Petra

Petra

Altra tappa consigliata per chi vuol andare alla scoperta della Maiorca meno turistica, è il piccolo comune di Petra nell’entroterra dell’isola, distante 40 chilometri circa dal capoluogo Palma. Petra è un piccolo borgo rurale e conta poche migliaia di abitanti. La produzione cerealicola è sempre stata il punto forte del territorio anche se negli ultimi anni la viticoltura ha guadagnato importanti fette di mercato. Il paese è famoso soprattutto per aver dato i natali a Junípero Serra (1713 – 1784) missionario francescano artefice di un’imponente opera di evangelizzazione in Messico e California (la canonizzazione nel 2015 ad opera di Papa Francesco è stata fortemente osteggiata dagli indios americani che contestano il ricorso alla violenza del frate francescano). Ovviamente tutti i luoghi che in qualche modo raccontano la giovinezza del frate sono diventati meta di pellegrinaggi alimentando il cosidetto filone del turismo religioso. La festa in onore del santo, la terza domenica di settembre, è un evento molto sentito su tutta l’isola di Maiorca con tanto di omaggi floreali e sfilate di carri. A pochi chilometri da Petra c’è Manacor, paese natale del tennista Rafa Nadal per molti anni ai vertici della classifica ATP.

Le spiagge

Le spiagge

Di alcune (S’Arenal, Can Pastilla, Cala Estància, Cala Fuguera e Cala Formentor) abbiamo già parlato, ma di spiagge a Maiorca ce ne sono centinaia! Vederle tutte in una volta sola perciò è quasi impossibile, sicché diventa importante scegliere quelle davvero imperdibili. I giudizi a riguardo sono pressoché unanimi: Playa Es Trenc, nel versante meridionale dell’isola, è la più bella di tutte. Un primato che gli ambientalisti maiorchini difendono a denti stretti cercando di tenere a freno gli appetiti immobiliari sulla zona. Da non perdere anche Calà Mondragò, “Bandiera Blu” e Parco Naturale dagli anni ’90 del secolo scorso, e Cala d’Egos suggestiva insenatura delimitata da scogliere punteggiate di pini. Per una rassegna esaustiva delle spiagge di Maiorca clicca qui

Valldemossa

Valldemossa

Esiste un contrasto netto tra la Maiorca turistica, fatta di resort, ristoranti, negozi, spiagge e servizi, e la parte più rurale dell’isola che, pur lambita dalle sirene del turismo, ha conservato più forte la sua identità agricola. Perciò il consiglio, dopo aver visitato Palma in lungo e in largo, è andare alla scoperta dell'”altra Maiorca” dove sono attività outdoor come trekking e mountainbike a scandire il tempo della vacanza. Da questo punto di vista, la provincia di Sierra de Tramuntana merita di esser visitata tutta. Impresa non semplicissima, trattandosi di diversi comuni, ragione per la quale sono in molti ad optare per Valldemossa, piccolo gioiellino di poco più di mille abitanti famoso per la sua Certosa (Real Cartuja de Valldemossa) dove nell’800 soggiornarono il musicista Chopin e la compagna, la scrittrice George Sand. Da quel soggiorno quest’ultima ricavò anche un romanzo “Un inverno a Maiorca” che indubbiamente ha contribuito molto alla fama dei luoghi incentivando il cosidetto turismo letterario. Per maggiori informazioni sulla storia della Certosa, gli orari di apertura e il costo d’ingresso (i biglietti sono acquistabili pure on line) visita il sito: www.cartujadevalldemossa.com

Le grotte

Le grotte

Finora ci si è soffermati principalmente sulle differenze tra la costa e l’interno dell’isola: scenari, architetture e paesaggi diversi che però non esauriscono il “racconto” di Maiorca. Guai, per esempio, a dimenticare gli insediamenti sotterranei di cui è disseminato il territorio e che, grazie al turismo, sono diventati importanti attrazioni frequentate giornalmente da centinaia di visitatori. Le più famose in assoluto sono le Grotte del Drago (Cuevas del Drach) e le Grotte d’Artà (Cuevas de Artà). Le prime si trovano nel villaggio di Porto Cristo, comune di Manacor (paese natìo del tennista Rafael Nadal). Le seconde, invece, si trovano nella municipalità di Capdepera, versante nord-orientale di Maiorca. La visita di questi siti dura all’incirca un’ora e nel caso delle Grotte del Drago contempla perfino un concerto di musica classica durante la navigazione del lago sotterraneo Martell che attraversa la cavità (lago sotterraneo “Martell” dal nome dello speleologo che nel 1896 esplorò il sito). Decisamente più inquientanti le atmosfere delle Grotte d’Artà. Le stalattiti e le stalagmiti disegnano un paesaggio surreale che qualcuno ha definito addirittura “dantesco” riferendosi all’Inferno della Divina Commedia. Fortunatamente però l’escursione termina con la paradisiaca vista della baia circostante. Per saperne di più visita i rispettivi siti internet: www.cuevasdeldrach.com/it/ e www.cuevasdearta.com/en/

Faro di Cap de Formentor

Faro di Cap de Formentor

Della provincia di Sierra de Tramuntana fa parte anche il comune di Pollença, famoso sia per le case rurali color ocra che per le spiagge di Cala Figuera e Cala Formentor. Quest’ultima viene proposta quasi sempre in abbinamento al faro di Cap de Formentor che dal centro della cittadina dista oltre 10 km. La strada per arrivare sulla vetta di questo spettacolare faro, che rappresenta il punto più settentrionale dell’isola, pur essendo piena di tornanti e salite regala scorci e panorami bellissimi (vd. foto), secondo alcuni ancor più belli della vista che si gode dal faro stesso (da cui si scorge Minorca). Due in particolare le soste da effettuare durante il tragitto: la prima per il Belvedere della Colombaia (in spagnolo Mirador des Colomer); la seconda per la torre di guardia Talaia d’Albertcuix volendo, raggiungibile anche a piedi, dalla prima. Infine una curiosità: il topos “Formentor” che significa “frumento” è lo stesso dell’isola di Formentera che pure fa parte dell’arcipelago delle Baleari.

Castello di Bellver

Castello di Bellver

Per il Castello di Bellver vale quanto già detto a proposito dell’Almudaina. Chiunque sia interessato ad approfondire il “genius loci” maiorchino non può fare a meno di visitare questa fortezza voluta ai primi del ‘300 da Giacomo II d’Aragona. Il Castello sorge su una collina a poco più di 100 metri sul livello del mare e a circa tre chilometri dal centro storico di Palma di Maiorca. Il nome, come è facilmente intuibile, fa riferimento alla “bella vista” che si gode dall’alto ma, a dispetto del panorama, il Castello è stato soprattutto un luogo di detenzione. Infatti, salvo una parentesi iniziale, subito dopo l’edificazione, in cui venne utilizzata come residenza reale estiva, questa fortezza fino ai primi del ‘900, quindi per circa sei secoli, è stata una prigione. Dal punto di vista architettonico è un’altra testimonianza di quel gotico che caratterizza tutti gli edifici storici della città. All’interno è allestito il museo storico cittadino con reperti romani, arabi e spagnoli a testimonianza delle diverse dominazioni succedutesi nel corso dei secoli. Oltre al museo, il castello ospita diverse attività culturali: dal cinema al teatro passando per la musica classica e contemporanea. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: castelldebellver.palma.cat.

Orari di visita:


Da Aprile a Settembre

Lunedì: 8.30 – 13.00
Martedì – Sabato: 8.30 – 18.00
Domenica e Festivi: 10.00 – 20.00

Da Ottobre a Marzo
Lunedì: 8.30 – 13.00
Martedì – Sabato: 8.30 – 18.00
Domenica e Festivi: 10.00 – 18.00

Chiuso
: 25 dicembre e 1 gennaio

Gli orari di visita possono subire variazioni in concomitanza con concerti o altre attività culturali.

Biglietto intero: 4.00 €uro

Palazzo dell’Almudaina

Palazzo dell'Almudaina

Insieme alla Cattedrale Santa Maria e al Castello Bellver (vedi paragrafo successivo) Palazzo dell’Almudaina è tappa imperdibile per chiunque voglia seriamente approfondire il “genius loci” maiorchino, la singolare combinazione di stili arabo, romanico e gotico che rappresenta la “cifra estetica” di tutti gli edifici storici della città e dell’isola. L’edificazione di Palazzo dell’Almudaina risale al XIV secolo su disposizione dell’allora Re del Regno Indipendente di Maiorca Giacomo II. Sorge su una preesistente fortezza musulmana e, come gli altri edifici storici cittadini, ha attraversato le diverse dominazioni che si sono succedute sull’isola nel corso dei secoli. Attualmente è una delle residenze a disposizione del Re di Spagna che non manca di far tappa sull’isola, specie durante il periodo estivo, per presenziare alle cerimonie ufficiali che vi si svolgono. Archi, colonne, torri e un meraviglioso giardino disegnano quest’affascinante struttura che è visitabile tutti i giorni, tutto l’anno, a eccezione del lunedì e delle principali festività (1 e 6 gennaio; 1 maggio; 24 e 25 dicembre ecc.). Gli orari di visita vanno dalle 10.00 alle 20.00 durante il periodo estivo (1 aprile – 31 ottobre) e dalle 10.00 alle 18.00 durante quello invernale (1 novembre – 31 marzo). L’ingresso costa 7,00 €uro con possibilità di riduzioni e sconti per nuclei familiari e visite guidate.

Cattedrale di Santa Maria

Cattedrale di Santa Maria

120 metri di lunghezza, 70 di larghezza e 44 di altezza per una superficie complessiva di 6.600 metri quadrati. La Cattedrale di Santa Maria è la sede episcopale della diocesi di Maiorca. Da qui il nome “la Seu” (la Sede) con cui è più comunemente conosciuta. L’edificio, secondo per estensione solo alla Cattedrale di Siviglia, si trova in centro città, di fronte al mare, e a due passi dal Palazzo Reale dell’Almudiana. Dal punto di vista architettonico è un esempio di stile gotico, e sorge sulla stessa area dove un tempo, durante la dominazione musulmana, si trovava la moschea cittadina. L’interno, a tre navate, può arrivare a ospitare fino a 18.000 fedeli. Degni di particolare menzione, il portale principale d’ingresso di fronte il Palazzo Reale; il portale del belvedere, rivolto a sud, verso il mare; il rosone che sormonta l’altare maggiore e la Cappella della Trinità con le tombe dei re Giacomo II e Giacomo III d’Aragona, appartenenti alla prima dinastia del Regno di Maiorca. Per maggiori informazioni sulla storia, le attività pastorali e culturali visita il sito ufficiale: www.catedraldemallorca.info. Pagina facebook: Catedral de Mallorca. Gli orari di visita cambiano a seconda del periodo dell’anno.

1 Aprile 31 Maggio / Ottobre
Lunedì – Venerdì dalle 10:00 alle 17:15

1 Giugno – 30 Settembre
Lunedì – Venerdì dalle 10:00 alle 18:15

2 Noviembre – 31 Marzo
Lunedì – Venerdì dalle 10:00 alle 15:15

Tutto l’anno
Sabato dalle 10:00 alle 14:15

Palma di Maiorca

Palma di Maiorca

Palma di Maiorca (Palma de Mallorca, in spagnolo) è l’esito delle dominazioni che si sono succedute nell’arcipelago delle Baleari. Romani, bizantini, arabi, aragonesi e castigliani hanno lasciato traccia del loro passaggio sia dal punto di vista architettonico che urbanistico. Strade strette, palazzi signorili, chiese, piazze: tutto racconta delle diverse culture passate di qui, senza però svilire la modernità di alberghi (clicca qui per gli hotel consigliati), ville, bar, ristoranti e locali notturni sorti nell’ultimo secolo. Insomma un mix di antico e moderno dove il turismo estivo, tipico di una località balneare, si integra alla perfezione con le attrazioni storico-culturali di cui è piena questa città di circa 400.000 abitanti. Perciò una volta sul posto, il consiglio è dividere le giornate tra le spiagge di S’Arenal (la più grande della città), Can Pastilla e Cala Estància e i principali monumenti cittadini: dalla Cattedrale di Santa Maria (“la Seu”), al Palazzo dell’Almudiana, passando per il Castello de Bellver.

Non sfoggiare oggetti di valore in alcune zone della città

Non sfoggiare oggetti di valore in alcune zone della città

Napoli, Palermo, Praga, Nizza o in qualsiasi altra città di medio-grandi dimensioni in cui vi troviate, le avvertenze sono più o meno sempre le stesse: occhio a non sfoggiare per strada orologi, collane, anelli e altri oggetti di valore. Gli scippi a Nizza e in tutta la Costa Azzurra sono diffusi, per cui è preferibile stare in guardia. Occhio anche al fenomeno particolarmente odioso delle rapine alle auto in transito ai semafori e all’uscita dell’autostrada. Va detto che i casi sono diminuiti negli ultimi tre o quattro anni, ma di tanto in tanto se ne registrano ancora. Insomma, meglio esser prudenti evitando però di rimanere prigionieri di fobie e inutili allarmismi. Molto dipende dal tenore di vita esibito, per cui meglio evitare di dare eccessivamente nell’occhio. Per il resto nessuna paura e godetevi Nizza. Ne vale assolutamente la pena!

Carnevale

Carnevale

Per quindici giorni e tre fine settimana di febbraio Nizza si ferma per celebrare il Carnevale, uno dei più grandiosi al mondo; in Europa secondo per fama soltanto a quello di Venezia. Che poi non è che si ferma, tutt’altro, solo che ogni cosa è in funzione di questa ricorrenza che anno dopo anno registra un consenso crescente di pubblico e critica. Come per altre località, anche per Nizza la tradizione carnevalesca risale al XIII secolo. Soltanto, il Carnevale moderno, quello che ha dato il là all’evento come lo conosciamo, risale al 1873, anno in cui venne istituito il Comitato delle Feste. Da quel momento il tema principale, la costruzione dei carri, i vestiti, le sfilate e tutto il resto vennero sottratti all’improvvisazione dei partecipanti e decisi fin nei minimi dettagli. Compresa la celeberrima battaglia dei fiori che venne istituita nel 1876 assurgendo in pochi anni a momento clou dei festeggiamenti. Il lancio di mimose, gerbere, gigli, rose e altre varietà di piante è rivolto al pubblico radunato sulle gradinate ai lati della Promenade su cui sfilano i carri che partono da Piazza Massena. Artisti di strada e musicisti fanno il resto, creando un’atmosfera magica che coinvolge tutti: adulti, bambini, turisti e residenti. Per aggiornamenti sulle singole edizioni, i programmi, le soluzioni alberghiere e quant’altro visita il sito ufficiale: www.nicecarnaval.com.

Le tre Corniches

Le tre Corniches

Tre strade più o meno parallele che, a diversa altezza, uniscono Nizza a Mentone, al confine con Ventimiglia. Come è facilmente intuibile la loro particolarità è il paesaggio tutto attorno: mare, ville mozzafiato e paesi ricchi di storia. Una vacanza nella vacanza, dunque, specie per chi ama muoversi in auto e moto. Il percorso inferiore (corniche infèrieure), a ridosso sul mare, attraversa veri e propri gioielli architettonici come Villfranche-Sur-Mer, Cap Ferrat e Cap d’Ail (queste località sono facilmente raggiungibili anche in treno). Il percorso intermedio (moyenne corniche), invece, è molto più tortuoso e quindi più adatto a motociclisti e scooteristi. Da non perdere il borgo medievale di Eze (vd.foto), considerato uno dei più belli di tutta la Francia. Infine, il percorso sopraelevato (grande corniche) che, oltre a essere il più panoramico dei tre, è meno tortuoso di quello intermedio.Tappa obbligata in questo caso è Roquebrune, paese natale di Le Corbusier, noto architetto e urbanista cui è intitolata anche la promenade cittadina.

Museo Archeologico

Museo Archeologico

Il Museo Archeologico di Nizza sorge in prossimità dei siti di Terra Amata e Cimiez. Nel primo sono state scoperte le più antiche abitazioni della storia dell’umanità, addirittura risalenti a 400.000 anni fa. La campagna di scavi, condotta a metà anni ’60 del secolo scorso, ha portato nel 1971 alla costruzione del polo museale di Terra Amata in cui sono stati repertati e ordinati i numerosi oggetti preistorici rinvenuti. Un’opera di catalogazione fondamentale che, oltre al dato turistico, da non sottovalutare essendo la prima risorsa economica cittadina, ha consentito una serie di studi a latere per provare a ricostruire clima e biodiversità dell’epoca. Il museo di Cimiez, invece, ripercorre i fasti di Cemenelum, capitale delle Alpi Marittime fondata da Augusto nel 14 a. C. Il museo, fino al 1989 ospitato presso VIlla des Arenes (attuale sede del Museo Matisse), raccoglie gioielli, preziosi, utensilerie e corredi funerari di epoca romana. Poco distanti dal museo si trovano anche un anfiteatro e le terme. I due complessi sono aperti tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10 alle 18. Il Museo Archeologico, assieme al Museo Matisse, al Museo Chagall e a numerose altre attrazioni nei dintorni (solo per dirne due: il Museo Picasso di Antibe e il Museo Oceanografico di Monaco) sono visitabili con la French Riviera Pass, la city card dell’Ufficio del Turismo di Nizza. Scopri i dettagli su: it.frenchrivierapass.com

Palazzo Lascaris

Palazzo Lascaris

Tra i tanti palazzi del centro storico di Nizza ce n’è uno in particolare che merita una visita. Stiamo parlando di Palazzo Lascaris, vero e proprio gioiello nascosto nel cuore di Veille Ville, poco distante dalla Cattedrale di Santa Reparata. Appartenuto alla famiglia nobile Ventimiglia-Lascaris, dagli anni ’40 del secolo scorso è proprietà del comune di Nizza che, con non poca fatica e successive campagne di restauro negli anni ’60 e ’70 ha riportato agli antichi fasti una dimora che, senza dubbio, figura tra le testimonianze più significative dell’architettura civile barocca. Questi pochi indizi sono di per sè sufficienti per una visita al palazzo, ma c’è molto altro da vedere. Per esempio, una ricca collezione di strumenti musicali d’epoca, in parte provieniente da Villa Massena; in parte aggiuntasi nel corso degli anni. Al primo piano, invece, c’è la farmacia del grande Victor Hugo trasferita direttamente dalla casa natale di Besançon. Palazzo Lascaris è aperto tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10 alle 18. Il biglietto a tariffa piena costa 6 euro. Le visite guidate individuali si effettuano il venerdì pomeriggio a partire dalle ore 15. Per maggiori info clicca qui.

Museo Marc Chagall

Museo Marc Chagall

Non solo Matisse. Che Nizza sia una città importante da un punto di vista artistico-culturale lo si evince anche dalla presenza del Museo Chagall, o meglio del Museo nazionale del messaggio biblico di Marc Chagall (1887-1985). Questo pittore, bielorusso di nascita, francese d’adozione ed ebreo d’origine, fin dalla giovane età – trascorsa tra il paese natìo, Vitebsk, e le più importanti San Pietroburgo e Mosca – fu affascinato dai temi biblici al punto da farne per tutta la vita un importante punto di riferimento artistico. Nel 1930 il gallerista francese Ambroise Vollard, col quale Chagall aveva già avuto modo di lavorare nel decennio precedente, commissionò all’artista una serie di tele dedicate al tema biblico. Queste tele, 17 per l’esattezza, nel 1966 furono donate dal poliedrico artista alla Francia; da qui sorse l’esigenza di trovare un luogo adatto a ospitarle. La scelta ricadde su una vecchia villa in rovina di Nizza che, su indicazione dell’allora Ministro della Cultura francese, venne adattata allo scopo. Ai lavori, cominciati nel 1971 e terminati due anni dopo, partecipò attivamente lo stesso Chagall che riuscì a trasferire i suoi “desiderata” all’architetto Andrè Hernant incaricato della ristrutturazione e l’allestimento museale. Oltre ai dipinti raffiguranti i temi dell’Antico testamento, il museo ospita anche altre opere di quest’artista protagonista di una vita avventurosa tra Stati Uniti, Europa e Palestina. Per la piena comprensione del materiale esposto sono disponibili audioguide in diverse lingue. Per maggiori informazioni: it.musees-nationaux-alpesmaritimes.fr. Pagina facebook: Musée national Marc Chagall-(site officiel)