Il Palombaro Lungo

Il Palombaro Lungo

Sotto Piazza Vittorio Veneto, nel cuore di Matera, c’è un enorme cisterna (oltre 15 metri di profondità per una raccolta di circa 5000 metri cubi di acqua) fatta costruire nella prima metà dell”800 dall’allora Vescovo Mons. Antonio di Macco. Il pozzo, attraverso un fitto sistema di canali, raccoglieva l’acqua da una fonte naturale sita ai piedi del Castello Tramontano in modo da soddisfare la crescente richiesta proveniente dalla città. Una complessa opera di ingegneria idraulica, non a caso, da qualcuno rinominata il “Duomo d’Acqua”, per confrontarla con la stupenda Cattedrale sulla sommità della Civita. La visita del “Palombaro Lungo”, così è chiamata questa cisterna (dal latino “plumbarius” termine con cui venivano indicati coloro che rivestivano di piombo le tubature degli acquedotti) è importante per la comprensione del “genius loci” dei materani, fiero popolo di agricoltori e pastori che ha saputo adattarsi perfettamente a una natura difficile, pietrosa e impervia.

Orari:
>> tutti i giorni 10:00/13:00 e 15:00/18:50
Biglietto: 3,00 €uro
Ingresso libero: Ragazzi under 18

La Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio

La Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant'Eustachio

Affacciata sul “Sasso Barisano”, la Cattedrale di Matera sorge nella parte più alta della città. È un maestoso tempio in stile romanico-pugliese costruito tra il 1230 e il 1270. Nei secoli ha subito diverse trasformazioni, specie all’interno, mentre l’esterno è rimasto pressoché intatto. Nel 2003, a seguito di una serie di crolli nelle due navate laterali (la chiesa è a tre navate e a croce latina), si è resa necessaria una nuova e complessa stagione di restauro. Stagione protrattasi per oltre 10 anni e che ha riportato alla luce, tra l’altro, due cripte affrescate del XII secolo facenti parte dell’originaria struttura. Molto bello il portale d’ingresso sormontato dalla statua della Madonna della Bruna, protettrice di Matera; come pure molto bello è il rosone centrale sovrastato da San Michele Arcangelo intento a schiacciare il drago. Due le porte monumentali nella facciata laterale della chiesa: “Porta di piazza”, con un bassorilievo del profeta Abramo; e “Porta dei leoni” chiamata così per le statue dei due leoni che la adornano. All’interno, invece, c’è da vedere il “Giudizio Universale”, ciclo di affreschi su Paradiso, Purgatorio e Inferno pure questo venuto alla luce a seguito di lavori di restauro, e pure questo collocabile a cavallo tra ‘200 e ‘300. Non solo. Guai a dimenticare il bellissimo presepe in pietra realizzato dai Persio, famiglia materana artisticamente molto attiva nel ‘500, cui dobbiamo anche i bassorilievi di San Eustachio e San Teopista nelle nicchie laterali il portale d’ingresso.

La Casa-Grotta di Vico Solitario

La Casa-Grotta di Vico Solitario

La Casa-Grotta di Vico Solitario è il compendio perfetto dello stile di vita dei braccianti e dei pastori che vivevano nei Sassi. Un unico ambiente, solo in parte scavato, abitato da nuclei familiari anche di 10 persone, più naturalmente il mulo e le galline. Il primo serviva a raggiungere i campi; le galline, invece, a fare le uova che, insieme ai legumi, garantivano il giusto apporto proteico a una dieta poverissima di carne, perlomeno rispetto agli standard attuali. Al centro la tavola per mangiare, mentre lateralmente c’era il letto con un grande materasso imbottito di granturco. Poco più in là una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana e un’altra cavità che fungeva da alloggio per il mulo (le galline, invece, stavano sotto il letto). Queste, su per giù, le condizioni di vita di migliaia di materani fino alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, quando finalmente ci si rese conto della necessità di affrancare il popolo da un simile contesto. Uno stile di vita di cui, però, mezzo secolo dopo, viene rivalutata la frugalità rispetto alle esagerazioni della moderna civiltà dei consumi. Questo, nella stragragrande maggioranza dei casi, è l’effetto che fa ai turisti la visita di questa abitazione di Sasso Caveoso, poco distante dalla chiesa rupestre di San Pietro. La Casa Grotta è aperta tutto l’anno, comprese le domeniche e i giorni festivi. Orario continuato dalle ore 9:30 fino alle 20.30. Il biglietto costa 3,00 €uro.

Sasso Barisano

Sasso Barisano

Al pari di Sasso Caveoso anche qui è incerta l’origine del nome: c’è chi sostiene “Barisano” sia in riferimento al fatto che il rione “guarda” la città di Bari; altri, invece, sostengono sia l’aggiustamento successivo del cognome “Varisius”, famiglia romana anticamente presente in città. Sasso Barisano è più costruito rispetto a Sasso Caveoso. Perlomeno per quel che riguarda le facciate di chiese e abitazioni, mentre gli spazi interni continuano a essere prevalentemente scavati nel tufo. Va detto che dei tre quartieri che compongono il centro storico di Matera è stato il primo a essere restaurato, ed è questa la ragione per cui ci sono più negozi, ristoranti e strutture ricettive. Da vedere le tre chiese di San Pietro Barisano, Sant’Agostino e Madonna della Virtù e San Nicola dei Greci.

Sasso Caveoso

Sasso Caveoso

È uno dei due “Sassi di Matera” (l’altro è Sasso Barisano). Incerta l’origine del nome: c’è chi sostiene sia in relazione all’alto numero di cavità; chi, invece, alla particolare forma ad anfiteatro, simile, appunto, alla “cavea romana”. Rispetto a Sasso Barisano, questo rione si estende a sud della “Civita”, il terzo quartiere che insieme ai due su citati forma il centro storico di Matera, dal 1993 sotto tutela dell’Unesco. Da vedere in questo Sasso, la chiesa di San Pietro Caveoso, costruita a cavallo tra XIII e XIV secolo e, soprattutto, la “Casa-Grotta” perfetto esempio dell’antica architettura rupestre della città, ancora arredata con mobilia e arnesi del mondo contadino per favorire la comprensione dello stile di vita frugale che ha sempre contraddistinto la classe bracciantile materana.

Casa Noha

Casa Noha

Trasformata dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) in centro informazioni multimediali, Casa Noha è la primissima cosa da visitare a Matera. Dentro questo palazzo nobiliare, per metà scavato nel tufo, da marzo 2014 è possibile reperire tutte le informazioni necessarie per una visita informata della città. Sulle pareti dell’abitazione viene proiettato un documentario che ripercorre le diverse fasi storiche attraversate da Matera chiarendo anche alcuni aspetti talvolta non sufficientemente approfonditi nelle guide e informazioni turistiche disponibili sul mercato. Il rapporto complesso dell’uomo con l’ambiente circostante; la scelta di abitare nei sassi; le influenze storico-culturali sedimentatesi nei millenni: sono questi gli argomenti che qui vengono approfonditi fornendo un primo canovaccio ai turisti che sempre più numerosi vengono in città. Per informazioni sugli orari, il costo del biglietto e gli eventi promossi: www.visitfai.it/casanoha/la-tua-visita/info-e-orari

Museo Peggy Guggenheim

Museo Peggy Guggenheim

Picasso, Kandinsky, Magritte, De Chirico, Boccioni, Dalì sono solo alcuni degli artisti le cui opere sono entrate a far parte nel tempo della collezione Peggy Guggenheim. Uno dei musei più importanti al mondo sull’arte europea e americana del XX secolo con sede nel Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande. Oltre alla permanente con le opere di questa collezionista statunitense sepolta, tra l’altro, nel giardino del palazzo (Marguerite “Peggy” Guggenheim 1898-1979) il museo si caratterizza per un intenso calendario di attività con mostre, dibattiti e iniziative formative rivolte ai bambini. Da sapere: è consentito fotografare all’interno delle gallerie purchè senza flash. Proibito l’utilizzo di treppiedi o monopiedi.

Orari
Tutti i giorni (martedì chiuso) 10.00/18.00
Chiuso il 25 dicembre

Biglietto 15.00 €uro
Ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni. Previste ulteriori riduzioni e sconti

Per maggiori informazioni: www.guggenheim-venice.it

Andar per Bacari

Andar per Bacari

Venezia, l’abbiamo detto, non è solo gondole e souvenir. Perciò, a parte le tappe davvero irrinunciabili (Piazza San Marco, Canal Grande ecc.) il consiglio è quello di lasciarsi andare per i sestrieri della città. Perdersi a Venezia è probabilmente la cosa più bella che possa capitare a un turista. E se a un certo punto vi vien fame, lasciate perdere i locali pretenziosi, quelli recensiti sulla maggior parte delle guide turistiche e andate alla ricerca di un vero Bacaro!. Cos’è? È la tipica osteria veneziana, nient’altro che un piccolo bar dove il cibo è solo una scusa per gustare un’ombra di rosso o di bianco. Il fatto che il cibo sia in funzione del vino non significa che sia di pessima qualità. Al contrario, dai crostini di baccalà, alla mozzarella in carrozza è in questi locali, dove spesso si sta in piedi, che trovate materie prime di primissima scelta. In rete non mancano guide, approfondimenti e consigli sui bacari migliori della città. Da provare!

Mercato di Rialto

Mercato di Rialto

Se si vuol assaporare l’atmosfera popolare di Venezia non c’è luogo migliore del mercato di Rialto, poco distante dal famoso omonimo ponte. Mercato di frutta, verdura e pesce, già dalle prime ore del mattino affollato di turisti e residenti. Un luogo storico per i veneziani, da consigliare a chiunque sia realmente desideroso di approfondire il “genius loci” della città, andando oltre le sue tante immagini da cartolina. Una curiosità. Sui muri attorno il mercato sono ancora visibili le iscrizioni con le misure regolamentari dei pesci promulgate al tempo della Serenissima Repubblica. Storico!

Mercato ortofrutticolo di Rialto
San Polo, Casaria – Campo de la Pescheria
>>
dal lunedì al sabato ore 7.00/20.00

Mercato ittico di Rialto
San Polo, Campo de le Becarie – Loggia Grande e Loggia Piccola
>>
dal martedì al sabato ore 7.00/14.00

Museo del Vetro di Murano

Museo del Vetro di Murano

Non si può venire a Venezia e non fare il tour della laguna. Tappa imprescindibile di questo giro, il Museo del Vetro di Murano. Sette percorsi, dal Trecento al contemporaneo, per conoscere e approfondire quest’antichissima forma d’arte patrimonio della città e dell’Italia intera. Il Museo Vetraro di Murano (visitabile con un unico biglietto insieme al Museo del Merletto di Burano) rispetta i seguenti orari:

>> dal 1 aprile al 31 ottobre 10.00/18.00 (biglietteria 10.00 – 17.00)
>> dal 1 novembre al 31 marzo 10.00/17.00 (biglietteria 10.00 – 16.00)

Chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio

Per maggior informazioni: museovetro.visitmuve.it

Canal Grande

Canal Grande

Lungo 3800 metri, Canal Grande – “Canalaso” come lo chiamano i veneziani – è tuttora l’asse principale per i trasporti in città. Un giro in vaporetto o, meglio ancora, in gondola perciò è d’obbligo. Col vaporetto le linee maggiormente frequentate dai turisti sono la 1 e la 2. La corsa singola costa 7,00 €uro e vale 60 minuti. Una sfilata quasi ininterrotta di palazzi per rivivire i fasti della Repubblica Veneziana prestando attenzione alle numerose tracce architettoniche sopravvissute nei secoli all’erosione dell’acqua (aggravata dal moto ondoso). In gondola, invece, il giro costa non meno di 80 €uro per 30 minuti circa. C’è chi sostiene non ne valga la pena ma, a giudicare dalla domanda, bisogna ammettere che i più non la pensano così. Una curiosità. A Venezia esiste una specie di taxi collettivo in gondola che gli abitanti chiamano “traghetto”. Si sta in piedi e collega le due rive del Canal Grande in diversi punti. Soprattutto, costa pochissimo. L’ideale per provare a capire come vive e si muove un lagunare doc.

Ghetto ebraico

Ghetto ebraico

Anche chi non ha mai messo piede a Venezia in vita sua ha sentito parlare di Piazza San Marco, del Campanile, del Ponte di Rialto, del giro in gondola ecc. Insomma dei luoghi e delle abitudini che hanno contribuito maggiormente alla formazione dell’immaginario turistico della città lagunare. Ma Venezia è anche altro. Molto altro. Per esempio, il Ghetto Ebraico nel sestriere di Casaregio merita senz’altro una visita. Cinque sinagoghe, un museo e le casetorri (il ghetto veneziano è l’unico quartiere della città ad aver avuto prevalente sviluppo in altezza) per scoprire come hanno vissuto per quasi tre secoli – dal 1516 al 1797 – gli ebrei di Venezia. Oggi il ghetto è un quartiere dinamico e pieno di vita in cui vivono ancora 500 esponenti della comunità ebraica, custodi di una cultura antichissima e di storie rivelatrici delle limitazioni subite prima dalla Serenissima Repubblica di Venezia e, oltre un secolo dopo, nel 1938 (anno della promulgazione delle leggi razziali in Italia), dal regime fascista.

Ponte di Rialto

Ponte di Rialto

Quadri, sonetti, film e spettacoli. Ponte di Rialto, il più antico – e famoso – dei quattro ponti che attraversano Canal Grande, nei secoli è stato soggetto di numerose opere d’arte. Tra queste, “Casanova” film del 1976 di Federico Fellini, anche se la città (compreso il ponte) che vediamo nella pellicola del regista riminese fu riprodotta per intero negli studi di Cinecittà. Quanto alla storia, il ponte consente l’attraversamento delle rive del Canal Grande fin dal XII secolo. La forma attuale risale, però, al 1591 anno in cui venne ultimato il progetto dell’architetto veneziano Antonio Da Ponte. Nonostante gli interventi e le ristrutturazioni successive, la forma del Ponte di Rialto è ancora quella del XVI secolo. E tale rimarrà anche al termine del progetto di restauro finanziato da Renzo Rosso, patron di “Diesel” e altri famosi marchi di abbigliamento. Al progetto, Renzo Rosso e il comune di Venezia hanno dedicato anche un sito che spiega nel dettaglio i criteri di intervento e le scelte progettuali che verranno poste in essere (www.restauropontedirialto.it).

Casino Venier

Casino Venier

A fianco la Venezia turistica c’e un’altra città “fuori dai soliti giri”. Se siete alla ricerca della Venezia inconsueta, e perciò più autentica, è questa parte di città che dovete cercare. Come? Anche semplicemente andando in giro senza meta per i “sestieri”, i 6 quartieri in cui è divisa la città. Oppure, come in questo caso, seguendo qualche consiglio mirato. Casino Venier, tra il Ponte di Rialto e Piazza San Marco, merita una visita perchè è una delle ultime dimore veneziane in cui nel pavimento c’è lo spioncino per sorvegliare chi si accingeva all’ingresso. Una precauzione assai diffusa nella Venezia del ‘700, periodo di massima diffusione dei “casini”, piccole abitazioni nobiliari in cui si giocava d’azzardo, si ballava e si discuteva di politica e filosofia. Da trent’anni, per la precisione dal 1987, quest’abitazione è sede dell’Alliance Française, fondazione che in tutto il mondo persegue lo scambio culturale e artistico tra la cultura locale e quella francofona. Insomma proprio i francesi, gli artefici della fine della gloriosa Repubblica di Venezia, sono custodi di uno dei gioielli nascosti della città. L’indirizzo è Ponte dei Bareteri, San Marco 4939.

Orari:
>> lunedì al venerdì 9.00-13.00 / 15.00-18.00