Cattedrale di Cristo Salvatore
Cattedrale di Cristo Salvatore
L’identità turistica di Mosca è in larga parte debitrice della sua storia politica e religiosa. La Cattedrale del Cristo Salvatore è l’emblema di questa sovrapposizione. L’ordine di costruire la chiesa venne dato, infatti, il 25 dicembre 1812, esattamente nel giorno in cui gli ultimi soldati di Napoleone abbandonarono, sconfitti, il paese. Fu Alessandro I a volere la costruzione di una Cattedrale in onore di Cristo Salvatore come imperituro simbolo della vittoria contro le truppe francesi. Tuttavia, ci si accorse che il luogo scelto per l’ubicazione del tempio non era adatto e fu perciò necessario individuare un’altra soluzione per dare il là ai lavori. Lavori che cominciarono soltanto nel 1839 e terminarono oltre 40 anni dopo, per la precisione nel 1881. Gli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento furono di intensa attività religiosa. Un’azione pastorale che però subì un’importante battuta d’arresto dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917. Fu soprattutto Stalin a disporre la progressiva marginalizzazione della chiesa ortodossa russa arrivando addirittura a ordinare la demolizione della cattedrale. Al suo posto sarebbe dovuto sorgere il Palazzo del Soviet sormontato da una gigantesca statua di Lenin. Il progetto non ebbe seguito ma il regime sovietico non rinunciò alla sostituzione della cattedrale. E infatti, al suo posto, Krusciov ordinò la costruzione della più grande piscina coperta del mondo. Dopo la fine dell’URSS si decise di ricostruire la Cattedrale di Cristo Salvatore. Un’operazione costosissima, con inevitabile strascico di polemiche (considerate le condizioni in cui viveva la maggior parte della popolazione), e che però vide ugualmente la luce in una corsa contro il tempo terminata nel 1997, a 850 anni esatti dalla fondazione di Mosca. Pochi cenni, indispensabili però a capire quanto sia stato importante il recupero dell’identità religiosa nella costruzione della nuova Russia.
Per maggiori informazioni sulla storia della Cattedrale consultare il sito: www.xxc.ru (disponibile la versione inglese).