sempre all’altezza delle aspettative. Una parabola, questa, comune a molte altre località balneari che però, fortunatamente, ha risparmiato la città vecchia: esplorare a piedi i vicoli e le strade attorno Plaza del los Narajnos e Plaza de la Iglesia (così chiamata per la presenza della chiesa Nuestra Senora de la Encarnacion) è senz’altro un’esperienza da fare. Merita, inoltre, una visita il Museo di Arte Contemporanea Grabado Espanol che ospita opere di Picasso, Mirò e Salvador Dalì. Quanto alla vita notturna non manca davvero niente: bar, pub, ristoranti e discoteche di un certo livello, inizialmente pensate per il jet set di stanza a Marbella, salvo poi essersi dovute adattare ai grandi numeri del turismo di massa. Da vedere!

Malaga

Malaga

Per grandezza e numero di abitanti, in Andalusia, Malaga è seconda solo a Siviglia. Da un punto di vista storico-architettonico, invece, le cose stanno diversamente. La città, infatti, deve le sue fortune turistiche soprattutto alla vicinanza con le spiagge e il mare della Costa del Sol (vedi Marbella) mentre, per il resto, non offre granché, perlomeno se paragonata alle altre località fin qui incontrate. Uniche, evidenti, eccezioni: il Museo Picasso; la Cattedrale De La Encarnacion; l’Alcazaba; l’attiguo Castel Gribalfaro e il Museo Carmen Thyssen. Sono questi i principali punti di interesse culturali di Malaga, quelli per cui vale la pena inserire la città in un tour alla scoperta dell’Andalusia. In verità c’è anche Plaza de Toros, l’enorme spiazzo in stile mudejar dove si disputa la corrida. L’abbiamo inserita per ultima perché, com’è noto, il dibattitto sulla tauromachia divide l’opinione pubblica spagnola, e non solo. Tuttavia, pur non interessando la corrida, Plaza de Toros merita di essere vista. Se non dall’interno, almeno dall’alto, magari dal Castel Gribalfaro da cui vengono scattate la maggior parte delle foto che si trovano in rete. Da vedere!

Per saperne di più

11 cose da fare e vedere a Malaga e 1 da non fare

Almeria

Almeria

Almeria non è la più turistica delle località dell’Andalusia, ma vale ugualmente una sosta, magari dopo aver visitato Granada da cui dista un centinaio di chilometri. In città sono un paio i punti di interesse: la Cattedrale di Santa Maria; il Museo Archeologico, e soprattutto l’Alcazaba, la più grande fortezza araba di Spagna che domina dall’alto la città. Decisamente più interessante quello che c’è nei dintorni. Ci riferiamo in particolare al Parco Naturale Cabo de Gata (vedi foto) e al deserto di Tabernas. Nell’area protetta di Cabo de Gata, distante circa 40 chilometri da Almeria, a detta di molti ci sono le spiagge più belle di tutta l’Andalusia (Playa San Pedro; Playa San José; Playa de los Genoveses; Cala Los Amarillos; Playa del Monsul; Playa Media Luna ecc.). Sabbia bianca, acqua turchese, queste spiagge sono vere e proprie oasi di tranquillità anche se, trovandosi all’interno di un parco naturale, può essere un po’ faticoso raggiungerle. Quanto al deserto di Tabernas, basti sapere che qui sono stati girati i famosissimi western di Sergio Leone (“Per un pugno di dollari”, “Il buono, il brutto, il cattivo” ecc.) ed è inoltre iniziato il sodalizio cinematografico tra il compianto Carlo Pedersoli (Bud Spencer) e Mario Girotti (Terence Hill). Infine una curiosità: dal porto di Almeria, un tempo importante scalo minerario, salpano i traghetti alla volta di Marocco e Algeria.

Granada

Granada

Granada si trova nel versante orientale dell’Andalusia a circa 200 chilometri da Cordova. Sorge a 700 metri sul livello del mare e affaccia sulla catena montuosa di Sierra Nevada che, oltre a essere il Parco Naturale più grande di tutta la Spagna, ospita gli impianti sciistici più a sud d’Europa. Primati che vanno ad aggiungersi a quelli cittadini, dal momento che sono in molti a ritenere Granada addirittura la città più bella di tutta la regione. A suffragare questa tesi contribuisce moltissimo l’Alhambra, spettacolare complesso residenziale costruito in epoche differenti da differenti sultani e imperatori (vedi foto). Visitare quest’insieme di palazzi moreschi, compresi gli adiacenti giardini di Generalife, è il motivo che spinge da queste parti milioni di visitatori ogni anno. Guai però ad appiattire Granada soltanto sulla sua attrazione più famosa. Anche i quartieri di Sacromonte e Albaicin meritano senz’altro una visita. Specie quest’ultimo, che si trova proprio sulla collina di fronte a quella dove sorge l’Alhambra, regalando una magnifica vista sul monumento e sulla Sierra Nevada (in particolare dal Mirador San Nicolas). Last but not least, la Cattedrale Santa Maria de la Encarnacion. La chiesa si trova nella parte bassa di Granada e custodisce, nella Cappella Reale (Capilla Real), le spoglie dei sovrani Isabella di Castiglia e Fernando d’Aragona. Per saperne di più: 10 cose da fare e vedere a Granada e 1 da non fare.