Barcellona

Foto di marsir86
Barcellona

11 cose da fare e vedere a Barcellona e 3 da non fare

Antica e moderna; locale e globale; colta e popolare; elitaria e turistica: Barcellona è una città che vive di fertili contraddizioni. Antinomie che hanno lo stesso andamento di un fiume carsico: per anni corrono sottotraccia salvo, poi, emergere in maniera impetuosa (anche se non del tutto inaspettata). Un esempio su tutti: le tensioni diplomatiche con Madrid a seguito della dichiarazione di indipendenza dei separatisti catalani. Insomma, Barcellona è attraversata da spinte sociali opposte ma, per altro verso, questo non fa che aumentarne il fascino, almeno per chi in vacanza non si accontenta di visitare superficialmente i luoghi, ma desidera catturarne il genius loci. È con questo spirito che, di seguito, proveremo a raccontare le principali attrazioni cittadine. Buona lettura.

1 Sagrada Familia

Foto di Patrice_Audet
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Sagrada Familia

Ci sono diversi modi di declinare l’identità. C’è un modo chiuso che rifiuta la diversità culturale e, al contrario, ce n’è uno aperto che scopre la propria originalità facendo interagire valori diversi tra loro. La Sagrada Familia è la rappresentazione artistica e architettonica di questo secondo approccio. Infatti, il Modernismo di Antoni Gaudì (1852-1926), principale artefice di questo monumentale tempio, nasce dalla sintesi di gotico, islamico e rinascimentale. Non a caso, tra le motivazioni con cui l’UNESCO, nel 2005, ha posto sotto la sua tutela la Facciata della Natività e la Cripta c’è proprio l’interscambio tra correnti artistiche e culturali diverse. Quella della Natività è una delle 3 facciate della Sagrada Familia. Le altre due sono la Facciata della Passione e la Facciata della Gloria. Nel progetto di Gaudì ciascuna di queste facciate dev’essere sormontata da 4 torri per un totale di 12, quanti sono gli apostoli. Altre 4 torri, invece, simboleggiano gli evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni, mentre le ultime 2 sono in onore della Madonna e di Gesù (nelle intenzioni, quest’ultima è la più alta di tutte). Pochi cenni, sufficienti però a comprendere la maestosità di un’opera che, infatti, è ancora lontana dall’essere conclusa. E già, perché una delle particolarità della Sagrada Familia sta proprio nella sua incompiutezza. La costruzione della chiesa, cominciata nel 1866 (Gaudì assunse la direzione dei lavori nel 1883), dovrebbe terminare attorno il 2030. Quanto all’interno, oltre alla già richiamata cripta (dove è sepolto Gaudì), va sottolineata l’esuberanza decorativa del colonnato e delle vetrate istoriate. Una composizione barocca in cui spicca la cura maniacale dei dettagli che ha sempre contraddistinto l’opera gaudiana. Ovviamente nella costruzione dell’edificio si sono avvicendati diversi altri architetti. A ciascuno è stato riconosciuto un insopprimibile margine di autonomia creativa con l’unica prescrizione della continuità con le bozze lasciate da Gaudì. Infine qualche consiglio. Considerata l’enorme affluenza, è preferibile acquistare il biglietto on line (www.sagradafamilia.orgdisponibile la versione in inglese), mentre per quel che riguarda la visita conviene includere la salita in ascensore nella torre della Facciata della Natività o, in alternativa, in quella della Facciata della Passione.

2 Parc Güell

Foto di Mariamichelle
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Parc Güell

Chi vuol approfondire il lascito artistico e culturale di Antoni Gaudì non deve limitarsi alla Sagrada Familia. Sono tante, infatti, le tracce che questo architetto visionario ha lasciato in giro per Barcellona. Tra le molte cose da vedere (Casa Milà, Casa Battló), un posto d’onore spetta al meraviglioso Parc Güell. Siamo a meno di 3 chilometri dalla Sagrada Familia e perciò la visita dei due punti di interesse può benissimo avvenire in sequenza. Parc Güell, dal 1984 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, non nasce come parco pubblico cittadino. Al contrario, l’idea iniziale dell’imprenditore Eusebi Güell era quella di trasformare questa vasta area collinare con vista privilegiata sul mare e sul centro di Barcellona in un complesso residenziale per ricchi. Fu dunque questo il mandato dato ad Antoni Gaudì, il quale riversò nell’opera tutta la dirompente creatività di cui disponeva, quel mix di tradizione e modernità, identità e cosmopolitismo che è la vera cifra del Modernismo catalano. Sta qui la differenza più grande rispetto alle diverse declinazioni dell’art noveaux di inizio ‘900. Nel caso di Barcellona e della Catalogna l’irruzione di questa corrente artistica andò ben oltre lo spirito di rinnovamento estetico con cui invece si affermò in Francia, Belgio e Italia. Tornando al parco, ci si rese presto conto che la realizzazione di un complesso residenziale era compito più arduo del previsto. La difficile orografia del luogo insieme ad altri problemi di natura burocratica legati a preesistenti contratti di enfiteusi, alla fine persuasero i protagonisti a desistere dal progetto iniziale. Nel frattempo, però, molto era stato realizzato: la Scalinata d’ingresso e la Sala Hipostila (86 colonne doriche richiamo evidente all’antica Grecia); il Banc de Trencadis, panchina perimetrale piastrellata e curvilinea in cui ricorrono tutti i temi decorativi propri del Modernismo catalano; infine, le due abitazioni in cui vissero gli ultimi anni di vita committente ed esecutore dell’opera. Già perché Güell e soprattutto Gaudì trascorsero nel parco l’ultima parte della propria esistenza. L’alloggio di Gaudì è stato successivamente trasformato in Casa-Museo con gli oggetti, le suppellettili e i mobili realizzati dal poliedrico artista catalano.

Per gli orari di apertura di Parc Güell vedi la tabella.

Mesi Orari
01 Gen
24 Mar*
08:30
18.30
25 Mar
29 Apr
08:00
20:30
30 Apr
26 Ago
08:00
21:30
27 Ago
27 Ott
08:00
21:30
28 Ott
31 Dic
08.00
20.30

*Dal 17 febbraio al 24 marzo chiusura alle 19:00

Maggiori informazioni sul sito ufficiale: www.parkguell.cat (disponibile la versione in inglese).

3 La Rambla

Foto di dmytrok
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a La Rambla

Una volta a Barcellona è impossibile non concedersi una passeggiata lungo la Rambla. Il guaio, però, è che spesso i turisti finiscono per trascorrere buona parte della propria vacanza a far su e giù lungo questo viale in cui è racchiuso il meglio e il peggio della città. Cominciamo dagli aspetti positivi: il fascino della Rambla deriva dal suo carattere cosmopolita e stravagante. Artisti di strada, venditori ambulanti, fiorai e più in generale un’umanità talmente varia per provenienza, gusti ed estrazione sociale da non lasciare indifferente nemmeno il viaggiatore più scafato. Come ribadito in apertura, però, Barcellona è anche una città profondamente attaccata ai suoi simboli. Uno di questi è una fontana in ferro battuto, la Fontana di Canaletes. Si trova poco dopo Placa de Catalunya e si dice che chiunque ne beva l’acqua finirà prima o poi per tornare in città. Da vedere anche l’Esglesia de Betlem, chiesa del ‘700 dalla stupenda facciata barocca. L’interno, però, fu devastato da un incendio divampato durante la guerra civile del 1936 e nonostante la successiva ristrutturazione non ha mai più eguagliato l’esuberanza decorativa dell’esterno. Il mercato dei fiori (Rambla de les Flors) e il Mercato de la Boqueria (vd.punto 6) sono altre due soste da effettuare lungo il cammino. Meritano la sosta anche il Palau de la Virreina e il Gran Teatru del Liceu. Il primo è uno stupendo edificio rococò che ospita diverse mostre fotografiche; il secondo, invece, è il teatro dell’Opera di Barcellona (www. liceubarcelona.catdisponibile la versione in inglese). Altra cosa da vedere, proprio di fronte il Teatru del Liceu, è il mosaico ceramico circolare realizzato dall’artista catalano Joan Miró (vedi punto 10). Detto dei pro, veniamo ai contro. La Rambla, per molti aspetti, è vittima della sua stessa popolarità che ha provocato una generalizzata tendenza al ribasso dei servizi offerti. Insomma, è una zona mercificata in cui, salvo qualche eccezione, è meglio non fermarsi a mangiare o fare acquisti. L’altra controindicazione è la possibilità di imbattersi in qualche borseggiatore abile a districarsi tra la folla.

4 Barrio Gotico

Foto di Bevis Chin
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Barrio Gotico

In apertura abbiamo fatto riferimento al genius loci di Barcellona. Beh, il Barrio Gotico è senza dubbio il quartiere in cui ancora è visibile l’anima della città. Innanzitutto da un punto di vista urbanistico, poiché nei secoli è sopravvissuta l’impronta romana con la tradizionale divisione della zona in decumani. Un particolare, quest’ultimo, che caratterizza anche la parte vecchia della città di Napoli. Non è solo lo schema urbanistico però a conferire storicità ai luoghi. Nel Barrio Gotico, infatti, si trovano i palazzi del potere catalano. Edifici che la recente cronaca (il riferimento è alla crisi diplomatica con Madrid scoppiata nel 2017) ha reso famosi in tutto il mondo. Palau de la Generalitat (sede del potere regionale), e l’Ajuntament (il municipio) sono improvvisamente diventati ancor più celebri di quanto non fossero già. Anche gli edifici religiosi testimoniano la diversità catalana. L’Esglesia de Sant Just I Pastor, per esempio, è famosa perché nei suoi pressi venne arrestato nel 1924 Antoni Gaudì, l’architetto della Sagrada Familia. Motivo del fermo, il rifiuto di parlare spagnolo al cospetto di un poliziotto. L’altro edificio religioso è la Catedral, di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto. Intanto, nei pressi di questa chiesa, per la precisione in Plaça Nova, il sabato e la domenica è possibile assistere a uno spettacolo di Sardana, tradizionale ballo catalano e altro simbolo potente dell’identità cittadina.

Booking.com

5 Cattedrale di Barcellona

Foto di Ganthaler
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Cattedrale di Barcellona

La Catedral de Santa Creu i Santa Eulalia è il più importante luogo di culto di Barcellona nonché uno dei maggiori esempi di architettura gotico-catalana. Il martirio di Santa Eulalia, avvenuto al tempo delle persecuzioni di Diocleziano, data la presenza dei cristiani in città tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d. C. A confermare quest’ipotesi, i resti di un’antica basilica paleocristiana venuti alla luce durante recenti scavi archeologici sul perimetro orientale della chiesa. Questa basilica primitiva rimase in piedi fino al 1046, anno in cui venne gravemente danneggiata dalle truppe arabe al seguito del condottiero Almanzor. Di lì a qualche anno venne consacrata una seconda cattedrale su cui, nel 1298, venne poi costruito l’attuale luogo di culto. Ovviamente i lavori durarono per oltre un secolo terminando attorno il 1460. Una seconda tranche di lavori si è avuta nel XIX secolo. La realizzazione della facciata principale, riccamente decorata, risale al 1890, mentre il ciborio venne terminato addirittura nel 1913. L’interno, a 3 navate, ospita ben 29 cappelle laterali. In una di queste c’è un antico crocifisso che, secondo leggenda, avrebbe svolto un ruolo nella vittoriosa battaglia di Lepanto del 1571. Da vedere, inoltre, il coro, la cripta (con le spoglie di Santa Eulalia) e il chiostro medievale con alberi, fontane e 13 oche a simboleggiare l’età della “santa bambina”. Tramite ascensore, inoltre, è possibile visitare il tetto e la torre campanaria dell’edificio.
Per gli orari di visita della Catedral de Santa Creu i Santa Eulalia vedi tabella.

Giorni Orari
Lun-Ven* 08:00 – 12:30
17:45 – 19:30
Sab** 08:00 – 12:30
17:15 – 20:00
Dom*** 08:00 – 13:45
17:00 – 20:00
Lun-Sab (Ascensore) 10:00 – 12:00

* Visite culturali e turistiche (con donazione): 13:00 – 19:45
** Visite culturali e turistiche (con donazione): 12:00 – 17:30
*** Visite culturali e turistiche (con donazione): 14:00 – 17:30

Per maggiori informazioni sulla storia dell’edificio consultare il sito ufficiale: www.catedralbcn.org (disponibile la versione in inglese).

6 Mercato de la Boqueria

Foto di ArmanFlint
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Mercato de la Boqueria

Tra i punti d’interesse di Barcellona un posto di rilievo spetta sicuramente al Mercat de la Boqueria. Completato nel 1914, questo mercato attrae giornalmente un grandissimo numero di visitatori tra turisti e residenti. La sua storia risale al XIII secolo quando contadini e allevatori venivano in città a vendere i loro prodotti tra cui la carne di capra (boc) che, con ogni probabilità, dà il nome al mercato. Tuttavia il nome ufficiale è Mercat de Sant Josep in ossequio al convento carmelitano che per oltre due secoli – dal 1593 al 1835 – ha svolto le sue funzioni al posto dell’attuale area mercatale. Un incendio distrusse il luogo di culto e così a partire dall’anno successivo (1836) l’architetto Josep Mas i Vila provvide a trasformare il sito in una piazza-mercato. Piazza che, come accennato in apertura, nel 1914 è stata coperta con un telaio in ferro e vetri colorati. Un edificio modernista in continuità con lo stile architettonico di Barcellona che, a inizio millennio, è stato ulteriormente ammodernato con tanto di info-point e aula didattica per corsi, workshop ed eventi legati alla gastronomia. Infine due consigli: il primo è quello di visitare il mercato al mattino presto, evitando la calca delle ore successive; il secondo, invece, è riservare qualche minuto in più d’attenzione alla compravendita del pescato. Il reparto ittico de la Boqueria è il cuore della tradizione mercatale di Barcellona. Per maggiori informazioni: www.boqueria.info (disponibile la versione in inglese).

7 Basilica de Santa Maria del Mar

Foto di Ferran BCN
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Basilica de Santa Maria del Mar

Le tracce attestanti la presenza cristiana a Barcellona risalgono perlomeno al III secolo d.C. A quel tempo una piccola comunità di credenti si insediò vicino al mare, nel quartiere oggi noto col topos de “La Ribera”. Proprio la vicinanza al mare consentì lo sviluppo di numerose attività commerciali e artigiane. La crescita economica, a sua volta, favorì il popolamento della zona rendendo a un certo punto indifferibile la costruzione di una chiesa più grande. L’edificio fu costruito su una preesistente cappella intitolata alla Vergine Maria e furono necessari soltanto 55 anni (1329-1384) per la sua ultimazione. Il merito di tanta solerzia è da ascrivere all’impegno di pescatori, marinai e artigiani della zona che, ottenuto il permesso di utilizzare la cava reale di Montjuic, si sobbarcarono il compito di trasportare le pietre necessarie all’edificazione della chiesa. Chiesa che, a detta dei più, rappresenta il più fulgido esempio di gotico-catalano, con una maestosa navata centrale divisa dalle due laterali da un gruppo di colonne a loro volta sormontate da archi intrecciati. Molto belle anche le vetrate istoriate, specie quella del rosone sopra il portale principale. Insomma, la Basilica de Santa Maria del Mar è un’altra tappa imperdibile di un viaggio a Barcellona. Ciò che la rende profondamente diversa sia dalla Sagrada Familia che dalla Cattedrale, è la sua maggiore sobrietà. Un effetto solo parzialmente voluto, per altro verso, invece, esito di una circostanza nefasta: un incendio di matrice anarchica divampato durante la guerra civile spagnola del 1936.
Per gli orari di apertura vedi la tabella.

Giorni Orari Mattina Orari Pomeriggio
Lun-Sab 09:00
13:00
17:00
20:30
Dom 10:00
14:00
17:00
20:00

Per maggiori informazioni su storia, orari messe, attività liturgiche e modalità di visita consultare il sito: www.santamariadelmarbarcelona.org (disponibile la versione in inglese).

8 Museo Picasso

Foto di Jonathan Jones
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Museo Picasso

Il Museo Picasso si trova nel quartiere de La Ribera, uno degli angoli più suggestivi del centro storico di Barcellona. Allestito in 5 palazzine contigue, ospita oltre 4000 opere dell’artista che in città trascorse gli anni della sua giovinezza. Le prime tre – Palau Aguilar, Palau del Baro de Castellet e Palau Meca – accolgono la permanente del pittore originario di Malaga; le altre due, invece, – Casa Mauri e Palau Finestress – vengono utilizzate per mostre temporanee. Assente dalla collezione il periodo cubista, la fase artistica che garantì a Picasso successo e fama planetarie. Al contrario, tutta la produzione artistica giovanile è qui ben rappresentata fino al cosidetto Periodo Blu. Nel museo sono inoltre presenti una quarantina di lavori in ceramica a conferma della poliedricità dell’artista che, sebbene affermatosi soprattutto attraverso la pittura, ha sempre amato svariare su più fronti.
Per gli orari di apertura del Museu Picasso vedi la tabella.

Giorni Orari
Lun chiuso
Mar-Mer 09:00
19:00
Gio 09:00
21:30
Sab-Dom 09:00
19:00

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.museupicasso.bcn.cat (disponibile la versione in inglese).

9 Barceloneta

Foto di gorpol
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Barceloneta

Tra i segreti alla base del successo di Barcellona uno è la sopravvivenza di angoli caratteristici dove il tempo sembra si sia fermato. Ovviamente non è così, soltanto che i cambiamenti tecnologici e sociali impattano diversamente a seconda delle zone. Uno dei quartieri in cui è più evidente questa sfasatura è Barceloneta, storico insediamento di pescatori e oggi invece principale ritrovo estivo per turisti e residenti. Fino al 1992 Barceloneta era un quartiere popolare, ai margini dello sviluppo economico e sociale cittadino. Con le Olimpiadi, però, c’è stata la rivalutazione dell’area che, pur non perdendo la sua anima mediterranea, è diventata uno dei luoghi più cool della città. Oltre alla gastronomia (è qui che ci sono i migliori ristoranti a base di pesce di Barcellona) e alla spiaggia, a far da traino alla rinascita di questa zona sono stati anche il Museu d’Historia de Catalunya e l’Acquario, uno dei più grandi d’Europa. Quest’ultimo, in particolare, è assai indicato per chi si muove con i bimbi al seguito. Da non perdere!

Orari d’apertura Museo d’Hystoria de Catalunya

Giorni Orari
Lun chiuso
Mar 10:00
19:00
Mer 10:00
20:00
Gio-Ven-Sab 10:00
19:00
DomFes 10:00
14:30

10 Fondazione Mirò

Foto di damian entwistle
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Fondazione Mirò

La Fundació Joan Miró è un’altra tappa imperdibile di un viaggio a Barcellona. A volerne la costruzione, sulla collina del Montjuic, fu lo stesso artista. Una scelta non banale vista la dimensione internazionale acquisita nel corso degli anni, ma per altro verso assolutamente in linea col mix di locale e globale che da sempre definisce l’identità catalana. Miró, che a Barcellona era nato, dopo un lunghissimo peregrinare artistico in giro per il mondo (Parigi, New York, Giappone e l’amata Maiorca) decise, a un certo punto, di donare alla città la stragrande maggioranza delle sue opere (ca. 11.000, per la maggior parte disegni) ribadendo in questo modo, nonostante la prolungata assenza, il rapporto viscerale con la terra natia. Il compito di realizzare l’edificio venne affidato all’amico Josep Lluis Sert, l’architetto che aveva curato pure la realizzazione dello studio maiorchino. Oltre alle opere già citate, la fondazione ospita altri quadri, sculture e lavori su carta di Miró provenienti da collezioni private. Insomma una panoramica completa della produzione di Miró con la possibilità di approfondire i suoi diversi cicli pittorici: dalla guerra civile spagnola, vissuta da esule, alla produzione surrealista che tanta fama portò all’uomo. Non è finita, perché la Fondazione Miró, sin dagli esordi, nel 1975, ospita anche mostre temporanee di artisti emergenti, con l’obiettivo, perfettamente riuscito, di trasformare l’edificio in un centro internazionale per l’arte contemporanea.
Per gli orari di apertura del museo vedi la tabella.

Giorni Orari
Lun chiuso
Mar-Mer* 10:00
18:00
Gio 10:00
21:00
Ven** 10:00
18:00
Sab 10:00
20:00
Dom 10:00
15:00

* Da Apr a Ott 10:00 – 20:00
** Da Apr a Ott 10:00 – 20:00

Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale: www.fmirobcn.org (disponibile la versione in inglese).

11 Camp Nou

Foto di FrodeCJ
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Camp Nou

Il famoso motto El Barça es mes que un club” (“Il Barcellona è più di un club”) spiega da solo perché la visita del Camp Nou, lo stadio della squadra catalana, è un’esperienza che travalica l’aspetto sportivo. Certo, assistere a una partita dei blaugrana non è affatto una cattiva idea; ma approfondire, almeno un po’, le implicazioni identitarie e storico-politiche per molti è ancora più interessante della partita stessa. Non a caso, a coniare il motto fu l’avvocato Narcís de Carreras i Guiteras, presidente del club alla fine degli anni ’60 del secolo scorso e da sempre vicino ai movimenti indipendentisti catalani. Ovviamente sul sito ufficiale del club (www.fcbarcelona.com) è possibile acquistare i biglietti per una partita o quelli per la visita al museo più il tour dello stadio. Da fare!

1 Attenzione ai borseggiatori

Come in tutte le grandi città del mondo anche a Barcellona il borseggio è un problema. Per non incorrere in brutte sorprese è meglio evitare di girare con molti contanti dietro; lasciare incustodita la borsa ai tavolini di un bar o in spiaggia; tenere il portafogli nel taschino posteriore dei pantaloni o indossare orologi, catene, bracciali di grande valore. Insomma, le precauzioni sono le stesse dappertutto. Nel caso di Barcellona possiamo aggiungerne un’altra: evitare di fare su e giù per la Rambla, specie durante i weekend. I borseggiatori, infatti, sono a loro agio tra la folla che ne agevola notevolmente il compito, e perciò la probabilità di imbattersi in qualche malintenzionato nei fine settimana è più alta.

2 Occhio agli orari serali

La vita notturna comincia qualche ora dopo rispetto al resto d’Europa, perciò guai a non tenerne conto: un’uscita al bar o a cena non è pensabile prima delle 22:00 (anche 22:30). Per la discoteca, invece, bisogna aspettare minimo l’una di notte. Viceversa si corre il rischio di trovarsi a tu per tu col dj, gli inservienti e la sicurezza del locale. Avvisati!

3 Non rispondere “gracias”

Ovviamente chi visita Barcellona non è tenuto a conoscere il catalano e nemmeno il castigliano (la lingua ufficiale di Spagna). Quel che deve sapere, invece, è che rivolgersi in spagnolo a un catalano potrebbe indispettire. “Gracias” e “adios” sono gli esempi che ricorrono maggiormente (al loro posto vanno usati “mercì” e “adeu”), ma ce ne sono tanti altri.

Attività che puoi prenotare subito


Booking.com