Empire State Building

Empire State Building

Non è l’edificio più alto (è il One World Trade Center) né, probabilmente, quello con la vista migliore (vedi Top of the Rock). Detto questo, è sicuramente il grattacielo più famoso di New York, tappa obbligata di qualsiasi visita in città, si tratti di un giorno o una settimana. Due le terrazze panoramiche: una all’aperto all’86esimo piano; un’altra chiusa al 102esimo. La vista spazia su Central Park, il fiume Hudson, il Ponte di Brooklin, la Statua della Libertà, abbracciando per intero i 5 “burroughs” in cui è amministrativamente divisa la città. Gli ultimi 30 piani dell’edificio, inoltre, si illuminano ogni sera con led diversi a seconda delle stagioni e delle celebrazioni che si svolgono a New York: dalla tradizionale festa di San Patrizio, alla carovana irriverente del Gay Pride. Considerati i numeri monstre dell’affluenza, stabilmente sui 3 milioni di visitatori annui, è preferibile prenotare in anticipo la visita. In alternativa, presentarsi all’ingresso il mattino presto o in tarda serata sperando nella minore affluenza rispetto al resto del giorno. Maggiori informazioni al sito: www.esbnyc.com (disponibile la versione in italiano).

Nella foto, la vista dall’Empire State Building

Times Square

Times Square

La “piazza per eccellenza”; una “cascata di luci scintillanti”; il “cuore pulsante” di New York: questa è solo una piccolissima parte dei modi con cui viene raccontato quest’incrocio ad angolo tra Broadway e la Settima Strada. Dunque scordatevi i paragoni con le gigantesche piazze di Mosca, San Pietroburgo, o qualsiasi altra capitale europea. A Times Square, a essere davvero “gigantesca” è soltanto la folla di turisti, residenti e curiosi (quasi) ipnotizzati dai led pubblicitari. Attorno alla piazza girano i principali simboli della “Grande Mela”: taxi, fast food, artisti di strada, senza dimenticare i cartelloni che annunciano gli spettacoli teatrali della vicina Broadway. Eppure non è stato sempre così. A un primo momento di splendore, infatti, ha fatto seguito un periodo particolarmente lungo di declino, durante il quale la fama della piazza era più spesso associata a fatti di criminalità. Poi la rinascita negli anni ’90 con la sindacatura di Rudolph “Rudy” Giuliani. Negli anni del suo mandato, l’ex “procuratore di ferro” è riuscito ad abbinare sicurezza e riqualificazione urbana, assurgendo a esempio virtuoso per molti altri sindaci alle prese con problemi analoghi. Insomma, Times Square non può mancare all’appello in un viaggio nella “Grande Mela”, foss’anche solo per scattare un selfie. Nei dintorni, a meno di un miglio di distanza, meritano ugualmente una visita l’iconico Flatiron Building e la Cattedrale di San Patrizio, principale luogo di culto cittadino.

Top of the Rock

Top of the Rock

Il “30 Rock”, come lo chiamano i newyorkesi, è uno dei 19 grattacieli che compongono il Rockfeller Center. La sua popolarità è dovuta al fatto che al 70° piano ci sono tre terrazze panoramiche interne ed esterne che consentono la vista del meraviglioso sky line della città. Un panorama talmente bello, e con diversi punti di osservazione che, secondo molti, sarebbe addirittura preferibile all’Empire State Building. Il motivo, oltre alla maggiore ampiezza della veduta (vedi foto), sarebbe proprio la sua (relativa) minore fama. La salita in cima al “Top of the Rock” è solo una delle attrazioni del Rockfeller Center (l’accensione dell’albero di Natale è un altro momento molto sentito in città). Questo complesso immobiliare nel cuore di Manhattan, infatti, è uno dei simboli più fulgidi della “Grande Mela”. Realizzato negli anni’ 30 del secolo scorso è giustamente considerato “a city within a city” (trad.”una città nella città”) per dirla con le parole del suo primo finanziatore John D. Rockefeller Jr. In oltre 80 anni di storia, questo gruppo di edifici commerciali in art decò è passato per diverse mani. La proprietà attuale è del fondo immobiliare Tishman Speyer. Maggiori informazioni al sito: www.rockefellercenter.com.

MoMA

MoMA

Il Museum of Modern Art di New York dista circa 600 metri dal Central Park. Pochi minuti di cammino per passare da uno dei parchi pubblici più belli al mondo a uno dei musei d’arte moderna più belli al mondo. Van Gogh, Picasso, Matisse, Warhol, Pollock, Cattelan e un’infinità di altri artisti sono presenti nei 4 piani che ospitano la collezione permanente del museo. I nomi più famosi sono agli ultimi due piani, per cui conviene visitare il MoMA procedendo dall’alto verso il basso. In tutto 200.000 opere di cui 79.000 visibili anche on line. Tra l’altro, con un unico biglietto è visitabile anche il MoMA PS1, museo d’avanguardia allestito all’interno di una ex scuola. Conviene perciò affidarsi al sito ufficiale del museo (www.moma.org) per pianificare la visita ed essere aggiornati sulle molteplici attività dell'”Olimpo degli amanti dell’arte” come da più parti viene definito questo spazio museale. Avvisati.

Central Park

Central Park

In apertura abbiamo accennato alla “grandezza” di New York come uno dei fattori che più contribuisce al suo appeal turistico. Tutto è gigantesco, o comunque sensibilmente più grande rispetto alla maggior parte delle altre metropoli in giro per il mondo. Central Park non fa eccezione. Parliamo di un parco di oltre 300 ettari che fa circa 40 milioni di visitatori l’anno. La sopraggiunta e meritata fama, però, offusca l’enorme fatica che ci è voluta a trasformare nel “polmone verde” di New York quella che nel XIX secolo era una gigantesca palude. Alla bonifica, infatti, parteciparono migliaia di operai agli ordini dei due progettisti, il paesaggista Frederick Law Olmsted e l’architetto Calvert Vaux. Grazie a questi due uomini New York colmò il gap con le grandi città europee – pensiamo a Parigi e Londra – dotandosi di uno spazio verde pubblico a disposizione dell’intera città, indipendentemente dallo status economico e sociale dei singoli abitanti. E ancora oggi, a oltre un secolo di distanza, resta questa l’essenza del parco. Tantissime le cose da vedere. En passant segnaliamo lo Strawberry Fields Memorial, dedicato a John Lennon e il Conservatory Water, lago artificiale particolarmente amato dalle famiglie newyorkesi. Nei pressi del lago c’è una statua di Alice nel Paese delle Meraviglie, attorno alla quale scorazzano liberi decine di bambini specie nei mesi primaverili ed estivi. Maggiori informazioni al sito: centralpark.org.

Monastero di Rila

Monastero di Rila

Insieme alla Chiesa di Bojana, il Monastero di Rila è l’altra attrazione che da sola vale il viaggio a Sofia. In realtà, la distanza dalla capitale bulgara è di un centinaio di chilometri per cui, o ci si accontenta della classica gita di un giorno, oppure si pernotta presso il villaggio omonimo a circa 20 chilometri. Fondato nel X secolo dai discepoli di San Ivan Rilsky (San Giovanni di Rila), il monastero si espanse progressivamente nei secoli successivi, sopravvivendo alla lunga dominazione ottomana, nel corso della quale non mancarono saccheggi e parziali distruzioni. La caparbietà con cui i fedeli hanno custodito nei secoli le vestigia ortodosse del tempio, ha fornito in seguito facili argomenti alla propaganda nazionalista bulgara. Soprattutto la ricostruzione successiva a un terribile incendio divampato nel 1833, valse come prova della fedeltà dei bulgari alle proprie tradizioni in opposizione alla secolare invasione turca. Tra le tante cose da vedere menzione speciale per la Chiesa della Natività coi suoi affreschi apocalittici e l’Iconostasi in legno, tutti elementi decorativi in linea con l’arte sacra ortodossa. Ovviamente, considerata la sacralità del luogo (patrimonio UNESCO dal 1983) è richiesto un abbigliamento consono. Da vedere!

Attenzione alla guida

Attenzione alla guida

Girare Sofia in auto non è una buona idea. Non solo perché il traffico è elevato, ma anche perché quasi tutte le principali attrazioni sono concentrate nel raggio di pochi chilometri. È invece una buona idea noleggiare un auto per visitare quello che c’è nei dintorni: in primis la chiesa di Bojana, ma soprattutto il monastero di Rila distante circa 120 chilometri. Il vantaggio, in questo caso, è che la macchina garantisce oggettivamente maggiore flessibilità di spostamento rispetto ai mezzi pubblici e ai tour organizzati. Tutto vero, a patto di fare attenzione alla guida: il manto stadale, specie nelle vie secondarie, è quasi sempre sconnesso e questo provoca molti incidenti. Una soluzione “terza” è senza dubbio il taxi: bisogna “solo” contrattare prima il prezzo (in “leva” o in “euro”) o accertarsi dell’accensione del tassametro. Nel caso di spostamenti fuori città è buona pratica contattare lo stesso tassista anche per il ritorno, ovviamente procurandosi il recapito in anticipo. Avvisati.

Non guardare la città con gli occhi dell’Occidente

Non guardare la città con gli occhi dell'Occidente

Sofia non è Roma, Parigi o Berlino. Perciò è inutile attardarsi in giudizi sulla città avendo come riferimento le capitali dell’Europa occidentale. Detto in maniera un po’ più complessa si tratta di rinunciare all’etnocentrismo tipico di chi, spesso in maniera anche inconsapevole, tende a giudicare le altre culture secondo i criteri della propria. Una volta accantonati i pregiudizi, è possibile comprendere, e a limite apprezzare, quelle che di primo acchitto sembrano storture o contraddizioni evidenti. Un esempio concreto è la statua di Santa Sofia (vd. foto) che venne installata in ossequio alla martire cristiana dimentichi però del fatto che il topos della città facesse riferimento alla “Saggezza di Dio” (Sophia). Un errore marchiano, dunque, che però va contestualizzato nel clima successivo alla caduta del regime comunista che imponeva il ritorno dei numerosi simboli della cristianità.   

Parco Nazionale Vitosha

Parco Nazionale Vitosha

Vitosha è il parco più vecchio di tutta la Bulgaria. Istituito nel 1934, è un sito interessantissimo sotto molti punti di vista; geologico, naturalistico e, ovviamente, turistico. L’affluenza media annua supera stabilmente il milione di visitatori che sfruttano le molteplici possibilità di fruizione di quest’area montuosa a ridosso di Sofia: impianti sciistici in inverno; escursioni e pic nic durante i mesi primaverili ed estivi. Passeggiare tra abeti, betulle e pini, con l’apertura di improvvisi scorci qua e là è una delle cose più belle che Sofia offre ai turisti. Inevitabilmente, negli anni sono sorti hotel, ristoranti, cafè e numerosi rifugi per gli amanti del trekking, tant’è che la sfida attuale delle istituzioni e di chi lavora nell’ente parco è trovare un giusto equilibrio tra valorizzazione turistica e preservazione di habitat unici nel loro genere. Per maggiori informazioni sulla storia del parco, le attività possibili e i collegamenti con Sofia (nei weekend e nei giorni festivi da Simeonovo sono attive anche una seggiovia e una cabinovia) consultare il sito ufficiale: park-vitosha.org (disponibili le versioni italiana e inglese).

Museo Nazionale di Storia

Museo Nazionale di Storia

Il Museo Nazionale di Storia si trova ai piedi del Parco Nazionale del Vitosha (vedi prossimo punto), e può essere tranquillamente visto in abbinamento alla chiesa di Boyana, da cui dista circa due chilometri. L’edificio, allestito all’interno dell’ex palazzo presidenziale comunista, raccoglie reperti di inestimabile valore come i tesori aurei di epoca tracia, spesso all’estero per l’allestimento di mostre in giro per il mondo (vd. foto). Anche i reperti medievali hanno notevole importanza, a cominciare dalle decorazioni parietali della chiesa di Boyana che amministrativamente, infatti, afferisce al Museo Nazionale di Storia (come, del resto, altri musei sparsi sul territorio bulgaro). Per altro verso, la conservazione di molti reperti medievali, soprattutto icone bizantine, dimostra l’attacamento dei bulgari ai propri simboli, preservati dalla cultura iconoclasta di matrice islamica (i turchi hanno governato per secoli questa parte di Balcani). Chiaramente non mancano all’appello costumi tradizionali e materiale della storia del ‘900 segnata in profondità dal regime comunista. Insomma, il Museo Nazionale di Storia è tappa imperdibile per chi è realmente intenzionato ad approfondire vicende e valori che hanno segnato la Bulgaria. Maggiori informazioni al sito: historymuseum.org (disponibile la versione in inglese).

Chiesa di Boyana

Chiesa di Boyana

Sono in molti a ritenere la Chiesa di Boyana il principale punto di interesse di Sofia, l’attrazione che da sola vale il viaggio in Bulgaria. Eppure dall’esterno non si direbbe, trattandosi di un edificio modesto in un sobborgo della capitale (ca. 8 chilometri a sud di Sofia). A rendere speciale il luogo sono le decorazioni parietali all’interno. Un ciclo pittorico di 89 scene e 240 figure umane risalente al 1259. L’autore è sconosciuto, come da tradizione medievale, anche se, la scoperta di un’incisione nell’ambito di una campagna di restauri avrebbe fornito indizi sulla paternità degli affreschi. Indipendentemente da quest’aspetto, però, quello che colpisce è l’elevata qualità pittorica, il cui dinamismo precede per certi aspetti il Rinascimento italiano pur non eguagliandone talento ed esito pittorico. Da qui la tutela UNESCO della Chiesa di Boyana, i cui affreschi attestano in maniera inequivocabile il contributo artistico della pittura bulgara alla cultura medievale europea. Da vedere!

Borisova Gradina

Borisova Gradina

Borisova Gradina è il polmone verde di Sofia. Dista meno di un chilometro (a piedi) dalla Cattedrale Aleksandr Nevsky ed è il luogo ideale in cui “rifugiarsi” per sfuggire al traffico cittadino. In realtà è molto più di questo. Il parco, infatti, ha una lunga storia alle spalle. Il primo capitolo risale al 1882, anno in cui il giardiniere e progettista svizzero Daniel Neff mise mano alla piantumazione dell’area. Negli anni a seguire, il giardiniere alsaziano Joseph Frei e il bulgaro Georgi Duthev completarono l’opera, regalando alla città un parco bellissimo con viali alberati, aiuole e innumerevoli statue. La dedica a Boris III risale al 1918 anno in cui l’uomo ascese al trono di Bulgaria a seguito dell’abdicazione paterna. Tuttavia, dopo la morte nel 1943 e la conquista sovietica della Bulgaria l’anno successivo, il nome mutò in “Parco della Libertà”. Come prevedibile, ulteriori cambiamenti interessarono l’area sotto il regime comunista: dalla costruzione dello stadio nazionale intitolato all’eroe Vasil Levski (artefice della guerra di liberazione contro i turchi) al gigantesco “Monumento della Fratellanza” sito all’estremità orientale del parco. Non è finita. Tra il ponte delle Aquile e lo stadio nazionale appena richiamato, c’è il Lago Ariana. Si tratta di un lago artificiale di medie dimensioni risalente alla fine dell’Ottocento e per moltissimi anni luogo di incontro e passeggio per residenti e visitatori di Sofia. Tuttavia, durante la costruzione della metropolitana cittadina il lago fu prosciugato e si è dovuto attendere il 2007 per la nuova inaugurazione. Da allora è navigabile con ruote idrauliche e barche mentre, durante i mesi invernali, viene utilizzato come pista di pattinaggio. Da non perdere!

Chiesa di Santa Sofia

Chiesa di Santa Sofia

Sveta Sofia è tappa imperdibile di una vacanza nella capitale bulgara, non foss’altro che dal nome della chiesa deriva pure quello della città. Nome che, per inciso, non ha niente a che fare con la Santa Sofia festeggiata sia dai cattolici che dagli ortodossi: a chiamare la chiesa “Hagia Sofia”, infatti, fu l’Imperatore Giustiniano e il riferimento era alla “Divina Saggezza” di Dio. Tra l’altro, e veniamo al secondo inciso, identico nome Giustiniano diede pure alla Basilica di Santa Sofia a Istanbul e, proprio come quest’ultima, anche l’omonima bulgara nei secoli ha attraversato innumerevoli peripezie sopravvivendo, da un punto di vista architettonico, alla trasformazione in moschea durante la lunga dominazione turca. Di grande interesse anche quello che c’è all’esterno della chiesa: innanzitutto la tomba del Milite Ignoto e quella dello scrittore Ivan Vazov figura chiave della letteratura nazionale a cavallo tra ‘800 e ‘900. Nei dintorni, invece, i resti di una necropoli romana. Da vedere!

Galleria Nazionale

Galleria Nazionale

Oltre al Museo d’Arte Cristiana alloggiato nella cripta della Cattedrale Aleksandr Nevskij, la Galleria Nazionale di Sofia può contare su diverse altre esposizioni. Quelle ospitate nel Kvadrat 500, palazzo a poche centinaia di metri dalla cattedrale (vd. foto); quelle, più antiche, presenti nell’ex Palazzo Reale bulgaro; ancora, le innumerevoli testimonianze del periodo sovietico del Museo del Socialismo; e infine le opere del Museo d’Arte Contemporanea. In tutto un repertorio vastissimo (molte decine di migliaia di pezzi) per un arco temporale che dal Medioevo arriva fin quasi ai giorni nostri. Per maggiori informazioni, su storia, opere, autori, orari e modalità di visita consultare il sito ufficiale: nationalgallery.bg (disponibile la versione in inglese).

Chiesa russa di San Nicola

Chiesa russa di San Nicola

Le cupole dorate della Chiesa russa di Sveti Nikolai catturano l’occhio dei visitatori come quelle della Cattedrale Aleksandr Nevskij. Non a caso, a supervisionarne i lavori fu lo stesso architetto incaricato della costruzione della cattedrale. L’intitolazione a San Nicola era in realtà riferita allo zar di Russia Nicola II, in ossequio a una prassi del tempo che troviamo rispettata pure a Nizza (anche se, nel caso della città francese, la dedica era per Nicola I). La chiesa fu inaugurata nel 1914 sui resti di una moschea andata distrutta dopo la vittoriosa guerra di liberazione dei turchi. Serviva a suggellare i buoni rapporti con la Russia, tant’è che è rimasta al suo posto anche dopo l’avvento del regime comunista. All’interno, decorazioni parietali e iconostasi tradiscono chiaramente il richiamo alle icone sacre russe del ‘600. Insomma, una chiesa piccola ma talmente ricca di fascino da valere senz’altro una visita.