Capoliveri

Capoliveri

Tra le tante attività outdoor che è possibile fare all’Elba guai a dimenticare la mountain bike. Non a caso, sul percorso che porta al Monte Calamita (413 m.s.l.m.) nel 1994 venne disputata la prova italiana del campionato del mondo Grunding di MTB. Oggi questo percorso (va detto, particolarmente impegnativo) è uno dei 5 del Capoliveri Bike Park. Ognuno individuato da un colore diverso e debitamente segnalato da cartelli lungo il tragitto, questi tracciati regalano emozioni uniche agli appassionati di mountain bike che, in tutta sicurezza, hanno la possibilità di pedalare in mezzo la natura rigogliosa di questo versante dell’isola d’Elba. Ma non è finita perché il comune di Capoliveri è anche mare, spiagge (Stagnone, Calanova, Straccoligno ecc.) e… sensazioni. Particolarmente piacevole sostare in piazza sul far della sera e godere del paesaggio tutt’intorno. Romantico!

Parco minerario

Parco minerario

Un parco nel parco (quello nazionale dell’Arcipelago Toscano). È stato definito così il Parco Minerario dell’Isola d’Elba, nato col doppio intento di conservare e valorizzare quel che resta della grande industria estrattiva del ferro le cui le prime tracce, come abbiamo già detto (vd. Museo Archeologico), risalgono al periodo etrusco. Si comincia con la visita al Museo che si trova nel centro storico di Rio Marina. Oltre 600 mq di spazio espositivo dove sono custoditi e catalogati i principali minerali estratti nelle cave elbane: elbaite, ematite, pirite, quarzo ecc. Fanno da corollario foto d’epoca che raccontano il lavoro dei minatori e i macchinari in uso nelle attività estrattive terminate definitivamente negli anni ’80 del secolo scorso. Dopo il Museo tocca alle escursioni, dal giro in trenino agli itinerari escursionistici veri e propri, sempre accompagnati da guide ambientali del posto. Un consiglio: non dimenticate di portarvi dietro la macchina fotografica: i colori e i riflessi dei minerali regalano foto meravigliose da custodire gelosamente. Per informazioni sulle attività del Parco Minerario (orari visita, escursioni, prenotazioni, prezzi) visita: www.parcominelba.it

Terme San Giovanni

Terme San Giovanni

Tra le tante cose, l’isola d’Elba è anche una rinomata località termale. Dal 1963, le Terme San Giovanni a Portoferraio sono un punto di riferimento sicuro per quanti hanno la necessità di effettuare un ciclo completo di cure a base di fanghi, bagni, inalazioni e aerosol (in convenzione col SSN). La struttura è immersa in un curatissimo parco-giardino disegnato con aiuole, palme ed eucalipti. Negli anni, a fianco la funzione sanitaria si è sviluppata anche una funzione ricreativa cresciuta di pari passo con l’ideologia del wellness. Non mancano quindi sauna, bagno turco, piscina idromassaggio, docce emozionali e palestra per chi vuol regalarsi un weekend di puro relax insieme al proprio coniuge o compagno/a che sia. Per saperne di più sulle Terme San Giovanni: www.termeisoladelba.it

Un tuffo alle Ghiaie

Un tuffo alle Ghiaie

Cento e passa chilometri di costa, decine e decine di cale più o meno nascoste e poi scopri che una spiaggia bellissima si trova al centro di Portoferraio, poco distante dal porto di imbarco per Piombino. È vero, al primo posto abbiamo messo Fetovaia; ciò non toglie che anche la spiaggia delle Ghiaie meriti da un punto di vista paesaggistico-ambientale. Per tre motivi, perlomeno: il primo sono i ciottoli bianchi che disegnano l’arenile; il secondo è la posizione che la rende particolarmente adatta quando spirano i venti da sud (all’Elba è buona norma scegliere la spiaggia dove andare a seconda del vento); il terzo è la tutela biologica dell’area marina circostante fino al bellissimo “Scoglietto”, isolotto dell’arcipelago toscano sormontato da un piccolo faro ad azione fotovoltaica. Nello specchio acqueo delle Ghiaie è rigorosamente vietata la pesca a tutela delle vaste praterie di Posidonia Oceanica, fanerogama che assorbe una grande quantità di anidride carbonica contrastando l’acidificazione dei mari e favorendo, di contro, la biodiversità dell’ambiente marino. Non a caso, Le Ghiaie è uno dei punti di immersione preferiti per gli amanti del diving e dello snorkeling.

Sant’Ilario al Campo

Sant'Ilario al Campo

A Campo nell’Elba non c’è solo la bellissima spiaggia di Fetovaia. Anche la frazione di Sant’Ilario merita assolutamente una visita. Qui, secondo molti, abita il “genius loci” dell’isola, la sua vera essenza. Perdersi nelle stradine strette di questo piccolo borgo è una delle esperienze più belle che si possan fare all’Elba. I balconi fioriti, i vicoli pulitissimi e interamente lastricati raccontano meglio di tante parole la pace e la serenità che avvolge una località che ha conservato pressoché intatta la sua struttura medievale. Da vedere!

Monte Capanne

Monte Capanne

La salita al Monte Capanne, 1019 metri sul livello del mare, è una delle cose da fare “per forza” una volta all’Elba. I sentieri per arrivare su in cima sono diversi, anche se le soluzioni più indicate sono due, entrambe con partenza da Marciana, uno dei sette comuni in cui è amministrativamente divisa l’isola (da non confondere col quasi omonimo Marciana Marina). La prima opzione, comoda e suggestiva, è la cabinovia che si trova in località Pozzatello a due passi dal centro del paese. Aperta al pubblico nel 1963, dispone di 54 cabine e impiega 18 minuti circa (tempo di salita e discesa) dalla stazione a valle (346 m. s.l.m.) a quella di arrivo (963 m.s.l.m.) appena sotto la vetta. Gli orari sono dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.20 alle 17.00 con un’ora di break dalle 13.20 alle 14.20. Per l’escursione a piedi occorrono invece tre ore circa e non presenta grosse difficoltà, anche se è preferibile farla in presenza di una guida escursionistica stante la faciltà con cui, in diversi punti, è possibile perdersi per chi non è del posto. Detto questo, lo spettacolo è grandioso tra boschi di lecci, castagni, gli arbusti tipici della macchia mediterranea e una fauna altrettanto ricca che annovera specie di ogni tipo: dai daini al falco pellegrino, passando per le poiane, fino ai mufloni impiantati all’Elba negli anni ’80 del secolo scorso. Last but not least il panorama: a parte le isole dell’arcipelago toscano, nelle giornate particolarmente terse la vista arriva fino in Corsica. Il top.

Museo delle Residenze Napoleoniche

Museo delle Residenze Napoleoniche

Oltre che per gli Etruschi, i Romani, la dinastia medicea, l’industria mineraria, le spiagge, il paesaggio, le escursioni, la natura ecc. l’isola d’Elba è conosciuta in tutto il mondo per l’esilio di Napoleone Bonaparte a seguito del trattato di Fointainbleau del 1814. Dopo le pesanti sconfitte militari subite per mano della Sesta coalizione (vasta alleanza politico-militare tra Gran Bretagna, Impero russo, Prussia, Svezia, Impero austriaco e alcuni Stati tedeschi) a Napoleone fu concessa un’uscita di scena dignitosa con l’istituzione del Principato dell’isola d’Elba. Un minuscolo Stato sovrano per consentire all’imperatore di conservare i titoli nobiliari in cambio della definitiva rinuncia a qualsiasi diritto dinastico sul territorio francese. Napoleone Bonaparte, come sappiamo, non ottemperò all’accordo, ma nei circa dieci mesi di vita del Principato (4 maggio 1814 – 26 febbraio 1815) si dedicò ugualmente al governo dell’isola. Tra i primi atti, l’acquisizione di due dimore per l’organizzazione della coorte di cui facevan parte pure l’anziana madre e la sorella Paolina. Queste due sedi, Palazzina dei Mulini (residenza urbana, nella foto) e Villa San Martino (residenza di campagna) sono state trasformate in museo e vi sono conservati arredi, cimeli e mobili d’epoca che testimoniano la grandeur della stagione napoleonica. Nella prima residenza è visibile l’imponente biblioteca dell’Imperatore, mentre nella “maison rustique” di Villa San Martino le opere d’arte presenti sono state collocate in seguito da Anatolio Demidoff, marito di Matilde di Manfort, nipote del Bonaparte.

Orari Palazzina dei Mulini – Piazzale Napoleone – Portoferraio
> Feriali: 8.30/18.00
>> Festivi: 8.30/13.00
Chiusura ogni martedì; 1 gennaio; 25 dicembre

Biglietti:
Intero: 5,00 €uro
Ridotto: 2,50 €uro

***

Orari Villa San Martino – località San Martino – Portoferraio
>> Feriali: 8.30/19.30
>> Festivi: 8.30/13.30
Chiusura ogni lunedì; 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre

Biglietti:
Intero: 5,00 €uro
Ridotto: 2,50 €uro

Maggiori info: http://www.sbappsae-pi.beniculturali.it/index.php?it/149/portoferraio-li-museo-nazionale-delle-residenze-napoleoniche-dellisola-delba

Museo Civico Archeologico di Portoferraio

Museo Civico Archeologico di Portoferraio

Inaugurato nel 1985, il Museo Civico Archeologico è tappa obbligata per chiunque sia veramente interessato ad approfondire la millenaria storia dell’Elba. I reperti, infatti, coprono un arco temporale che va dal VII sec. a.C. al V d.C. In pratica dagli Etruschi ai Romani, i popoli che hanno garantito secoli di benessere e floridità all’isola potenziandone la vocazione commerciale legata soprattutto all’industria estrattiva del ferro e gli altri minerali di cui è ricchissimo il territorio. Per dire, ci sono le prove di intensi scambi con Ischia, la prima colonia della Magna Grecia, colonizzata nel VII secolo a.C. da Calcidesi ed Eretriesi (provenienti dall’isola di Eubea) proprio per farne un avamposto commerciale nel bacino del Mediterraneo occidentale. Beni di lusso, tali erano considerati la ceramica e i profumi provenienti da Oriente, in cambio del ferro elbano. Questi e tanti altri dettagli sono minuziosamente raccontati nei pannelli didascalici a corredo dei reperti allocati nelle due sale della Linguella, torre di avvistamento e difesa fatta costruire nel XVI secolo da Cosimo I de’ Medici per scongiurare gli attacchi della pirateria turca. La torre è stata a più riprese trasformata in carcere di massima sicurezza: sono stati rinchiusi qui Giovanni Passanante, l’anarchico che nel 1878 attentò alla vita di Re Umberto I, e nel 1933 l’antifascista Sandro Pertini, indimenticato Presidente della Repubblica Italiana. Bello e panoramicissimo anche l’esterno, con la vista dall’alto di Portoferraio, il più grande e popolato dei sette comuni in cui è amministrativamente divisa l’isola.

Orari:
Periodo natalizio (20 – 22 dicembre e 27 – 29 dicembre)
10-16
Dal 20 aprile al 3 novembre:
10-12.30 / 14.30 -18.40

 

Spiaggia di Fetovaia

Spiaggia di Fetovaia

Sono 150 le spiagge dell’isola d’Elba sicché descriverle tutte è impresa oggettivamente ardua, ancorché affascinante. Fetovaia, nel comune di Campo nell’Elba, sembra però avere quel “quid” in più che fa la differenza tra un bel posto e uno meraviglioso. Molto del merito va sicuramente al fondo di sabbia bianca che contribuisce alla colorazione turchese della baia ma, sabbia a parte, è tutto il contesto paesaggistico che lascia a bocca aperta. Uno scenario caraibico con il piccolo, omonimo, promontorio che cinge la baia proteggendola dai venti più umidi provenienti da nord. Unico inconveniente l’affollamento nei mesi estivi, specie ad agosto. Da vedere assolutamente!

Cosa mangiare

Cosa mangiare

Cominciamo subito col dire che nella cucina di Mykonos olio d’oliva, verdure, origano, aglio, basilico e tutti gli altri ingredienti della dieta mediterranea la fanno da padrone. Idem anche con il pesce, rigorosamente freschissimo. Nei ristoranti di Chora abbondano grigliate e fritture di pesce come solo nella migliore tradizione mediterranea. Le cose cambiano un po’ con la carne, dove è più forte l’influenza turca anche se il livello dei piatti rimane assolutamente eccelso: da provare l’agnello al forno (kleftiko) e alla brace (souvlaki), senza dimenticare il mitico gyros (simile al kebab turco), accompagnato dalla pita, il pane tondo e schiacciato molto diffuso in Grecia e in tutto il Medioriente. Quanto al vino c’è la retsina, il vino da tavola greco, anche se gli abitanti di Mykonos bevono con altrettanto gusto l’ouzo, liquore al gusto di anice spesso consumato negli apertivi prima di pranzo e cena. Il formaggio locale, poi, è una vera e propria eccellenza: stiamo parlando del kopanisti, formaggio di latte misto (pecora, vacca, capra) dal gusto deciso e piccante. Viene prodotto anche sulle altre isole dell’arcipelago delle Cicladi anche se, a giudizio quasi unanime, quello di Mykonos è il più buono di tutti. Naturalmente essendo una località turistica a vocazione cosmopolita a Mykonos la cucina è internazionale. Insomma, si mangia e, soprattutto, si beve di tutto in ossequio a quello spirito dionisiaco che ha fatto le fortune economiche dell’isola. Perciò, mangiate, bevete e divertitevi, ma con moderazione!

Vita notturna

Vita notturna

Caffetterie eleganti, club alla moda e locali gay friendly. A Mykonos c’è la vita notturna più folle di tutta la Grecia. Dalle feste sulle spiagge di Paradise e Superparadise Beach, ai groove-bar di Matoyianni, fino alle discoteche dove si esibiscono i DJ internazionali più famosi del momento: sull’isola ogni scusa è buona per far festa a qualsiasi ora del giorno e della notte. Del resto, vi abbiamo messo in guardia sin dall’inizio: Mykonos, come Ibiza in Spagna, è un’isola dionisiaca, un’industria del divertimento sfrenato. Chi cerca altro farà bene ad andare altrove o a visitare l’isola in mesi diversi da luglio e agosto. Ci si diverte ugualmente, gli eccessi sono gli stessi, ma i ritmi sono meno sfrenati rispetto ai due mesi dell’alta stagione. Insomma, Mykonos è un’isola che non dorme mai!

Immersioni

Immersioni

Mikonos non è solo mare, spiagge, surf e by night. Un altro segmento turistico importante è il diving. Ogni anno sono migliaia gli appassionati che scelgono l’isola per la spettacolarità delle sue immersioni. Ovviamente, ci sono quelle per chi è alle prime armi e altre, invece, esclusivamente alla portata di sub esperti. Non mancano centri diving attrezzati che, oltre alle immersioni, offrono anche corsi di snorkeling rivolti ad adulti e bambini. Insomma, in valigia non dimenticate di mettere maschera e boccaglio. Ne vale assolutamente la pena!

Le spiagge

Le spiagge

Sono in tutto 14 e regalano ognuna una suggestione diversa. Paradise e Superparadise sono le spiagge di chi ama far festa: drink, musica ad alto volume e personaggi decisamente sopra le righe; Kalo Livàdi, Psarou sono probabilmente le più belle da un punto di vista paesaggistico; Kalafatis è ideale per gli amanti di surf, windsurf e kitesurf; Elìa (nella foto), per i nudisti (il nudismo è praticato anche sulla spiaggia Superparadise); Paranga per le famiglie con bimbi al seguito; Platys Gialos e Panormos per la (relativa) maggiore tranquillità ecc. Insomma, le spiagge confermano quanto scritto all’inizio: Mykonos prova ad accontentare tutti. In definitiva, però, tutta la costa dell’isola ha subito un intenso quanto veloce sviluppo turistico che magari fa storcere il naso a chi si aspetta spiagge quasi deserte e natura incontaminata. Va detto che a maggio, giugno e settembre lo scenario cambia rispetto al caos di luglio e agosto. Perciò se alla mondanità volete coniugare un po’ di sano relax sono questi i mesi migliori per una vacanza a Mykonos.

I Musei

I Musei

D’accordo, il turismo culturale non è esattamente il punto forte di Mykonos, nondimeno l’isola offre molto anche da questo punto di vista. Soprattutto il Museo archeologico, che ospita moltissimi reperti ceramici provenienti dalle vicine isole di Rhina, Paros e Delo. Interessante anche il Museo Marittimo. All’interno sono custoditi diversi modelli navali della flotta pre-micenea, oltre a tutta un’altra serie di oggetti (ancore, timoni, libri di navigazione). E non è finita, perchè ci sono il Museo del Folklore, il Museo dell’Agricoltura e, last but not least, la graziosa Casa di Lena, autentica abitazione tradizionale della borghesia di Mykonos. Una testimonianza preziosa dell’antica stratificazione sociale dell’isola, prima che il turismo omologasse tutto. I poveri abitavano infatti le case piccole del fitto dedalo di vicoli di Chora; i ricchi, invece, perlopiù armatori, le case di Little Venice. In mezzo, la borghesia: commercianti, insegnanti, notai ecc. che abitavano in graziose case con il terrazzino sulla strada, un ampio salone, due camere da letto e un cortile esterno con il bagno. Vita isolana.

Isola di Delo

Isola di Delo

A poco più di tre miglia da Mykonos, l’isola degli eccessi e del divertimento ce n’è un’altra, invece, che è completamente disabitata. Stiamo parlando di Delo, la culla di Apollo e Artemide, gli dèi del sole e della luna. Patrimonio Unesco dal 1990, Delo è un enorme sito archeologico in cui le operazioni di scavo proseguono ininterrottamente dalla fine del XIX secolo. Non a caso, è rigorosamente vietato pernottare sull’isola con la sola eccezione degli archeologi presenti. Questa circostanza, tra l’altro, ha consentito al racconto turistico di “attualizzare” un episodio di fondamentale importanza nella storia dell’isola. Nell’inverno a cavallo tra il 426 e il 425 a.C., infatti, gli Ateniesi decisero di “purificare” l’isola a scopi religiosi, trasferendo dapprima i resti dei morti ivi seppelliti e ordinando in seguito l’esilio di tutta la popolazione locale. Delo assurse così al rango di “isola sacra”, status ribadito dagli Ateniesi con l’edificazione di un tempio dedicato ad Apollo. Naturalmente, la storia dell’isola è proseguita con alterne vicende fino al I secolo a.C., anche se quest’episodio è quello su cui maggiormente “gioca” la pubblicistica turistica. Diverse le compagnie di navigazione (traghetti o imbarcazioni tradizionali) che collegano giornalmente Mykonos alla vicina Delo. Da non perdere!