Il vino

Il vino

Come detto in apertura, Santorini non è famosa soltanto per l’architettura cicladica, i tramonti, il mare e la vita notturna. C’è anche la viticoltura che, da sempre, è una delle peculiarità della più grande isola dell’arcipelago delle Cicladi. Una delle prime cose che balza all’occhio del visitatore attento infatti è il modo in cui viene allevata la vite. Una tecnica sui generis, “a cestino”, con le viti che vengono fatte crescere basse a mo’ di corona attorno vecchi tralci. La produzione di bianco è decisamente maggioritaria; particolarmente famoso è il Vinsanto, vino dolce realizzato con assyrtico e aidani, due vitigni autoctoni dell’isola. Ovviamente, le aziende agricole di Santorini si sono adeguate al nuovo corso turistico e perciò quasi tutte dispongono di punti degustazione per consentire ai visitatori di assaggiare i loro prodotti. Non mancano tour dedicati alla scoperta delle cantine in giro per l’isola.

Le spiagge

Le spiagge

Santorini, naturalmente, è anche una località balneare. E che località baneare! La varietà di spiagge, per sabbia, mare e frequentazioni ha davvero pochi uguali in tutta la Grecia, e non solo. Si passa dalle più popolari Perissa e Perivolos, che insieme formano il lungomare più esteso dell’isola, alla selvaggia Red Beach che, come è facilmente intuibile dal nome, in molti tratti si presenta di color rosso cupo generando uno spettacolare contrasto con l’azzurro del mare e del cielo. Ma non è finita, perché c’è Kamari, coi suoi 5 chilometri la spiaggia più grande dell’isola; ci sono Ammoudi e Armeni, le due spiagge di Oia; c’è White Beach, raggiungibile solo da mare. E ancora, Monolithos, Kambia, Koloumbos e Paradise Beach. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta, tenendo però conto che sono Perissa, Perivolos e Kamari le spiagge maggiormente frequentate e dotate di servizi con ristoranti, alberghi e locali notturni.

Gita in barca nella caldera

Gita in barca nella caldera

La morfologia di Santorini è l’esito dello sprofondamento di una caldera vulcanica. Caldera di cui fanno parte anche Therasia, Aspronisi, Kameni, Nea Kameni e Palea Kameni, il gruppetto di isole tutt’attorno facilmente raggiungibili dal porto di Fira. Non a caso, il tour della caldera è una delle escursioni più richieste, con la possibilità ulteriore di scegliere il percorso che più aggrada. Dalla sola visita al vulcano di Nea Kameni (consigliate scarpe da trekking), al bagno nelle polle sulfuree di Palea Kameni, alla scelta di efffettuare la gita in barca sul far della sera con cena romantica annessa. Insomma, le formule sono diverse. È sufficiente recarsi al mattino sul porto di Fira e decidere lì quella che più fa al caso vostro. Ne vale la pena!

Antica Thira

Antica Thira

Non ci sono solo gli scavi di Akrotiri. Assolutamente da vedere anche i resti dell’antica Thira sulla rocca di “Mesa Vouna” (Mezza Montagna) in posizione panoramica a circa 400 metri sul livello del mare. Diverse le strade per arrivare fin quassù: quelle “relativamente” più semplici – il consiglio, per chi sale a piedi, è di indossare comode scarpe da trekking – sono le due che si dipanano dalle spiagge di Kamari e Perissa, gli antichi approdi di questa cittadella abitata fin dal IX secolo a.C. L’ingresso agli scavi è gratuito con la possibilità di usufruire in loco di una guida (a pagamento) per muoversi più agevolmente tra le rovine del tempio di Dioniso, i santuari di Apollo e Artemidoro, le terme romane, le mura bizantine e le altre vestigia di quest’antica città premiata da uno dei panorami più belli al mondo. Da non perdere!

Sito archeologico di Akrotiri

Sito archeologico di Akrotiri

All’estremità sud-occidentale di Santorini c’è il sito archeologico di Akrotiri, il più importante dell’isola, nonché uno dei più importanti di tutta la Grecia. A farne scoperta, nel 1962, il professor Spyridōn Marinatos che coi suoi scavi riportò alla luce i resti di un’antica civiltà minoica (Akrotiri, appunto) spazzata via da una terribile eruzione vulcanica attorno il XVI secolo a.C. Più che spazzata, sepolta sotto un’enorme coltre di lapilli, cenere e polvere che, però, a distanza di millenni, ha consentito lo straordinario recupero di reperti pressoché intatti. Da più accurati studi sulla loro provenienza e cifra stilistica ha fatto breccia in qualche studioso la suggestione di trovarsi di fronte a quel che resta di Atlantide, la mitica civiltà raccontata da Platone nei suoi “Dialoghi”. Atlantide o meno, una visita agli scavi di Akrothiri è senza dubbio una delle cose da fare una volta a Santorini. L’unico inconveniente è che per quanto l’orario ufficiale reciti dal martedì alla domenica (chiuso lunedì) dalle 8.30 alle 15.00, possono verificarsi incrogruenze. Il consiglio, perciò, è quello di accertarsi preliminarmente dell’apertura degli scavi.

Imerovigli

Imerovigli

“Il balcone dell’Egeo”, così è chiamato il piccolo villaggio di Imerovigli a circa 3 chilometri da Fira. L’appellativo fa riferimento alla posizione spettacolare in cui sorge, proprio sopra la caldera (Santorini è un’isola vulcanica) che disegna per gran parte il profilo dell’isola. Siamo a circa 300 metri sul livello del mare e le case, che rispettano a pieno i dettami dell’architettura cicladica, sono disposte quasi ad anfiteatro, attraversate da vicoli stretti e lastricati. Insomma, uno spettacolo, specie sul far della sera coi colori del tramonto. Da non perdere la roccia di Skaros (vd.foto), come pure da vedere sono la chiesa di Ai-Stratis, il Monastero di Saint Nikolas e la cappella di Panagia Theoskepasti.

Oia

Oia

Dopo Fira c’è Oia (o Ià), piccolo villaggio a nord di Santorini in cui il compromesso tra anima turistica e identità storica è ancora più avanzato rispetto all’altra località. Anche qui piccoli negozi, bar, ristoranti, vicoli stretti e case abbarbicate le une sull’altre con l’aggiunta, che non guasta, di una vista spettacolare. È giudizio unanime che i tramonti di Oia sono i più belli di Santorini, e probabilmente dell’intera Grecia. Da vedere, i mulini a vento (presenti pure a Mykonos e in altre isole dell’arcipelago delle Cicladi), la Chiesa Panagia di Platsani e le due spiagge di Ammoudi e Armeni. Si tratta di due insenature di sassi dall’acqua particolarmente limpida, ideali per gli amanti dello snorkeling.

Firostefani

Firostefani

Anche se ormai fa parte dell’abitato di Fira, vale la pena spendere due parole per il piccolo villaggio di Firostefani. Si trova a circa un quarto d’ora a piedi dalla funivia che dal porto sale fino a Fira ed è chiamato il “tetto dell’isola” per via della posizione estremamente panoramica in cui sorge. Da un punto di vista logistico è forse la soluzione migliore per godere delle due anime di Santorini: quella romantica, che vive di tramonti struggenti e la frugalità dello stile di vita locale; e quella mondana fatta di shopping, aperitivi, cene e vita notturna.

Fira

Fira

Dal momento che quasi sempre è la base di soggiorno per chi viene in vacanza sull’isola, Fira (o Thira) nove volte su dieci è anche la località che viene visitata prima di tutte quante le altre. Si tratta di un villlaggio a 260 metri sul livello del mare sito nel versante centro-occidentale dell’isola, nei mesi estivi particolarmente affollato di turisti dediti a passeggiare nei vicoli del centro abitato tra boutique, gelaterie, bar, locali notturni e ristorantini tipici (Theotokopoulou Square, la piazza principale). Come abbiamo detto in apertura, però, diversamente da altre isole del Mediterraneo travolte dalla modernità del turismo, a Santorini l’anima più commerciale e quella storica convivono in armonia. Perciò, è sempre a Fira che troverete tutti gli elementi caratteristici dell’architettura cicladica: case bianche e chiese ortodosse a cupola azzurra tra cui spicca quella di Agios Minas, in assoluto una delle più fotografate al mondo, cartolina ricorrente di siti web e magazine dedicati a viaggi e turismo. Da vedere, inoltre, il Museo della Preistoria e la Cattedrale della Candelora del Signore. Tre i modi per raggiungere la località dal porto: a piedi; a dorso di asino, soluzione molto apprezzata dalle famiglie con figli al seguito; o in funivia, quest’ultima opzione scelta soprattutto da chi si muove con i bagagli.

Non sfoggiare oggetti di valore in alcune zone della città

Non sfoggiare oggetti di valore in alcune zone della città

In alcune zone della città è meglio non indossare o portare con sè (nello zaino, in borsa ecc.) oggetti di valore. Perciò, occhio a come ci si veste e a dove si mette il portafoglio. Detto questo, niente paura: sono le normali precauzioni da prendere in tutte le grandi città per evitare spiacevoli inconvenienti

Street food

Street food

Scoprire Catania – abbiamo detto – non vuol dire godere solo della sua meravigliosa architettura barocca. C’è il mare e c’è il cibo Soprattutto il cibo. A meno che non siate a dieta (nel qual caso però è consigliabile rimandare la visita in città) cannoli e arancini sono assolutamente da provare. Sì, avete letto bene: diversamente da Palermo, dove si dice “arancine”, a Catania si pronuncia “arancini” e guai a confondersi. Il derby tra le due città più importanti della Sicilia prima ancora che calcistico, infatti, è linguistico e gastronomico. Ma i sapori della cucina catanese non sono soltanto quelli della pasticceria e della rosticceria. Tanti i piatti marinari, e non potrebbe esser altrimenti trattandosi di una città di mare, perdipiù affacciata sul bellissimo e pescosissimo Ionio (da vedere i due mercati di “Fera ‘o Luni” in piazza Carlo Alberto e la “Piscaria” in piazza Alonzo di Benedetto). Guai infine a dimenticare la carne di cavallo, autentica passione dei catanesi doc. Dalle polpette alle salsicce, la carne equina è il tratto distintivo della gastronomia catanese all’insegna del motto “arrusti e mangia“.

Museo dello sbarco

Museo dello sbarco

La Sicilia tutta, e Catania in particolar modo, durante la seconda guerra mondiale pagarono un prezzo altissimo. In precedenza abbiamo ricordato come la città sotterranea in larga parte divenne un improvvisato rifugio antiaereo utilizzato dai catanesi per proteggersi dagli incessanti bombardamenti anglo-americani propedeutici allo sbarco del luglio 1943. Il museo ripercorre questa particolare e decisiva fase storica e lo fa in maniera non oleografica, non esaltando cioè acriticamente il ruolo di liberatori svolto da quelle che di lì a pochi giorni divennero le truppe alleate. Al contrario, il fine è quello di ricostruire nella maniera più veritiera possibile la terribile quotidianità che scandiva la vita dei catanesi in quei giorni terribili dell’estate 1943. C’è addirittura chi ha paragonato il museo dello sbarco di Catania a quello, sicuramente più famoso, di Arromanches che ripercorre invece le fasi dello sbarco in Normandia. Il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 si trova in Viale Africa, poco distante dalla Stazione Centrale e a circa 10 minuti (a piedi) dal centro storico.

Le spiagge

Le spiagge

Catania, tra le tante cose, è anche una località balneare. E che località balneare! A partire dalla Plaia, 18 chilometri di litorale a sud della città, passando per San Marco di Catalbiano, Praiola di Giarre, Foce Simeto, Marina di Cottone Fiumefreddo e le altre ce n’è davvero per tutti i gusti e le esigenze. Lidi attrezzati; tratti liberi; spiagge di ciottoli; baie più o meno nascoste. Ovviamente, Plaia resta il principale punto di riferimento per residenti e turisti. In primis perché facilmente raggiungibile, ma soprattutto perché non manca davvero nulla: stabilimenti in concessione; strutture alberghiere; parcheggi; bar; ristoranti e un mare che non ha nulla da invidiare a tante più celebrate mete turistiche nel Mediterraneo. Insomma, Catania è un sogno sempre, d’estate ancor di più. Provare per credere!

Ferrovia Circumetnea

Ferrovia Circumetnea

Viaggiare al ritmo della “muntagna”. Questa è la magia della Circumetnea che collega Catania ai paesi alle pendici dell’Etna. È bene chiarire subito che si tratta di una linea ferroviaria concepita sin dall’inizio (1889), per soddisfare le crescenti esigenze di mobilità della popolazione attorno la città, e che perciò sbaglieremmo di grosso a considerarla una linea turistica. Cionondimeno, se vi piace viaggiare, più che andare in vacanza, e non vi spaventa perciò l’eventuale assenza dell’aria condizionata, il tragitto da Catania a Riposto (3 ore ca.) è un’esperienza da provare. Un viaggio nelle contraddizioni di una terra in cui al degrado della periferia della tratta iniziale da Catania a Misterbianco fa presto da contraltare il paesaggio lavico da Adrano e Randazzo. Per non parlare del paesaggio vitivinicolo, oggetto di specifici tour (treno + bus) organizzati dalla stessa azienda con tanto di visita ad alcune delle cantine più importanti della zona. Per maggiori informazioni sulla storia, le linee e il costo del biglietto consultare il sito ufficiale (www.circumetnea.it) e la pagina facebook (Ferrovia Circumetnea).

Catania sotterranea

Catania sotterranea

A render simili Catania e Napoli non c’è solo il rapporto simbiotico col vulcano (Etna e Vesuvio). Anche il sottosuolo, con gallerie estese per centinaia di metri, è una caratteristica che accomuna le due città. Tra l’altro, proprio come avvenne a Napoli, anche a Catania le cave sotterranee servirono da rifugi antiaerei durante la seconda guerra mondiale. Andare alla scoperta del ventre della città siciliana è perciò una cosa assolutamente da fare. Dalle terme achillee (o achilliane), alla chiesa di San Giovanni alle Grotte, fino al Monastero dei Benedettini sono diversi i percorsi da fare in città.