Non soggiornare a Reykjavik (se intendi girare l’intera isola)

Non soggiornare a Reykjavik (se intendi girare l'intera isola)

Il nostro racconto ha toccato diverse località sparse un po’ per tutta l’Islanda. Ad eccezione del Parco Nazionale Þingvellir, del Geysir e della cascata Gullfoss (il cosidetto “Anello d’Oro”) le altre mete di cui abbiamo parlato distano fino a molti centinaia di chilometri dalla capitale. Perciò non avrebbe molto senso (oltre che essere dispendiosissimo) visitarle tutte facendo ogni volta poi ritorno a Reykjavik. Perciò se l’intenzione è quella di girare tutta l’isola bisogna necessariamente noleggiare un auto (ancora meglio un camper) e pianificare per bene gli spostamenti considerando le opzioni di soggiorno di ciascuna località e soprattutto il meteo.

Hveravellir

Hveravellir

Dopo aver girato in lugo e in largo l’Islanda è la volta di far tappa nella zona interna dell’isola, che è anche la più selvaggia di tutte. È negli altipiani, infatti, che ci sono i paesaggi più strabilianti del territorio, molti dei quali visitabili solo durante il periodo estivo. La tappa più nota di questa parte di Islanda è sicuramente il sito geotermico Hveravellir, a metà strada tra i ghiacciai Langiökull e Hofsjökull. Si tratta di una ventina di piscine naturali, di forma e grandezza diverse, ciascuna col suo fascino particolare. Le due più famose e frequentate dai bagnanti sono Bláhver e Fagrihver ma – come appena detto – anche le altre sono molto suggestive. La località, inoltre, regala numerosi sentieri escursionistici ideali per gli appassionati di trekking. Da vedere!

Dyniandi

Dyniandi

Il gioiello dei Fiordi Occidentali. Nella lista delle cascate più belle d’Islanda non può certo mancare Dyniandi, addirittura dichiarata Monumento Naturale Nazionale nell’ormai lontano 1981. Si trova nell’entroterra del fiordo di Anarfjordur ed è lunga oltre 100 metri. Il dettaglio più bello, però, sta nel fatto che i salti della cascata sono in tutto 7 con un andamento che secondo alcuni richiamerebbe quello di un vestito da sposa. Dyniandi che in islandese significa “la tonante” è nota anche col nome di Fjallfoss. Per chi volesse spingersi fin quassù – siamo a 360 km da Reykjavik – c’è una vasta area campeggio attrezzata di tutto punto. Da vedere!

Whale watching a Húsavík

Whale watching a Húsavík

Húsavík è un villaggio 60 km a nord del lago Mývatn famoso per essere la località in Islanda dove maggiore è la probabilità di avvistare una balena. C’è anche un museo dedicato al cetaceo (non dimentichiamo che in passato la caccia alle balene era un’attività economica importante per la popolazione locale) dove magari può essere interessante andare, specie se si viaggia coi figli al seguito. Del resto, anche l’escursione in barca per avvistare le balene è un’attività assolutamente alla portata dei più piccoli. Bisogna però mettere in conto di non riuscire ad avvistarne alcuna, o di riuscire a scorgerne solo la coda o qualche movimento in lontananza. Insomma, la certezza non c’è ma ad ogni modo è un’esperienza da fare. Per maggiori informazioni sul whale watching in Islanda, consultare il sito: www.northsailing.is.

Dettifoss

Dettifoss

Non c’è due senza tre. Dopo Gulfoss e Skógafoss è la volta di Dettifoss. Questa cascata si trova circa 40 chilometri a nord del lago Mývtan e ha origine dallo Jökulsá á Fjöllum, fiume glaciale che sfocia nell’Oceano Artico proveniente dal Vatnajökull, grande distesa di ghiaccio del versante sud-orientale dell’isola. Dettifoss è larga circa 100 metri e lunga più di 40. Quel che più impressiona è la potenza del getto d’acqua udibile a oltre 1 chilometro di distanza. Frequenti anche gli arcobaleni sempre belli da immortalare con smartphone e reflex. Non è finita perché dallo Jökulsá á Fjöllum scaturiscono altre due cascate che pure varrebbe la pena vedere. Si chiamano Selfoss e Hafragilsfoss e rappresentano l’ennesima testimonianza della selvaggia natura islandese che abbiamo provato fin qui a raccontare.

Lago Mývatn

Lago Mývatn

Situato nel nord dell’isola, più vicino al Circolo Polare Artico (distante 105 km) che alla capitale Reykjavik (distante 489 km), il lago Mývatn è una delle principali attrazioni dell’Islanda. Due i motivi alla base dell’enorme fascino della località: in primis, ovviamente, il dato paesaggistico-ambientale a cui nel tempo, però, è andato ad aggiungersi quello turistico. Quest’ultimo, in particolar modo, ha saputo integrarsi alla perfezione con l’ambiente tutt’attorno, valorizzandone le peculiarità senza stravolgerle. Dalle soluzioni di alloggio, agli itinerari escursionistici, ai bagni nella laguna tutto è stato pensato, infatti, affinché vegetazione e avifauna presenti non subissero contraccolpi di alcun tipo. Per dare un’idea della straordinaria biodiversità di quest’area che si estende per oltre 30 chilometri quadrati basti considerare che sulle sue rive vivono e si riproducono 15 specie di anatre, oltre a cigni, oche e trampolieri. Da non perdere il bagno nelle acque turchesi del Mývatn Nature Boards. Aperta nel 2004, quest’attività contende alla Blue Lagoon di cui abbiamo parlato in precedenza (vedi punto 2) la palma di centro termale più bello d’Islanda. Per maggiori informazioni visita il sito: www.myvatnnaturebaths.is.

Laguna di Jökulsárlón

Laguna di Jökulsárlón

Uno dei posti più sbalorditivi di tutta l’Islanda. Si trova a oltre 300 chilometri da Reykjavik e a 75 dalla città di Höfn, quest’ultima generalmente assunta come base di partenza per raggiungere più comodamente la località. Jökulsárlón è una laguna apparsa per la prima volta nella metà degli anni ’30 del secolo scorso e notevolmente ampliatasi (passando dai 7,9 kmq ai 18 kmq attuali) nel 1975 a seguito dello scioglimento del ghiacciao Breiðamerkurjökull. La caratteristica più bella di questo lago ghiacciato è la presenza di numerosi iceberg di colore turchese e blu. Uno spettacolo che lascia senza fiato, specie se si ha la fortuna di visitare il luogo in una bella giornata di sole, sgombera da nuvole. Il lago è anche navigabile, a patto di prenotare per tempo il giro in barca. Maggiori informazioni sul sito: icelagoon.is.

Skógafoss

Skógafoss

Gullfoss, cui abbiamo accennato in precedenza, non è l’unica cascata che vale la pena visitare in Islanda. Anche Skógafoss merita assolutamente una visita. Larga circa 25 metri, con un salto di 60, si trova a poco più di 30 chilometri da Vik, il paese più meridionale dell’isola. Un sentiero, proprio di fianco la cascata, consente di raggiungere la cima da cui si gode uno spettacolo ancor più bello di quello che si scorge da basso. Gli arcobaleni sono frequenti e regalano immagini meravigliose da immortalare con uno smartphone e/o una macchina fotografica digitale. Gli appassionati di trekking, proseguendo oltre Skógafoss, possono imboccare Laugavegur, l’itinerario escursionistico più famoso d’Islanda. Percorribile in 2, 3 o 4 giorni questo percorso è lungo 55 chilometri e offre una panoramica completa del paesaggio islandese. Cinque i rifugi lungo il tragitto per riposare e rifocillarsi. Alpinisticamente impegnativo, può esserlo ancora di più nel caso di condizioni meteo sfavorevoli. Tornando a Skógafoss, la località è facilmente raggiungibile in auto dall’Hringevur, la rete stradale ad anello che collega quasi per intero il territorio islandese. Da fare!

Geysir

Geysir

A circa 100 km da Reykjavik, nella valle di Haukadalur, versante sud-occidentale dell’Islanda, c’è Geysir, il geyser più antico del mondo. No, non c’è alcun errore di battitura in quanto appena letto. Il termine geyser, infatti, deriva dal verbo islandese “gjósa” che significa appunto “eruttare”, “esplodere”. È evidente, perciò, la comune radice dei due termini. In realtà nella valle di Haukadalur c’è un altro geyser da vedere. Si chiama Strokkur e, dei due, oggi è l’unico a eruttare con sistematicità, a intervalli dai 4 agli 8 minuti (vedi foto). L’acqua calda può arrivare ben oltre i 60 metri d’altezza regalando ai visitatori uno spettacolo naturale che lascia a bocca aperta. A un paio di chilometri da Geysir c’è un’altra meraviglia che vale assolutamente la pena vedere. Stiamo parlando della Gullfoss (trad. “Cascata dorata”) che con un salto di oltre 30 metri pure regala suggestioni notevoli.

Thingvellir

Thingvellir

Dal Cristianesimo quale religione di stato (anno 1000) alla dichiarazione d’indipendenza dalla Danimarca (1944), è a Þingvellir (Thingvellir) che gli islandesi hanno preso molte delle decisioni più importanti per la vita della nazione. Non a caso, il nome della località nasce dall’unione di “þing” che sta per “assemblea” e “vǫllir” che significa invece “pianura”. Già, perché parliamo di un meraviglioso luogo all’aperto a circa 35 chilometri da Reykjavik. Un luogo che gli islandesi hanno dichiarato Parco Nazionale nel 1928 e che l’UNESCO ha inserito tra beni Patrimonio dell’Umanità nel 2004. Ma non è tutto. Oltre al dato storico e a quello naturalistico, il Parco di Þingvellir è importantissimo anche da un punto di vista geologico. Rappresenta, infatti, il punto di congiunzione tra le placche eurasitiche e americana. Recenti studi hanno dimostrato che le gole dell’Almannagiá e del Hrafnagiá, rispettivamente a nord e a sud del parco, si allargano di diversi millimetri ogni anno. A tal proposito è imperdibile la visita del crepaccio di Silfra. Si tratta di una fessura balneabile tra le placche eurasitiche e americana, paradiso per gli amanti del diving e dello snorkeling. Quella del Thingvellir National Park è una delle escursioni più frequentate dell’isola e pertanto si raccomanda la prenotazione anticipata, possibile direttamente sul sito ufficiale del parco: www.thingvellir.is (disponibile la versione in inglese).

Laguna Blu

Laguna Blu

Laguna Blu è il centro termale più importante d’Islanda, e sicuramente uno dei più famosi al mondo. Si trova a circa 40 chilometri dalla capitale Reykjavik, cui è quotidianamente collegato tramite un efficiente servizio navetta messo a disposizione dalla proprietà del parco. Il colore turchese e blu delle acque di questa laguna non lascia indifferenti. Uno spettacolo che tuttavia non ha niente di naturale, trattandosi delle acque di scarto della vicina centrale geotermica di Svartsengi, attiva dal 1976. La circostanza, però, non toglie nulla alla salubrità di queste acque, particolarmente indicate nel lenire alcune malattie della pelle. Le proprietà curative delle acque di Blue Lagoon sono dovute alla mineralizzazione del sottosuolo vulcanico da cui, del resto, viene ricavata pure l’energia per il fabbisogno domestico della popolazione. Insomma, gli islandesi sono riusciti a sfruttare l’enorme potenziale geotermico a disposizione anche sotto il profilo turistico. Specie durante il periodo estivo, infatti, le code per Blue Lagoon sono molto lunghe, tant’è vero che viene consigliato vivamente di prenotare in anticipo. Per farlo, è sufficiente visitare il sito ufficiale (www.bluelagoon.com) a cui si rimanda anche per tutti gli altri approfondimenti sulla storia e le possibilità di svago che offre la località.

Reykjavík

Reykjavík

Moderna, dinamica, giovane e in continua espansione Reykjavík molto spesso è la prima tappa di un viaggio in Islanda. La contemporanea presenza di aeroporto e porto ha contribuito moltissimo al prestigio della città, dove vive oltre un terzo della popolazione dell’intera nazione (ca. 122.000 abitanti). Notevole anche il contributo fornito da inglesi e americani. Durante la seconda guerra mondiale, infatti, l’isola divenne uno snodo fondamentale per le forze alleate impegnate nel contrastare l’avanzata nazista. In cambio dell’occupazione militare, la piccola Islanda ottenne un significativo potenziamento delle infrastrutture stradali ed energetiche, il che consentì al paese di fare il definitivo salto di qualità da un punto di vista economico e sociale. Molto importante anche l’industria del pesce. Per anni è stata la principale fonte di reddito e tuttora gioca un ruolo di primo piano a fianco il turismo in fortissima ascesa. Diverse le cose da vedere. Di passaggio segnaliamo: la zona del vecchio porto, oggi piena zeppa di negozi, locali e ristoranti alla moda; la chiesa di Hallgrimskirkja; il centro congressi Harpa; e la futuristica Perlan, cupola in vetro rotante. Guai inoltre a dimenticare musei e spa presenti un po’ dappertutto sul territorio. A proposito di parchi termali segnaliamo la famosissima Laguna Blu (Bláa Lóniđ) di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

Evitare (se possibile) luglio e agosto

Evitare (se possibile) luglio e agosto

La stagione migliore per visitare la Costiera amalfitana è sicuramente la primavera. Il vantaggio di aprile, maggio e giugno è che le giornate si allungano, il clima si fa via via più mite, tutto fiorisce, e soprattutto non c’è il caldo e la folla dell’estate. A luglio e agosto, infatti, la Costiera amalfitana registra il tutto esaurito. Inevitabilmente, sono questi i mesi in cui si svolgono quasi tutti gli eventi mondani più importanti ma, potendo scegliere, i mesi primaverili (o, in subordine, quelli autunnali) si fanno preferire per vivibilità. Il consiglio vale soprattutto se oltre alla visita delle località della Costiera amalfitana desiderate cimentarvi con alcuni dei sentieri escursionistici cui pure abbiamo accennato nel nostro racconto.

I dintorni

I dintorni

Molto meno caotica di Napoli, Salerno rappresenta un’ottima base di appoggio per chi intende visitare in tutta calma la Costiera amalfitana. Il vantaggio sta soprattutto nella maggiore abbordabilità dei prezzi dell’alloggio rispetto a località come Positano, Amalfi, Ravello ecc. Va detto che la città è molto migliorata anche sotto il profilo turistico. Gli imponenti progetti di trasformazione urbana realizzati negli ultimi anni ne hanno cambiato decisamente in meglio il volto, con benefici a cascata su commercio e ristorazione. Altre due località che bisogna vedere sono Pompei e Paestum. Da Vietri Sul Mare, ultima tappa della costiera, distano rispettivamente circa mezz’ora d’auto la prima e un’ora la seconda (poco più coi mezzi pubblici), ma ne vale assolutamente la pena. Pompei non ha certo bisogno di presentazioni; idem Paestum, che oltre a essere uno dei siti archeologici più importanti della Magna Grecia (vedi foto), è un’apprezzata stazione balneare alle porte del Cilento, altra perla della regione Campania. Da vedere!

Vietri Sul Mare

Vietri Sul Mare

Vietri è l’ultima tappa di un tour alla scoperta della Costiera amalfitana. La città è famosa soprattutto per la secolare tradizione ceramistica. Il Museo della Ceramica Vietrese, ospitato a Villa Guariglia nella frazione di Raito (ca. 3 km da Vietri) è senza dubbio tappa obbligata di una visita in città. Non l’unica, però: anche la Chiesa di San Giovanni Battista, riconoscibilissima per via della cupola maiolicata merita una sosta. La miscellanea di stili (romanico, rinascimentale e barocco) che disegna la facciata e gli interni (notevole il soffitto cassettonato) non lascia indifferente anche chi è a digiuno di storia dell’arte. Per il resto, Vietri va considerata la stazione balneare di Salerno, dal momento che è praticamente attaccata al secondo comune più grande della Campania. La spiaggia della frazione di Marina assieme a quella dei “Due Fratelli” (dal nome dei faraglioni che le stanno di fronte) contribuiscono notevolmente all’appeal turistico della località. Da vedere!