Chiesa di Chora
Chiesa di Chora
Non più chiesa, né moschea, ma un museo frequentato da quei visitatori che non si accontentano dei “soliti giri”. Viaggiatori, non semplici turisti che, mossi dal desiderio di approfondire l’anima di Istanbul, si spingono fino alla Porta di Edirne (Edirnekapi) vicino alle mura della città, dove si trova il complesso museale della chiesa di Chora (Kariye Camii). Grazie all’opera paziente e meticolosa del Byzantine Institute of America negli anni ’50 del secolo scorso sono state restituite all’umanità le stupende decorazioni parietali di quest’antica chiesa bizantina del XIV secolo. In verità, l’edificio originario risale al VI secolo, ma fu nel ‘300 che conobbe il suo periodo di massimo splendore grazie al mecenatismo di Teodoro Metochites, uomo politico bizantino che scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in quest’antico monastero. Gli affreschi della chiesa di Chora raccontano in maniera assai evocativa le storie della vita di Maria, della giovinezza di Gesù e il tema della Salvezza. Poi, con l’avvento dell’Impero Ottomano questi dipinti furono coperti con legno e intonaco in ossequio ai precetti iconoclasti della religione islamica. Una circostanza, questa, che alla lunga si è rivelata felice, dal momento che ha garantito una migliore preservazione nel corso dei secoli di questi mosaici. Non così la chiesa che nel ‘300 doveva essere significativamente diversa dall’attuale. Ad ogni modo, la chiesa di Chora è un altro must see place di Istanbul seconda, per prestigio e bellezza, solo alla Basilica di Santa Sofia di cui abbiamo parlato all’inizio. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.choramuseum.com (disponibile la versione inglese).