Casa Museo di Dante

Casa Museo di Dante

Nonostante l’acquisizione a patrimonio comunale nel 1865, seicento anni dopo la nascita dell’autore della “Divina Commedia”, l’effettivo recupero della casa di Dante Alighieri è avvenuto solo molti anni dopo. Per la precisione nel 1911, anno in cui il comune affidò i lavori di ricostruzione dell’immobile all’architetto Giuseppe Castellucci (1863 -1939) tra i massimi interpreti dello stile neogotico in Toscana. Oggi l’abitazione che fu di Dante Alighieri è un museo di tre piani che ripercorre arte, politica e cultura della Firenze medioevale. Una città ricca e però attraversata da forti conflitti quella in cui visse il poeta che – va detto – di quelle stesse lotte fu, a più riprese, anche protagonista. Il Museo, al civico 1 di via Santa Margherita, rispetta i seguenti orari:

Invernale
(Novembre – Marzo)
>> Martedì – Venerdì 10.00 / 17.00
>> Sabato – Domenica 10.00 / 18.00
Estivo (Aprile – Ottobre)
>> Tutti i giorni 10.00 / 18.00

Basilica di Santa Maria Novella

Basilica di Santa Maria Novella

In molti articoli che suggeriscono le 10 cose migliori da fare e vedere a Firenze la Basilica di Santa Maria Novella non c’è, ed è un vero peccato oltre che un grave errore. Basta citare il Crocifisso dipinto da Giotto, il Crocifisso ligneo scolpito da Brunelleschi e soprattutto la Trinità di Masaccio (nella terza campata della navata sinistra) per rendersi conto dell’importanza storico-artistica e culturale di questa chiesa costruita nel XIII secolo dai frati domenicani. Ma c’è molto altro da vedere, a cominciare dalla facciata esterna, una delle opere più importanti del Rinascimento fiorentino proseguendo per le Cappelle Strozzi e Tornabuoni senza dimenticare il Museo e il Chiostro Grande, quest’ultimo visibile in occasione di aperture straordinarie. Insomma, la Basilica Santa Maria Novella è un capitolo importante della storia di Firenze e perciò merita senz’altro una visita approfondita.

Galleria dell’Accademia

Galleria dell'Accademia

Come gli Uffizi anche la Galleria dell’Accademia a Firenze ospita capolavori di inestimabile valore realizzati da grandi artisti del calibro di Botticelli, Ghirlandaio, Pontorno e altri.Tuttavia, la maggior parte dei visitatori entra per ammirare il famosissimo David di Michelangelo, statua di oltre 5 metri di purissimo marmo di Carrara che da sempre incarna l’ideale universale di grazia e bellezza. È vero, in città esistono altre due copie del David: una in Piazza della Signoria, dove un tempo era ubicata l’originale; un’altra, in bronzo, in Piazza Michelangelo. E però è qui, in via Ricasoli, che ogni anno accorrono centinaia di migliaia di visitatori per ammirare da vicino questo capolavoro dell’arte rinascimentale. Il David non è l’unica scultura di Michelangelo presente nella Galleria dell’Accademia. Ci sono quattro delle sei “Prigioni” eseguite per il sepolcro di Papa Giulio II e il “San Matteo”, scultura non finita che nelle intenzioni avrebbe dovuto esser inserita sotto la cupola del Duomo di Firenze. Insomma, per la Galleria dell’Accademia vale quanto già scritto degli Uffizi: la meraviglia di quel che vi attende merita il po’ di pazienza necessaria a entrare. Non ve ne pentirete! Per maggiori info: www.galleriaaccademiafirenze.it.

Ponte Vecchio

Ponte Vecchio

Uno dei ponti più famosi al mondo e sicuramente anche uno dei più belli. Basti pensare che fu l’unico della città ad esser risparmiato dalle truppe tedesche in ritirata nel 1944. Del resto, questo è un ponte che ne ha viste davvero tante dovendo, da sempre, far i conti con i “capricci” dell’Arno. In verità non solo con quelli del fiume. Anche i de’ Medici ci hanno messo del loro: prima, con Cosimo I, favorendo la costruzione del “Corridoio Vasariano” (l’aggettivo è riferito all’artefice Giorgio Vasari, architetto al servizio di Cosimo I) percorso pedonale sopraelevato che consentiva di passare da Palazzo Vecchio, cuore politico e amministrativo della città, a Palazzo Pitti, dimora di famiglia, bypassando il popolo e i suoi “umori”. Poi, in un secondo momento, con Ferdinando I che provvide a far allontanare i beccai (macellai) che da secoli avevano bottega sul ponte, sostituendoli con gli orafi e altri mestieri non “maleodoranti”. A parte la storia, Ponte Vecchio è una delle cartoline più belle di Firenze. A detta dei più, stupendo sul far della sera per via dell’atmosfera romantica che pervade l’intera zona.

Galleria degli Uffizi

Galleria degli Uffizi

Leonardo, Cimabue, Caravaggio, Giotto, Raffaello, Mantegna, Tiziano, Parmigianino, Rembrandt, Botticelli ecc. No, non è la formazione di una squadra di calcio, ma solo la lista (non esaustiva) degli artisti presenti nella Galleria degli Uffizi, insieme ai Musei Vaticani di Roma il museo italiano più visitato al mondo. Un edificio dalla caratteristica forma a U che ogni anno si attesta sul milione e mezzo di visitatori provenienti da ogni angolo del pianeta. È qui che si trovano la Venere del Botticelli, lo Scudo con testa di Medusa del Caravaggio e una splendida Annunciazione di Leonardo da Vinci, solo per ricordare alcune delle migliaia di opere presenti. Insomma, davvero un luogo imperdibile per il quale vale la pena sobbarcarsi la lunga fila per entrare. Per saperne di più su orari, prezzi e modalità di visita consultare il sito: www.uffizi.it.

Museo di Palazzo Vecchio

Museo di Palazzo Vecchio

Da oltre settecento anni Palazzo Vecchio è il cuore del potere civile di Firenze. Ancora oggi ospita diversi uffici comunali, tra cui quello del primo cittadino, mentre le restanti sale sono adibite a museo. Museo inserito nella rete dei musei civici della città e perdipiù visibile in anteprima su Google Art Project. Oltre 100 immagini ad alta risoluzione rappresentative dell’intero percorso museale. Tra le immagini scelte i dipinti del Salone dei Cinquecento, le mappe della Sala delle Carte geografiche, passando per la Cappella della Duchessa Eleonora di Toledo e la sala delle Udienze. Insomma, un tour virtuale propedeutico alla visita vera e propria. Anche solo dall’esterno, però, Palazzo Vecchio merita una visita. Ci troviamo al cospetto, infatti, di uno dei più mirabili esempi di architettura civile del XIV secolo, sormontato dalla maestosa Torre di Arnolfo visitabile con un supplemento insieme al museo. Una curiosità. Nel 2010 si è concluso lo scavo archeologico dei sotterranei del Palazzo. Sono emerse numerose tracce e reperti di un preesistente Teatro Romano, la cui edificazione è grosso modo collocabile tra I e II secolo d.C. Anche questi scavi sono entrati a far parte del percorso museale. Per informazioni sugli orari, il costo del biglietto e le modalità di fruizione: museicivicifiorentini.comune.fi.it/palazzovecchio/informazioni.html

Piazza del Duomo

Piazza del Duomo

Se non hai visto questo, non hai visto Firenze“. È questa la scritta che campeggia sull’homepage del sito di Piazza del Duomo. Un grande museo a cielo aperto che comprende la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la Cupola di Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il Battistero di San Giovanni, la Cripta di Santa Reparata e il Museo dell’Opera del Duomo. Ciascuno di questi monumenti meriterebbe di esser trattato singolarmente. Col tempo, però, ha prevalso l’idea di trasformare l’intera piazza in un unico polo museale visitabile con un solo biglietto. Non ci si meravigli perciò del fatto che abbiamo messo Piazza del Duomo al primo posto. È davvero la primissima cosa da fare a Firenze, tanto più che il biglietto consente un buon margine di flessibilità. Per saperne di più: www.ilgrandemuseodelduomo.it

Certosa di San Martino

Certosa di San Martino

Tino di Camaino, Attanasio Primario, Giovanni Antonio Dosio, Giovan Giacomo Conforto, Cosimo Fanzago, Nicola Tagliacozzo Canale. Sono questi i nomi degli architetti succedutesi nei secoli (dal ‘300 al ‘700) nella realizzazione di questo stupendo monumento nazionale a fianco Castel Sant’Elmo. A questi bisognerebbe aggiungere i tanti stuccatori, marmisti, piastrellisti che materialmente hanno contribuito alla realizzazione della Certosa, senza naturalmente dimenticare il contributo altrettanto determinante dei pittori e tutti gli altri artisti che vi hanno lavorato nel tempo. Un trionfo di architettura e arte barocca che non lascia indifferente nemmeno chi è completamente a digiuno di storia dell’arte. Vale la pena? Assolutamente sì, e non lasciatevi condizionare dal fatto che sia all’undicesimo posto nella nostra lista. Spettacolare anche la vista di Napoli e del Vesuvio (vd. copertina). Meraviglia!

Orari:
>> Lun-Mar-Gio-Ven-Sab-Dom 8.30 / 19.30
Chiuso il mercoledì

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti:
Intero: 6,00 €uro
Ridotto: 2,00 €uro

Funicolare di Montesanto: fermata MORGHEN
Funicolare Centrale: fermata PIAZZA FUGA
Metro: linea 1 fermata VANVITELLI
Bus ANM: linea V1 fermata PIAZZALE SAN MARTINO

I dintorni di Matera

I dintorni di Matera

I dintorni di Matera non sono meno suggestivi della città. In precedenza abbiamo accennato al grande Parco della Murgia Materana, localizzato al confine con la Puglia. Ed è proprio in questa regione che vi consiglio di andare per approfondire cultura e tradizioni della zona, indipendententemente dai confini geografici. Per esempio, a soli 20 chilometri da Matera c’è Altamura, città della provincia di Bari che tuttavia, da un punto di visto ambientale, e anche storico-culturale, ha molte cose in comune con la città dei Sassi. A cominciare dal pane, a marchio DOP, passando per l’architettura (da vedere la Cattedrale) fino alle cavità carsiche presenti. Celebri le Grotte di Altamura, ricche di stalattiti e stalagmiti.

La cucina materana

La cucina materana

La tradizione gastronomica materana è legata all’agricoltura e alla pastorizia. Una cucina di terra, quindi, dove a farla da padrone sono legumi, verdure e formaggi. Menzione particolare per il pane di Matera, verso cui la popolazione locale da sempre ha un atteggiamento di vero e proprio culto, abituata, giustamente, a considerare il pane la pietanza più importante in tavola. Non a caso, il pane di Matera ha il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) a rimarcare il legame indissolubile con il territorio di provenienza. Legame che, oltre a passare per le farine utilizzate e relativo processo di lavorazione, si spiega anche con l’abitudine delle famiglie materane di marchiare con un timbro in legno la pasta da infornare. Imprimere sul pane lo stemma di famiglia era importante, dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi il pane veniva fatto in casa e ci si rivolgeva al forno solo per la cottura. Da qui la necessità di distinguere una pagnotta dall’altra e sottolineare, allo stesso tempo, l’unicità, la forza e la dignità di ciascun nucleo familiare. Una collezione di questi timbri in legno si trova all’interno del Museo Domenico Ridola. Assolutamente da provare la Ciallèdd, zuppa di pane raffermo con patate, cipolle, uova, rape ed altre verdure.

I dintorni

I dintorni

Sorrento è bellissima e offre ai turisti tutto quel che serve per una vacanza appagante. Ciò detto, a soli 20 minuti di auto (poco più con i bus di linea) c’è la Costiera Amalfitana: Positano, Praiano, Maiori, Minori, Amalfi, Ravello e Vietri.Tutti posti meravigliosi che meritano di esser visti almeno una volta nella vita. Per non parlare, poi, dell’altro versante costiero: a mezz’ora di Circumvesuviana ci sono i siti archeologici di Pompei ed Ercolano, senza naturalmente dimenticare la città di Napoli. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Viva Sorrento!

The Passion Tour nei Sassi

The Passion Tour nei Sassi

Il “cineturismo” o, come dicono inglesi e americani, il “movie-induced torurism“, è un segmento in forte ascesa, specie in un paese come l’Italia che così tanto ha dato – e continua a dare – al mercato cinematografico. Nel caso di Matera, poi, è stato importante per il definitivo rilancio della città iniziato nel 1993 con la tutela Unesco. Il riferimento è a “The Passion of the Christ” il bellissimo e controverso film di Mel Gibson che ripercorre le ultime ore della vita di Gesù dall’arresto nel giardino del Getsemani alla crocifissione sul Golgota. Molta parte del film è stata girata nei Sassi di Matera di cui – si racconta – Mel Gibson si innamorò a prima vista. Del resto, quarant’anni prima di lui, per la precisione nel 1964, in questi stessi luoghi Pierpaolo Pasolini aveva girato “Il Vangelo secondo Matteo”, altra pellicola controversa per critica e pubblico. Sulla scia dell’opera di Gibson, sono immancabilmente nati pacchetti con tanto di visita guidata alle location del film. Un modo inconsueto e, soprattutto, diverso di visitare i Sassi che però ha l’indiscutibile pregio di attirare persone provenienti da tutto il mondo. Basta cercare un po’ in rete per farsi un’idea più dettagliata e decidere a chi affidarsi.

Cripta del Peccato Originale

Cripta del Peccato Originale

La Cripta del peccato originale è uno dei luoghi più suggestivi del Sud Italia, testimonianza fondamentale della pittura alto-medievale. Non a caso, la località, che si trova a circa 10 chilometri da Matera, viene anche chiamata la “Cappella Sistina” della pittura parietale. Lungo le mura di questa chiesa-grotta sono stati dipinti, infatti, centinaia di affreschi con scene raffiguranti il Vecchio e Nuovo Testamento. Le opere, tutte collocabili attorno iI IX secolo, furono scoperte nel 1963 da un gruppo di materani appassionati della propria terra, dopo che per secoli la cavità era stata utlizzata dai pastori dell’altipiano per il ricovero del bestiame. Grazie all’eccellente restauro voluto dalla Fondazione Zétema di Matera di concerto con l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, la Cripta è oggi pienamente fruibile ed è perciò un peccato imperdonabile non visitarla per chi capita dalle parti di Matera. Per visitare la Cripta del Peccato Originale è necessaria la prenotazione. Per maggiori informazioni su orari di visita e  prezzi: www.criptadelpeccatooriginale.it

Museo archeologico nazionale Domenico Ridola

Museo archeologico nazionale Domenico Ridola

Il Museo Archeologico Nazionale di Matera è il più antico della Basilicata. Fu istituito nel 1911, con una legge nazionale (Legge del 9 febbraio 1911, n.100) dopo che l’anno precedente, per la precisione il 21 giugno 1910, il Dottor Domenico Ridola (1841-1932) aveva donato allo Stato la sua collezione di cimeli preistorici. Reperti tutti rinvenuti nel vasto comprensorio di Matera che vanno dal neolitico al VI, V e IV secolo a.C. Ridola, medico con la passione dell’archeologia, nel 1913, a legislatura in corso, divenne anche Senatore della Repubblica dopo esser stato vent’anni prima sindaco di Matera.

Orari
:
>> Lunedì 14:00/20:00
>> Martedì-Domenica 9:00/20:00

Chiusura: lunedì mattina, 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietto: 2,50 €uro; ridotto 1,25 €uro; gratuito per i minori di anni 18 e gli over 65.

Parco della Murgia Materana

Parco della Murgia Materana

Il “Parco della Murgia Materana” copre un’area vastissima ricompresa tra la Strada statale 7, la Strada provinciale Matera–Ginosa–Montescaglioso e la Strada statale 175. Siamo al cospetto di uno dei paesaggi rupestri più belli al mondo (di cui fanno parte anche i “Sassi”) giustamente famoso per le numerose chiese e il loro corredo di affreschi risalenti al IX e X secolo. Non a caso, il nome completo dell’area è “Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano”. Ciò detto, senza nulla togliere a queste straordinarie testimonianze religiose, il Parco della Murgia Materana è anche altro. Per esempio, i villaggi di San Nicola all’Ofra e Cristo La Selva, o l’ancor più famoso belvedere di Murgia Timone, da cui vengono scattate la maggior parte delle foto reperibili in rete con i Sassi illuminati sul far della sera. Ma non è finita, perché da vedere ci sono la flora, la fauna, i corsi d’acqua, la varietà delle rocce e tantissimi altri dettagli per ciascuno dei quali è prevista un’escursione con tanto di guida autorizzata. Per saperne di più sulla storia del Parco, le attività in essere e le escursioni che è possibile praticare, visita: www.parcomurgia.it