Cala Bassa

Cala Bassa

A circa 9 chilometri da St. Antony de Portmany c’è la piccola (lunga ca. 300 metri) ma suggestiva spiaggia di Cala Bassa. La particolarità di quest’insenatura è quella di avere alle spalle una pineta (per la gran quantità di pini marittimi, Ibiza e Formentera sono anche chiamate “Isole Pitiuse”) in cui volendo, ci si può attrezzare con lettino e sdraio facendo a meno dell’ombrellone. Ovviamente, nella retrostante pineta non mancano snack bar e ristoranti, come pure non manca un accorsato camping scelto soprattutto dalle famiglie con bimbi al seguito. Una formula vantaggiosa che permette di conciliare la vicinanza al mare con un una spesa più contenuta rispetto al soggiorno in hotel (clicca qui per la lista degli hotel consigliati). Da vedere!

Westend

Westend

Ibiza condivide lo stesso destino di Mykonos, quello di esser considerata soprattutto una “party island”. Un’isola, cioè, dove sono bpm, alcol e trasgressione a scandire le giornate dei turisti presenti. E, in effetti, non si può dire che lo stereotipo non rispecchi la realtà. Prendiamo il Westend, la zona dei locali di St. Antoni de Portmany, il secondo comune dell’isola per estensione e numero di abitanti (ca 20.000). Chi non può permettersi l’ingresso nei più costosi locali di Eivissa, viene a divertirsi qui nel versante sud-occidentale dell’isola. Da maggio a ottobre il Westend non dorme praticamente mai: rumore tutto il giorno e locali praticamente ovunque. Non ha più neanche tanto senso parlare di vita notturna, dal momento che di feste se ne trovano a qualsiasi ora della giornata. Nei club, in spiaggia e perfino in barca. E già, perché nel porto di St Antoni sono attraccate le “boat party” dove dal tramonto in poi si va avanti a base di cocktail e musica a palla. Infine un consiglio: se vi piacciono i tramonti non dimenticate di portare la macchina fotografica: quelli di St. Antoni de Portmany, a detta dei più, sono i più belli di Ibiza.

Espalmador

Espalmador

Chi viene a Ibiza quasi sempre destina un giorno della propria vacanza alla vicina Formentera. I collegamenti da Sant Antoni ed Eivissa sono frequenti e la percorrenza è breve. Ovviamente, pur essendo più piccola e decisamente meno abitata (ca.11.000 abitanti), Formentera non si gira in un solo giorno, non foss’altro che per la grande quantità di spiagge di cui dispone. Le spiagge a nord, nella penisola di Es Trucadors, sono quelle turisticamente più famose: su tutte Illetes, ma meritano una visita pure Llevant, Es Cavall ed Espalmador (S’Espalmador, in catalano). Quest’ultima è una piccola isola (ca. 3 km di lunghezza e 1 di larghezza) a 150 metri dalla penisola di Es Trucador ma, a causa delle forti correnti, è vietato raggiungerla a nuoto. Perciò, una volta arrivati a Formentera, tocca prendere un battello che giornalmente fa la spola dal porto de La Salina ad Espalmador. Detto questo, ne vale assolutamente la pena. La sensazione, passeggiando sulla sabbia bianca e fine di Platja de S’Alga (la spiaggia dell’isolotto), è di trovarsi a Caraibi a cui, del resto, quest’isola remota al centro della Riserva Naturale de ses Salines, non ha davvero nulla da invidiare. Consigliatissima.

Es Cavallet

Es Cavallet

Finora ci siamo occupati di non appiattire l’immagine di Ibiza sul suo lato più edonistico e trasgressivo. Ignorarlo però sarebbe un errore, tanto più che, una volta sul posto, è comunque impossibile farlo. Prendiamo Es Cavallet, una delle spiagge più belle dell’isola. Vale senz’altro la pena andarci, ma bisogna sapere che oltre al dato ambientale – spiaggia bianca, mare cristallino ecc. – Es Cavallet è famosa per essere la spiaggia nudista ufficiale di Ibiza. Un primato che risale alla prima metà degli anni ’70 del secolo scorso quando ancora la Spagna era sotto il dominio politico-militare del generale Francisco Franco. E, infatti, il regime spagnolo provò a reprimere il fenomeno, senza riuscire però a debellarlo. Perciò, Es Cavallet è un pezzo di storia della Spagna, un esempio di libertà sulla scorta del quale negli anni del post-franchismo sono giunti a Ibiza nudisti, naturalisti, gay e lesbiche provenienti da ogni parte del mondo. La spiaggia, che fa parte della Riserva Naturale de ses Salines, si trova nel versante meridionale di Ibiza ed è ben collegata coi mezzi pubblici dal capoluogo Eivissa.

Necropoli di Puig des Molins

Necropoli di Puig des Molins

Se oltre al mare, le spiagge e il by night vi interessa approfondire la storia dell’isola, beh allora la Necropoli di Puig des Molins merita assolutamente una visita. Ibiza, infatti, nei millenni ha subito diverse dominazioni. Indubbiamente quella araba è stata la più significativa, ma prima c’erano stati Fenici, Cartaginesi e Romani. Furono proprio i primi a costruire le catacombe a poche centinaia di metri dal villaggio dove si erano stanziati. All’epoca, il VII secolo a.C., i mulini (da cui il nome della località) non c’erano ancora. Al loro posto soprattutto alberi da frutto, mentre oggi sia i mulini che i resti delle tombe (si stima siano più di 3000, di cui un decimo circa visitabile) sono coperti da una fitta coltre di arbusti e macchia mediterranea. Da vedere l’annesso Museo Monografico dove sono stati repertati e catalogati i corredi funebri rinvenuti durante gli scavi archeologici. Si tratta di gioielli, amuleti, ceramiche e altre utensilerie da cui è possibile ricavare informazioni preziose sul diverso status dei defunti interrati.

Porto di Eivissa

Porto di Eivissa

Dopo Dalt Vila tocca alla zona del Porto, un altro di quei luoghi dove storia e divertimento si fondono. Storici sono i quartieri de La Marina e Sa Penya, antichi villaggi di pescatori, oggi luoghi preferiti dai turisti che solitamente trascorrono in zona il preserata in attesa dell’ingresso in discoteca (famosissima la discoteca “Pacha”). Storici anche i due monumenti dedicati ai marinai che nei secoli hanno reso grande Ibiza. Stiamo parlando del Monument a los Corsarios, e l’altro intitolato alla Gente de la Mar (vd. foto). Il primo si trova alle spalle dell’Estacio Marittima dove attraccano le navi da crociera e i traghetti provenienti da Barcellona, Valencia o dalla vicina Formentera. Il secondo, invece, si trova all’incrocio di Avinguda de Santa Eularia des Riu, una delle arterie principali dell’isola. Da non dimenticare Eivissa Nova e Marina Botafoc i due porti turistici dove generalmente attraccano i tanti vip del mondo dello sport e dello spettacolo che frequentano Ibiza nei mesi estivi. Sono questi i posti dove si fa lo struscio con la speranza di fotografare qualcuno/a dei protagonisti dello star system. Per il resto, il porto è un susseguirsi di bar, ristoranti, boutique e negozi di souvenir pronti a reggere l’impatto giornaliero con migliaia di visitatori, tra i tanti in vacanza e quelli, altrettanto numerosi, che sbarcano dalle navi da crociera.

Dalt Vila

Dalt Vila

Nove volte su dieci la visita dell’isola comincia dalla parte vecchia di Eivissa, come gli abitanti chiamano in catalano il capoluogo Ibiza che dà anche il nome all’isola. Dalt Vila, dal 1999 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è un compendio perfetto di quella doppia anima cui abbiamo fatto riferimento in apertura. Si tratta, infatti, di un grande museo a cielo aperto che però nel periodo estivo viene letteralmente invaso da turisti a passeggio per il dedalo di viuzze strette della zona. Ovviamente non mancano bar, ristoranti e negozi, così come non mancano artisti di strada e personaggi vestiti in maniera eccentrica che a Ibiza, in verità, abbondano. Davvero tante le cose da vedere. Segnaliamo il Castello arabo, la Cattedrale Nostra Senyora De Las Neus, il Museo d’Arte Contemporanea e Placa des Amparats da cui si scorge una bellissima vista del porto cittadino. Occhio, perciò, a non dimenticare la macchina fotografica.

Non avvicinarsi a spiagge e litorali in caso di maltempo

Non avvicinarsi a spiagge e litorali in caso di maltempo

È l’unica precauzione da tenere in considerazione a Madeira. Le onde e le mareggiate sono quelle dell’Oceano Atlantico e perciò conviene essere prudenti e non farsi sommergere. Per il resto, l’isola registra un tasso bassissimo di criminalità e perciò c’è da stare assolutamente tranquilli e rilassati.

Museo CR7

Museo CR7

Madeira è anche l'isola di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse del Real Madrid e, prima ancora, di Manchester United e Sporting Lisbona, è infatti nato e cresciuto a Funchal da una famiglia di lavoratori. Nonostante il successo sportivo ed economico, l'asso madrileno, nonché capitano della nazionale portoghese, non ha mai tagliato il cordone con la città natale dove ha investito parte delle sue considerevoli ricchezze. Case, hotel (clicca qui per la lista hotel su Booking.com) e financo un museo dove esporre gli innumerevoli trofei individuali e di squadra conquistati negli anni di carriera tra Portogallo, Inghilterra e Spagna. Il museo è stato inaugurato nel 2013 ed ampliato nel 2016 dopo l'aggiudicazione dell'Europeo con la nazionale. Insomma, se siete appassionati di calcio (a Funchal è di gran lunga lo sport più praticato) non potrete fare a meno di visitare il Museu CR7 in Rua Princesa Dona Amélia. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.museucr7.com.

Fabbrica di vimini di Camacha

Fabbrica di vimini di Camacha

A circa sette chilometri da Funchal, in direzione nord-est, c’è Camacha piccola località dell’entroterra di Madeira a 700 metri sul livello del mare. Il paese ha conservato il suo fascino rurale, di antico villaggio contadino lontano dalla costa, ed è famoso in particolar modo per la coltivazione delle mele, cui annualmente viene dedicata apposita festa. Per la coltivazione delle mele e per la lavorazione del vimini, a lungo l’attività principale del territorio. In verità anche Boaventura, frazione del comune di Sao Vicente, è celebre per questa tipica produzione artigianale, ma a Camacha c’è una fabbrica-museo di vimini che il turismo ha trasformato in una delle pricipali attrazioni dell’isola. Il fulcro della produzione è in un palazzo del centro storico chiamato “O Relogio”, dove è possibile acquistare, a prezzi tutto sommato economici considerando la qualità dei prodotti, ceste, cestini, borse, case di bambole, valigie, portalumi e un’infinità di altri oggetti, grandi e piccoli, lavorati dalle sapienti mani degli intrecciatori locali. Da non perdere!

Frente Mar

Frente Mar

Una passeggiata per il lungomare di Funchal è tappa obbligata di una vacanza a Madeira, tanto più che Frente Mar è una rinomata zona alberghiera ed è quindi probabile che scegliate di soggiornare in zona. È un lungomare classico in cui si susseguono caffè, ristoranti e belvedere (Jardim Panoramico). Colpisce però la cura dei luoghi, segno della grande attenzione che pubblico e privato destinano all’accoglienza turistica. Al termine della passeggiata, lungo la quale si incontrano diversi stabilimenti balneari (Complexo Balnear Ponta Gorda, Doca do Cavacas, nella foto), c’è Praia Formosa, la spiaggia più grande e pubblica di Madeira. In realtà si tratta di quattro spiagge l’una dietro l’altra: Praia Nova, Praia Formosa, Praia Dos Namorados e Praia do Areero. Tutte spiccano per la pulizia delle acque e i servizi offerti ai bagnanti, compresi i più piccoli.

Jardim Botanico

Jardim Botanico

Tra le tappe irrinunciabili di un viaggio a Madeira il Jardim Botanico merita senz’altro un posto d’onore. L’indirizzo è Caminho do meio, a circa tre chilometri da Funchal. Volendo, il parco è raggiungibile anche in funivia con partenza da Monte col vantaggio, quindi, di trasformare la visita delle due località in un unico itinerario. Si tratta del giardino con la più grande collezione di piante esotiche al mondo. Un’area di 80.000 metri quadrati in cui è bellissimo camminare prestando attenzione alle migliaia di specie presenti tra cactacee, palmizi e piante officinali. Non è finita, perché con lo stesso biglietto è visitabile anche il Louro Parque, parco aviario che ospita diverse specie di pappagalli, canarini e altri uccelli della variegata fauna maderense. Infine un consiglio. Tanta varietà (il parco dispone anche di un meraviglioso belvedere) va assolutamente immortalata. Perciò, non dimenticate la macchina fotografica. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.sra.pt/jarbot.

Porto Santo

Porto Santo

Madeira è l’isola maggiore dell’omonimo arcipelago di cui fanno parte anche 6 isole disabitate (Isole Deserte e Isole Selvagge) e l’isola di Porto Santo. Quest’ultima, 50 chilometri a nord est di Madeira, conta poco più di 5000 abitanti ed è giornalmente collegata con l’altra tramite traghetto. Porto Santo turisticamente non ha molto da offrire, ma quel poco che ha lascia esterrefati per la bellezza dei luoghi. In particolare la lunghissima spiaggia, oltre 7 chilometri di arenile, che dal porto si estende fino a Punta da Calheta, estremità meridionale dell’isola. L’altro punto a favore di Porto Santo è il clima mite quasi tutto l’anno. Ovviamente, in estate è molto più frequentata, ma c’è chi preferisce il volto invernale, forse un po’ più malinconico, ma assolutamente paradisiaco per gli spazi e gli ambienti a disposizione. Per saperne di più visita il sito: www.porto-santo.com.

Curral das Freiras

Curral das Freiras

A circa mezz’ora di autobus da Funchal c’è un piccolo villaggio che merita assolutamente di esser visitato. Stiamo parlando di Curral das Freiras (trad. “Valle delle Monache”), poche migliaia di anime a 300 metri sul livello del mare in mezzo alla rigogliosa natura vulcanica di Madeira. Oltre al turismo, la principale fonte di sostentamento della comunità locale è l’allevamento di castagni. Molte pietanze tipiche sono infatti a base di castagne, e al frutto è dedicata un’importante festa paesana ai primi di novembre. Come detto, la località è facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici, ma c’è un’alternativa più scenografica: arrivare comodamente in autobus fino a Eira do Serrado (altra piccola località con hotel, ristoranti, negozi di souvenir ecc.) e poi proseguire in discesa per la strada che collega le due località. Il dislivello è di circa 700 metri (Eira do Serrado è a 1094 m.s.l. m.), mentre la distanza da percorrere è inferiore ai 5 chilometri. Nulla vieta, ovviamente, di fare il percorso inverso. La salita, senz’altro più faticosa, è preferita da molti escursionisti per la minore sollecitazione delle ginocchia. Da fare!
Sito ufficiale:
www.jf-curraldasfreiras.pt

Monte

Monte

Monte è tappa obbligata di una visita a Madeira. Si tratta di un sobborgo di Funchal a 500 metri sul livello del mare dove, fino a fine ‘800, le famiglie più facoltose dell’isola si trasferivano durante il periodo estivo per sfuggire all’afa della costa. Perciò, il quartiere ha conservato una certa impronta aristocratica che ancora oggi si evince soprattutto dalla particolare cura dedicata al verde presente. Il Jardim Tropical Monte Palace, metà giardino e metà museo, e il Parque Municipal do Monte, con la sua grande varietà di alberi e piante esotiche, meritano una visita. Da non perdere anche la Igreja da Nossa Senhora, piccola chiesa barocca famosa, tra l’altro, per ospitare le spoglie di Carlo I, ultimo sovrano d’Austria sepolto nella cappella laterale a sinistra dell’ingresso. Quasi tutti raggiungono la località tramite la funivia, il Teleferico do Funchal, con partenza da la Zona Velha. A scendere, invece, conviene prendere i “carrihos”, caratteristici slittini di vimini guidati da due conducenti in camicia bianca e cappello in paglia. Non a caso, Monte è chiamata “a frequesia dos carrinhos”, proprio a sottolineare la particolarità di questo mezzo di locomozione che, si racconta, affascinò particolarmente Ernest Hemingway.