Monastero di Santa Caterina

Monastero di Santa Caterina

Sono poco più di 200 i chilometri che dividono Sharm el-Sheikh dal Monastero di Santa Caterina. La distanza geografica, però, è poca cosa rispetto a quella spirituale. Quello che più colpisce di quest’escursione, infatti, è il passaggio dalla dimensione rilassata e godereccia degli hotel, le spiagge e i negozi di Sharm, alla pura spiritualità di questo monastero che – giova ricordare – è il più antico di tutta la cristianità. Talmente antico (risale al VI secolo) da essere contemporaneamente sacro a ortodossi, cattolici e islamici. L’escursione prevede il trasferimento notturno da Sharm el-Sheikh fino ai piedi del Monte Sinai (Horeb). Qui comincia una salita irta a gradoni che conduce in cima al monte giusto in tempo per scorgere una delle albe più belle al mondo. Uno spettacolo talmente grande da compensare abbondantemente la fatica necessaria ad arrivare in cima anche se chi vuole, da un certo punto in poi, può proseguire a dorso di dromedario (a pagamento). Il monastero, invece, si visita nella fase di ridiscesa. Considerata la sacralità del luogo (si parla del posto dove, secondo il racconto biblico, Mosè ricevette le tavole coi 10 comandamenti) i tempi di visita sono giustamente contingentati. Il sito, patrimonio UNESCO, vanta una grandissima collezione di paramenti liturgici, icone, manoscritti ed ex voto. Insomma, un luogo magico, uno di quelli che andrebbero visitati almeno una volta nella vita. Per maggiori informazioni sulla storia, i tesori, le attività spirituali e linee generali di comportamento è consultabile il sito: www.sinaimonastery.com.

Parco Nazionale Ras Mohamed

Parco Nazionale Ras Mohamed

A circa mezz’ora d’auto da Sharm el-Sheikh (ma il sito è raggiungibile anche in barca) c’è la bellissima Ras Mohamed Nature Reserve, area protetta all’estremità meridionale del Sinai. La riserva si trova nel punto in cui le acque del Mar Rosso si dividono nei due golfi di Suez e Aqaba. Dunque una zona di grandissimo interesse non solo turistico, ma anche commerciale, che il governo egiziano, però, ha avuto la lungimiranza di preservare, istituendo il Parco Nazionale nel 1983. Negli anni la località è diventata un paradiso per gli amanti di snorkeling, immersioni e birdwatching. Hidden Beach, Bereika Beach, Main Beach, Yolanda Beach (così chiamata dal nome della nave cargo affondata davanti alle sue coste) sono veri e propri gioielli naturalistici in grado di rendere indelebile il ricordo di una vacanza a Sharm el-Sheikh. Va detto che in alcuni punti il gioco di correnti e la grandissima varietà di specie marine suggeriscono di non effettuare immersioni se non in presenza di istruttori subacquei abilitati. A parte questa precauzione non ci sono ulteriori inconvenienti. Presenti anche un lago salato e lunghe distese di mangrovie, le cui radici impediscono l’erosione della linea di costa, contribuendo in maniera decisiva a preservare l’habitat del parco. Imperdibile.

Ras Um Sid

Ras Um Sid

All’appello di un viaggio a Sharm el-Sheikh non può mancare Ras Um Sid. Si trova nella parte meridionale della città, non distante dal porto cittadino e, sia pure un po’ più piccola delle altre, è inserita in uno scenario naturalistico davvero notevole: cinta da un piccolo promontorio, in posizione riparata e con la barriera corallina facilmente raggiungibile dalla spiaggia. Caratteristiche che la rendono adatta a tutti i tipi di turisti: dai più sportivi, che amano immersioni e snorkeling, alle famiglie con bimbi al seguito. Insomma, l’ideale non solo per il mare, ma anche per il soggiorno, dal momento che è sicuramente più tranquilla di Naama Bay e meno ventosa di Nabq Bay, distanti rispettivamente 10 e 20 minuti di auto. Da vedere!

Sharm Old Market

Sharm Old Market

Tra le tappe imperdibili di una vacanza a Sharm el-Sheikh c’è sicuramente l’Old Market, la parte vecchia della località. Una visita stimolante per almeno due motivi: perché consente di fare il paragone tra la Sharm turistica e quella tradizionale (per quanto anche quest’ultima, inevitabilmente, si sia adattata al nuovo corso delle cose) e in secondo luogo perché offre un’alternativa alle luci, ai locali e alla vita notturna del resto della città. Generalmente villaggi e hotel mettono a disposizione il servizio navetta andata e ritorno per l’Old Market ma nulla impedisce di muoversi autonomamente noleggiando un taxi. La premura, in questo caso, è contrattare in anticipo il costo della corsa (ritorno compreso). Da vedere sono soprattutto le boutique e i negozi di prodotti tipici dove acquistare il classico souvenir da portare a casa. Anche qui, secondo tradizione, solo dopo aver contrattato il prezzo col venditore. La suggestione aumenta sul far della sera quando le collinette tutt’attorno si illuminano conferendo alla località un’atmosfera esotica. Atmosfera a cui contribuiscono sia la Moschea di Al-Mustafa che la Cattedrale ortodosso-copta Heavenly. L’illuminazione serale, infatti, valorizza la maestosità di entrambi gli edifici. Da vedere!

Nabq Bay

Nabq Bay

Nabq Bay è uno dei 5 quartieri in cui è divisa Sharm el-Sheikh (gli altri 4 sono: Naama Bay, Ra’s Nasrani, Umm Sid e Sharm El Maya). La vicinanza con l’aeroporto ha favorito, nel tempo, la nascita di numerose strutture alberghiere. Ciononostante il paesaggio marino è rimasto integro per la gioia dei subacquei ricreativi presenti in zona sin dagli albori del turismo. Ad attrarli, le barriere coralline che da Nabq Bay arrivano all’isola di Tiran. Un tratto di costa fantastico anche per la presenza di numerosi relitti che, proprio a causa delle suddette barriere, si sono adagiati sul fondo. Dunque snorkeling e immersioni le attività principali, seguite a stretto giro dal birdwatching. Il clima e l’ambiente desertico, infatti, da sempre rappresentano l’habitat ideale per il transito di diverse specie di volatili. Insomma un unicum ambientale che ha una sola, vera, controindicazione: il vento. Sì perché Nabq Bay è un po’ più ventosa delle altre località costiere del Sinai e quest’aspetto va valutato al momento della scelta del soggiorno (può essere anche positivo quando le temperature sono troppo elevate). Ciò detto si tratta di una vacanza da sogno, ancora di più considerando le attrazioni nei dintorni: da Soho Square alle stupende spiagge di Ra’s Nasrani e Shark’s Bay. Da vedere!

Naama Bay

Naama Bay

I giudizi sulla baia di Naama sono discordanti: c’è chi consiglia di starne alla larga e chi, al contrario, apprezza le luci, i negozi, i bar, i ristoranti e la movida tipica di una località balneare. Ovviamente la verità sta nel mezzo. Naama Bay è la parte più moderna di Sharm el-Sheikh, emblema dell’impetuoso sviluppo turistico a cui abbiamo accennato in apertura. Ma nonostante la saturazione commerciale il territorio conserva una sua autenticità. Prova ne sia l’insistenza dei commercianti che hanno mantenuto uno stile di vendita da bazar (è importante saperlo per non restarne travolti) e, soprattutto, il mare cristallino che poi è il motivo principale per cui si viene da queste parti. Le acque turchesi di Naama Bay, infatti, sono l’ideale per lo snorkeling e le immersioni subacquee. Da questo punto di vista, la presenza di diver provenienti da tutto il mondo è il migliore biglietto da visita turistico per la località. Da vedere!

Non venire per una settimana

Non venire per una settimana

Un consiglio e nulla più dal momento che il web abbonda di itinerari di 7 giorni a Cuba. Tuttavia, bisogna considerare i tempi del viaggio che incidono sulla reale durata del soggiorno. Perciò, suggeriamo almeno 10 giorni. Due settimane sono l’ideale. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito dell’Ufficio Affari Turistici presso l’ambasciata italiana di Cuba (www.cuba-si.it).

Attenzione nella scelta delle casas particulares

Attenzione nella scelta delle casas particulares

Oltre alla disponibilità di resort, hotel e bed & breakfast a Cuba è possibile soggiornare anche nelle casas particulares, abitazioni private provviste di tutte le autorizzazioni statali per la locazione turistica di breve periodo. Il punto, però, è che non è sempre facile reperire le informazioni necessarie sulle caratteristiche dell’alloggio, per cui è consigliabile scegliere un hotel come prima soluzione e, a limite, optare per una casa particular nei vari spostamenti in giro per l’isola (a seconda dell’itinerario e del tipo di vacanza che si ha in mente).

Non andare in giro con troppi soldi

Non andare in giro con troppi soldi

Cuba è un’isola sicura. Il sistema di difesa civile è capillare ma non invadente, tanto che con una battuta si dice che l’unico vero pericolo dell’isola sono gli uragani. Ciò detto, valgono le normali precauzioni già tante volte specificate: non sfoggiare gioielli di valore, né esibire grande disponibilità di denaro in luoghi pubblici. La moneta ufficiale è il CUC: Peso convertibile anche se in molte località turistiche è possibile pagare in euro senza necessità di cambiare valuta.

Santiago di Cuba

Santiago di Cuba

Abbiamo sottolineato più volte nell’articolo quanto le vicende storiche cubane – recenti e meno recenti -, siano decisive anche dal punto di vista turistico. Santiago di Cuba, ma il discorso può essere esteso a tutta la fascia est dell’isola, ne è ulteriore conferma. La città fondata da Diego Velazquez de Cuellar è stata la prima capitale dell’isola; la piazza principale è intitolata a Carlos Manuel de Cespedes artefice, nel 1868, del primo proclama indipendentista contro la Spagna; è stata, inoltre, l’avamposto della rivoluzione castrista cominciata nel 1953 con l’assalto alla caserma Moncada e terminata il 2 gennaio 1959 con l’ingresso in città di Fidel Castro. Non è finita perché da considerare c’è l’influenza francese e quella degli schiavi afroamericani provenienti da Haiti agli inizi dell’800 (ci riferiamo soprattutto alla musica e al complesso sistema di pratiche magico-religiose della Santeria). Insomma, Santiago è la quintessenza dello spirito caraibico, spesso accostata per vivacità culturale e aria decadente alla statunitense New Orleans. Da vedere, la Fortezza San Pedro de la Roca del Marro progettata, come quella dell’Avana, dall’ingegnere italiano Battista Antonelli; la Casa di Diego Velazquez; la Catedral de la Nuestra Señora de la Asunción (vedi foto) e soprattutto il Museo del Carneval, tradizione particolarmente sentita in città.

Cienfuegos

Cienfuegos

Cienfuegos, capoluogo della provincia omonima, è conosciuta anche come “la perla del Sud”. Ad affascinare è soprattutto l’elegante centro storico in cui si combinano architettura francese (la città fu fondata dal francese Louis D’Clouet) e spirito caraibico. La maggior parte dei punti di interesse è concentrata nel centro storico, dal 2005 sotto tutela UNESCO. En passant segnaliamo: Palacio de Valle, principesca villa dei primi del ‘900 (vedi foto) appartenuta all’imprenditore di origini asturiane Acisclo del Valle Blanco; Teatro Tomas Terry, realizzato tra il 1887 e il 1889; la Catedral de la Purissima Conception e, ultimo ma non in ultimo, Castillo de Jagua, fortezza a protezione della città risalente a metà del ‘700. Nei dintorni, invece, meritano una visita la cascata El Nicho con attiguo sentiero naturalistico e la Playa Rancho Luna, stupenda spiaggia distante una ventina di chilometri. Rancho Luna è particolarmente indicata per lo snorkeling con la possibilità, da agosto a novembre, di incrociare il raro squalo balena di cui abbiamo parlato a proposito delle Maldive.

Trinidad

Trinidad

Da quando nel 1988 è sopraggiunta la tutela UNESCO, Trinidad è diventata una delle località turistiche più frequentate di Cuba. Ad affascinare è soprattutto il suo volto coloniale rimasto pressoché intatto dalla seconda metà del XIX secolo. La città, infatti, si espanse e prosperò grazie al commercio della canna da zucchero che veniva coltivata e lavorata nella vicina Valle de los Ingenios. Non a caso, le attrazioni principali di Trinidad sono il Museo Historico Municipal e la Manca Iznaga. Il museo storico, nei pressi della centralissima Plaza Mayor, ospita le ricchezze acquisite negli anni dall’industriale dello zucchero Justo Cantero. Manca Iznaga, invece, è una torre alta 16 metri nel cuore della Valle de los Ingenios da cui veniva continuamente monitorata la giornata lavorativa degli schiavi. Insomma, se Santa Clara è uno snodo fondamentale per la storia politica dell’isola, Trinidad è importante per approfondirne il retaggio coloniale. Dopodiché, come sempre a Cuba, c’è il mare a rallegrare il soggiorno. Nel caso specifico, parliamo di Playa Ancón a circa 10 chilometri dalla città (vedi foto), l’ideale per una giornata di relax sotto il sole dei Caraibi. Da non perdere!

Santa Clara

Santa Clara

I fan di Ernesto Che Guevara in vacanza a Cuba hanno diverse tappe obbligate: una è la scultura realizzata da Enrique Ávila che campeggia sulla facciata del Ministero dell’Interno (tratta dalla famosa foto di Alberto Korda); l’altra, forse addirittura più importante della prima, è il mausoleo di Santa Clara a circa 300 chilometri dall’Avana. Questo mausoleo, infatti, è sormontato da un’imponente statua in bronzo di Che Guevara installata nel 1987 per celebrarne il ventennale della morte. Nel 1997, inoltre, a seguito del ritrovamento in una fossa comune delle spoglie del Che, nel mausoleo sono stati sepolti i resti dell’eroe argentino e dei soldati giustiziati con lui nella sfortunata rivoluzione boliviana. Dunque un vero e proprio luogo di culto, da visitare in abbinamento al “Monumento a la Toma del Tren Blindado” che spiega l’origine del legame tra Che Guevara e la città di Santa Clara. Fu infatti qui che il 29 dicembre 1958 Che Guevara, insieme al suo manipolo di uomini, riuscì a intercettare e a far deragliare un treno blindato che trasportava soldati e armi nella disponibilità di Fulgencio Batista. Fu la vittoria decisiva che consentì ai barbudos di fare il loro ingresso trionfale all’Avana. Insomma, Santa Clara è meta imperdibile per chi vuole approfondire la storia politica di Cuba. Questo, però, senza dovere per forza rinunciare agli agi del turismo balneare considerando la vicinanza con Cayo Coco (nell’immagine di copertina in testa all’articolo) e le altre isole del meraviglioso Arcipelago di Camagüey.

Varadero

Varadero

Dalle piantagioni di tabacco da sigaro di Viñales ai resort all inclusive di Varadero. Una distanza notevole, non solo chilometrica (oltre 300 km) ma anche economica e sociale. Varadero, infatti, è la più turistica tra le località di Cuba; la preferita da europei, canadesi e argentini per una vacanza tutta all’insegna del sole, della sabbia e dell’acqua turchese dei Caraibi. Non a caso, uno dei modi di dire più diffusi per descrivere spiaggia e hotel retrostanti è che “non si tratta di Cuba ma di Stati Uniti“. E, in effetti, perlomeno da un punto di vista geografico, le cose stanno davvero così: Miami e la Florida sono a poche ore di navigazione (in linea d’aria a meno di un’ora di volo). Quanto alle cose da fare e vedere a Varadero non sono molte. Tutto ruota attorno ai 20 chilometri dell’arenile, noto anche col topos di Playa Azul. L’Avana è a circa 2 ore di auto (o mezzi pubblici) e perciò, volendo, si può decidere di soggiornare a Varadero per fare poi tappa nella capitale o, meglio ancora, suddividere il soggiorno tra le due località nell’ordine che più aggrada. Da vedere!

Viñales

Viñales

Se siete amanti di arrampicata, trekking, passeggiate a cavallo, speleologia, birdwatching e tutte le altre attività praticabili nella natura, la valle di Viñales, nella provincia di Pinar del Rio, è il posto giusto per voi. La cittadina omonima e i villaggi attigui si trovano a circa 200 chilometri dall’Avana e mostrano il volto rurale di Cuba. In ordine di importanza sono tabacco, canna da zucchero e riso le coltivazioni che danno da vivere alla popolazione locale, esito del secolare meticciato tra indigeni, coloni spagnoli e schiavi africani. Le tecniche colturali, nella maggior parte dei casi, sono rimaste quelle tradizionali, con scarso o nullo ricorso alla tecnologia; stesso dicasi per le abitazioni che mantengono un’autenticità non di facciata valsa alla valle la tutela UNESCO. Da vedere i mogotes, colline calcaree ricoperte di vegetazione che si stagliano nel mezzo delle pianure coltivate. Insomma, un paradiso per gli amanti della natura e per chi è realmente interessato ad approfondire i mille risvolti del melting pot caraibico: dalla succitata coltivazione del tabacco da sigaro alla musica cubana che in questa provincia a ovest dell’Avana ha dato i natali ad alcuni dei suoi più grandi interpreti. Infine, se ce n’è modo, vale la pena fare un salto sulla spiaggia di Cayo Jutia. Distante circa 60 chilometri da Viñales, questa spiaggia non ha ancora fatto i conti col turismo di massa. Insomma, pochi servizi e pochissime strutture ricettive; in cambio, però, sabbia bianca, acqua turchese e la proverbiale tranquillità caraibica. Da non perdere.