Itaca

Foto di Zhang Yu
Itaca

8 cose da fare e vedere a Itaca

Piccola, circondata da una rigogliosa vegetazione mediterranea e da un mare cristallino, Itaca è la meta ideale per una vacanza all’insegna del relax. Un’isola charmant che negli ultimi vent’anni ha conosciuto un notevole sviluppo senza però esserne travolta come invece accade spesso alle località che conoscono un’improvvisa popolarità. Poi c’è la storia. L’isola di Ulisse (Odisseo), attrae frotte di turisti desiderosi di conoscere alcuni dei luoghi e delle situazioni celebrate da Omero. Ovviamente sulla loro esatta localizzazione il dibattito è aperto, ma importa fino a un certo punto. Il mito si alimenta a prescindere dalle “pignolerie” della storiografia e in fondo è anche normale che sia così. Di seguito vediamo insieme le principali attrazioni di Itaca. Buona lettura.

1 Vathi

Foto di Spiros Vathis
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Un viaggio alla scoperta di Itaca (o Ithaki) non può che partire dal capoluogo Vathi. La ragione, quanto mai banale, è che le navi approdano tutte qui, in questa graziosa cittadina del versante sud-orientale dell’isola. Vathi è un paese piccolo, ordinato, ricostruito nel solco della migliore tradizione architettonica delle Ionie dopo che il terribile sisma del 1953 aveva spazzato via quasi tutto. La località è un’ottima base di soggiorno per i turisti, essendoci tutto quel che occorre in vacanza: bancomat, ufficio postale, mini market, panetteria e una moltitudine di negozi e locali concentrati soprattutto nell’area del porto. Quest’ultimo oltre a essere il principale approdo di Itaca, molto apprezzato dai velisti, è anche un posto scenograficamente bellissimo. Secondo molti, uno dei porti più belli del Mediterraneo, situato com’è al termine di una baia profonda cinta da ripide colline a picco sul mare. Meritano una visita anche il museo archeologico della località (con diversi reperti antichi dall’età micenea fino a quella romana) e Perachóri, paese distante appena 2 chilometri, famoso per la spettacolarità della sua vista.

2 Anogi

Foto di renata testa

Anogi è un piccolo villaggio a 500 metri sul livello del mare. Dista circa 15 chilometri da Vathi e per raggiungerlo occorre attraversare la lingua di terra, larga poco più di 600 metri, che divide il versante meridionale da quello settentrionale dell’isola (da qui la similitudine con una clessidra con cui, spesso, viene descritta Itaca). Sono due i motivi per cui vale la pena fermarsi in questa località: la presenza di antichissimi megaliti dalla forma allungata (alti fino a 8 metri) e quella del campanile e della chiesa dedicati alla Vergine dell’Assunta. All’interno di quest’ultima ci sono alcuni affreschi risalenti alla fine del ‘600 ottimamente conservati. Da Anogi, inoltre, parte un itinerario escursionistico che termina a Kioni, altro villaggio molto famoso di Itaca di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

3 Kioni

Foto di James West
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Fondato dagli abitanti di Anogi alla fine del XVI secolo, Kioni è un villaggio del versante nord orientale di Itaca. A detta di molti è la località più bella dell’isola; sicuramente la più ambita dal punto di vista turistico. L’economia locale gira attorno al porto dove, durante il periodo estivo, approdano yacht e charter provenienti un po’ da tutto il Mediterraneo. Insomma una località per ricchi che qui amano oziare nei bar e i locali a ridosso della banchina. Ma non è finita, perché Kioni è un villaggio pedonale. Nei mesi estivi, infatti, non è consentito il transito automobilistico, ragion per cui chi volesse raggiungere la località da Vathi (circa 24 km di distanza) deve lasciare la macchina fuori dal paese. Quanto alla struttura urbanistica, in parte è ancora quella antecedente il terremoto del 1953. Alcune abitazioni sono sopravvissute al sisma ma, anche quelle costruite in seguito hanno rispettato i tradizionali canoni estetici dell’architettura ionica. Meritano una visita pure le chiese situate nei paraggi di Agios Ioannis, Evangelistria e il monastero di Agios Nikkolaos.

4 Frikes

Foto di Jarmila Book
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Un porticciolo e, alle spalle, un pittoresco villaggio. Questa è Frikes che, nonostante il turismo, ha conservato il volto tradizionale dei centri abitati delle Ionie. L’atmosfera è sonnacchiosa tranne che durante il periodo estivo quando in banchina attraccano charter e yacht che lambiscono le coste di Cefalonia, Zante e le altre isole dell’arcipelago. Frikes è soprattutto una buona base d’appoggio per chi desidera fare trekking a Itaca. Dal villaggio partono diversi ititnerari escursionistici di grande bellezza. Stupendo il sentiero che porta alla spiaggia di Marmakes. Insomma un pezzo di Itaca tradizionale che compensa l’assenza di grandi servizi e divertimenti con la spettacolarità del paesaggio tutt’attorno. Da vedere!

5 Stavros

Foto di Spiros Vathis

Stavros è il paese più grande di Itaca. Vi abitano circa 700 abitanti sui 3000 e passa dell’intera isola. I chilometri dal capoluogo Vathi sono circa 16, facilmente percorribili in auto, scooter e coi mezzi pubblici. Nella piazza del paese campeggia un busto di Ulisse. Si ritiene, infatti, che l’antico eroe omerico soggiornasse proprio a Stravos e, a corroborare la circostanza, ci sarebbero anche alcuni reperti rinvenuti a poca distanza dal villaggio. Da vedere, inoltre, la chiesa di Sotiras (vedi foto) e la spiaggia omonima (Stavros), a detta di molti una delle più belle dell’arcipelago delle Ionie. Da non perdere!

6 Grotta delle Ninfe

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Itaca è piena di cartelli che mettono in relazione i luoghi dell’isola con le peripezie di Ulisse. Ovviamente, come già detto in apertura, non ci sono sufficienti riscontri storici mentre, al contrario, la suggestione che possa trattarsi davvero dell’isola agognata dall’eroe omerico funziona molto bene dal punto di vista turistico. Uno dei luoghi maggiormente frequentati è la Grotta delle Ninfe, un anfratto poco distante dalla spiaggia di Dexa. Secondo la leggenda, in questa grotta vivevano appunto delle ninfe a cui Ulisse, finalmente sbarcato sull’isola, lasciò in custodia i propri averi, compresi i doni ricevuti dai Feaci partecipi del suo ritorno a casa. Il luogo paesaggisticamente non è eccezionale ma, sulla scorta del racconto mitico, è ugualmente molto frequentato, soprattutto durante i mesi estivi (occhio che l’interno della cavità può essere pericoloso).

7 Fonte di Arethousa

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Insieme alla Grotta delle Ninfe di cui abbiamo parlato in precedenza, la Fonte di Arethousa è un altro luogo simbolo di Itaca. Secondo la leggenda, questa sorgente è il luogo dove Eumeo, il migliore e più fedele tra i servitori di Ulisse, portava ad abbeverare i maiali del padrone. Parliamo di centinaia di capi che, sempre stando al racconto mitico, trovavano nelle ghiande e negli altri frutti della selvaggia Itaca tutto ciò di cui avevano bisogno per crescere e moltiplicarsi. La fonte è situata ai piedi di una ripida parete rocciosa raggiungibile in poco più di un’ora di cammino dal capoluogo Vathi. In alternativa c’è l’auto o lo scooter, sempre seguendo le indicazioni stradali per “Arethousa Spring”. Da fare!

8 Spiagge di Itaca

Foto di chrissusieking

Leggenda di Ulisse a parte, vale per Itaca quel che si è detto a proposito di Corfù e le altre isole greche dello Ionio. Si tratta di località in cui il “peso della storia” è minore rispetto al resto della nazione ellenica. La dimensione balneare prevale decisamente su tutto il resto e perciò è utile passare in rassegna le spiagge dell’isola avendo come punto di riferimento Vathi. La spiaggia del capoluogo, molto affollata durante l’alta stagione è Filiatro. Di buono c’è il mare (che a Itaca, va detto, è bello dappertutto) e il fatto che la spiaggia non sia molto commercializzata; o perlomeno non lo sia ancora. Lungo la costa sud-orientale, invece, incontriamo Sarakiniko e Skinos, due spiagge bellissime (specie la prima) assolutamente imperdibili durante un soggiorno a Itaca. Da non perdere, inoltre, Agios Ioannis (ca. 9 km da Vathi) e Polis, la spiaggia di Stavrós. A tutte queste fin qui elencate bisogna aggiungere un’infinità di altre calette raggiungibili comodamente in barca. Durante il periodo estivo, in quasi tutti gli approdi di Itaca stazionano gozzi e altre piccole imbarcazioni che arrotondano (l’attività ufficiale generalmente è la pesca) portando i turisti in giro alla scoperta delle suggestive insenature dell’isola.

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