Duomo di Sorrento

Duomo di Sorrento

Originariamente ubicata fuori le mura cittadine, la Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo si trova nel centro storico di Sorrento da oltre mille anni anche se, va detto, in precedenza sorgeva più a monte rispetto all’attuale collocazione. Del primitivo aspetto non è rimasto quasi nulla e la forma odierna è figlia di successive ristrutturazioni terminate negli anni 20 del secolo scorso con la facciata in stile neo­gotico. L’interno invece è in stile barocco, per lo più realizzato nel XVIII secolo. Quanto alle opere d’arte ce ne sono di grande valore: dalle tele, realizzate da Giacomo del Pò, raffiguranti l’Assunta e i Santi Filippo e Giacomo (nel soffitto del Presbiterio), alla “Madonna col Bambino e i due San Giovanni” di Silvestro Buono (sul pulpito). Imponenti anche il coro ligneo (nel Presbiterio) e il grande organo che sovrasta il portale principale d’ingresso. All’esterno, su Corso Italia, il campanile con l’orologio in ceramica del ‘700. Maestoso.

Vallone dei Mulini

Vallone dei Mulini

Sono in molti a sostenere che l’abbandono sia la forma più autentica di conservazione della bellezza. Da qui anche il fascino del Vallone dei Mulini o, per dirla all’inglese (inglesi e americani sono assidui frequentatori di Sorrento) “Deep Valley of the Mills”. Si tratta di un alveo naturale che un tempo arrivava fino a mare dove, nel XVII secolo, la famiglia Correale (la valle, in precedenza, era stata di proprietà della famiglia Tasso) fece costruire un mulino per la macinazione del grano. A far girare il mulino provvedevano le acque pluviali che si ingrossavano nel canale. L’attività è andata avanti fino all’inizio del ‘900 e da allora è dismessa. Il risultato è che una fitta vegetazione si è impossessata della zona coprendo quasi del tutto le tracce delle attività che vi si svolgevano (c’erano anche una segheria, una cava di tufo e diverse grotte adibite a cisterne per la raccolta dell’acqua piovana). Tutto in pieno centro storico a Sorrento. La valle è inaccessibile e perciò bisogna accontentarsi di fotografare il rudere.

Chiostro di San Francesco

Chiostro di San Francesco

Praticamente attaccato alla Villa Comunale, il Chiostro di San Francesco è tappa obbligata a Sorrento. Fa parte dell’omonima chiesa anche se, a differenza di quest’ultima, ha conservato diverse tracce dell’originaria architettura trecentesca insieme ad altri motivi decorativi aggiunti nei secoli successivi. Portici di archi incrociati di tufo che si alternano ad archi tondi a loro volta poggiati su colonne sormontate da capitelli. Una miscellanea di stili che non lascia indifferenti e che, soprattutto, conferisce al chiostro un’atmosfera solenne e mistica.

Piazza Tasso-­Corso Italia

Piazza Tasso-­Corso Italia

Il “ritmo” di Sorrento, il cuore pulsante della città. Bar, ristoranti, negozi e tanta, tantissima gente praticamente in ogni periodo dell’anno. A Natale, poi, la ressa è davvero tanta, perché Sorrento è molto più di una località balneare. Unica nota stonata le auto che attraversano il centro cittadino anche se, va detto, siamo molto lontani dal traffico di altre realtà urbane.

Il Petraio

Il Petraio

Il trekking urbano a Napoli va sempre più di moda. Assolutamente da fare le rampe del Petraio, parte dell’esteso sistema di scale (135 scale, 69 gradonate) che collegano Napoli in lungo e in largo. I gradini del Petraio sono 503 e collegano la collina del Vomero con il quartiere Chiaia. Naturalmente, farle in discesa è meno faticoso anche se in salita le articolazioni vengono sollecitate di meno. Scegliete voi. Venti minuti a passo spedito in quello che oggi è un quartiere residenziale in cui però sopravvivono, tra edicole votive e panorami superbi, numerose tracce dello stile liberty di inizio ‘900. La zona è servita dalle stazioni Palazzolo­ Parco Marcolini (Via Filippo Palizzi e Via Gioacchino Toma) della Funicolare Chiaia e dalla stazione Petraio­ Via Palizzi (Salita del Petraio e Via Filippo Palizzi) della Funicolare Centrale.

Il Museo di Capodimonte

Il Museo di Capodimonte

In una lista di cose da fare a Napoli non può certo mancare il Museo nazionale di Capodimonte. Un Museo­-Reggia di tre piani circondato da un magnifico bosco dove i napoletani amano intrattenersi e fare sport. Voluta nel XVIII secolo da Carlo di Borbone, la reggia è diventata Museo solo nel 1957. Organizzato su tre piani ospita opere d’arte che vanno dal ‘200 alla seconda metà del ‘900. Dalla collezione Farnese che Carlo di Borbone ereditò dalla madre, ad Andy Warhol presente al terzo piano. Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso consentito è alle 18:30. Il costo intero del biglietto è di €uro 7.50. Sono previste tuttavia agevolazioni e sconti.
Maggiori info su: www.museocapodimonte.beniculturali.it

Pasta e patate con la provola

Pasta e patate con la provola

Uno dei motivi di fascino di Napoli è la possibilità di mangiare alla grande spendendo pochi euro. Magari una deliziosa pasta e patate con la provola “Da Nennella”, storica trattoria dei Quartieri Spagnoli. E se non c’è la pasta e patate, non fa niente! Tra spaghetti coi lupini, pasta e fagioli, la “puttanesca” olive e capperi, alici fritte, salsicce e friarielli c’è solo l’imbarazzo della scelta. Due le avvertenze: per accomodarsi, bisogna quasi sempre aspettare il proprio turno; ed è necessaria quella che a Napoli chiamano “‘a capa fresca”. L’approccio dei camerieri, infatti, è più che informale, e perciò se siete permalosi o troppo “ingessati” meglio desistere! Anche se non sapete quel che vi perdete!

Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

Da sempre il luogo simbolo di Napoli, ancor di più dopo che nei primi anni ‘90 del secolo scorso si è finalmente provveduto a sgomberare l’area dalle auto in sosta. Alle spalle della  piazza, il colonnato della Basilica di San Francesco di Paola; di fronte, il Palazzo Reale con le statue di otto dei sovrani più importanti che hanno regnato su Napoli.
Il Palazzo Reale di Napoli, Piazza Plebiscito, 1, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Il sabato dalle 9.00 alle 14.00. Inoltre, ogni prima domenica del mese ingresso gratuito al sito per tutti i visitatori secondo gli orari ordinari di apertura.
Maggiori info: www.campaniartecard.it/IT/site.cfm?id=5

Palazzo Mannajuolo

Palazzo Mannajuolo

Napoli è una città ricchissima, l’abbiamo detto. Gli stili architettonici vanno dal gotico, al barocco, alle numerose tracce del razionalismo fascista. E poi c’è Palazzo Mannajuolo, in via Filangieri, quartiere Chiaia. Un ibrido tra le esperienze moderniste di inizio ‘900 e la tradizione architettonica locale profondamente influenzata dal barocco. La scala elissoidale all’interno del palazzo è un vero e proprio gioiello architettonico. Vale la pena perciò farci un salto, approfittandone anche per fare quattro passi in una delle zone più “in” della città.

Duomo

Duomo

Dopo la pizza, possiamo visitare il Duomo, la casa di San Gennaro. Per capire il legame viscerale tra i napoletani e il loro santo protettore l’ideale sarebbe assistere al “miracolo di San Gennaro”, la liquefazione del sangue del Santo custodito all’interno di un’ampolla. L’evento, a cui da sempre i napoletani attribuiscono significato benaugurale, si ripete tre volte l’anno: la prima domenica di maggio, il 19 settembre e, infine, il 16 dicembre. Varrebbe la pena assistere alla Santa Messa per capire il trasporto, il pathos che lega gli abitanti di Napoli a “Faccia Gialla” (così i napoletani si rivolgono all’effigie del santo in argento dorato). Miracolo a parte, il Duomo merita anche ­soprattutto­ da un punto di vista artistico e storico­-culturale. Da vedere!

La Pizza

La Pizza

Nei paraggi di Via dei Tribunali c’è ovviamente tanto altro da vedere: c’è San Gregorio Armeno, la strada dei pastori; c’è il Museo Archeologico; c’è naturalmente il Duomo. Prima di visitare quest’ultimo è tuttavia necessario (­di più, OBBLIGATORIO!), ­ fermarsi a mangiare una pizza. Gli indirizzi sono davvero tanti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tuttavia ne segnalo 4: la storica pizzeria “Da Michele”, alle spalle di Forcella; la pizzeria “Trianon” di fronte l’omonimo teatro; la pizzeria di “Gino Sorbillo” in via dei Tribunali e, infine, sempre in via dei Tribunali la pizzeria “Di Matteo” assurta agli onori della cronaca per la visita, nel 1994, dell’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, a Napoli per partecipare al G7.

Napoli Sotterranea

Napoli Sotterranea

Poco distante, in Piazza San Gaetano, c’è l’ingresso di “Napoli sotterranea”, il percorso più famoso (non l’unico) del sottosuolo di Napoli. Una visita guidata nelle viscere della città per scoprirne le influenze greche, quelle romane e, soprattutto, per rivivere i giorni tragici della seconda guerra mondiale, quando circa 40.000 napoletani si rifugiarono sottoterra per sfuggire ai bombardamenti alleati e alla rappresaglia tedesca.

L’ingresso di Napoli sotterranea è in Piazza San Gaetano 68 (su via dei Tribunali).
Le escursioni sono in italiano e inglese. Per altre lingue, oppure per gruppi o escursioni fuori dagli orari di apertura solo su prenotazione.
Maggiori info su: www.napolisotterranea.org

Cappella Sansevero e Cristo Velato

Cappella Sansevero e Cristo Velato

Guai però a ridurre Spaccanapoli a cartolina turistica. Spaccanapoli è la città, con le sue mille risorse e i tanti problemi. Criticità che in qualsiasi altro posto minerebbero la pace sociale e che invece qui convivono da sempre. Per questo, all’inizio, ho detto che Napoli è una sfida. Quanto a bellezza, invece, il “Cristo Velato” di Giuseppe Sammartino vale più di tante parole. La scultura, secondo molti critici d’arte la più bella mai realizzata, si trova all’interno della Cappella Sansevero, alle spalle di Piazza San Domenico Maggiore, in via Francesco De Sanctis.

Orari
Giorni feriali: 09.30-­18.30
Domenica e giorni festivi: 09.30­-14.00
Ultimo ingresso consentito fino a 20 min. prima della chiusura.
Chiuso il martedì.

Biglietto 7,00 €uro

Spaccanapoli

Spaccanapoli

“Spaccanapoli” è il cuore della città vecchia. La passeggiata inizia dai Quartieri Spagnoli e termina a Forcella. Lungo il tragitto sono talmente tanti i palazzi, le chiese, i monumenti che
non basterebbe un mese per riuscire a vedere tutto. Perciò, il consiglio, in questo caso, è lasciarsi guidare dalla curiosità. Dalla Chiesa del Gesù Nuovo, al Monastero di Santa Chiara
dovunque mettiate piede, sarà una sorpresa.