La maestosità degli edifici sacri di Istanbul è un richiamo costante alla grandeur dell’Impero Ottomano. Questo sentimento di grandezza rappresenta una traccia profonda degli abitanti della città e spiega anche perché alla tutela dell’architettura religiosa non siano mai state lesinate risorse. Una questione di prestigio che però è commisurata all’effettiva bellezza dei luoghi, come nel caso della Moschea di Solimano nel quartiere del Gran Bazar. Parlando della Moschea Blu abbiamo ricordato come molti la ritengano la più bella di Istanbul; la restante parte, invece, “tiene” per la Süleymaniye Camii costruita tra il 1550 e il 1557 dall’architetto Mimar Siman. La Moschea di Solimano si trova su uno dei colli della città e, diversamente dagli altri punti di interesse, è raggiungibile soltanto a piedi al termine di un tratto in salita. La fatica, però, è ampiamente ricompensata dalla bellezza circostante: innanzitutto dal panorama, ma anche dall’imponente cupola e i 4 minareti che disegnano la struttura. Nel corso dei secoli l’edificio ha subito diverse ristrutturazioni: un incendio nel 1660 e un terremoto nel 1776 hanno ampiamente rimaneggiato la moschea che però, ogni volta, è stata restituita integra ai fedeli. Anche qui, a lato dell’edificio religioso, ci sono la mensa per i poveri, la scuola coranica (madrasa), l’ospedale e un hammam tuttora funzionante. Da vedere, inoltre, il mausoleo del sultano Solimano e la tomba dell’architetto Mimar Siman che volle esser sepolto nella moschea da egli stesso progettata, evidentemente conscio del prestigio che ne sarebbe derivato.