Prudenza al volante

Prudenza al volante

L’automobile, da sempre, è anche uno status symbol. Inevitabile quindi che in una nazione tanto ricca come il Bahrein le auto di grossa cilindrata siano molte di più che altrove. Guai però a pensare che questo autorizzi corse folli in autostrada. Superare i limiti di velocità può essere molto rischioso (in alcuni casi è addirittura previsto l’arresto per un giorno). Tra le cause più frequenti di incidente stradale v’è l’utilizzo degli smartphone mentre si è al volante. Il consiglio, perciò, è guidare responsabilmente evitando di correre più del consentito. Ciò detto, a conferma della maggiore tolleranza del Bahrein rispetto ad altre nazioni dell’area, va sottolineata positivamente la circostanza che per le donne non esistono limitazioni alla guida.

Bahrein World Trade Center

Bahrein World Trade Center

Due vele di 50 piani l’una, per 240 metri di altezza collegate da tre pale eoliche del diametro di 29 metri ciascuna. Il Bahrein World Trade Center è il simbolo più fulgido della voglia di modernità e sostenibilità di questo paese che sfrutta le enormi ricchezze garantite dai giacimenti petroliferi per provare, in prospettiva, ad affrancarsi dalla risorsa. Una politica “green oriented” che oltre a sfruttare l’energia del vento punta anche sul solare e il riciclo delle acque reflue. L’edificio, nel centro di Manama, è l’esperimento più avanzato del paese in fatto di sostenibilità ambientale, ma non è l’unico primato: si tratta, infatti, di uno dei più grandi centri commerciali al mondo con tutte, ma proprio tutte, le firme di maggior richiamo dell’alta moda: Louis Vitton, Fendi, Gucci, Versace, Bulgari ecc. Insomma, architettura, design, lusso e tecnologia: questi i “pilastri” su cui si regge quest’avveneristico grattacielo dello shopping made in Bahrein.

Vita notturna

Vita notturna

Il Bahrain è un centro d’affari cosmopolita con una vita notturna più libera e tollerante rispetto agli altri paesi della zona. Numerosi ristoranti e lounge bar dove mangiare, ascoltare musica e bere un drink. Luoghi spesso di lusso, frequentati oltre che dagli stranieri, anche dai “cugini” sauditi pronti ad attraversare King Fahd Causeway, la famosa sopraelevata del Re Fahd che unisce i due stati.

The Lagoon

The Lagoon

Un enorme centro commerciale nel cuore dell’isola Amwaj fatto di negozi, bar, ristoranti, boutique e spazi all’aperto in cui trascorrere piacevoli giornate in famiglia e/o in compagnia di amici. Il design e la posizione fronte mare rendono questo posto unico nel suo genere. Non a caso, il numero di visitatori tra residenti e turisti è in continua crescita. Per saperne di più visita il sito ufficiale: www.thelagoonbahrain.com

Go Kart

Go Kart

Oltre che per il Gran Premio di Formula 1 il circuito Sahkir è famoso per il Go Kart. Vi si disputano diversi campionati, ma soprattutto l’impianto è a disposizione dei turisti che vogliono cimentarsi col karting. L’organizzazione mette a disposizione abbigliamento e vetture che variano a seconda delle fasce d’età. Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto degli standard di sicurezza previsti dalla disciplina. Un modo divertente di trascorrere una serata in Bahrain in famiglia e/o con gli amici. Per maggiori informazioni sulle formule, i prezzi e gli orari di accesso alla struttura clicca qui

Circuito Sakhir

Circuito Sakhir

Dal 2004 in Bahrain fa tappa anche la Formula 1. Per ospitare il circuito automobilistico più famoso al mondo il piccolo stato della Penisola arabica non ha badato a spese costruendo un’avveneristica pista in mezzo al deserto. Il circuito Sahkir, questo il suo nome, spicca per spettacolarità e tecnologia. Sin dalla prima edizione si è rivelato particolarmente ostico per i piloti che qui devono affrontare condizioni ambientali sui generis: dalla sabbia che inevitabilmente si deposita sul manto (nonostante l’utilizzo di prodotti particolari per limitare il fenomeno), alla forte escursione termica tra il giorno e la sera quando generalmente si disputa la corsa. Tre curiosità: il primo Gran Premio, nel 2004, se lo è aggiudicato il pilota tedesco Michael Schumacher, da anni costretto all’immobilità a causa di un incidente sciistico; nel 2011, invece, la gara non si disputò a causa dei disordini che interessarono il paese sulla scorta delle diverse “primavere arabe” che quell’anno infiammarono anche Tunisia, Libia, Egitto, Giordania, Yemen e Siria. Infine, diversamente dagli altri Gran Premi di Formula 1, sul podio lo champagne classico (proibito al pari degli altri alcolici) è sostituito da quello arabo, rigorosamente analcolico.

Bab el-Bahrain Souq

Bab el-Bahrain Souq

Alla ricerca del vero Bahrein. È questo lo spirito con cui approcciare la visita al mercato di Manama, nella parte nord della città, proprio sotto le torri gemelle del Financial Harbor. In realtà di tipico il souq di Manama conserva ben poco, perlomeno rispetto ai mercati di Tunisia, Marocco, Egitto e soprattutto Qatar. Tuttavia una visita in questo dedalo di viuzze tra elettrodomestici, cibo e spezie è comunque assai istruttiva. Non foss’altro che consente di familiarizzare con quella parte di popolazione lontana dalla ribalta di finanza e moda.

Perle e preziosi in Bahrein

Perle e preziosi in Bahrein

La perla è uno dei simboli di Manama e del Bahrein. Una tradizione antichissima che ha accompagnato per secoli lo sviluppo del territorio al punto da costituire parte integrante della storia e dell’identità locale come certificato dalla tutela Unesco in vigore da qualche anno. Tra l’altro la raccolta delle ostriche non solo continua, ma negli ultimi anni ha registrato un notevole aumento in ragione della domanda crescente da parte di mercanti e gioiellieri. La perla del Bahrein, infatti, è celebre per la sua purezza contribuendo notevolmente all’economia già florida di questo minuscolo stato insulare della penisola arabica. Da vedere il “distretto” dell’isola di Muharraq da dove parte il grosso delle imbarcazioni dedite alla raccolta delle ostriche. Diciassette edifici, tra magazzini, gioiellerie, residenze di mercanti e l’immancabile moschea, storicamente riconducibili alla lavorazione di questa gemma preziosa. Molte altre notizie e testimonianze si trovano all’interno del Museo Nazionale. Ciò detto in Bahrein conviene acquistare oro e preziosi. I prezzi sono molto più abbordabili rispetto al mercato occidentale e perciò venirci in vacanza può essere l’occasione giusta per un acquisto di valore che dura nel tempo.

Il Forte

Il Forte

Qal’at al-Bahrain, la fortezza cinquecentesca costruita dai portoghesi è senza dubbio una delle attrazioni principali di questo minuscolo stato insulare. Non a caso il forte, circondato da un fossato, è Patrimonio dell’Unesco. Uno dei consigli più ricorrenti è quello di visitare le rovine sul far della sera per meglio apprezzare il contrasto tra la parte antica della città, illuminata da “semplici” faretti, e le luci iper moderne dei palazzi che definiscono lo skyline di Manama, la capitale del Regno.

Moschea Al Fateh

Moschea Al Fateh

Una volta a Manama è impossibile non notare la Moschea Al Fateh (da Ahmed Al Fateh, capostipite della dinastia Al Khalifa che regna sul piccolo stato insulare). Come quasi tutto in città, il gigantismo della struttura si impone all’attenzione dei turisti che ogni anno sempre più numerosi scelgono di visitare il paese. Una cupola in fibra di vetro, due minareti e gli elementi decorativi dell’interno (lampade in legno lavorato, un enorme lampadario di Swarovsky, tappeti ecc.) ne fanno uno dei simboli più vistosi del benessere bahreinita, punto di riferimento spirituale per tutti i musulmani del mondo. Non a caso, è una delle moschee più grandi del pianeta e può arrivare a ospitare 7000 fedeli. Generalmente vengono organizzate visite guidate per conoscere approfonditamente la struttura che è visitabile a patto di avere un abbigliamento consono. Le donne, per esempio, devono necessariamente indossare abaya (lungo camice nero, di tessuto leggero, che copre tutto il corpo eccetto testa, piedi e mani) e velo, mentre per tutti corre l’obbligo di togliere le scarpe all’ingresso.

Royal Camel Farm

Royal Camel Farm

L’allevamento di cammelli della famiglia reale del Bahrein (o Bahrain) è di sicuro una delle attrazioni da visitare se avete figli al seguito. Ovviamente anche se non ne avete, tuttavia è indubbio che questi animali (soprattutto le femmine, tenute in disparte con i propri cuccioli) riescono a suscitare empatia ed affetto nei ragazzi. Occhio però ad avvicinarsi troppo. In genere, dopo un po’ che ci si trova sul posto arriva uno dei tanti lavoratori dell’allevamento a spiegare come fare per accarezzare, fotografare e dar da mangiare a questi animali in tutta sicurezza. Se fortunati, dietro corrispettivo di una piccola mancia, riuscirete anche a cavalcarne uno. Il Janabiya Reale Camel Farm Bahrain è aperto al pubblico tutti i giorni, tutto il giorno. L’ingresso è gratuito. Unica accortenza, lavare (o disinfettare) le mani subito dopo la visita.

Museo Nazionale

Museo Nazionale

Se siete realmente interessati ad approfondire il “genius loci” bahreinita, il Museo nazionale è senza dubbio una delle prime tappe da fare. Come quasi tutti i siti di maggior interesse, il museo si trova a Manama capitale del Regno. Costruito alla fine degli anni ’80 del secolo scorso si estende su una superficie di circa 28.000 metri quadrati. Spazi espositivi grandi, ben organizzati e con didascalie in inglese e arabo consentono ai visitatori di maturare in poco tempo una visione collettiva della millenaria cultura locale, antica cerniera dei traffici commerciali tra Mesopotamia e Oriente. Insomma un museo antico, ma con un’architettura post-moderna che consente una visita agevole al costo tutt’altro che proibitivo di 1 bhd, l’equivalente di 2,40 euro circa.

Necropoli villaggio Al’Aali

Necropoli villaggio Al'Aali

Oltre 170.000 tombe, a tanto ammonta la gigantesca necropoli del villaggio di Al’Aali, poco distante da Manama. Un cimitero enorme, testimonianza preziosa della misteriosa civiltà Dilmun attiva nell’area a partire dal terzo millennio a.C. Lo studio delle tombe, simili a collinette artificiali di diversa grandezza (le più grandi misurano fino a 15 metri di altezza) ha consentito di ricostruire l’universo simbolico e cultuale di questa civiltà dell’età del bronzo dedita a fiorenti scambi commerciali con le altre popolazioni dell’area del Golfo Persico. Nel tempo, alcuni significativi scavi sono stati trasferiti nel Museo Nazionale del Bahrein e sono lì visitabili.

La vita notturna di Maiorca non è quella di Ibiza

La vita notturna di Maiorca non è quella di Ibiza

Sicurezza, trasporti, sanità, vita all’aria aperta, clima e gastronomia (di cui non abbiamo parlato): a Maiorca funziona tutto benissimo, al punto che sono in molti a trasferirvisi, non solo dall’Italia. In verità soprattutto dalla Germania, avidi come sono i tedeschi dello stile di vita informale e rilassato delle isole del Mediterraneo. E qui sta il punto: se siete alla ricerca di eccessi, discoteche e movida sfrenata non è a Maiorca che dovete venire. Perlomeno non in bassa stagione. In primavera e in autunno, infatti, il turismo presenta un’età media piuttosto elevata. Si può sorridere della circostanza ma sarebbe un errore grossolano: i pensionati in genere, a maggior ragione quelli tedeschi, hanno un’elevata capacità di spesa, sicuramente superiore a quella di un’intera generazione di trenta-quarantenni piegata da anni di flessibilità e salari bassi. Ciò detto non c’è problema. L’isola è davvero adatta a tutti: giovani, meno giovani, coppie, single, famiglie con o senza prole. L’importante è sapere quel che si vuole, tanto più che Ibiza non è poi così distante.

Sport e attività outdoor

Sport e attività outdoor

Maiorca è un’isola per sportivi. Gli amanti del golf sull’isola trovano numerosi campi per dare sfogo alla loro passione. Uno dei più famosi è il Canyamel Golf Club, nel versante nord-orientale dell’isola (Capdepera). Si estende per oltre 6000 metri ed è stato realizzato alla fine degli anni ’80 del secolo scorso dall’architetto José Gancedo nel massimo rispetto non solo dell’orografia, ma soprattutto della flora e della fauna esistenti. Non solo golf. Anche il ciclismo è molto praticato, tanto è vero che diverse squadre professionistiche scelgono di effettuare qui il ritiro prima della stagione agonistica. Il valore aggiunto, in questo caso, è dato dal clima mite quasi tutto l’anno e dal complessivo buono stato di salute delle strade, anche quelle secondarie e vicinali. Poi c’è il trekking. Abbiamo già detto di Cap de Formentor ma guai a dimenticare Puig Major, che con i suoi 1445 metri sul livello del mare è la vetta più alta del complesso montuoso della Sierra de Tramuntana. Guai a dimenticare anche i parchi naturali: in particolare l’arcipelago di Cabrera e la riserva di S’Abulfera meritano senz’altro una visita tra escursioni marittime e birdwatching. All’appello mancano gli sport acquatici e velistici. Il diving è una delle attrazioni principali dell’isola ed è praticato un po’ dovunque, mentre l’elevata ricettività portuale (circa 20.000 posti barca) favorisce lo svolgimento di diverse regate durante tutto l’anno. Insomma, Majorca è un’isola completa che ben si adatta alle esigenze degli sportivi. Provare per credere!