Non violare le regole di convivenza civile

Non violare le regole di convivenza civile

Vale per Stoccolma quel che abbiamo detto a proposito delle cose da non fare a Monaco di Baviera: il rispetto viene prima di tutto. Dal non occupare la sinistra sulle scale mobili, alla fila del supermercato fino ai segnali stradali, le regole di convivenza civile sono sacre. Un’aspirazione egualitaria che in Svezia (ma il discorso può essere esteso anche alle altre nazioni scandinave) viene inculcata fin da piccoli, subordinando la realizzazione individuale (che non viene demonizzata) alle esigenze della comunità. Da quest’insegnamento deriva anche la pacatezza del modo di conversare e, di converso, la disapprovazione verso chi alza troppo i toni e/o tende a monopolizzare la discussione. Ovviamente, quello descritto è uno stereotipo che, seppur operante, fotografa solo una parte della quotidianità di Stoccolma. In ogni caso, meglio comportarsi bene e non derogare ai principi di buona educazione a cui gli svedesi tengono moltissimo.

Blå Tåget

Blå Tåget

Tra le tante cose da fare a Stoccolma il Blå Tåget, il “treno blu” che congiunge la capitale con Göteborg, merita senz’altro un cenno. Se vi piace viaggiare lento, comodamente seduti in un treno d’epoca che però coniuga l’arredo vintage con tutti i comfort più moderni, allora è l’esperienza che fa al caso vostro. Oltretutto, il paesaggio è davvero fantastico, e perciò le 4 ore circa di percorrenza tra le due principali città svedesi, volano via in fretta con lo sguardo perennemente rivolto verso il finestrino. The Blue Train, per dirla all’inglese, parte 2 volte al giorno dal giovedì al lunedì, da entrambi i capolinea. Per maggiori informazioni sul costo e gli orari di partenza e arrivo visita il sito ufficiale: www.blataget.com (disponibile la versione inglese).

Junibacken

Junibacken

Parchi controllati, aree verdi dove giocare in tutta sicurezza, menu dedicati in quasi tutti i ristoranti, e mille altre agevolazioni specie sui mezzi pubblici di trasporto: Stoccolma è una città a misura di bambino. Negli ultimi 20 anni, poi, la capitale svedese ha registrato un “baby boom” dovuto anche al significativo aumento dell’immigrazione. Le autorità locali hanno ritenuto perciò di aumentare gli sforzi a sostegno delle famiglie senza trascurare, ovviamente, l’aspetto turistico della faccenda. Infatti, la presenza di servizi e divertimenti destinati all’infanzia, incoraggia il turismo familiare, facilitando moltissimo i genitori nell’organizzazione della vacanza. Junibacken, sull’isola di Djurgården, è l’emblema di questa politica illuminata. Inaugurato nel 1996, Junibacken è un parco tematico in cui sono stati ricostruiti ambienti e personaggi delle fiabe più popolari di Svezia, e non solo. Per esempio, c’è la casa di Pippi Långstrump, o Pippi Calzelunghe come è conosciuta in Italia, ma ci sono anche personaggi e situazioni riconducibili ad altre favole scandinave. L’unico inconveniente di Junibacken è l’affollamento durante i weekend. Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale: www.junibacken.se (disponibile la versione inglese).

Moderna Museet

Moderna Museet

Il Museo di Arte Moderna di Stoccolma non solo è uno dei più importanti d’Europa (oltre 130.000 opere fra artisti contemporanei e grandi del passato) ma è anche innovativo come approccio, soprattutto per l’attenzione dedicata ai bambini cui sono riservati numerosi spazi e attività all’interno della struttura. L’edificio si trova sull’isola di Skeppsholmen ed è stato realizzato nel 1998 dall’architetto spagnolo Rafael Moneo in concomitanza alla designazione della città a Capitale Europea della Cultura. Dicevamo, artisti contemporanei dei più diversi ambiti (scultura, pittura, fotografia, installazioni massmediali) e giganti del passato tra cui Matisse, Kandinsky, von Dardel, fino a Edvard Munch, autore del celebre “L’urlo” custodito nella Galleria Nazionale di Oslo. Oltre che per le opere presenti, le mostre temporanee e le attività per bambini, il Moderna Museet di Stoccolma merita anche per il contesto paesaggistico in cui è inserito. Verde e natura tutt’attorno e un panorama meraviglioso di Stoccolma, specie sul far della sera. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.modernamuseet.se. Da non perdere!

Grona Lund

Grona Lund

Sull’isola di Djurgården c’è anche il Grona Lund, il parco-divertimento più grande di Stoccolma, adatto a grandi e bambini. Dalle montagne russe, ai cavalli a dondolo, passando per la terrificante casa degli spiriti e le mille altre diavolerie di questo genere di ambiente, Grona Lund è il posto giusto se volete trascorrere una giornata all’insegna dell’allegria e della spensieratezza. L’organizzazione, manco a dirlo, è perfetta: per i bambini, ad esempio, c’è il braccialetto identificativo nel caso dovessero perdersi. Questo non esenta certo i genitori dal seguire i propri figli; di sicuro, però, c’è la consapevolezza di trovarsi in un luogo sicuro e controllato. Insomma, Stoccolma è una città ideale per le famiglie con bambini al seguito. Occorre solo un minimo di organizzazione, e soprattutto farlo per tempo. Per maggiori informazioni è consultabile il PDF in italiano con tutte le principali info scaricabile dal sito ufficiale del parco.

Skogskyrkogården

Skogskyrkogården

Di primo acchitto fa strano pensare a un cimitero come a un’attrazione turistica. Invece, non solo è possibile, ma a leggere le recensioni che si trovano in rete, per molti Skogskyrkogården è una delle principali attrazioni di Stoccolma. Il “Cimitero del Bosco” si trova ad Enskede, quartiere del versante meridionale della città e fu progettato nel 1914 da Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz, due giovani architetti che si erano aggiudicati il concorso internazionale bandito dall’allora amministrazione comunale. L’idea alla base del concorso era l’allestimento di un’area cimiteriale che avesse come tratto distintivo la fusione tra architettura e natura. Non il “solito” cimitero con tombe e cappelle tutte diverse, che celebrano la singolarità dell’individuo e/o della famiglia di appartenenza, ma un luogo che infondesse la necessaria serenità all’elaborazione del lutto. Un obiettivo, quello dell’amministrazione di Stoccolma, che i due architetti raggiunsero in pieno al punto che, 80 anni dopo (1994) l’apertura di Skogskyrkogården, l’Unesco ha inserito il cimitero tra i beni Patrimonio dell’Umanità. Infine due curiosità. A Skogskyrkogården è sepolta la “Divina” Greta Garbo (1905 -1990) la cui salma venne traslata da New York, dove era avvenuto il decesso, e riportata nella città natia, 9 anni dopo la scomparsa. Inoltre il cimitero dispone di un centro-visitatori dove reperire informazioni e cartina dell’area. Per saperne di più visita il sito ufficiale: skogskyrkogarden.stockholm.se (disponibile la versione inglese).

SkyView Ericsson Globe

SkyView Ericsson Globe

Dopo una visita dei musei di Djurgården, ci sta bene un salto all’Ericsson Globe, futuristico edificio in cemento e acciaio dove per anni si sono svolte le più importanti manifestazioni sportive di Svezia. Dal 2010, sulla facciata esterna dell’edificio sono state montate due bolle sferiche di vetro che conducono i visitatori sulla sommità della struttura, da cui si gode un bel panorama della città. Insomma, Stoccolma è la dimostrazione che il culto della tradizione (rappresentato dallo Skansen), può tranquillamente coesistere con la modernità tecnologica (di cui lo SkyView è l’emblema). Anzi, dal punto di vista turistico, la cura dei due aspetti è fonte di occupazione e profitto per gli abitanti della città. Per maggiori informazioni sugli orari, i giorni di apertura e chiusura e i prezzi dell’attrazione clicca qui.

Museo Skansen

Museo Skansen

Secondo gli svedesi lo Skansen è il miglior “open air museum” al mondo. Certo, conta l’orgoglio patriottico, ma l’ingegno e la cura con cui il suo inventore, tal Arthur Hazelius (1833 – 1901), provvide alla realizzazione di questo museo all’aperto ha davvero dell’incredibile. Innanzitutto per l’intuizione che è alla base dell’opera: siamo nel 1891 e la Svezia, al pari delle altre nazioni europee, è in piena transizione verso l’economia industriale. Lungi dal contrastare lo sviluppo del proprio paese, Hazelius si pose l’obiettivo di conservare tutte le tradizioni locali che rischiavano di sparire sotto i colpi della modernità. Per fare ciò acquistò personalmente oltre 150 abitazioni rurali provenienti da tutta la Svezia provvedendo, come se non bastasse, anche all’arredo e alla dotazione dei necessari utensili domestici. Insomma, scopo dell’uomo fu, sin dall’inizio, quello di creare una città in miniatura rappresentativa degli usi e costumi dell’intero popolo svedese. Compito pienamente assolto, considerando che lo Skansen è una delle attrazioni principali di Stoccolma. Oltre che per il fascino storico, il museo è famoso anche per il suo giardino zoologico in cui sono presenti alci, renne, lupi, foche e altre specie tipiche del nord Europa. Assai caratteristica la settecentesca chiesa in legno di Seglora. Illuminata solo da candele e arredata in maniera essenziale, gli abitanti di Stoccolma le sono molto affezionati, al punto da averne fatto una delle location più richieste per matrimoni e battesimi. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del museo: www.skansen.se (disponibile la versione inglese).

Museo Vasa

Museo Vasa

Circa 300 artigiani a lavoro dall’alba al tramonto per 6 giorni la settimana. Questi i numeri impressionanti per la costruzione del vascello “Vasa” commissionato nel 1625 dal re Gustavo II Adolfo (1594 -1632). Altrettanto impressionanti le dimensioni dell’imbarcazione che, nelle intenzioni del re, avrebbe dovuto resistere alle cannonate e ai venti contrari: 53 metri di altezza, 68 di lunghezza, 6 vele, 64 cannoni e circa 150 marinai per governarla. Non solo, tutt’attorno il vascello c’erano più di 1000 sculture finemente decorate, a simboleggiare la volontà di potenza di una nazione che, nonostante il decennale impegno su più fronti di guerra (Russia, Polonia e Germania), era riuscita, grazie all’audacia del suo giovane sovrano, ad accrescere i propri domini. Con questo spirito si arrivò, tre anni dopo l’inizio dei lavori, al varo del vascello. Il 10 agosto 1628, alla presenza di migliaia di abitanti di Stoccolma, il Vasa era pronto ad uscire dal porto. Qualcosa però andò storto e furono sufficienti due forti folate di vento a compromettere la statica della nave che presto cominciò a imbarcare acqua dai portelli aperti dei cannoni. Fu una catasfrofe. Persero la vita tra le 30 e 50 persone e la maestosa nave da guerra fortemente voluta da Gustavo II Adolfo si inabissò miseramente. Tre secoli dopo, nel 1961, la Svezia è riuscita a tirare su il relitto e a farne, dopo lunghi anni di studio e restauro, una delle principali attrazioni del paese. Sono decine di migliaia, infatti, i turisti che ogni anno visitano il Museo Vasa (Vasamuseet) sull’isola di Djurgården. Per maggiori informazioni visita il sito: www.vasamuseet.se (disponibile anche la versione italiana).

Djurgården

Djurgården

Uno dei motivi per cui Stoccolma vanta un’elevatissima qualità della vita è la presenza di un’enorme oasi naturalistica in pieno centro. Stiamo parlando dell’EcoPark sull’isola di Djurgården dove, durante il periodo estivo, gli abitanti della capitale amano trascorrere gran parte del tempo libero a disposizione praticando sport all’aperto, o semplicemente rilassandosi sul prato. In autunno, invece, prima che l’inverno imponga i suoi ritmi, il Parco Nazionale di Stoccolma è uno dei posti preferiti dagli amanti del “foliage” (il cambiamento del colore delle foglie dal giallo al rosso) negli ultimi anni diventato una vera e propria tendenza fotografica con tanto di articoli, siti e applicazioni dedicate al fenomeno. Non è finita, perché a Djurgården hanno sede alcuni dei musei più importanti di Stoccolma. Due in particolare: Museo Vasa (Vasamuseet) e Skansen, museo all’aperto e zoo cittadino. Di seguito vediamo meglio di che si tratta.

La Cattedrale

La Cattedrale

Chiunque sia interessato ad approfondire il “genius loci” di Stoccolma non può esimersi dal visitare la Cattedrale intitolata a San Nicola. Una chiesa a 5 navate che si presenta con quel singolare mix di gotico e barocco (soprattutto barocco, essendo stata ricostruita quasi interamente nel ‘700) che da un punto di vista architettonico l’accomuna al vicino Palazzo Reale. Non a caso, fino al 1873, nella “Chiesa Grande” (l’altro nome con cui è chiamato l’edificio) avveniva l’incoronazione della famiglia reale svedese. In seguito, le celebrazioni sono state spostate nel Palazzo Reale, lasciando alla Storkyrkan soltanto due primati storici: quello di essere la chiesa più antica della città (le orgini risalgono al XII secolo), e soprattutto di esser stato il luogo da cui, nel ‘500, è partita la conversione alla dottrina luterana. Qui il predicatore Olaus Petri (1493 -1552) tenne i suoi discorsi più celebri, decisiva base ideologica per la conversione ufficiale del paese al protestantesimo nel 1531. Oltre alla statua che ricorda Olaus Petri all’esterno della chiesa, ci sono molte altre cose da vedere. En passant segnaliamo il campanile, alto ben 66 metri, i dipinti medievali che decorano il soffitto nella Cappella della Madonna, l’altare d’argento del ‘600 e la scultura in legno raffigurante San Giorgio e il drago realizzata dall’artista Bernt Notke, nativo di Lubecca. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.svenskakyrkan.se.

Palazzo Reale

Palazzo Reale

Residenza reale e monumento storico-culturale: sta in quest’ambivalenza l’appeal turistico del Palazzo Reale di Stoccolma. Il castello esisteva già, ma quello che noi ammiriamo è opera dell’architetto Nicodemus Tessin il Giovane incaricato dal re Carlo XI (1655 – 1697) di adeguare “Tre Kronor”, la vecchia fortezza medievale, alle aspirazioni imperiali della casa reale. Per una serie di vicissitudini, il progetto di Nicodemus Tessin vide la luce solo 60 anni dopo il conferimento dell’incarico. Per la precisione, nel 1754, allorquando il re Adolfo Federico e la regina Lovisa Ulrika poterono trasferirisi definitivamente nel nuovo palazzo ultimato dall’architetto Carl Harleman (sotto la direzione artistica di Carlo Gustavo, figlio di Nicodemus Tessin). Un trionfo di barocco e roccocò in cui oggi hanno luogo le principali cerimonie e visite di Stato. Nondimeno – come accennato all’inizio – il Palazzo Reale di Stoccolma è aperto al pubblico. Per saperne di più su quest’attrazione turistica visita il sito ufficiale: www.kungahuset.se. Da non perdere il cambio della guardia che in estate ha luogo tutti i giorni (dal lunedì al sabato, 12.15; domenica 13.15) mentre nelle altre stagioni si ripete soltanto tre volte la settimana (mercoledì e sabato, 12.15; domenica 13.15).

Gamla Stan

Gamla Stan

La visita di Stoccolma cominicia, immancabilmente, dal suo centro storico. Per la precisione da Stortorget, la piazza di Gamla Stan, cuore medievale cittadino sull’isola di Stadsholmen. È qui che si trovano il Palazzo Reale, la Cattedrale (Storkyrkan) e il Palazzo della Borsa (Börshuset) che, oltre a rappresentare il centro finanziario svedese, ospita il Museo del Nobel (Nobelmuseet) celebre per i suoi archivi-audio con i discorsi tenuti in occasione del ritiro del premio. Non è finita, perché poco lontano dalla piazza scorrono Västerlånggatan e Österlånggatan due tra le strade principali dello shopping cittadino, quotidianamente invase da migliaia di turisti a spasso tra boutique di lusso e negozietti vintage. Da non perdere.

Meglio evitare le camere ai piani bassi

Meglio evitare le camere ai piani bassi

La scelta dell'hotel (clicca qui per quelli consigliati) – si sa – è uno degli aspetti più importanti di una vacanza, quello da cui discendono tutta una serie di altri fattori decisivi per l'esito del soggiorno. Tra i diversi aspetti da considerare, a Tenerife c'è anche il piano della camera. E già, perché specialmente nel sud dell'isola (Los Cristianos, Playa de las Américas e Costa Adeje), sono molti i locali a rimanere aperti tutta la notte con l'inevitabile – e per qualcuno insopportabile – sottofondo musicale. Perciò, se siete tra quelli che per dormire hanno bisogno di silenzio, conviene che scegliate una camera ai piani alti.

Attenzione ai borseggiatori

Attenzione ai borseggiatori

Tenerife, ma il discorso può essere tranquillamente esteso a tutto l’arcipelago canario, è un’isola sicura. Non ci sono gang a dividersi il controllo di strade, piazze, quartieri e vicoli, né si registrano fatti di cronaca particolarmente efferati. Il massimo che può succedere è che qualcuno vi alleggerisca il portafoglio (non quello obbligazionario!) magari mentre siete in spiaggia, in fila per l’autobus, passeggiando sul lungomare ecc. Insomma, essendo un’isola in cui si vive prevalentemente all’aperto, di situazioni propizie per i borseggiatori ce ne sono diverse. Ciò detto, nessuna paura: basta qualche precauzione di buon senso come chiudere bene la borsa, evitare di tenere il portafoglio in bella vista, non girare con molti contanti e non avrete alcuna sorpresa sgradita.