Praga con i bambini

Praga con i bambini

Pur essendo una città monumentale, piena di musei, statue, opere d’arte e palazzi storici, Praga è anche una città per bambini. Innanzitutto per la presenza di molti spazi verdi pubblici dove possono scorazzare e divertirsi in tutta tranquillità, ma poi anche perchè ci sono attrazioni dedicate come il Museo delle Bambole (dall’antichità ai giorni nostri) all’interno del Castello, e soprattutto lo zoo cittadino. Quest’ultimo prontamente ristrutturato e aperto al pubblico dopo i gravi danni causati dall’esondazione del fiume Moldava nel 2002. E, a proposito di Moldava, guai a a dimenticare le escursioni in battello. Diversi i percorsi, alcuni dei quali pensati in abbinamento ad altre attrazioni turistiche per grandi e piccini. Insomma, non bisogna assolutamente aver timore di pianificare un viaggio a Praga con figli al seguito. Le attrazioni non mancano, e una saggia alternanza tra i percorsi preferiti dagli adulti a momenti, invece, dedicati al divertimento dei più piccoli, è il giusto compromesso che renderà l’esperienza praghese assolutamente godibile. Per la versione inglese del sito dello zoo di Praga clicca qui

La birra

La birra

A chi appartiene il record mondiale di consumo di birra pro capite? Se state pensando all’Inghilterra, all’Irlanda o alla Germania (in particolare a Monaco di Baviera, sede dell’Oktoberfest), beh la risposta è sbagliata. Il primato appartiene alla Repubblica Ceca. Le altre nazioni magari ne esportano di più, ma anche questo è un dato in continuo aggiornamento. Non è la sola particolarità. La Repubblica Ceca, infatti, oltre ad avere grossi produttori capaci di competere sul mercato internazionale (Pilsner Urquell su tutti) vanta una moltitudine di birrifici medi e piccoli che agiscono prevalentemente sul mercato interno. Visitare Praga è perciò un’occasione unica per approfondire la “cultura della birra”, badando ovviamente a non alzare troppo il gomito. Insomma, dalla chiara classica, alla birra a doppio malto, alle molteplici aromatizzazioni possibili, Praga è il posto giusto se vi piacciono pub e birrerie.

I giardini

I giardini

Non solo architettura. I parchi e i giardini sono un altro punto decisamente a favore di Praga. Spazi verdi pubblici si susseguono in centro e fuori città dando la possibilità a turisti e residenti di poterne usufruire tutto l’anno, anche con la neve. Sono davvero tanti che è difficile ricordarli tutti: Vrtbovská, Ledeburská, Fürstenberská, Kolovratská, Petřín, Kinský sono solo alcuni dei più famosi, senza naturalmente dimenticare i bellissimi giardini del Castello, tutt’attorno la residenza reale. Menzione speciale per il giardino Valdštejnská (Wallenstein) ai piedi dell’omonimo palazzo barocco costruito nel XVII secolo. Qui, specie durante il periodo estivo, si svolgono diversi eventi culturali, soprattutto concerti, quasi sempre a ingresso libero. Perciò approfittatene e portate con voi in viaggio tutto l’indispensabile per un bel pic nic all’aperto. Per una panoramica completa sui giardini di Praga clicca qui

Casa danzante

Casa danzante

Una delle attrattive principali di Praga è l’architettura. La città, infatti, è un compendio quasi perfetto di oltre nove secoli di evoluzione architettonica: romanico, gotico, liberty, funzionalismo, fino all’ultima tendenza affermatasi alla fine degli anni ’80 del secolo scorso e ribattezzata decostruttivismo. La casa danzante, nel quartiere di Nové Mesto, è l’emblema di questo stile architettonico che alle linee, i piani e gli assi preferisce la sinuosità e la plasticità di forme geometriche irregolari. La casa è stata costruita tra il 1994 e il 1996 grazie all’enorme disponibilità finanziaria della compagnia di assicurazioni olandese Nationale Nederlanden (NIN poi ING) che fin dal 1992 aveva provveduto all’acquisto del terreno ubicato sulle rovine di un palazzo distrutto durante la seconda guerra mondiale. L’idea di realizzare in città un’icona dell’architettura moderna fu avvallata dall’allora presidente Vaclav Havel che “coprì” col suo carisma l’acceso dibattito cittadino. L’edificio – progettato dall’architetto croato Vlado Mulinic in cooperazione col canadese Frank Gehry – rappresenta un uomo (Fred Astair) e una donna (Ginger Rogers) mentre ballano, da cui l’appellativo “Dancing House”. Oltre a diversi uffici, all’interno del palazzo trovano posto un ristorante, una galleria d’arte e un hotel di lusso. Per la lista degli hotel a Praga clicca qui.

Museo Ebraico

Museo Ebraico

Attraversare le strade strette dell’antico quartiere ebraico, visitare le quattro sinagoghe e il vecchio cimitero dove è sepolto il rabbino Jehuda Löw (secondo la leggenda inventore del soprannaturale Golem), è una delle cose da fare assolutamente una volta a Praga. Il Museo da oltre un secolo – per la precisione, dal 1906 – assolve al compito di tenere viva la memoria su uno dei ghetti più antichi dell’Europa centrale. Memoria che durante la seconda guerra mondiale si è “arricchita”, si fa per dire, della tragedia dell’Olocausto: nella sinagoga Pinkas sono custoditi il Memoriale degli ebrei boemi e moravi uccisi dai nazisti e l’esposizione con i disegni dei bambini rinchiusi nel ghetto di Terezín (campo di concentramento di Theresienstadt) a circa 60 chilometri da Praga. Il portale turistico della città fornisce tutte le informazioni sui diversi orari di apertura e chiusura delle sinagoghe, il cimitero e gli altri edifici che compongono la visita. Per maggiori informazioni clicca qui.

Piazza Venceslao

Piazza Venceslao

Partiamo subito col dire che San Venceslao (Vaclavské Namesti) non è una vera e propria piazza. È un lungo viale poco distante dalla “Città Vecchia” famoso per essere il centro del divertimento notturno di Praga. In verità non solo notturno, dal momento che è frequentato in qualsiasi ora della giornata. Anche questa spiegazione risulta però parziale: Piazza San Venceslao, infatti, è molto più del simbolo della movida praghese. Qui hanno avuto luogo diversi passaggi storici significativi della vita della città e della regione: dai moti del 1848, alla dichiarazione d’Indipendenza dall’Impero austro-ungarico nel 1918, fino alle proteste di piazza del 1968 contro l’oppressione sovietica. Proteste culminate, l’anno successivo, nel terribile gesto dello studente di filosofia Jan Palach che, in nome della libertà, si diede fuoco morendo dopo alcuni giorni di agonia. Non è finita perché è sempre in questo viale che Vaclav Havel, protagonista della “Rivoluzione di velluto” che nel 1989 rovesciò il regime, tenne alcuni dei suoi più importanti discorsi che lo portarono in seguito a esser il primo Presidente della Cecoslovacchia post-comunista. Insomma, una piazza “giovane“, concentrato di storia e divertimento, che si raduna ancora oggi nei pressi della statua equestre di San Venceslao. Da vedere!

Cattedrale di San Vito

Cattedrale di San Vito

Pur facendo parte del Castello di Praga, la Cattedrale di San Vito merita di essere menzionata a parte. Si tratta della cattedrale più imponente di tutta la Repubblica Ceca con una storia plurisecolare alle spalle. Le parti più antiche sono infatti del ‘300; quelle più moderne addirittura di inizio ‘900 (per la precisione 1929). Inevitabile che, nonostante il tentativo di mantenere uno stile il più fedele possibile all’impronta gotica del XIV secolo, la chiesa appaia divisa a metà tra una parte più antica, in cui sono comprese la tomba in argento di San Giovanni Nepomuceno, la Cappella in oro di San Venceslao e una dozzina di altre tombe reali, e una parte più moderna che però non è da meno da un punto di vista artistico. Da vedere, a riguardo, la vetrata raffigurante la benedizione dei Santi Cirillo e Metodio realizzata da Alfons Mucha, pittore vissuto a cavallo tra XIX e XX secolo e in cui onore c’è anche un museo poco distante da Piazza San Venceslao. Da non perdere, inoltre, la Torre del Campanile che si trova al termine di quasi trecento scalini.

Il Castello

Il Castello

La residenza ufficiale del presidente della Repubblica Ceca e, prima ancora, dei principi, dei vescovi e dei re che hanno governato sulla regione. Talvolta, come nel caso di Carlo IV (1346-1378) e Rodolfo II d’Asburgo (1552 -1612), facendone sede del Sacro Romano Impero. In verità, a differenza di quanto evoca il nome, si tratta di un complesso di chiese, torri, cortili e palazzi piuttosto vasto, costruito in oltre 1000 anni di storia. L’edificio più antico è la Chiesa della Vergine Maria commissionata nell’880 dal principe Bořivoj della dinastia dei Přemyslid. Del X secolo, invece, la Basilica di San Giorgio e il Palazzo Reale che nel corso degli anni è stato più volte riedificato con l’inevitabile sovrapposizione di stili (romanico, gotico, rinascimentale). Gli ultimi restauri sono stati effettuati all’indomani del crollo del regime comunista in Cecoslovacchia anche se, va detto, si è riusciti solo in parte a restituire l’antica maestosità a luoghi talmente carichi di storia. In questa cittadella fortificata, infatti, si svolsero fatti cruciali per la storia del territorio, come l’assassinio di San Venceslao per mano del fratello Boleslao, e la rivolta che nel 1618 diede il là alla famosa Guerra dei Trent’anni. Al Castello di Praga si può arrivare sia a piedi che in tram o taxi. Diverse anche le formule per la visita (con relativa variazione del costo d’ingresso – il biglietto standard costa circa € 13.00).

Ponte Carlo

Ponte Carlo

La “quintessenza delle esperienze praghesi“. Così Lonely Planet descrive Ponte Carlo (Karluv Most), il ponte che collega la Città Vecchia (Staré Město) al Piccolo Quartiere (Malá Strana). L’opera fu commissionata nel 1357 dall’Imperatore del Sacro Romano Impero, nonché re di Boemia Carlo IV, e si racconta venne realizzata impastando centinaia di migliaia di tuorli d’uovo assieme all’arenaria per rendere la struttura più forte e in grado di reggere alle piene del fiume Moldava. Leggenda o meno è un fatto che questo ponte ha resistito oltre cinque secoli, non solo ai “capricci” del fiume (le ultime piene nel 2002 e 2013), ma anche al traffico di carrozze, auto, cingolati e mezzi pubblici da cui è stato risparmiato soltanto dopo la seconda guerra mondiale. Alle due estremità sono state erette altrettante torri di guardia, mentre a partire dal XVII secolo ai lati del ponte sono state collocate numerose statue devozionali (la più famosa è quella di San Giovanni Nepomuceno). Il Ponte Carlo è frequentato tutto l’anno da artisti e musicisti di strada, ambulanti e da un flusso ininterrotto di turisti che visitano la città 365 giorni l’anno. Il mattino presto e il tramonto i momenti migliori per scattare foto.

Non violare le regole di convivenza civile

Non violare le regole di convivenza civile

Quella fin qui descritta è solo una piccola parte delle cose da vedere a Monaco. Le opportunità di svago sono infatti davvero moltissime: dal Deutches Museum, alla vicina città di Ratisbona, Patrimonio Unesco, passando per lo stinco di maiale e tutti gli altri piatti tipici della cucina locale, occorrerebbero moltissimi giorni solo per avere una prima “infarinatura” di tutto quel che si muove in città e nei dintorni. C’è però una cosa da tenere bene a mente, indipendentemente dal tempo a disposizione: il rispetto. È in apparenza scontato ribadire il concetto, anche perché è un precetto valido sempre, solo che a Monaco e in Baviera ci tengono particolarmente. Dalla fila al supermercato, a quella sulle scale mobili, al biglietto dei mezzi pubblici, agli schiamazzi in strada, magari dopo aver esagerato un po’ con l’alcool, gli abitanti di Monaco tengono particolarmente alle regole di convivenza e al decoro degli spazi pubblici. L’Oktoberfest è la prova più evidente di quel che si va dicendo: un evento di oltre due settimane che attrae milioni di visitatori senza però compromettere in alcun modo la vivibilità cittadina. Chi sgarra viene immediatamente sanzionato e, se è il caso, fermato dalla polizia. Perciò meglio adeguarsi e filare dritto.

Alte Pinakotek

Alte Pinakotek

C’è un quartiere a Monaco, Maxvorstadt si chiama, con una grande concentrazione di musei, al punto da esser rinominato “Kunstreal”, area dell’arte. In questa zona si trova anche quello di maggior prestigio e fama internazionale di tutta la città: l'”Alte Pinakotek” o “Vecchia Pinacoteca”. Vi sono custoditi molti dei più grandi capolavori della pittura europea dal XIV al XVIII secolo. Dal Medioevo al Rinascimento; dall’arte barocca al roccocò, oltre 700 opere d’arte in parte acquistate da Ludovico I di Baviera che diede grandissimo impulso alla galleria spingendo in prima persona per l’acquisizione delle opere di Botticelli, il Ghirlandaio, Lippi, Beato Angelico e altri stimati artisti italiani. Una collezione che comprende anche dipinti olandesi e fiamminghi e inoltre Giotto, Botticelli, Raffaello, Tiziano e Rembrandt. Insomma, la Vecchia Pinacoteca è un gioiello a cui gli abitanti di Monaco tengono moltissimo anche per il ritorno turistico che ne deriva. Ritorno garantito pure dagli altri due musei proprio di fronte la struttura: il “Neue Pinakothek” con una collezione di opere dal XVIII al XX secolo e la “Pinakothek der Moderne” inaugurata nel 2002. Per maggiori informazioni (orari, costi, prenotazioni, trasporti ecc.) visita il sito ufficiale: www.pinakothek.de/it

Allianz Arena

Allianz Arena

Negozi, ristoranti, bar, un museo e un parcheggio da quasi 10.000 posti auto. Ancora, tour e visite guidate (in tedesco e in inglese) per scuole, visitatori singoli e disabili. È riduttivo perciò definire l’Allianz Arena soltanto uno stadio. La parola adatta per definire il vortice di emozioni e sensazioni che si prova a visitarlo è “tempio”. Il tempio del calcio del Bayern Monaco e del Monaco 1860, le due squadre cittadine, ma naturalmente anche della nazionale tedesca. L’Allianz è stato costruito tra il 2003 e il 2005 in previsione dei Mondiali 2006 vinti, come sappiamo, dall’Italia di Marcello Lippi. Dopo il Mondiale è diventato lo stadio ufficiale delle due squadre cittadine mandando in pensione il vecchio Olympiastadion. Una curiosità. Grazie ai dei pannelli di etilene tetrafluoroetilene (ETFE) l’esterno dello stadio cambia colore: rosso, quando gioca il Bayern Monaco; blu in occasione delle partite del Monaco 1860 e bianco quando invece gioca la Germania. Per maggiori informazioni su orari, servizi, eventi e mezzi di trasporto visita il sito ufficiale: allianz-arena.com/en

Residenz

Residenz

È davvero difficile descrivere la “grandeur” del Residenz di Monaco di Baviera, uno dei palazzi reali più belli al mondo con una tale concentrazione di stili architettonici e opere d’arte da non temere confronti. Si va infatti dallo stile rinascimentale tedesco all’architettura palladiana, a quella fiorentina, senza dimenticare i richiami al barocco e al roccocò. Evidente l’intenzione della dinastia dei Wittelsbach, la prima in Germania e una delle più antiche d’Europa, di utilizzare al massimo grado l’arte e l’architettura come segno tangibile del potere esercitato per oltre quattro secoli in terra bavarese. Un’enorme fortezza oggi composta da una decina tra giardini e cortili, un teatro (Teatro Cuvillies) e un museo (Museo Residenz) di circa 130 camere. Il Residenzmuseum è talmente vasto che se ne consiglia la visita in due distinte sedute al mattino e in pomeriggio. Per avere una guida essenziale da consultare durante la visita al palazzo, il Ministero delle Finanze e dello Sviluppo Regionale della Baviera ha realizzato un’agile brochure per orientarsi tra i cortili, le stanze, le camere, gli scaloni, le gallerie, i monili e gli altri oggetti che arredano la reggia.

Orari di apertura:
Apr. – 18 Ott.: 09.00 – 18.00
19 Ott. – Mar.: 10.00 – 17.00
Ultima ammissione: 17.00 (estivo) o 16.00 (invernale)

Museo BMW

Museo BMW

I “capitoli” della storia di Monaco sono molti: la birra, l’Oktoberfest, le chiese, i musei, i monumenti, Marienplatz, il mercatino di Natale e… la BMW. Guai a dimenticare il ruolo svolto dalla casa automobilistica nello sviluppo socio-economico della Baviera. Ruolo celebrato da un museo inaugurato nel 1972 nei pressi della zona olimpionica. Il Museo BMW non celebra solo il passato: oltre alle macchine storiche, infatti, nelle sale della struttura vengono esposti anche i diversi prototipi in fase di sviluppo e progettazione. A fianco il museo dalla caratteristica forma a insalatiera, sorge la “Torre”, il grattacielo quartier generale della casa automobilistica. L’avveneristico design dei due edifici ne ha fatto presto icone della cultura di massa, il che ha consentito di avvicinare una platea più vasta dei soli appassionati e addetti ai lavori. Per informazioni sui giorni, orari di apertura, prezzi, visite guidate, eventi ed esposizioni visita il sito: www.bmw-welt.com/en

Castello di Nymphenburg

Castello di Nymphenburg

Che i Wittelsbach non se la passassero affatto male (si fa per dire) non lo testimonia soltanto il Palazzo Reale. Il Castello di Nymphenburg, dimora estiva della famiglia, non è certo da meno quanto a opulenza e ricercatezza. A commissionarne la costruzione fu il principe elettore Ferdinando Maria (la carica è riferita ai membri del collegio elettorale cui spettava il compito di nominare l’Imperatore del Sacro Romano Impero). Questi, nel 1664, volle regalare alla consorte Enrichetta Adelaide di Savoia una residenza estiva quale ringraziamento per la nascita dell’erede al trono Massimiliano Emanuele. Della costruzione del castello venne incaricato l’italiano Agostino Barelli, mentre del successivo ampliamento si occuparono Enrico Zuccalli e Antonio Viscardi, altri due architetti italiani stavolta nominati da Massimiliano Emanuele. Non è finita perché i lavori di sistemazione della corte e del giardino proseguirono nel corso del XVIII e XIX secolo fino all’attuale combinazione di architettura, arte e botanica. Al pari del Palazzo Reale, nelle sale, negli arredi e nelle opere d’arte del Castello di Nymphenburg sono rintracciabili diversi stili dal barocco fino al classicismo. Anche in questo caso, inoltre, il Ministero delle Finanze e dello Sviluppo Regionale della Baviera ha provveduto a realizzare una brochure con le informazioni utili a preparare al meglio la visita.

Orari di apertura:
Aprile – 15 Ottobre: 09.00 – 18.00
16 Ottobre – Marzo: 10.00 – 16.00
Nel Castello è disponibile un ascensore; accessibili il Museo delle Carrozze e la Collezione Bäuml