Le trofie al pesto

Le trofie al pesto

Quella genovese, ma il discorso può esser tranquillamente esteso a tutta la regione, è una cucina molto semplice che si caratterizza per il largo utilizzo di verdure ed erbe aromatiche. Su tutte, ça va sans dire, sua maestà il basilico. Le trofie al pesto sono in assoluto il piatto più famoso di Genova, e uno dei più famosi di tutta la Liguria. Guai però a dimenticare tutto il resto: dalla focaccia, allo stoccafisso alla genovese, al baccalà, passando per il cappon magro, fino al pandolce natalizio le ricette e, soprattutto, le varianti sono quasi quante le nonne, le zie e le mamme che si cimentano coi mille piatti della gastronomia cittadina. Perciò, più che raccontarla, tocca viverla. O, meglio ancora, tocca mangiarla. Viva Genova, viva la sua cucina!

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I Carrugi

I Carrugi

Chi vuol conoscere davvero Genova prima di lasciarsi ammaliare dalla bellezza dei suoi palazzi, farà bene a “perdersi” nel budello dei vicoli della città vecchia. “Carrugi” si chiamano in dialetto e occhio a non confonderli con le “Creuzeche invece sono ripidi pendii lastricati che arrivano fino a mare. Un fitto dedalo di vicoli nato per difendersi dai pirati e che però nel Medioevo divenne il cuore pulsante della vita economica e civile dei genovesi. Antiche botteghe artigiane che nella maggior parte dei casi hanno finito col dare il nome alla strada in cui sorgevano. Oggi che gli artigiani non ci sono (quasi) più resta la toponomastica sui generis e il fascino turistico di queste stradine piene di negozi tipici, bazar e bar storici dove si concentra una parte importante della movida cittadina.

Corso Italia e Boccadasse

Corso Italia e Boccadasse

Bar, ristoranti, stabilimenti balneari, palazzi signorili e l’atmosfera tipica di una città di mare. Corso Italia è la promenade di Genova. Oltre due chilometri di litorale che collegano il quartiere della Foce e il borgo marinaro di Boccadasse. Quest’ultimo merita senz’altro una visita poiché rappresenta una delle testimonianze più significative di quell’antico modo di costruire sui generis che è l’architettura mediterranea. Due gli aspetti da sottolineare: il primo è che Boccadasse ha conservato pressoché intatta l’originaria struttura urbanistica nonostante l’espansione edilizia circostante; l’altro è che i pescatori sono ancora presenti, anche se, chiaramente, in minor numero rispetto al passato. Come è ovvio, anche qui non mancano bar, gelaterie e ristoranti tipici a base di pesce. Infine una curiosità. Secondo alcuni, “La Boca”, storico quartiere di Buenos Aires abitato in prevalenza da immigrati genovesi, deve il suo nome proprio alla provenienza di molti di questi dal quartiere di Boccadasse. Ciò spiegherebbe – a seguire quest’ipotesi – la somiglianza dei nomi tra i due quartieri.

Porto Antico

Porto Antico

In apertura abbiamo fatto riferimento ai riconoscimenti recenti della città: Capitale europea della cultura nel 2004; tutela Unesco dei Palazzi delle “Strade Nuove” nel 2006. Guai però a dimenticare Expo ’92 senza il quale, probabilmente, non avremmo assistito alla rinascita del “Porto Antico“, un pezzo importante di Genova. Un’area di 230.000 metri quadrati che, grazie anche al contributo dell’archistar cittadina Renzo Piano, è diventata un importante centro di aggregazione culturale e sociale. A parte l’Acquario, di cui pure abbiamo già parlato, sono sorti in zona negozi, gallerie, ristoranti, bar e cinema, senza dimenticare la pista di pattinaggio in inverno e la piscina all’aperto nei mesi estivi. Insomma, Porto Antico è una delle tappe imperdibili di una visita a Genova. Il luogo ideale dove trascorrere un paio d’ore in assoluto relax tra un aperitivo e una visita in qualche negozio tipico.

Cattedrale di San Lorenzo

Cattedrale di San Lorenzo

La Cattedrale di San Lorenzo è il più importante luogo di culto della città. Per tutto il Medioevo lo è stato anche della vita civile e politica, dal momento che Genova, per secoli, non ha avuto piazze e altre sedi dove esercitare il potere laico. Finanziata con i proventi delle Crociate, è una chiesa dallo stile romanico, anche se i tre portali d’ingresso si discostano dall’impronta prevalente, uniche tracce rimaste di un tentativo di trasformazione in stile gotico della chiesa cominciato nel 1200 – quindi, circa un secolo dopo la prima edificazione – e tuttavia mai portato a termine. Tra le tante opere, merita senz’altro una menzione speciale la Cappella di San Giovanni Battista realizzata tra XIV e XV secolo e alloggiata nella navata sinistra dell’edificio. Vi sono custodite le reliquie del santo, giunte in città anche queste a seguito delle Crociate. Molto bello da vedere anche il Museo del Tesoro che si trova nei sotterranei della Cattedrale. In questi locali sono esposti numerosi capolavori di oreficeria e arte sacra per un arco temporale di quasi mille anni, dall’XI al XIX secolo.

Per informazioni su questo e gli altri musei della città: www.museidigenova.it

Parchi di Nervi

Parchi di Nervi

Il più grande parco urbano sul mare di tutto il Mediterraneo. Un complesso botanico di oltre 90.000 metri quadrati formato da un insieme di ville (Gropalio, Salluzzo Serra, Grimaldi Fassio, Luxoro) appartenute in precedenza a privati e oggi sede di musei e altre lodevoli iniziative storico-culturali. Un parco bellissimo, soprattutto in primavera, quando molte delle cento e più specie botaniche presenti sono nel periodo di massima fioritura. La passeggiata, lunga circa due chilometri, oltre a tanto verde (pini, cipressi, palmizi ecc.) regala anche una stupenda vista mare sul Golfo di Genova. Per saperne di più: www.parchidinervi.it

Ascensore di Castelletto

Ascensore di Castelletto

Genova è una città in salita fatta di strade strette, pendii lastricati (“creuze”) e palazzi costruiti in zona collinare. Da qui, agli inizi del ‘900, l’esigenza di dotare la città di una serie di ascensori pubblici a integrazione della storica funicolare Zecca-Righi. Tra questi il più famoso è senza dubbio l’ascensore Castelletto Levante, più noto come ascensore di Castelletto. Collega Piazza Portello con il Belvedere Montaldo, vero e proprio balcone panoramico sulla città con vista a 360 gradi sull’intero centro storico. Belvedere che i genovesi chiamano “la spianata” poiché fino al 1910 qui c’era un’imponente fortezza, successivamente abbattuta per non concedere vantaggi strategici ai nemici in caso di occupazione straniera della città. Detto brevemente della storia, l’ascensore di Castelletto è entrato quasi subito nella top ten delle attrazioni imperdibili di Genova. Non solo per la bellezza del paesaggio circostante, ma anche per aver conservato numerose tracce dello stile liberty di inizio XX secolo. Da vedere!

Museo del Mare

Museo del Mare

Il più grande Museo Marittimo del Mediterraneo con un percorso che segue quattro età della marineria: l’età del remo, con le galee e l’antico arsenale; l’età della vela, quella dei vascelli e i successivi clipper; l’età del vapore, che segna l’ascesa dei piroscafi e con essa delle grandi migrazioni italiane in transatlantico; infine, le odierne migrazioni che dal Nord Africa si dirigono alla volta dell’Italia e della Grecia a bordo di gommoni e altre imbarcazioni di fortuna. Una visita a cui si partecipa attivamente, dal momento che si può salire a bordo della galea ed esplorarne l’interno; addirittura sperimentare la vita a bordo del sommergibile Nazario Sauro (nella foto) o, meglio ancora, entrare nella Sala della Tempesta in 4D, per rivivere virtualmente l’esperienza del mare in burrasca. Insomma, nel Galata Museo del Mare di Genova, “navigare nella storia” non è un modo di dire! Per maggiori informazioni www. galatamuseodelmare.it.

Acquario

Acquario

Oltre 20 anni di attività e l’idea, ambiziosa, di arrivare alla quotazione in borsa. Bastano queste due considerazioni a spiegare l’importanza turistica di questa struttura per dimensioni seconda solo all’acquario di Valencia. Recentemente è stata inaugurata una sala virtuale e si punta sempre più sul racconto, o “storytelling” come è di moda dire oggi, per rendere l’esperienza sempre più attiva e coinvolgente. Un’esperienza adatta davvero a tutti, grandi e bambini, con la possibilità ulteriore di scegliere il percorso che più confà alle proprie esigenze. Insomma, davvero una tappa imperdibile per chiunque capiti a Genova. Per informazioni sugli orari, i prezzi e i percorsi prenotabili: www.acquariodigenova.it

La Lanterna

La Lanterna

L’amore dei genovesi per la “Lanterna” non può esser spiegato facendo riferimento soltanto alla sua pubblica utilità. Il faro di Genova, infatti, è piuttosto un totem che riassume in sè la millenaria storia della città. Secondo alcune fonti, infatti, la prima edificazione risalirebbe al 1128 anche se non v’è certezza sulla data. Quel che è certo, anticamente, sulla sommità della torre venivano bruciati grossi fasci di erica e ginestra per segnalare la presenza del porto alle navi in transito nelle acque cittadine. Naturalmente, la struttura aveva anche funzione di avvistamento per scongiurare i fulminei attacchi della pirateria che per secoli ha infestato le acque del Mediterraneo. La forma attuale risale però al 1543 e da allora ha superato pressoché indenne guerre e calamità naturali. Lungo 76 metri, il Faro di Genova è il più alto del Mediterraneo, nonché uno dei più antichi d’Europa tra quelli ancora in attività. Per maggiori informazioni sulla storia, gli orari, il museo e le attività collegate si rimanda al sito: www.lanternadigenova.it

I Rolli

I Rolli

Per dimensioni, il centro storico di Genova è secondo solo a quello di Venezia. Basterebbe questo dato a spiegarne l’importanza e invece, per capirne a pieno l’enorme valore storico-culturale, occorre visitare i “rolli“, i palazzi nobiliari dove un tempo venivano ospitate le autorità straniere in visita alla città. Questi palazzi si trovano lungo Via Garibaldi, Via Cairoli e Via Balbi, le cosidette “Strade Nuove” del centro, nel 2006 entrate a far parte del Patrimonio Unesco. Alla base del riconoscimento, le caratteristiche architettoniche di questi palazzi che costituiscono un modello unico di lottizzazione residenziale nobiliare, testimonianza preziosa della “grandeur” della Repubblica marinara tra ‘500 e ‘600. Per visitare questi palazzi, molti dei quali, nel frattempo, diventati sedi ufficiali di banche, camera di commercio, municipio ecc., il comune periodicamente organizza delle visite guidate (nella foto il celebre Palazzo Rosso).

Stromboli

Stromboli

Delle sette isole dell’arcipelago, Stromboli è l’unica con un’attività vulcanica permanente. Basta questo a spiegare il fascino di quest’isola la cui risorsa principale è ovviamente il turismo escursionistico. Dimenticate le serate VIP di Panarea; a Stromboli le strade non sono illuminate ed è premura del comune di Lipari (di cui fa parte) lasciare le cose esattamente come stanno. A illuminare l’isola, infatti, ci pensano le stelle e il vulcano. Vulcano, che oltre a essere uno dei più visitati, è anche uno dei più monitorati al mondo, specie dopo le ultime eruzioni (successive al 2002) che hanno cambiato la configurazione dei diversi crateri. Prima erano tre, mentre adesso ce n’è uno con più bocche in continuo divenire. Tornando alle escursioni, per ovvie ragioni di sicurezza ci si muove solo su prenotazione e alla presenza di guide vulcanologiche. Da provare la gita in barca alla “Sciara del Fuoco”, pendio di cenere, lapilli e lava incandescente (quando il vulcano è in attività) che dallo Stromboli scende fino a mare. Molto bello anche il villaggio di Ginostra. Raggiungibile via mare, ci si muove solo con i muli e da qualche tempo con i carrelli elettrici.

Alicudi e Filicudi

Alicudi e Filicudi

Ci sono isole e isole. Alcune, sono vere e proprie città “galleggianti”; altre, invece, sono paesi di piccole o medie dimensioni in cui magari non trovi centri commerciali e discoteche a due piani ma, per il resto, tutti i comfort di una moderna località turistica; infine c’è Alicudi (nella foto), l’isola più isola che c’è: due negozi di alimentari; un ufficio postale; un albergo; una chiesa, uno sparuto numero di case e circa 100 abitanti. Un po’ più grande e con qualche servizio in più Filicudi che ospita anche una sezione di grande interesse del Museo Archeologico Eoliano. D’estate, naturalmente, queste isole attraggono un discreto numero di visitatori; negli altri periodi dell’anno le cose cambiano notevolmente. Eppure, sono in molti a ritenere che, a parte l’inverno, siano l’autunno e la primavera, e non l’estate, le stagioni migliori per cogliere a pieno l’essenza di territori così ricchi di fascino dove ci si abitua a vivere davvero con poco. Magia!

Panarea

Panarea

Panarea è l’isola più piccola e antica dell’arcipelago delle Eolie. Secondo molti è anche la più bella, frequentata prevalentemente da Vip che qui trascorrono i propri mesi estivi tra giornate  in barca attorno la piccola isola di Basiluzzo, feste in villa e aperitivi al tramonto. C’è una parte di isola, però, sopravvissuta all’evoluzione mondana e ultimamente tornata alla ribalta grazie alla Sezione CAI (Club Alpino Italiano) di Siracusa che ha ripristinato i tre sentieri che portano fin su la vetta dell’isola (421 mt. s.l.m. “Punta Corvo”). Il più facile dei tre, debitamente segnalato con la bandiera dell’associazione, parte da San Pietro, il centro abitato principale (gli altri due sono Ditella e Drautto) e in 45 minuti circa raggiunge la cima. Gli altri, invece, sono più impegnativi ed è preferibile affrontarli con una guida ambientale del posto. Il percorso rivela l'”altra” Panarea, per secoli colonia agricola di Lipari (di cui fa parte amministrativamente) coltivata prevalentemente a viti e olivi oggi scomparsi quasi del tutto. Restano i terrazzamenti, i muri a secco e il paesaggio stupendo tutt’attorno. spesso unica consolazione per i contadini impegnati nella dura vita dei campi. Il recupero degli itinerari escursionistici di Panarea ha consentito una parziale destagionalizzazione dei flussi turistici e, soprattutto, ha dato un po’ d’ossigeno all’immagine di un’isola che cominciava, forse, a esser troppo appiattita sulla sua fama mondana.

La pozza dei fanghi di Vulcano

La pozza dei fanghi di Vulcano

Reumatismi, artrosi, distorsioni, fratture, allergie, infiammazioni delle vie respiratorie, acne e psoriasi: non c’è quasi nulla che i fanghi di Vulcano non possano lenire. La pozza, circondata da piccole collinette sulfuree da cui escono in continuazione soffioni caldi (ideali per le insufflazioni) si trova alle spalle del porto di Levante ed è bene chiarire subito che non è in convenzione col Sistema Sanitario Nazionale. Perciò, è importante sapere che a fronte di gravi patologie (neoplasie, cardiopatie ecc.) o stati particolari (gravidanza, periodo mestruale ecc.) è sconsigliato immergersi. Idem per i bambini sotto i 5 anni. Al netto di queste, e altre piccole precauzioni (evitare le ore più calde della giornata o una permanenza prolungata) non ci sono particolari controindicazioni. Il continuo afflusso di gas caldi (tra i 40 e gli 80°C) garantisce la sterilità della pozza giornalmente frequentata da numerosi visitatori. La pozza è gestita da una società privata al cui sito (www.geoterme.it) si rimanda per ulteriori informazioni e le tariffe praticate (vd. “Servizi”).