Lago Bajkal

Lago Bajkal

Sono molti i viaggiatori che affrontano la Transiberiana solo per giungere sulle sponde del lago più profondo del mondo: il lago Bajkalhttps://whc.unesco.org/en/list/754 – che nel punto più abissale misura 1637 metri. Non sono soltanto le sue caratteristiche fisiche – la bellezza del luogo, il patrimonio naturalistico – ad attrarre qui ogni anno milioni di persone. Sembra infatti che questa superficie di acqua dolce, grande quanto il Belgio31.500 chilometri quadrati – sia anche un campo energetico, un lago sacro, dal miracoloso potere vivificante. Almeno così lo percepiscono i buriati, una delle tribù mongole della Siberia, che vive nella regione e pratica lo sciamanesimo. Bajkal è un mago, un guaritore fluido, non a caso il nome del lago in buriato è Dalai-Nor: Mare sacro.

Come arrivare al lago di Bajkal?
Raggiungendo la pittoresca località di Listvyanka, che si trova a 70 km da Irkutsk, in “marshrutka”, la tipica corriera russa, con il taxi (contrattate il prezzo prima della partenza) o noleggiando un’auto ad Irkutsk;, quest’ultima è la soluzione migliore per chi ha intenzione di rimanere più giorni sul lago e girare un po’ alla scoperta delle sue bellezze naturali e paesaggistiche. Se decidete di giungere qui in inverno, stagione che ha il suo grande fascino, sappiate che è necessaria una vettura a trazione integrale 4×4, alta da terra e una certa esperienza nel guidare su terreni ghiacciati. Da Listvyanka si possono fare gite in barca sul lago alla scoperta dell’isola di Ogojè e delle baie di Peschanaya e Babushka – i tour durano di mezza giornata. Se Listvyanka è il posto più facilmente raggiungibile da Irkutsk, l’isola di Olkhon, distante oltre cinque ore di auto dalla città, è il più affascinante. Lunga 70 km, è uno dei punti più mistici del lago. Qui il Capo Burchan, più famoso come “roccia dello sciamano”, qui i pilastri di preghiera “Sergee”, entrambi tra i più celebri luoghi sacri per lo sciamanesimo. Il paese principale dell’isola è Khuzhir; offre sia alberghi confortevoli che guest house più spartane. La guida Lonley Planet definisce unlovely il villaggio di Khuzhir, cresciuto disordinatamente a causa della rapida ascesa turistica che si è verificata negli ultimi 15 anni; nonostante ciò esso resta il posto più comodo dove fare base, e da cui partire per dei tour organizzati alla scoperta dell’isola: https://baikaler.com/olkhon-3-day-tour.

Irkutsk

Irkutsk

Fermata ineludibile della Transiberiana, Irkutsk, si trova vicino ai fiumi Angara, Irkut e Ushakovka, e a 66 km a ovest del lago Baikal. La maggior parte dei turisti la sceglie come stop per poi proseguire verso il celeberrimo Baikal. Ma la città, con la sua architettura del XIX secolo, le pittoresche casette di legno, le numerose chiese e non ultimo i deliziosi ristoranti, merita di essere considerata un po’ più che un punto di passaggio per il Baijkal. Ha tutti i numeri per uno stop più approfondito. Cosa vedere: iniziamo dal luogo d‘arrivo: la stazione ferroviaria di Irkutsk. Venne costruita nel 1898, quando in città arrivò il primo treno; da allora è stata più volte ricostruita e modernizzata, conservando però intatto il suo stile originale. Passiamo poi nella zona storica di Irkutsk Sloboda per ammirare le case in legno del XVIII – XIX secolo. Alcuni di questi edifici ospitano dei musei; ad esempio la casa di Zatoplyaev è un museo della ferrovia siberiana. Nel quartiere c’è anche il complesso didattico Noosphere che comprende un planetario, un museo e un ampio osservatorio dotato di un telescopio. Irkutsk Sloboda è inoltre il posto migliore dove mangiare in città, tanti i ristoranti e varie le cucine, oltre alle bontà russo/siberiane, si va dalla vietnamita all’italiana, se proprio non si vuole rinunciare ai sapori di casa. In città sono molte le chiese e i luoghi sacri da visitare: la Chiesa del Salvatore – maggiori info qui: http://vstlg.ru/places/spasskaya_tserkov-_irkutsk– è la chiesa più antica della Siberia orientale, costruita nel 1706. L’edificio è sopravvissuto a inondazioni, terremoti e incendi. È famoso non solo per la sua storia, ma anche per i dipinti realizzati nel XIX secolo che decorano l’esterno del tempio. Il monastero Znamensky, costruito nel 1762, in stile barocco siberiano. All’interno si possono ammirare un’iconostasi imponente e un sarcofago d’oro che contiene le reliquie miracolose del missionario siberiano Sant’Inokent. In passato qui venivano esiliati i Decabristi con le loro famiglie. Oggi il Monastero Znamensky è un luogo di pellegrinaggio e una delle principali attrazioni turistiche della città. https://www.sputnik8.com/ru/irkutsk/sights/znamenskiy-monastir/info. La colorata chiesa di Kazan che sembra un po’ un palazzo delle favole. La cattedrale dell’Epifania, http://epiphany.cerkov.ru, decorata anche esternamente con coloratissime immagini di santi, è una combinazione insolita di stile neoclassico e barocco siberiano. L’interno è stupefacente: un trionfo di santi dipinti su mura e una splendida iconostasi. Gli amanti dell’arte apprezzeranno poi l’Irkutsk Art Museum, che contiene circa 20.000 capolavori d’arte e la Bronshteyn Gallery, una grande collezione privata di arte contemporanea che comprende circa 1500 opere d’arte, tra dipinti, sculture e grafica. Da non perdere: il mercato che è uno dei grandi in Siberia. Qui troverete di tutto di più dal miele, ai frutti di bosco, dalle spezie al cibo locale, dai cappelli russi ai souvenir, una mecca per lo shopping.

Krasnoyarsk

Krasnoyarsk

Krasnoyarsk nella Siberia del sud è un’altra tappa da inserire nel programma della transiberiana. La città è ricca di contrasti. Alla bellezza della natura incontaminata che la circonda si oppone l’aspetto severo di città industriale, votata al genio ingegneristico. Diciamo subito che sono le attrazioni naturali le cose più interessanti da vedere. Krasnoyarsk si affaccia sull’immenso fiume artico Yenisey, il più lungo della Russia – 3476 km – oltre che uno dei maggiori dell’Asia e del mondo intero, per lunghezza e per dimensioni del bacino idrografico. Data la sua ampiezza il fiume ospita delle isolette. La maggiore è Tatyshev che si può raggiungere anche in auto, attraversando il ponte Octyabrsky, oppure a piedi tramite il ponte Vinogradovsky. L’isola è molto frequentata dagli abitanti di Krasnoyarsk sia in inverno – c’è una pista di pattinaggio gigantesca – sia in estate. Tatyshev si presta per vari sport all’aperto o anche semplicemente per rilassarsi sulla spiaggia e nel parco, magari stringendo amicizia con i gospher. Questi simpatici roditori, simili a scoiattoli, popolano l’isola e non disdegnano un bocconcino dagli umani. L’altro pezzo forte della città è il Parco Nazionale “Krasnoyarsk Stolby”​, una riserva voluta dagli abitanti per preservare questo bellissimo luogo dalla deforestazione e dall’estrazione di pietra naturale. Stolby significa “Pilastri” e il nome non è casuale: l’attrazione principale della riserva sono le gigantesche rocce di sienite, che raggiungono i 100 metri di altezza e hanno forme molto bizzarre. La riserva è aperta tutti i giorni. Maggiori info sul sito ufficiale: http://stolby.ru/eng. Tra i monumenti in città segnaliamo: la piazza del Teatro dell’Opera, cuore della città e luogo dei maggiori eventi, al cui centro troneggia una grande fontana e una statua di Apollo su un’alta colonna; la fontana dei “Fiumi siberiani”, un complesso intreccio artistico di bronzo, marmo, musica, luci e acqua con al centro una grande scultura del fiume Yenisei, circondato da ninfe danzanti; la cappella di Paraskeva Friday, simbolo di Krasnoyarsk, sulla cima del monte Karaulnaya, dove si trovava un tempio pagano al tempo degli antichi tatari Kachin. Vari infine i festival in città tra cui spicca il contest invernale “Magic Ice of Siberia”.

Novosibirsk

Novosibirsk

Novosibirsk, capitale della Siberia e la terza città più grande della Russia, nonostante non sia particolarmente interessante val bene uno stop dopo 20 ore di viaggio! Tale è infatti la distanza da Tobolsk. È una città di recente fondazione – e il suo nome lo dice: Novosibirsk significa infatti Nuova Siberia. Sorse a fine Ottocento da un primo nucleo di case in legno abitate dai lavoratori che stavano costruendo un ponte ferroviario sul fiume Ob’, che attraversa la città e la divide in due. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale divenne un polo industriale in quanto vi furono spostate più di 50 grosse imprese che si trovavano nella Russia europea. Oggi è un importante centro di industrie automobilistiche e metallurgiche. Il cuore di Novosibirsk ha numerosi edifici di epoca sovietica ben conservati. Lenina Square, la piazza con la statua del leader rivoluzionario è uno dei luoghi più fotografati della città. A pochi passi troverete un’altra attrazione: il Teatro Accademico Statale dell’Opera e del Balletto, soprannominato il “Colosseo siberiano” in quanto è il più grande teatro musicale del paese. Fondato nel 1944, è l’orgoglio della città. Per assistere a uno spettacolo è possibile acquistare i ticket sul sito del teatro, i prezzi sono molto più economici degli standard europei: https://novat.nsk.ru/en/buy_now/tickets/2298282. Un luogo interessante è il Museo di archeologia ed etnografia siberiano dell’Accademia delle scienze russa https://archaeology.nsc.ru/muzei/muzey-01. Questo museo è famoso perché custodisce una celebre mummia, la principessa Ukok o del Ghiaccio, ritrovata negli anni ‘90 nella zona di Altai. Si tratta di una mummia di una giovane donna la cui storia in questi decenni è stata ricostruita dagli scienziati anche a colpi di tac e tomografie che ne hanno svelato il giallo della morte. La mummia è diventata famosa anche per i tatuaggi di cui era adornata e non ultimo per la polemica che si è innescata tra gli abitanti di Altai e gli scienziati. Scavando la tomba della “principessa”, gli scienziati avrebbero risvegliato gli spiriti delle montagne e quindi gli abitanti di Altai chiedono che la mummia sia nuovamente sepolta nel luogo dove è stata trovata. Per approfondire la storia, i tatuaggi e la maledizione della mummia:
https://lastoriaviva.it/la-principessa-siberiana-i-suoi-tatuaggi-e-altre-storie
https://www.repubblica.it/2004/f/sezioni/scienza_e_tecnologia/mummiaru/mummiaru/mummiaru.html

Tobolsk

Tobolsk

L’antica capitale della Siberia, Tobolsk, è una cittadina molto pittoresca, con l’unico Cremlino della regione e un centro storico dal fascino un po’ decadente. Fu fondata nel 1587 dal leader cosacco Daniel Chulkov alla confluenza dei fiumi Tobol e Irtysh, quest’ultimo una via di trasporto fluviale strategica per i popoli siberiani. La città è divisa in una zona bassa e una alta. Nella zona alta si trova il Cremlino, considerato una “perla della Siberia”, è la maggiore attrazione della cittadina. Il complesso comprende: la Cattedrale di Sofia-Assunzione, l’ex palazzo del viceré, la prigione e vari edifici settecenteschi. La fortezza non ha avuto una vita facile: il primo Cremlino fu eretto nel 1594, ma essendo in legno è stato distrutto da un incendio. È stato ricostruito e bruciato per ben sei volte, finchè gli abitanti non si decisero, alla fine del 1600, a passare a un nuovo materiale di costruzione: la pietra. L’incarico fu affidato all’architetto Semyon Remezov che si trovò di fronte all’arduo compito di combinare le varie strutture situate sul Capo Troitsky in un unico sistema architettonico urbanistico e di difesa militare. Nel 1698 andò a Mosca in quello che oggi definiremmo un corso di aggiornamento professionale, per maturare le competenze necessarie all’impresa. Nel maggio 1700 iniziò la costruzione del primo edificio del Cremlino: la Camera dell’Ordine. Successivamente furono costruiti il ​​Gostiny Dvor e Rentrey. Tutto filava liscio, quando una tegola cadde sul capo degli abitanti di Tobolsk: nel 1714 lo zar vietò la costruzione di edifici in pietra in tutte le città russe, ad eccezione di San Pietroburgo. La costruzione del Cremlino fu temporaneamente sospesa; riprese negli anni ’40 del XVIII secolo. Alla fine del XVIII secolo, il Cremlino perse definitivamente la sua importanza come fortezza e divenne una cittadella religiosa: furono eretti una casa del vescovo, un edificio monastico, un concistoro e il Campanile della Cattedrale, che ne contraddistingue lo skyline.

Parte bassa della città
Il XVIII secolo fu un periodo particolarmente ricco per la costruzione di chiese a Tobolsk, molte delle quali erano riccamente decorate in stile “barocco siberiano”. Sebbene la maggior parte di queste chiese sia stata gravemente danneggiata durante l’era sovietica, alcune di esse sono sopravvissute e meritano una visita: la Chiesa di San Michele Arcangelo, splendidamente restaurata, la Chiesa dei Santi Zaccaria ed Elisabetta, uno dei migliori esempi del barocco siberiano e la Chiesa della Santa della Croce, situata vicino al fiume Irtysh – il link per trovarla: https://www.tourister.ru/world/europe/russia/city/tobolsk/temples/28642. Tra i pochi edifici secolari ben mantenuti nella città bassa c’è il palazzo Kuklin, in stile neoclassico, dove i Romanov rimasero agli arresti domiciliari nel 1917 e nel 1918. Per un’immersione nella cultura siberiana consigliamo una visita al museo Dvorets Namestnika – tutte le info in inglese qui: http://tiamz.ru/en/museums/20. Infine, avendo un po’ di tempo in più merita una puntatina il monastero di Abalaksky Znamensky – luogo di pellegrinaggio di ortodossi provenienti da tutto il paese; maggiori info: https://it.volgaprojects.net/puteshestviya/96231-svyato-znamenskiy-abalakskiy-monastyr-istoriya-i-foto.html.

Ekaterinburg

Ekaterinburg

Città moderna con un lungo passato, Ekaterinburg è una città che merita una sosta. I nostalgici zaristi la conosceranno come luogo in cui avvenne l’esecuzione capitale dei Romanov, l’ultima famiglia reale russa; però la città ha più di un legame con la storia contemporanea, essendo anche il luogo di nascita di Eltsin, il primo presidente della Federazione Russa. Città simbolo della storia quindi, ma anche della geografia poiché è considerata il confine tra la Russia europea e quella asiatica. Chi voglia saltellare tra un continente e l’altro può raggiungere l’Obelisco che segna il punto esatto del limite tra Europa e Asia; si trova a 20 minuti di auto dalla città. È un luogo molto visitato dai turisti, per cui intorno alla stele si è organizzato un vero e proprio merchandising: bancarelle di souvenir con monete ricordo, vendita di certificati che attestano che si è varcato il confine tra l’Europa e l’Asia, giri in slitta, a cavallo, matrimoni.

Consigli su cosa vedere in città
Se siete appassionati di architettura, sicuramente gli edifici! Ekaterinburg può essere considerata la capitale del costruttivismo russo, avendo oltre 140 strutture in stile. Nei primi decenni del ‘900, venne cooptato il fior fiore degli architetti di Mosca e Leningrado, tra cui alcuni specialisti del Bauhaus, per un piano di ammodernamento della città. Tra i migliori esempi di questa architettura socialista segnaliamo: il Chekists Village, un complesso residenziale collettivo costruito per i membri della polizia segreta. Oggi ospita l’Hotel Iset. La Casa della Stampa, un edificio del 1930 dalla facciata arrotondata e con scale in gabbie di vetro semicircolari. Il Complesso sportivo Dinamo, 1934, sulle rive del fiume Iset, che sembra una nave in movimento, grazie all’utilizzo di elementi di architettura navale, come una facciata vetrata arrotondata con finestre ad oblò e un tetto che ricorda il ponte di una nave. Dopo il brutalismo sovietico, passiamo ad altri memorabilia di cemento come la Cattedrale del Sangue, una chiesa ortodossa, costruita tra il 2000 ed il 2003 sul luogo dove furono uccisi l’imperatore Nicola II, la sua famiglia e alcuni domestici. In ultimo una chicca: i cultori di bizzare non possono lasciarsi scappare il cimitero di Shirokorechenskoe con le sue stravaganti tombe di gangster uccisi nei famigerati anni ’90. Alcune di queste tombe sono grottesche, la più famosa (vicino all’ingresso a sinistra) ha l’immagine del defunto che indossa un abito costoso, con in mano le chiavi della sua Mercedes. Per approfondire: https://www.zibaldoneweb.it/il-cimitero-dei-gangster-di-shirokorechenskoe-in-russia.

Kazan

Kazan

Sono necessarie 11 ore di viaggio circa da Nižnij Novgorod per raggiungere un’altra città fluviale, Kazan, che si trova alla confluenza dei fiumi Volga e Kazanka. La capitale della Repubblica del Tatarstan è diversa dalle altre città russe ed è considerata un po’ il crocevia tra occidente e oriente. Metà della popolazione è di etnia russa e l’altra metà è di etnia tatara; la lingua ufficiale è il tataro, ma si parla anche russo. Le religioni principali sono la Cristiana Ortodossa e l’Islam, in città troverete numerose moschee e chiese. Esplorare Kazan a piedi è molto interessante. Magari partendo da Bauman Street, una delle strade più antiche, oggi animatissima arteria pedonale, dove si trova anche un’attrazione di Kazan: la Chiesa dell’Epifania con il suo alto campanile. Se invece preferite spostarvi con i mezzi pubblici, facendo scalo alle stazioni della metropolitana Kremlevskaya e Piazza Tukay, avrete la possibilità di ammirare le decorazioni che raffigurano la storia tartara. Tra i monumenti più visitati di Kazan c’è sicuramente il candido Cremlino che si affaccia sul Volga. Unica fortezza tartara sopravvissuta in Russia, è Patrimonio Unesco. ll Cremlino di Kazan risale al periodo musulmano dell’Orda d’oro e del Khanato di Kazan. Fu conquistato da Ivan il Terribile nel 1552 e divenne la sede cristiana della Terra del Volga. Oggi, oltre a essere una attrazione turistica, è luogo di pellegrinaggio. E’ costituito da un eccezionale gruppo di edifici storici risalenti al XVI e al XIX secolo, che integrano resti di strutture precedenti dal X al XVI secolo. Al suo interno si visitano: la Torre di Syuyumbeki, tra i maggiori simboli della capitale del Tatarstan, nonché una delle torri pendenti più famose della Russia. Deve il nome a Söyembikä, eroina del popolo tataro e reggente del Khanato di Kazan’ dal 1549 al 1551, la quale, secondo la leggenda, si suicidò gettandosi dalla torre, piuttosto che sposare Ivan IV, il Terribile. Ancora nel Cremino si visitano: la Cattedrale dell’Annunciazione, il Monastero del Salvatore-Trasfigurazione, il Palazzo del Governatore, la Scuola dei cadetti e la Fonderia di cannoni. Per saperne di più: https://kazan-kremlin.ru; il sito non è tradotto in inglese, ma si può scegliere la traduzione italiana offerta da google. Tra le moschee da visitare a Kazan segnaliamo la Kul Sharif Mosque, una delle icone della città. Quando venne costruita nel XVI secolo, era considerata la più grande moschea d’Europa; distrutta da Ivan il Terribile nel 1552, è stata ricostruita a partire dal 1996; i lunghi lavori durati 9 anni hanno restituito questo straordinario luogo di culto ai musulmani del Tatarstan e ai turisti. Gli archi imbiancati, le cupole e gli svettanti minareti azzurri rendono la Moschea Kul Sharif uno dei luoghi più fotografati della città. La Moschea è aperta al pubblico gratuitamente, mentre il Museo dell’Islam che si trova all’interno del complesso è a pagamento, maggiori info qui: http://www.kul-sharif.com. Non andate via senza aver gustato i sapori di Kazan, paradiso dei buongustai. La cucina fusion tra tradizione russa e orientale offre mille delizie tra cui spiccano golosità tartare come i chak-chak, palline di pasta cotte al miele, tradizionalmente servite in occasioni festive. Se scatta il colpo di fulmine potete anche visitare il museo in città a loro dedicato: https://chak-chak.museum.

Nižnij Novgorod

Nižnij Novgorod

Situata a circa 270 miglia a est di Mosca, l’antica Gorky, di fondazione medievale, ha avuto un ruolo di primo piano nell’economia russa, essendo un importante centro industriale. Distrutta dai bombardamenti tedeschi durate la Seconda Guerra Mondiale, divenne in seguito la più grande “città chiusa” dell’Unione Sovietica, rigorosamente vietata agli stranieri. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, con il nuovo nome di Nižnij Novgorod è diventata una città molto accogliente, anche grazie al clima temperato continentale e alla quantità monumenti storici e cose da vedere. Il primo luogo da visitare è il bel Cremlino con le sue 13 torri. Si tratta dell’antico centro fortificato della città, che si estende su un’area di quasi 23 ettari e ospita al proprio interno vari monumenti di rilevanza nazionale tra cui l’antica Cattedrale dell’Arcangelo Michele, ricostruita tra il 1628 ed il 1631, sul sito di un tempio duecentesco. Una visita meritano: il Museo Statale d’Arte, artmuseumnn.ru/tickets uno dei più antichi musei russi, fondato alla fine del XIX secolo. La collezione di opere ammonta a circa 12mila pezzi e ripercorre la storia dell’arte russa dalle antiche icone fino alle opere contemporanee. Il Monastero dell’Ascensione Pecherskyhttp://www.pecherskiy.nne.ru/map – che racchiude un’austera cattedrale a cinque cupole, risalente al 1632, e due chiese con tetti a tenda, del 1640. Invece per entrare a contatto con il volto più moderno della città consigliamo una passeggiata lungo la via pedonale Bolshaya Pokrovskaya. La strada soprannominata “Pokrovka” dalla gente del posto si trova tra Piazza Minin e Piazza Gorky. Caffè, ristoranti, cinema, teatri e negozi di souvenir, animano questa bella via, vivace sia di giorno che di sera. Gli appassionati di letteratura russa apprezzeranno i luoghi dedicati allo scrittore Gorky. Si va da “House of Kashirin” la casa d’infanzia dello scrittore, all’appartamento-museo Maxim Gorky, dove sono esposti 1500 oggetti appartenuti allo scrittore fino al Museo letterario. Per info ticket e visite guidate sulle orme di Gorky, potete navigare sul sito: http://museumgorkogo.ru/en/tickets. E infine raggiungete il terminal marittimo di River Station, per una gita fluviale di un’ora e mezza durante la quale si potrà ammirare lo skyline della città dall’acqua, o semplicemente per fare una passeggiata (o pedalata) lungo l’argine: i tramonti sul Volga sono spettacolari!

Attenzione ai “Quattro isolati dell’Inferno”

Attenzione ai "Quattro isolati dell'Inferno"

Avete letto che Vancouver è una delle città più sicure del Nord America, poi magari passeggiando per il centro giungete in una particolare zona del quartiere Downtown Eastside, che è davvero molto problematica. La zona è costituita dagli isolati di Hastings Street e Cordova Street compresi fra Cambie Street e Jackson Avenue. L’area in cui i problemi sociali e sanitari sono più visibili ha il proprio centro all’incrocio di Hastings Street e Main Street, un luogo che il Vancouver Sun ha definito “i quattro isolati dell’inferno. È tristemente nota per il commercio di droga, la prostituzione, e per la forte presenza di clochard e malati di mente. Nel 1997 la diffusione di HIV e morti per overdose nel DTES, così viene abbreviato il nome dell’area, raggiunse livelli tali da far dichiarare lo stato di emergenza sanitaria. Per tentare di fronteggiare il problema, dal 2003 è in corso una sperimentazione che consiste in un centro pubblico per tossicodipendenti: “Insite”. Qui le persone dipendenti dall’eroina possono assumerla nella massima sicurezza, assistite da un infermiere e in una stanza sterilizzata e senza oggetti pericolosi. Il Ghetto di Vancouver è un posto che non tutti sono disposti a visitare e che spaventa se ci si capita per caso. Chi invece in un viaggio desidera guardare in faccia tutti gli aspetti di un luogo e non fermarsi alla superficie turistica, con le opportune precauzioni potrà fare un viaggio sull’altra faccia della luna della città di Vancouver.

Grouse Mountain

Grouse Mountain

A soli 15 minuti di distanza dalla città, Grouse Mountain è la meta più veloce per una gita fuori porta. Sorge a 1.250 metri di altezza, distanza che i più volenterosi potranno coprire a piedi con un trekking piuttosto impegnativo, mentre gli amanti del relax muscolare potranno raggiungere comodamente trasportati da Red Skyride, la cabinovia che in 8 minuti porta da valle fin sulla vetta in un tragitto spettacolare con vista della città dall’alto, dell’Oceano Pacifico, delle altre montagne. Ma per fare davvero il pieno di emozioni panoramiche bisogna, una volta in vetta, guadagnare con l’ascensore “The Eye of the Wind” – tickets qui https://www.grousemountain.com/eye-of-the-wind. Si tratta di una grande turbina eolica, alta 102 metri, con un viewPod – punto panoramico – che offre una vista sbalorditiva dall’alto su Vancouver, ma anche un impressionante primo piano delle gigantesche pale della turbina, lunghe 37 metri, che ruotano a 3 metri dal vostro naso. Volendo consacrare la giornata all’adrenalina pura, si può continuare con le zip-line per sfrecciare a 80 km all’ora attraverso le cime di Grouse Mountain e Dam Mountain. Oppure fare paragliding in tandem con l’agenzia First Flight: si parte dal Grouse Mountain Peak e si atterra Cleveland Park, 1 km più in basso. E se invece la montagna la si vuole vivere dolcemente? Le occasioni non mancano da passeggiate nei dintorni della vetta, ad una puntata al Refuge for Endangered Wildlife, un centro di ricerca che ospita due orsi grizzly orfani, Grinder e Coola; a una visione presso il Cinema on the sky – a rotazione vengono proiettati film sulla fauna selvatica, tra cui Extremely Wild, un film di Discovery Channel sui due orsi grizzly residenti di Grouse. E infine è tempo di ristorarsi! Nello Chalet Peak trovano posto: il raffinato The Observatory, l’informale e accogliente Altitudes Bistro, il self-service Lupins Café, il Grouse Grind Coffee Bar. All’aperto solo in estate: Rusty Rail BBQ & Grill e il Grizzly Lookout Café.

Museo di Antropologia

Museo di Antropologia

All’interno del Campus Universitario della British Columbia, il Museum of Anthropology ospita quasi 50.000 opere provenienti da quasi ogni parte del mondo, con un focus particolare sulle opere d’arte e gli oggetti appartenuti alle Prime Nazioni della British Columbia. Nel museo c’è anche anche un laboratorio di archeologia con oltre 500mila oggetti antichi, una pregevole collezione di tessuti, tra le più importanti del Canada occidentale, e una raccolta di ceramiche europee, cosicché sarà possibile ammirare anche manufatti artistici di “casa nostra”. Ma sicuramente, bando all’eurocentrismo, chi entra al Moa lo fa per comprendere più profondamente il paese che sta visitando, e approfondire la conoscenza e la storia delle civiltà native, chiamate First Nations, oggi purtroppo quasi del tutto scomparse. E si entra subito nel vivo, giacché la prima sala che si visita è quella dei Totem. Molte di queste enormi sculture in legno sono state ritrovate a Stanley Park, la zona di Vancouver dove sorgevano i villaggi dei nativi fino a metà ‘800, epoca in cui gli occidentali hanno iniziato la colonizzazione dell’area. È possibile ammirare la fine arte dell’intaglio ligneo e la capacità pittorica di questi popoli che con grande raffinatezza decoravano oggetti di uso quotidiano e mezzi di trasporto: le bellissime canoe variopinte sono una delle chicche del museo. Interessante anche l’architettura dell’edificio, è stata progettata nel 1971 da Arthur Erickson che si è ispirato alle costruzioni a palo e trave delle prime nazioni costiere, Kwakiutl e Haida. Info sui ticket e orari: https://moa.ubc.ca/about-moa/#menu-visit.

Queen Elizabeth Park

Queen Elizabeth Park

Rimanendo in tema di verde e natura, il Queen Elizabeth Park è un’altra grande attrazione botanica da non perdere in città per gli appassionati di display floreali. Il parco si trova sul punto più alto di Vancouver e offre viste spettacolari sulla città e sulle montagne della North Shore. Aperto negli anni ’60, conta oltre 6 milioni di visitatori all’anno. Fulcro del parco è il Bloedel Floral Conservatory; si tratta di un’enorme serra di vetro a cupola che ospita più di 500 piante e vari uccelli esotici, che vi faranno compagnia mentre vi aggirate in questo coloratissimo giardino d’inverno. Quarry Garden è il fotografatissimo giardino centrale comprensivo di ruscello e cascata, che ospita magnifici esemplari di alberi, arbusti, piante perenni e fiori. Accanto c’è un giardino più piccolo, ma altrettanto bello, il North Quarry, si tratta di giardino secco dove dominano fioriture blu e gialle, e non mancano particolari che strizzano l’occhio ai giardini orientale come un ponte ad arco. C’è poi l’Arboretum dove è possibile ammirare 1500 alberi provenienti da tutto il Canada – come il pino ponderosa, l’abete rosso subalpino e l’abete Douglas, la sequoia costiera – e alberi esotici e straordinari ciliegi che durante la fioritura diventano le star del parco. Non poteva mancare un angolo dedicato alle rose! Lungo il perimetro sud-occidentale del parco, ci si imbatte nel Rose Garden dove non è raro incontrare giovani coppie che si giurano eterno amore davanti all’obiettivo di uno smartphone, dal momento che questo luogo è considerato tra i preferiti in città per le cerimonie di fidanzamento. Non a caso nel parco c’è anche un’opera intitolata Love in the Rain dell’artista di Vancouver, Bruce Voyce, sulla quale gli innamorati possono “bloccare il loro amore” applicando un lucchetto alla scultura. Romanticismo sì, ma anche tanto pragmatismo; sembra infatti che la scultura abbia anche la funzione di invitare gli innamorati ad attaccare qui i lucchetti d’amore invece che su recinzioni e altre strutture della città di Vancouver. La scultura attira-lucchetti non è l’unica a Queen Elizabeth Park dove le opere d’arte abbondano. La più famosa è Knife Edge-Two Piece dello scultore britannico Henry Moore. Il parco ha numerosi assi nella sua manica: offrendo una serie di attività ricreative come tennis, bowling e pitch & putt, esperienze gastronomiche raffinate al Seasons in the Park https://www.vancouverdine.com/seasons e numerose aree picnic.

VanDusen Botanical Garden

VanDusen Botanical Garden

Vancouver è considerata tra le città più vivibili del mondo, e una buona parte di questo primato è dovuta al verde che la caratterizza. Il giardino VanDusen – che prende il nome da un boscaiolo e filantropo di Vancouver – è un gioiello botanico nel quartiere Shaughnessy, all’angolo nord-ovest tra 37th Avenue e Oak Street. Si estende su 22 ettari e custodisce oltre 7.500 specie e varietà di piante. Oltre alle esposizioni di specie botaniche provenienti da tutto il mondo, c’è una vasta collezione di piante autoctone della British Columbia. Il giardino dà il meglio di sé a maggio quando fioriscono in un caleidoscopio di colori i rododendri della grande collezione composta da quasi 1.000 diverse varietà e i quaranta alberi di laburno del Laburnun Walk esplodono in una cascata di fiori gialli, profumatissimi; la fioritura di questo albero dura solo due settimane, e i biglietti di ingresso vanno a ruba tra instagrammer e appassionati. https://vancouver.ca/parks-recreation-culture/vandusen-botanical-garden.aspx. Il parco VanDusen ha anche dei giardini a tema: come il giardino di erica, il giardino “nero”, un giardino formale, uno delle fragranze, ed infine il grande giardino sino-himalayano. Due i punti di ristoro nel parco: lo Shaughnessy Restaurant con patio vista lago https://shaughnessyrestaurant.com e il Truffles Café https://trufflesfinefoods.com.

H.R. MacMillan Space Centre

H.R. MacMillan Space Centre

L’H.R. MacMillan Space Centre – ma se chiedete del Planetarium i cittadini di Vancouver capiranno! – è una delle istituzioni iconiche di Vancouver. Se siete degli aspiranti argonauti spaziali questo è posto che fa per voi. Situato nel Vanier Park di Kitsilano, a 15 minuti a piedi dal centro di Vancouver, il centro spaziale è stato un dono alla città del magnate del legname H.R. MacMillan. Con l’avvento dell’esplorazione spaziale negli anni ’60, H.R. MacMillan voleva fornire una risorsa per le generazioni future. Quando la struttura è stata aperta, consisteva nel solo Teatro Planetarium poi, alla fine degli anni ‘90, il centro venne considerevolmente ampliato. Oggi comprende: il Planetarium Star Theatre dove è possibile fare un viaggio virtuale nello spazio tra pianeti, piogge di meteoriti, nebulose, buchi neri, galassie e innumerevoli altre meraviglie astronomiche. Lo Space Center che offre spettacoli sugli esopianeti, la gravità, la geologia, i razzi, la vita nello spazio, un giorno da astronauta. Cosmic Courtyard uno spazio espositivo sulle scoperte più affascinanti dell’astronomia. Gordon Southam Observatory per osservare al gigantesco telescopio Cassegrain la luna, i pianeti, gli ammassi stellari. Attualmente oltre 122.000 persone visitano ogni anno questo tempio dello spazio, dove è possibile saziare la sete di informazioni scientifiche anche partecipando alle tante conferenze e attività culturali che vi si svolgono periodicamente. Non mancano le coppie che decidono di giurarsi eterno amore tra pianeti e stelle, al centro spaziale è possibile anche sposarsi, se ve ne venisse voglia: https://www.spacecentre.ca/weddings-0.

Vancouver Aquarium

Vancouver Aquarium

Aperto nel 1956, l’Acquario di Vancouver è il più grande del Canada e nei suoi 9.000 metri quadri trovano posto 9.500,000 litri di acqua nei quali vivono migliaia di specie oceaniche e una straordinaria varietà di animali acquatici: circa 300 specie di pesci, quasi 30.000 invertebrati, 56 specie di anfibi e rettili, 60 mammiferi e uccelli. Grande attrazione per i turisti, finora sembra abbiano varcato la soglia 40 milioni di visitatori, è anche un centro di ricerca marina, di conservazione e di riabilitazione delle specie animali marine, un’organizzazione non-profit di proprietà della città di Vancouver. Ci sono molte cose da vedere e da fare all’Acquario di Vancouver. Oltre al teatro 4D e ai display con decine di migliaia di pesci, è possibile saperne di più sugli animali marini grazie al programma Aquarium’s Animal Encounters. I partecipanti possono scegliere tra quattro diverse esperienze che includono tour dietro le quinte dell’acquario e incontri ravvicinati con animali marini. Molto amati dai bambini, per i quali rappresentano un’esperienza emozionante, gli incontri con animali includono Incontro con il pinguino, Dietro le quinte del leone marino, Dietro le quinte della lontra marina e Diventa biologo. Tutti e quattro gli incontri prevedono l’alimentazione, l’addestramento e l’interazione con gli animali. Il biglietto di ingresso non è economico, costa 30 euro per gli adulti e 20 per i bambini. Maggiori info su orari e ticket: https://www.vanaqua.org/.