Bari vecchia

Bari vecchia

Da fortino della criminalità a regno della movida pugliese. Questa la parabola positiva di Bari vecchia (o Barivecchia) negli ultimi 10-15 anni. Naturalmente i problemi ci sono ancora, tuttavia il centro storico, racchiuso tra i due porti cittadini, di passi in avanti ne ha fatti eccome. Basta leggere le recensioni che si trovano in rete per averne contezza. La sensazione più diffusa, e che colpisce piacevolmente i turisti che si addentrano nel dedalo di viuzze della città vecchia, è quella di “entrare nelle case della gente”. Può capitare addirittura di assistere dal vivo alla lavorazione delle mitiche orecchiette o alla vendita dei taralli ma, più in generale, è la sensazione di grande familiarità quella che balza agli occhi, e al cuore, di chi visita la prima volta questi luoghi. Luoghi, va detto, dove sono concentrati la maggior parte dei beni architettonici e museali della città. A Bari vecchia c’è la Basilica di San Nicola, la Cattedrale di San Sabino, il Castello Normanno-Svevo e un’infinità di altre chiese e palazzi interessanti dal punto di vista storico-architettonico. Insomma, la Bari turistica coincide quasi del tutto con quella più folcloristica e legata alle antiche tradizioni. Da non perdere!

Malvasia

Malvasia

Last but not least bisogna assolutamente assaggiare la Malvasia delle Lipari. Sono diverse le aziende agricole nell’arcipelago che producono questo vino DOC e la maggior parte di queste fornisce agli ospiti la possibilità di degustare e naturalmente comprare il pregiato prodotto. Perché il vino, prima ancora che una bevanda, è un prodotto culturale non disgiungibile dalla storia e dalle tradizioni del luogo dove viene coltivato. Vale sempre, a maggior ragione in un territorio morfologicamente complesso quale l’arcipelago delle isole Eolie.

Gole di Samarià

Gole di Samarià

Come già detto in precedenza, Creta è anche una delle mete ideali per gli appassionati di trekking. L’escursione più famosa, diventata un vero e proprio “must” turistico, è quella alle Gole di Samarià all’interno del Parco Nazionale delle Montagne Bianche. Oltre 10 chilometri di percorso interamente segnato e sotto la vigilanza del corpo forestale della provincia di Chania. Il sentiero, che si snoda da un’altezza di circa 1200 metri sul livello del mare fin sulla costa del mar libico, è fatto perlopiù di sassi e sterrato per cui si raccomanda vivamente l’utilizzo di scarpe adatte. Idem per l’abbigliamento che deve essere da trekking e, come si dice in gergo, “a cipolla”. Anche in piena estate infatti (periodo in cui sarebbe comunque meglio evitare di fare la passeggiata) l’escursione termica, man mano che ci si avvicina al mare, è notevole. Chania, ovviamente, è la migliore base di partenza per effettuare l’escursione anche se, come dicevamo, ormai arrivano turisti da tutta Creta, anche dal versante opposto dell’isola. È facile perciò trovare tour organizzati in qualsiasi località (ovviamente quelle a vocazione turistica) vi troviate. Il parco è aperto approssimativamente da fine aprile a ottobre. Il costo d’ingresso si aggira sui €uro 5,00.

Rethymno

Rethymno

Una volta giunti a Rethymno, la prima cosa da fare è vedere la Fontana Rimondi in Piazza Platanou. Perlomeno questa è l’opinione di molti, secondo cui il monumento in questione descrive alla perfezione il “genius loci” della terza città per estensione e numero di abitanti dell’isola di Creta (dopo Heraklion e Chania). C’è il colonnato corinzio, ci sono le decorazioni veneziane e c’è il tetto ad arco tipicamente turco. Insomma antica Grecia, Repubblica Veneziana e Impero Ottomano, i tre “capitoli” della storia cretese. Naturalmente le tracce delle dominazioni che hanno interessato il territorio sono molte di più: dalla Fortezza sulla collina di PaleoKastro, al Museo archeologico, alle moschee di Validés e Nerantzes fino al Monastero di Arkadi sono molti i segni urbanistici, architettonici, devozionali e archeologici che raccontano storia e cultura della località. Ciò detto, il presente di Rethymno è soprattutto turistico. Alberghi, ristoranti e negozi concentrati perlopiù attorno il porto e il lungomare El Venizelou. Stesso discorso per la costa orientale che, con oltre dieci chilometri di ininterrotta spiaggia, ha conosciuto un intenso sviluppo turistico.

Agios Nikolaos

Agios Nikolaos

Mare, pub, discoteche, alberghi di lusso ma anche natura, escursioni, agricoltura e allevamento. La città di San Nicola, nel versante orientale di Creta (provincia di Lassathi) è una delle località turistiche più frequentate dell’isola. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso ha conosciuto un impetuoso sviluppo turistico che però ha appena scalfito l’interno del territorio che ha conservato invece la sua forte impronta rurale.I dieci e passa chilometri di litorale di Elounda sono senza dubbio l’attrazione principale della zona. Il mare è cristallino e vi si susseguono spiagge libere e attrezzate (Ammoudi, Akti Koundourou, Katholiko, Minos Palace, Havania, Katsikia solo per dirne alcune). Non mancano naturalmente gli spazi museali. Da vedere il museo archeologico cittadino, come pure è consigliabile una visita al piccolo museo etnografico che ospita una ricca collezione di abiti e strumenti da lavoro tradizionali della comunità. Assolutamente da fare anche la gita alla fortezza di Spinalonga. SI tratta di un’isola fortificata all’imboccatura del golfo di Mirabello, proprio di fronte la costa di Agios Nikolaos.

Occhio all’ubicazione dell’hotel

Occhio all'ubicazione dell'hotel

Controindicazioni vere e proprie non ce ne sono. Certo, trattandosi di un’isola molto grande c’è qualche problema con la microcriminalità (piccoli furti più che altro) ma niente di socialmente allarmante. Perlomeno non come Atene dove la tensione sociale negli ultimi anni è aumentata ben oltre il livello di guardia. Perciò, a parte piccole accortenze, tipo non lasciare i bagagli od oggetti di valore in auto (nel caso ne noleggiate una), c’è da stare assolutamente tranquilli. L’unica cosa cui conviene fare attenzione è la scelta dell’hotel. Che si tratti di Heraklion, Chania o gli altri centri turistici dell’isola, fate attenzione all’ubicazione dell’albergo. Sono molte infatti le strutture lontane dal mare e dal centro perciò, a meno che non stiate cercando proprio questo tipo di situazioni, conviene ponderare bene la scelta di soggiorno. Detto questo buona vacanza e viva Creta!

Gortyna

Gortyna

Tra le località archeologiche non si può fare a meno di citare Gortyna, nel versante meridionale di Creta. È uno dei 24 comuni dell’isola, conta circa 18.000 abitanti e dista più di 40 chilometri dal capoluogo Heraklion. Come gli scavi di Festo, anche quelli di Gortyna sono stati portati avanti a partire dalla fine del XIX secolo dalla Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA). Il reperto più famoso rinvenuto in questa città sono le cosidette “Leggi di Gortyna” blocchi di marmo con iscrizioni in lingua dorica databili tra VI e V secolo a.C. e con ogni probabilità afferenti al diritto di famiglia. Artefice dell’importante ritrovamento, l’archeologo Federico Halbherr, protagonista di molti saggi di scavo tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900. Ma non è finita perché Gortyna fu anche un’importante colonia romana, sede del governatorato dell’Impero che comprendeva anche la regione della Cirenaica in Libia. Non solo archeologia. Gortyna merita anche dal punto di vista paesaggistico-ambientale. Da vedere il piccolo centro balneare di Lendas da cui si può andare alla scoperta delle spiagge selvagge di Trahoula, Trypiti e Dysikos. Da non perdere!

Chania

Chania

Mare e montagna; storia e tradizioni; agricoltura e turismo; vecchio e nuovo: a Chania, Hania, La Canea non manca davvero nulla. Dopo Heraklion, è la città più importante dell’isola di Creta di cui è stata capoluogo fino al 1971. Numerose le tracce delle precedenti dominazioni veneziane e turche al punto da esser conosciuta in ambito turistico come la “Venezia d’Oriente”. Molte le cose da vedere. Solo per dirne alcune, senza pretesa di esaustività: il porto veneziano, il museo archeologico, il museo bizantino, la cattedrale, il quartiere di Kastelli e il mercato comunale. Chania, tra l’altro, è ottimamente servita dall’aeroporto Ioannis Daskalogiannis (secondo per importanza sull’isola) e, oltre a essere un’accorsata località turistico-balneare, è anche la base di partenza per bellissime escursioni alla volta delle Montagne Bianche (Lefka Ori, in greco), il complesso montuoso che domina il versante centro-occidentale di Creta con diverse cime sopra i 2000 metri. Assolutamente da non perdere!

Gavdos

Gavdos

L’ultima fermata d’Europa. Il punto più meridionale del vecchio continente sia dal punto di vista geografico che politico (la Grecia è nell’UE). L’isola di Gavdos, o Gozo per dirla “alla veneziana”, si trova a circa 70 chilometri dalla costa meridionale di Creta. Amministrativamente fa parte della provincia di Chania, mentre le coste libiche, e quindi il continente africano, sono a 170 chilometri di distanza. A Gavdos si viene per il mare cristallino e le spiagge incontaminate. Non mancano alberghi e strutture ricettive, ma sono molti i “turisti di un giorno” che in estate salpano dai porti di Paleochora, Sfakion e Sougia piccole città del versante sud di Creta. Le spiagge, dicevamo, rappresentano l’attrazione maggiore dell’isola: Korfos (la più vicina al porto), Lakondi, Capo Tripiti (estrema punta sud), Potamos, Pirgos, Lavrakas, alcune delle più famose. L’isola, circa 30 chilometri di superficie, dispone anche di un servizio bus che consente di raggiungere abbastanza agevolmente le diverse parti del territorio. A parte il mare e la possibilità di qualche escursione, Gavdos non offre granché. Non a caso, fermo restando il turismo mordi e fuggi cui abbiamo accennato poc’anzi, l’isola è la meta preferita di viaggiatori alternativi alla ricerca di pace e ambienti selvaggi.

Sito archeologico di Festo

Sito archeologico di Festo

Creta, si sa, è una delle destinazioni archeologiche più famose al mondo. Sin dall’800 sull’isola si susseguono gruppi di studiosi provenienti da ogni angolo del pianeta. Compreso dall’Italia, che con la Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA) cura gli scavi del sito di Festo, nel versante meridionale dell’isola. Si tratta di uno dei campi di ricerca archeologica più importanti del Mediterraneo, secondo per grandezza al complesso monumentale di Cnosso. Anche in questo caso, come suggerito in precedenza, è preferibile visitare il sito in abbinamento al Museo Archeologico di Heraklion. Non foss’altro che molti reperti rinvenuti a Festo sono appunto custoditi in questo museo. Su tutti, il “Disco di Festo”, le cui iscrizioni fronte/retro a tutt’oggi sono oggetto di discussione in ambito accademico. L’importante reperto venne rinvenuto nel 1908 nel corso di una campagna di scavi condotta dagli archeologi italiani Luigi Pernier e Federico Halbherr. La Scuola Archeologica Italiana di Atene è uno dei 17 istituti archeologici stranieri presenti sull’isola di Creta e dipende dal Ministero dei beni e delle attività culturali (MIBAC).

Palazzo di Cnosso

Palazzo di Cnosso

Chi viene in vacanza a Creta non può fare a meno di visitare il Palazzo di Cnosso. Si tratta di una delle aree archeologiche più importanti al mondo, al centro di alcuni dei miti più famosi dell’antica Grecia. Per esempio, ogni volta che usiamo la parola “dedalo” per descrivere un intricato sistema di vicoli, non lo sappiamo ma indirettamente stiamo rievocando l’artefice del labirinto commissionato da Minosse per imprigionare il Minotauro. Idem per il “filo d’Arianna” e le “ali di Icaro”: anche queste espressioni, nel frattempo assurte a comuni metafore, fanno riferimento a due racconti mitici ambientati nelle mura di questa cittadella a 5 chilometri da Heraklion. Delle oltre 1000 stanze del palazzo regale resta ben poco. Molto è andato distrutto nel corso dei secoli, mentre quel che gli scavi hanno portato alla luce è stato pesantemente compromesso dalla ricostruzione “romantica” condotta dall’archeologo inglese Arthur Evans. L’uomo, infatti, a inizio ‘900 acquistò larga parte dei terreni interessati dalle attività di scavo procedendo alla ristrutturazione di quel che veniva alla luce senza ottemperare però ad alcun criterio scientifico per la conservazione del bene. Al contrario, finendo addirittura coll’utilizzare il cemento armato. Nonostante le criticità, l’area è stata allestita in maniera professionale e moderna: il complesso monumentale è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi di trasporto collettivo; le file all’ingresso scorrono veloci; le guide sono indispensabili per approfondire la storia millenaria di un sito archeologico celebre anche per il rinvenimento – tra l’altro, a opera dello stesso Evans – di due antichissimi sistemi di scrittura: il Lineare A e il Lineare B. Il consiglio è visitare il Palazzo di Cnosso in abbinamento al Museo archeologico sfruttando la possibilità di usufruire di un unico biglietto (16,00 €uro) per i 2 ingressi.

Museo archeologico di Heraklion

Museo archeologico di Heraklion

Quindicimila reperti (affreschi, statuine e ceramiche) distribuiti in 22 sale per un arco temporale di circa cinquemila anni (dal neolitico al greco-romano). Sono questi i numeri del Museo archeologico di Heraklion, uno dei più importanti di tutta la Grecia. Sicuramente il più importante al mondo per quel che riguarda la civiltà minoica, operativa approssimativamente dal 1700 al 1450 a.C. Non solo archeologia. Il palazzo a due piani che ospita il museo è una delle testimonianze più significative dell’architettura funzionalista e razionalista europea (menzionato dalla prestigiosa Fondazione Bauhaus). Progettato dall’architetto Patroklos Karantinos è stato costruito tra il 1937 e il 1940 sulle rovine di un monastero cattolico andato distrutto a seguito del terremoto che colpì Creta nel 1856. Il biglietto d’ingresso costa €uro 10,00 con possibilità di riduzioni e sconti. Per maggiori informazioni (storia; descrizioni; foto e orari estivi – invernali) visita la versione inglese del sito ufficiale del museo: Heraklion Archaeological Museum

Heraklion

Heraklion

Heraklion, Herakleion, Iraklion e Candia. Sono questi i nomi del capoluogo di Creta, di gran lunga il centro abitato più importante dell’isola sia dal punto di vista storico-culturale che turistico-commerciale. Una città in cui sono ben visibili le impronte veneziane e turche, le due dominazioni che più hanno condizionato lo sviluppo urbanistico e architettonico del territorio. Tra l’altro, il topos “Candia”, che deriva dall’arabo al-khandaq (trad. “il fossato”), torna in maniera straordinariamente simile anche nel dialetto veneziano, sia pur in riferimento alla pietra bianca (“candida”) largamente utilizzata nell’edilizia civile. Quanto alle cose da vedere c’è solo l’imbarazzo della scelta. Segnaliamo tra le tante: il Museo archeologico (vd. prossimo paragrafo) e il Museo storico, la piazzetta Eleftherias, via Korai, via Daidalou, la Cattedrale, le mura e la fontana Morosini. Insomma, sono talmente tanti gli spunti che Heraklion offre al visitatore che occorrerebbe scriverne a parte rispetto al resto di Creta. Non a caso, molto spesso, è qui che fa base il turista che desidera andare alla scoperta dell’isola più grande di tutta la Grecia.

Evitare l’auto

Evitare l'auto

Controindicazioni vere e proprie non ce ne sono. Al più, vi consigliamo di non noleggiare l’auto dal momento che molte strade di Santorini sono strette, non sempre asfaltate e la pubblica illuminazione non è presente ovunque. Decisamente meglio lo scooter per muoversi. Nel caso, invece, si vuol fare a meno di mezzi di locomozione conviene soggiornare in prossimità delle spiagge di Kamari, Perissa e Perivolos. Sono le più grandi dell’isola, quelle attorno le quali si è maggiormente sviluppato l’indotto turistico (alberghi, bar, ristoranti). In alternativa, come scritto all’inizio, c’è Fira, il più grande dei centri abitati dell’isola. Quanto al periodo dell’anno in cui visitare Santorini, i mesi primaverili insieme a quelli di settembre e (parzialmente) ottobre restituiscono un’immagine più autentica dell’isola rispetto alla folla di luglio e agosto.