Prenotare sotto data

Prenotare sotto data

Le strutture ricettive alle Isole Tremiti sono perlopiù concentrate a San Domino. In molti casi sono abitazioni adibite a pensioni: inevitabilmente servizi e comfort non sono quelli alberghieri ma di contro c’è l’ospitalità e l’accoglienza tipiche della conduzione familiare. Poi ci sono gli hotel è qui il discorso è opposto: si perde un po’ in tipicità a vantaggio di comfort e servizi (piscina, ristorazione, navetta per il mare eccetera). Il punto però è un altro: trattandosi di un piccolo arcipelago che però durante il periodo estivo fa grandi numeri conviene sicuramente prenotare il soggiorno con un buon margine di anticipo.

Sbagliare abbigliamento

Sbagliare abbigliamento

Chi sceglie una vacanza alle Tremiti non lo fa certo per la mondanità. Quindi fare attenzione all’outfit non significa, in questo caso, scegliere l’abito giusto per il casinò, o per il party esclusivo (anche se un po’ di vita notturna non manca). Il punto è che sia a San Domino che a San Nicola ci si muove a piedi e, pur trattandosi di piccole isole, le distanze non sono poi così brevi, senza dimenticare i continui saliscendi. Perciò l’abbigliamento, soprattutto le scarpe, dev’essere comodo. E poi bisogna ripararsi dal sole che d’estate picchia forte: l’ombra dei pini e della vegetazione mediterranea non è sufficiente a proteggersi, per cui è raccomandabile l’uso di cappelli e creme solari. Infine, per giri ed escursioni diurne conviene sempre portare con sé da bere.

Diving alle Isole Tremiti

Diving alle Isole Tremiti

In precedenza abbiamo parlato dell’immersione per vedere la statua di Padre Pio nei fondali di Capraia. Si tratta di un’immersione facile, che è possibile fare col brevetto subacqueo di primo livello, e che raggiunge una profondità massima di 18 metri. Ma tra San Domino, San Nicola e Capriaia ci sono diversi altri punti di immersione, la maggior parte dei quali, però, raggiungono profondità tra i 30 e i 60 metri e perciò alla portata di subacquei esperti. Per maggiori informazioni visita il sito: www.tremitidivingcenter.com.

Cosa mangiare alle Tremiti

Cosa mangiare alle Tremiti

Va da sé, quella delle Isole Tremiti è una cucina prettamente marinara. Il pescato fresco da queste parti non manca mai, e perciò dai piatti più tradizionali, come spaghetti a vongole e zuppa di pesce, a proposte culinarie più ricercate c’è di che sbizarrirsi. Grosso modo, la spesa media si aggira sui € 35-40 a persona; ovviamente il prezzo sale se dalla tradizione ci si sposta verso piatti più sperimentali.

Vieste

Vieste

Una vacanza alle Tremiti è anche l’occasione per visitare Vieste che, insieme a Termoli di cui abbiamo detto in apertura, pure garantisce collegamenti marittimi con le isole di San Domino e San Nicola. Parliamo di una delle località più belle del Gargano, famosa per il suo centro storico, in cui spiccano, nella parte alta, la Cattedrale e il Castello Svevo. Non è finita, perché Vieste, come del resto tutti i paesi costieri del Gargano, è una rinomata stazione balneare. Segnaliamo, a riguardo, la Spiaggia del Castello, nella parte meridionale del centro abitato. Oltre che per la qualità del mare e per i servizi, la Spiaggia del Castello è famosa per la presenza di Pizzomunno, monolite calcareo alto 25 metri che idealmente protegge la cittadina garganica. Insomma un simbolo, la cui fama è accresciuta dopo che Max Gazzè, a Sanremo 2018, ha musicato la leggenda da cui deriva il nome del faraglione: la struggente storia d’amore tra due giovani, Cristalda e appunto Pizzomunno,.a cui è concesso riabbracciarsi solo ogni 100 anni. Da vedere!

Le “altre” Tremiti: Cretaccio, Capraia e Pianosa

Le "altre" Tremiti: Cretaccio, Capraia e Pianosa

Delle cinque isole che compongono l’arcipelago delle Tremiti solo San Domino e San Nicola sono abitate, anche se parliamo di numeri risicati, circostanza comune a diverse altre isole minori in Italia: una su tutte, Ventotene, nel Lazio. Le “altre” Tremiti invece – Cretaccio, Capraia e Pianosa (quest’ultima da non confondere con l’isola omonima dell’arcipelago toscano) – sono disabitate. Cretaccio è poco più di uno scoglio; mentre a Capraia e Pianosa non è possibile sbarcare. Di Capraia – così chiamata per la presenza, un tempo, di numerose capre selvatiche (altre fonti suggeriscono per la fitta vegetazione di capperi) – sono visibili i fondali: il grosso delle immersioni è per ammirare una statua sommersa di Padre Pio. Al contrario, per quanto riguarda Pianosa, oltre al divieto di sbarco, vige anche quello di immersione. L’isola, infatti, rientra nella Riserva Marina Integrale dell’Area Marina Protetta delle Tremiti (AMP Tremiti, che a sua volta fa parte del Parco Nazionale del Gargano). Perciò, l’unico modo per ammirarne i fondali è essere muniti di autorizzazione previo accompagnamento di personale qualificato.

Isola di San Nicola

Isola di San Nicola

Distante circa 400 metri da San Domino, l’isola di San Nicola è il cuore pulsante delle Tremiti sia sotto il profilo storico-religioso, per via dell’Abbazia di Santa Maria a Mare, che sotto il profilo amministrativo, ospitando il municipio del piccolo arcipelago pugliese. L’abbazia è di gran lunga l’attrazione principale dell’isola: fondata dai benedettini nel 1045, nei secoli ha attraversato diverse vicissitudini: nel 1334 un violento attacco dei pirati pose fine alla presenza dell’ordine benedettino sull’isola; dopo qualche anno il bene tornò nella disponibilità della chiesa ma a stabilirvisi furono prima i Cistercensi e poi i Canonici Regolari Lateranensi; infine, nel 1780, il re di Napoli, Ferdinando IV di Borbone, ne dispose la trasformazione in bagno penale deportandovi delinquenti e oppositori politici. Tra l’altro, la funzione carceraria e di confino politico è continuata anche nel ‘900 e, solo dopo le due guerre mondiali, l’Abbazia di San Nicola si è trasformata in attrazione turistica, in continuità col destino delle Diomedee tutte (l’altro nome con cui sono conosciute le Tremiti). Quanto alle altre cose da fare e vedere a San Nicola, segnaliamo en passant: il Chiostro del Monastero, a fianco l’Abbazia; il Torrione del Cavaliere del Crocifisso e il Castello dei Badiali (o Castello Angioino), entrambi con funzione di avvistamento e difesa dai pericoli provenienti da mare. Mare che – come già detto -, è veramente meraviglioso, ideale per praticare snorkeling e diving. Da vedere!

Isola di San Domino

Isola di San Domino

Spesso nel raccontare le isole l’enfasi prevale sulla realtà. Non così San Domino (e le Tremiti in generale). Qui sono davvero il verde rigoglioso dei pini d’Aleppo e l’azzurro cristallino del mare i colori prevalenti. Dunque una vacanza immersi in una natura lussureggiante, in cui i giorni trascorrono tra escursioni via terra, alla ricerca delle baie rocciose dove fare il bagno (l’unica spiaggia sabbiosa, infatti, è nei pressi del porto e si chiama Cala dell’Arena), e via mare, alla scoperta delle insenature presenti lungo la costa. Due, in particolare, meritano una menzione: la Grotta delle Viole, così chiamata per il colore violaceo delle alghe all’interno; e la Grotta del bue marino, il topos qui fa riferimento all’antica presenza della foca marina, di cui non si ha più traccia da tempo. Prenotare un tour in barca non è difficile: basta andare al porto fin dalla mattina (approssimativamente dalle 9) e scegliere la soluzione migliore tra soste con bagno e/o con pranzo a bordo. Da fare!      

Termoli

Termoli

Dopo il capoluogo Campobasso, Termoli, con oltre 30.000 abitanti, è la seconda città più popolosa del Molise. Parliamo perciò di un territorio vivo, ben collegato sia via terra (stazione FS)  che via mare (porto), e dedito prevalentemente al turismo, soprattutto per la vicinanza con le Tremiti. Sarebbe tuttavia riduttivo considerare Termoli “solo” una località di passaggio. Innanzitutto perché mare e spiaggia non mancano e poi perché dal Castello Svevo, che è il vero simbolo della città; alla Cattedrale, bell’esempio di romanico-pugliese; al Borgo Antico, col suo intricato sistema viario, fino al Museo d’Arte Contemporanea (MACTE) recentemente inaugurato, le cose da fare e vedere non mancano di certo. E poi c’è il cibo che è di primissima qualità, potendo contare non solo su un mare pescosissimo ma pure su un entroterra assai fertile, tuttora in gran parte vocato all’agricoltura. Insomma se stai progettando una vacanza alle Tremiti, iniziarla da Termoli non è affatto una cattiva idea. Provare per credere!

Venire una settimana

Venire una settimana

Una vacanza a Lucca non presenta controindicazioni. L’unica, ma si tratta di trovare il pelo nell’uovo, ha a che fare con la durata del soggiorno. Si può decidere di visitarla in un giorno, magari nell’ambito di un tour più esteso della Toscana; oppure si può decidere di farne la base esclusiva della propria vacanza. In quest’ultimo caso un weekend o un ponte durante l’anno sono più che sufficienti.

Eventi a Lucca

Eventi a Lucca

In apertura abbiamo fatto genericamente cenno ad audaci incursioni nella contemporaneità: ci riferiamo in particolare alla scena artistico-culturale di Lucca che, a dispetto delle ridotte dimensioni, è palcoscenico di diversi festival internazionali. Due su tutti gli altri: il Lucca Comics & Games, a cavallo dei mesi di ottobre e novembre, e il Lucca Summer Festival, nel mese di luglio. Due eventi che garantiscono alla città un notevole afflusso di visitatori: nel primo caso, si tratta di un festival per appassionati di fumetti, giochi, videogiochi, fantascienza, da tempo primo in Europa nel suo genere; nel secondo, invece, di un festival col meglio della musica rock e pop contemporanea. Dalla fine degli anni ’90 sono passati da Lucca artisti del calibro di Bob Dylan, Elton John, David Bowie, fino all’evento clou del concerto dei Rolling Stones del 2017 (vd. foto) che eccezionalmente si svolse nel mese di settembre. Menzione a parte, infine, per il Lucca Classic Music Festival nei mesi di aprile e maggio, e il Lucca Film Festival, tra settembre e ottobre. Insomma, una città di provincia ma con una vita culturale di livello europeo. Da non perdere!

I dintorni di Lucca

I dintorni di Lucca

Viareggio e Forte dei Marmi: bastano queste due località, entrambe in provincia di Lucca, per capire che i “dintorni” meritano quanto la città. Ovviamente c’è molto altro da vedere: dalla Piana di Lucca, in particolare il comune di Altopascio, snodo fondamentale della via Francigena; a Barga, piccolo comune della Valle del Serchio, qualche anno fa ai primi posti nella speciale classifica dei borghi più belli d’Italia (vd.foto). Non è finita perché ci sono la Versilia che certo non finisce con Forte dei Marmi, e i comuni della Garfagnana. Tutto a meno di un’ora d’auto dalla città. Provare per credere!

Puccini Museum

Puccini Museum

Tra le tappe obbligate di una visita a Lucca c’è sicuramente la casa natale di Giacomo Puccini. Si trova all’interno delle Mura, in Corte San Lorenzo, e dalla fine degli anni ’70 del secolo scorso è stata adibita a museo con l’esposizione di cimeli, spartiti, ricordi personali e altro del grande compositore toscano. Oltre al valore testimoniale dell’esposizione c’è quello affettivo: Puccini, infatti, fu sempre molto affezionato alla casa di Lucca, al punto da riacquistarla non appena ne ebbe la possiiblità, dopo che alla morte della madre, a malincuore, insieme ai fratelli, era stato costretto alla vendita. Dunque un legame viscerale verso l’abitazione in cui aveva trascorso infanzia e prima giovinezza e dove, aspetto più importante, aveva assimilato i primi rudimenti musicali che in seguito l’avrebbero portato al successo. Per maggiori informazioni www.puccinimuseum.org.

Palazzo Mansi

Palazzo Mansi

Dopo chiese e torri è la volta dei musei. Uno, in particolare: Palazzo Mansi. Venduto allo Stato nel 1963 e adibito a Museo Nazionale nel 1977, questo palazzo nobiliare del ‘600 ospita al primo piano una Pinacoteca formata da 83 dipinti tutti realizzati tra XVI e XVIII secolo. Di questi, il più famoso è il Ritratto di giovinetto del Pontormo raffigurante il giovane Alessandro De’ Medici. Non solo Pontormo. Sono presenti quadri del Tintoretto, di Beccafumi, Salvator Rosa, Luca Giordano, come pure dipinti di scuola francese e fiamminga. Insomma, una finestra culturalmente rilevante sull’arte che impreziosice ancor di più la visita di Lucca. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.luccamuseinazionali.it.

Torre Guinigi

Torre Guinigi

Lucca non è solo la “città delle 100 chiese”, è anche la “città delle 250 torri”. O meglio lo è stata, essendone rimaste pochissime. Anche così però, con un minimo sforzo di immaginazione, si può “vedere” la città medievale con la sua imponente cinta muraria e i suoi centinaia di palazzi fortificati, ricavandone quell’idea di inespugnabilità a cui abbiamo accennato in apertura. Venendo all’oggi, delle poche torri rimaste, soltanto due sono visitabili. Una, in particolar modo, è presto assurta a simbolo di Lucca: ci riferiamo alla Torre Guinigi (dal nome della famiglia che ne era proprietaria) che, coi suoi 45 metri, oltre a occupare lo sky line cittadino, è famosa per un dettaglio assai curioso: la presenza di un piccolo bosco di lecci sulla sua sommità. Per vedere il boschetto della torre e, ancor di più per ammirare lo stupendo panorama che si scorge dalla cima, è necessario salire circa 240 gradini ma, al netto della fatica, ne vale assolutamente la pena. Poco distante, la seconda torre a cui abbiamo accennato: si chiama Torre delle Ore perché alla sommità custodisce un grande orologio meccanico del XVII secolo, perdipiù ancora funzionante. Da vedere!