I dammusi di Lampedusa
I dammusi di Lampedusa
In apertura abbiamo definito Lampedusa punto di convergenza di tutte le culture del Mediterraneo. Le abitazioni contadine, i cosidetti dammusi, sono una delle prove di questa transnazionalità. Si tratta di costruzioni in pietra con un tetto a cupola per favorire il deflusso dell’acqua piovana da convogliare nella cisterna a lato della casa. A essere riciclata, ovviamente, non era solo l’acqua piovana, dal momento che le stesse pietre venivano perlopiù prelevate dall’appezzamento coltivato, ottenendo così in una volta sola sia la pulizia del terreno agricolo che un alloggio per sé ed eventualmente, a seconda dello spazio disponibile, per il resto della famiglia e gli animali domestici. Questa tecnica edilizia, tutt’una col sapere contadino, discende dagli arabi ma, come detto, se ne ha traccia un po’ in tutto il Mediterraneo, chiaramente con le peculiarità proprie di ogni contesto. Per dire, a Pantelleria, dove le tracce di questa “domus” sono più numerose, veniva utilizzata la pietra lavica mentre a Lampedusa quella calcarea. Va da sè, oggi i dammusi sono un’attrazione turistica e in molti casi vere e proprie strutture ricettive. Il compromesso con la modernità ha riguardato anche il modo di costruire, specie per la realizzazione delle fondamenta e l’utilizzo della malta, elementi originariamente assenti. Al netto di questo, però, la preservazione e la valorizzazione dei dammusi testimonia la storia millenaria dell’isola, da sempre crocevia di popoli, saperi e tradizioni mediterranee. Da vedere!