Space Needle

Space Needle

If you see one thing in Seattle, see everything, che tradotto significa “Se vedi una cosa a Seattle, vedi tutto”. Basta questa frase, una delle tante con cui viene pubblicizzata la salita sullo Space Needle (Ago Spaziale), per capire l’importanza turistica di quest’avveneristica struttura nel cuore di Seattle. Del resto, i numeri parlano chiaro: sono oltre un milione i visitatori che annualmente salgono sull’osservatorio (Observation Desk) a 160 metri d’altezza per ammirare lo stupendo skyline della città. La torre venne costruita nel 1962 in occasione dell’Esposizione Universale, circostanza che l’accomuna alla Torre Eiffel di Parigi per quanto, ovviamente, si tratti di due edifici completamente diversi tra loro. Sulla cima dello Space Needle c’è anche un ristorante ruotante, nel caso ci si voglia fermare a mangiare qualcosa in uno scenario davvero unico al mondo. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.spaceneedle.com.

Smith Tower

Smith Tower

La salita in ascensore per la terrazza al 35esimo piano della Smith Tower è un’altra delle cose da fare a Seattle. L’edificio, 42 piani in tutto, risale al 1914 e per molti anni è stato il più alto della città. Nonostante non lo sia più, ha conservato intatto il suo fascino che deriva non solo dalla magnifica vista offerta, ma anche dal contesto urbanistico e architettonico in cui è inserito. Siamo, infatti, nel Pioneer Square e Historical District, zona piena di musei (su tutti il Klondike), parchi (Occidental Park) e palazzi storici. Oltre alla Smith Tower di cui stiamo dicendo, anche l’omonimo Pioneer Buiding, edificio che più di tutti gli altri svela l’influenza del romanico richardsoniano in città. Si tratta, infatti, di una costruzione in pietra con archi e colonnati secondo i dettami, appunto, del romanico, e però allo stesso tempo tradisce anche la lezione del rinascimento vittoriano appresa dalla storia inglese. Tornando alla Smith Tower, se ce n’è modo vale la pena sedersi sulla “Wishing Chair”, sedia portafortuna che si dice aiuti a trovare un partner. Come succede spesso, la pubblicistica turistica ha trasformato questa diceria in un appuntamento imperdibile da immortalare col più classico dei selfie. Maggiori informazioni al sito: www.smithtower.com.

Seattle Aquarium

Seattle Aquarium

Seattle è una destinazione ideale per una vacanza con tutta la famiglia. Abbiamo già accennato alla grande quantità di aree verdi, tant’è vero che l’altro appellativo con cui è conosciuta è “Emerald City”, ma non è tutto. Una menzione particolare va senza dubbio all’acquario, sito sul molo 59 del rinnovato lungomare cittadino. Dal 2010 è gestito dalla società no profit “Seattle Aquarium” che investe le donazioni ricevute non solo, com’è ovvio, per accudire nel modo migliore possibile gli animali presenti (squali, polpi giganti, coralli, anemoni, meduse, stelle marine, lontre e un’infinità di uccelli), ma anche per promuovere iniziative tese alla conoscenza, alla cura e alla valorizzazione dell’habitat marino e terrestre attorno alla città. Insomma, una buona idea per chi si muove coi figli al seguito, magari da fare in abbinamento a un giro sulla poco distante ruota panoramica (Seattle Great Wheel). Maggiori informazioni al sito: www.seattleaquarium.org.

Pike Place Market

Pike Place Market

In apertura abbiamo accennato alla capacità di Seattle di coniugare innovazione tecnologica e qualità della vita. Quello che non vi abbiamo detto, però, è che la sintesi non passa solo per la cura dei parchi pubblici. A interrompere il paesaggio urbano fatto di grattacieli e templi del consumismo c’è anche il Pike Place Market, mercato di prodotti alimentari e artigianali, generalmente assunto come base di partenza per un tour alla scoperta della città. Fondato agli inizi del ‘900, il mercato nacque proprio dall’esigenza di mettere in comunicazione produttori e acquirenti senza la mediazione dei grossisti, ritenuti responsabili di ingiustificati aumenti dei prezzi. Insomma, la scelta del cosidetto “chilometro zero” a Seattle non solo è piuttosto datata ma ha resistito, innnovandosi, pure alle difficoltà della Seconda Guerra Mondiale e alla successiva affermazione delle grandi catene di distribuzione. Negli anni, ai banchi di frutta e verdura si sono aggiunti quelli del pesce, dei salumi e dell’artigianato tipico locale, fino alla comparsa in tempi (relativamente) più recenti di artisti di strada e attività di ristorazione. Assolutamente da vedere lo Starbucks all’interno del mercato. Il negozio ha fama di essere il più vecchio tra quelli in attività di questa famosa catena di caffè fondata, tra l’altro, proprio a Seattle. Da vedere, inoltre, “Rachel The Pig”, il maialino salvadanaio a grandezza naturale che campeggia nella galleria principale del mercato. Toccare il muso di bronzo di questa scultura è diventato un rito benaugurale, come del resto benaugurale è la raccolta fondi realizzata attraverso l’opera. Il ricavato, infatti, viene destinato a iniziative sociali per la comunità che vive attorno il Pike Place Market. Per maggiori informazioni sulla storia, i prodotti e le attività presenti consultare il sito ufficiale: www.pikeplacemarket.org.

Seattle Art Museum

Seattle Art Museum

A poche centinaia di metri dal Pike Place Market, il Seattle Art Museum è un’altra tappa obbligata di una visita in città. Ovviamente il SAM non regge il confronto col MET di New York, ma ciò non toglie si tratti di uno spazio museale di assoluto rispetto, col meglio dell’arte della Northwest School. In particolare, il pittore Mark Tobey considerato dalla critica un po’ il padre di un altro grande artista statunitense: Paul Jackson Pollock. E, non a caso, Pollock è presente nell’esposizione permanente del museo, come pure Andy Wahrol e, prima di questi, con riferimento ad artisti nati nel XIX secolo, altri grandi pittori quali Monet e Matisse. Non è finita, perché il Seattle Art Museum ospita anche numerosi reperti dei nativi indiani contribuendo in questo modo a non disperdere la memoria dei primi abitanti del continente americano. Del museo, inoltre, fa parte anche l’Olympic Sculpture Park, ex area industriale trasformata in un grande giardino dell’arte che dialoga positivamente con lo spazio urbano circostante. Maggiori informazioni al sito: www.seattleartmuseum.org.

Meglio (se possibile) non visitare New York in estate

Meglio (se possibile) non visitare New York in estate

Luglio e agosto sono i mesi più caldi e le temperature possono diventare torride. Perciò, se avete la possibilità di scegliere, meglio evitare il periodo estivo. Il foliage autunnale, la neve in inverno e l’aria frizzante della primavera, invece, tratteggiano una New York sempre diversa, ma ugualmente accogliente.

Non fermarsi troppo a Times Square

Non fermarsi troppo a Times Square

Abbiamo inserito Times Square tra le cose da vedere a New York perché è una delle principali icone della città. Detto questo, basta fermarsi lo stretto necessario. La calca è notevole e anche scegliere di mangiare qualcosa o fare shopping non è molto conveniente.

Occhio alle trappole per turisti

Occhio alle trappole per turisti

Quello delle “trappole per turisti” è un argomento caldo in quasi tutte le grandi città. New York non fa eccezione, per cui il consiglio è quello di prestare la giusta attenzione alla scelta del ristorante. Il consiglio vale anche per il cibo da strada. A meno di avere qualche “dritta” particolare, meglio evitare di comprare hot dog dal primo ambulante che capita. Leggermente diverso il discorso per McDonald, Burger King e gli altri grandi marchi del fast food statunitense. Nulla vieta di andarci, ma visto che si trovano quasi dappertutto nel mondo (mentre essere a New York non è cosa di tutti i giorni) valutate bene se ne vale la pena. Tuttavia oggi non è difficile prendere le misure a questi aspetti: basta leggere preventivamente le recensioni o, se ce n’è modo, chiedere consiglio a qualcuno che ha visitato la città in precedenza. Meglio ancora chiedere consiglio a qualcuno del posto purché, ovviamente, non sia parte interessata.

Statua della Libertà

Statua della Libertà

Last but not least “Lady Liberty” o, volendo chiamare per esteso la statua, “Liberty Enlightening The World” (trad. “La Libertà che illunina il mondo”). Dalla fine dell’Ottocento fino alla metà degli anni ’50 del secolo scorso, questa statua ha salutato milioni di immigrati (moltissimi italiani) in arrivo nel porto di New York. Un’icona universale, dunque, che è possibile visitare in abbinamento al Museo dell’Immigrazione sito nella vicina Ellis Island. Tra l’altro, prenotando in anticipo (fino a sei mesi prima) è possibile salire fin su la corona della statua, al termine di ben 345 gradini. In alternativa, bisogna accontentarsi (si fa per dire) di visitare il piedistallo che pure regala una magnifica vista della città. Per maggiori informazioni, consultare il sito ufficiale della National Park Serrvice: www.nps.gov.

High Line

High Line

New York non è solo enormi grattacieli che si stagliano nell’aria per centinaia di metri ma è anche una città all’avanguardia quanto a trasformazione e riqualificazione urbana. L’esempio più virtuoso è quello della High Line, vecchia linea ferroviaria sopraelevata trasformata addirittura in un giardino pensile. Un’oasi verde a West Side Manhattan dove giornalmente si riversano migliaia di persone tra turisti e residenti. L’High Line è anche uno spazio espositivo all’aperto per le avanguardie artistiche cittadine, nonché un tempio dello street food. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.thehighline.org.

National September 11 Memorial & Museum

National September 11 Memorial & Museum

L’11 settembre 2001 è una data destinata a rimanere impressa nella memoria non solo di chi, quel giorno, non poté far altro che assistere inerme alle immagini scioccanti dell’attacco alle Torri Gemelle; ma anche delle nuove generazioni, i cosidetti “millennials”, che sui libri di scuola troveranno traccia dell’episodio di terrorismo più grave della storia dell’umanità. I morti a causa del dirottamento aereo organizzato da Al Qaeda furono ben 2996. La storia delle vittime è interamente documentata attraverso immagini, fotografie, testimonianze e altri reperti nel Museo dell’11 Settembre. Una tappa imperdibile, dunque, per non dimenticare quello che è successo, e per far crescere in ognuno i necessari “anticorpi” affinché episodi del genere non accadano più. Da non perdere, all’esterno, le “Reflecting Absence”, le due cascate realizzate esattamente sul perimetro delle Twin Towers distrutte nell’attentato. A differenza del museo, per il quale è necessario l’acquisto del biglietto, queste due cascate sono visibili gratuitamente. Un messaggio di speranza e rinnovamento evocato dal fluire incessante dell’acqua che sarebbe davvero un peccato non cogliere durante una visita a New York. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.911memorial.org.

Wall Street

Wall Street

Wall Street è uno dei simboli di New York. In verità, non solo di New York, dal momento che dalla borsa americana sono passati alcuni degli eventi più decisivi della storia. Solo per dirne due: la Grande Depressione del 1929 e il fallimento della Lehman Brothers del 2008. Di quest’ultimo evento, tra l’altro, le economie mondiali stanno ancora pagando lo scotto, nonostante la fase acuta della crisi che ne scaturì sembrano essere alle spalle. Due esempi che dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, l’importanza del Financial District di New York. Ovviamente non è possibile entrare nella Borsa o nella sede della Federal Reserve (la Banca Centrale americana). Però già solo passeggiare per queste strade, osservando i comportamenti delle persone che quotidianamente le frequentano e ci lavorano, dà l’idea dell’importanza dei luoghi. Per l’approfondimento storico, invece, rimandiamo al Museum of American Finance (www.moaf.org). Se aperto vale la pena farci un salto, come vale senz’altro la pena fermarsi per una foto davanti al “Charging Bull” (vedi foto), scultura raffigurante un gigantesco toro realizzata dall’artista italo americano Arturo Di Modica. Da fare!

Ponte di Brooklyn

Ponte di Brooklyn

Come accennato in apertura il fascino di New York è indissolubilmente legato all’evocatività dei suoi simboli. Grandiose opere ingegneristiche che non solo hanno fatto la storia (basti pensare all’Empire State Building o al Rockfeller Center) ma da cui dipende il presente e dipenderà il futuro della città. Il ponte di Brooklyn, da questo punto di vista, è una delle icone più potenti, se non addirittura la più potente, di New York. Attraversarlo a piedi (c’è un passaggio pedonale riservato anche ai ciclisti) è una sorta di “rito di passaggio”, una di quelle cose, cioè, destinate a rimanere per sempre impresse nella memoria. Non è finita, perché in fondo al ponte, c’è un parco bellissimo che si estende per oltre 30 ettari suddivisi tra aree verdi e aree giochi. Da non perdere i prati dell’Empire Fulton Ferry e i sentieri del Pier I. In quest’ultimo spazio c’è anche una piccola collina da cui sono stati realizzati alcuni degli scatti più suggestivi del ponte di Brooklyn e di Lower Manhattan. Perciò se vi piace la fotografia, questo è uno dei posti assolutamente imperdibili di New York. Maggiori informazioni al sito: www.brooklynbridgepark.org.

Guggenheim Museum

Guggenheim Museum

A meno di 5 minuti di cammino dal MET c’è un altro bellissimo museo che vale la pena visitare. Stiamo parlando del Guggenheim Museum, sito al 1071 della Fifth Avenue. All’interno centinaia di opere d’arte col meglio dell’astrattismo, del surrealismo, dell’impressionismo e dell’espressionismo europeo e americano. Da Van Gogh a Pollock, senza dimenticare Monet, Magritte, Picasso, Chagall e tanti altri. Ma se l’interno lascia a bocca aperta il visitatore, l’esterno del museo non è da meno. L’edificio venne infatti progettato dal grande architetto Frank Lloyd Wright, sebbene né l’autore né il fautore, Solomon R. Guggenheim, riuscirono a vedere l’opera terminata (l’inaugurazione del museo avvenne nel 1959, dopo la dipartita di entrambi). Perciò, casomai non riusciste a entrare, va bene anche solo dare uno sguardo dall’esterno a quella che viene giustamente considerata un’opera d’arte di per sé. Infine una curiosità: della Fondazione Solomon R. Guggenheim fa parte anche la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Per maggiori informazioni: www.guggenheim.org.

The Metropolitan Museum of Art

The Metropolitan Museum of Art

Con circa 6 milioni di visitatori l’anno, il “MET” è in assoluto il luogo più visitato di New York. Un museo gigantesco in cui sono esposte testimonianze provenienti da tutto il mondo relative agli ultimi 5000 anni di storia. Uno sforzo enciclopedico enorme, tanto più meritorio se consideriamo che all’atto della fondazione, nel 1870, non c’era quasi nulla rispetto alla collezione attuale. Arte egizia, greco-romana, islamica, senza dimenticare il meglio della pittura europea, africana, oceanica e americana: in questo spazio museale, organizzato in tre diversi edifici (The Met Fifth Avenue; The Met Breuer; The Met Cloisters), c’è davvero di che divertirsi. Ovviamente è impossibile vedere tutto in una volta. Occorre perciò pianificare in anticipo la visita consultando il sito ufficiale del museo (www.metmuseum.org), cui rimandiamo anche per l’approfondimento su orari di apertura, esibizioni e mostre temporanee.