Valencia

Foto di MartinHolzer
Valencia

11 cose da fare e vedere a Valencia e 1 da non fare

Valencia è una città che vive di paradossi. Il primo, storicamente clamoroso, fu il finanziamento da parte della banca locale (“Taula de Canvis i Deposits”) della spedizione di Cristoforo Colombo. Per tutto il XV secolo la città aveva vissuto un periodo di grande espansione grazie al ruolo strategico del suo porto nei traffici del Mediterraneo e, invece, la missione di Colombo finì con lo spostare l’asse marittimo verso l’Oceano Atlantico decretando di fatto la fine del secolo d’oro valenciano. L’altro paradosso, assai più recente, per fortuna ha una valenza positiva. Da anni, infatti, la città vive un boom turistico che ha dell’incredibile considerato il minor numero di attrazioni rispetto a Madrid e Barcellona. Eppure, a cavallo tra XX e XXI secolo, Valencia è diventata una delle destinazioni più popolari d’Europa, circostanza che ha portato il turismo a essere la prima risorsa economica scalzando commercio, agricoltura (che resiste) e industria. Dunque, più che nella quantità di punti di interesse, il successo turistico di Valencia va ricercato nell’atmosfera che si respira in città: un mix di tradizione e modernità (nell’immagine di copertina l’avveneristica Città dell’Arte e delle Scienze, vd. punto 3) grazie al quale i valenciani sono riusciti a mettersi alle spalle la difficile crisi finanziaria del 2008. Ovviamente, di cose da fare e vedere ce ne sono diverse e su queste di seguito costruiremo il nostro racconto. Buona lettura.

1 La Cattedrale

Foto di Themil
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La Catedral Santa Maria de Valencia (o Seu) è il punto di partenza ideale per una visita in città. Per due ragioni: la prima è la centralità dell’edificio, a poche centinaia di metri dagli altri punti di maggior interesse turistico; la seconda è storica, dal momento che la sovrapposizione di diversi stili architettonici (gotico-romanico; barocco; neoclassico) consente di ricostruire il fermento artistico che ha attraversato la città nel corso dei secoli. La chiesa, infatti, fu edificata nel XIII secolo al posto di una moschea araba che, a sua volta, era stata costruita sui resti di un tempio pagano. Circostanze che testimoniano l’antichità dell’insediamento abitativo, dai romani chiamato Valentia Edetanorum e dai Mori, invece, Balansiya. Fu Giacomo I d’Aragona a sconfiggere gli arabi e a ordinare la costruzione di questa chiesa a tre navate e a croce latina. Un edificio che, seppur non maestoso, offre diversi spunti storico-culturali. A cominciare dai tre portali d’ingresso (Puerta del Palau; Puerta de los Hierros e Puerta de los Apóstoles) passando per il Museo diocesano fino alla Cappella Santo Caliz nella quale – come suggerisce il nome – sarebbe custodito il Santo Graal, il calice da cui avrebbe bevuto Gesù durante l’Ultima Cena. Non è finita, perché da vedere c’è anche la Torre “El Miguelete”, campanile della cattedrale. Occorre salire oltre 200 scale al termine delle quali, però, godrete di una meravigliosa vista del centro storico di Valencia. Per maggiori informazioni sulla storia, l’orario delle messe, le attività pastorali e le visite guidate consultare il sito ufficiale: www.catedraldevalencia.es (disponibile la versione in inglese).

2 Piazza del Municipio

Foto di darektop69
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In alternativa alla Cattedrale, la visita della città può cominciare anche da Plaza del Ayuntamiento (in valenciano Plaça de l’Ajuntament). La distanza tra i sue siti è minima (poco più di 1 km) e, quanto a storia, questa piazza non è certo seconda alle altre in giro per Valencia. Anche qui, quel che colpisce è la miscellanea di stili architettonici, soprattutto neoclassico e modernista che suggeriscono la (relativa) contemporaneità dei palazzi, realizzati per lo più all’inizio del XX secolo. I due edfici più importanti sono appunto il Municipio (Ayuntamiento) e il Palazzo delle Poste (Edificio de Correos y Telegrafo). Specie quest’ultimo merita una visita indipendentemente dalla necessità di spedire una cartolina. La piazza, durante la dittatura ospitava una statua del generale Francisco Franco (il topos, infatti, era Plaza del Caudillo). Statua prontamente sostituita all’indomani della fine del regime con un’altra dedicata all’eroe locale Francesc de Vinatea. Cavaliere del regno di Valencia durante il XIV secolo, de Vinatea fu uno strenuo difensore delle prerogative della città nei confronti del sovrano Alfonso IV d’Aragona. Plaza del Ayuntamiento è anche palcoscenico principale de Las Fallas, la più importante festa cittadina, Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO (per saperne di più: www.fallas.com).

3 Città dell’Arte e delle Scienze

Foto di estai
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Il primato turistico di Valencia cui abbiamo accennato in apertura passa soprattutto per questo complesso di edifici realizzati dalle archistar Santiago Calatrava e Felix Candela. La Ciutat de les Arts i les Ciènces, infatti, è un inno all’architettura contemporanea in grado di attirare visitatori da ogni parte del mondo. A fare che? Per esempio a vedere l’acquario più grande d’Europa (Oceanografic); oppure le esposizioni interattive del Museo delle Scienze intitolato al Principe Felipe (Museu de i les Ciènces Principe Felipe). Ancora, c’è spazio per i melomani che nel Palazzo delle Arti della Regina Sofia (Palau de Les Arts Reina Sofia) possono assistere a opere classiche, concerti e balletti, senza dimenticare, Hemisferic, Umbracle e il Ponticello Assut D’Or. Il primo è un cinema con uno schermo concavo di circa 900 metri quadrati su cui vengono proiettati documentari scientifici per adulti e bambini; Umbracle, invece, è un giardino enorme in cui si alternano sculture e piante mediterranee; mentre l’Assut D’Or è un ponte in acciaio e cemento il cui pilone si erge per oltre 100 metri d’altezza. Al di là delle singole attrazioni è la visione d’insieme del complesso architettonico a lasciare esterrefatti. Nonostante l’approccio iper-moderno, infatti, la Ciutat de les Arts i les Ciènces di Valencia conserva un’aura mediterranea in grado di attirare un numero di turisti più ampio della platea dei soli appassionati di tecnologie, teatro e natura. Da vedere!
Per gli orari di visita, i biglietti e la programmazione di ciascun edificio consultare il sito ufficiale: www.cac.es (disponibile la versione in inglese).

4 Jardin del Turia

Foto di Oliver Townend
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Il 14 ottobre 1957 Valencia venne messa letteralmente in ginocchio dall’esondazione del fiume Turia. Decine di morti, case e attività commerciali distrutte; agricoltura e industria k.o. Uno scenario apocalittico che la stampa spagnola ribattezzò come la “gran riada de Valencia“. La risposta del governo, allora retto dal generalissimo Francisco Franco, non si fece attendere. La soluzione fu quella di deviare verso sud il corso del fiume in modo da evitare il ripetersi dell’accaduto. Un piano di sicurezza (“Plan Sur“) le cui ambizioni si fecero presto più ampie. A un certo punto, infatti, negli ambienti governativi si fece largo l’idea di trasformare il letto del fiume liberato dai detriti e dalle acque in un’enorme bretella autostradale in grado di collegare più agevolmente Madrid al Mediterraneo. Un gigantesco progetto di trasformazione urbana che avrebbe impattato in maniera violentissima col centro di Valencia e che perciò incontrò fortissime resistenze da parte della classe dirigente locale. La mobilitazione, per fortuna, sortì i suoi effetti e del piano autostradale non se ne fece nulla. Al suo posto, invece, sorse il bellissimo Jardin del Turia, un’oasi verde di quasi 10 chilometri che dalle mura medievali di Valencia conduce fin dentro la Ciudad de las Artes y las Ciencias di cui abbiamo parlato in precedenza. A disegnare i giardini, l’architetto Riccardo Bofill che, per la gioia di turisti e residenti, ha dotato la città di un polmone verde in cui si alternano diverse aree tematiche: circuiti di ciclocross, piste di atletica, pattinaggio, campi da calcio, rugby e naturalmente panchine, oleandri, palme, aiuole e fiori dappertutto. Meraviglia!

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5 Istituto Valenciano d’Arte Moderna

Foto di 16:9clue
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Uno degli assi su cui Valencia ha costruito negli ultimi 30 anni il suo primato turistico è senza dubbio la cultura. A dispetto del vecchio adagio secondo cui con la “cultura non si mangia”, la rete museale valenciana ha enormemente contribuito al PIL turistico della città e della regione. L’IVAM (in valenciano, Institut Valencià d’Art Modern), da questo punto di vista, è uno dei fiori all’occhiello della città. Inaugurato nel 1986, questo museo conta oltre 11.000 opere tra pittura, scultura, fotografia e video-installazioni. Una parte ospita le permanenti di Ignacio Pinazo (1849-1916) e Julio Gonzales (1876-1942), cui dal 2000 è intitolato pure un premio artistico. Una seconda parte, invece, ospita mostre temporanee delle altre avanguardie che segnarono la scena culturale del primo ‘900 spagnolo insieme, ovviamente, alle opere di artisti contemporanei. Da vedere, infine, la Sala de la Muralla, realizzata nel seminterrato dell’edificio principale utilizzando i resti della fortificazione medievale di Valencia.
Per gli orari di apertura dell’IVAM vedi la tabella.

Giorni Orari
Lun chiuso
Mar-Mer-Gio 11:00
19:30
Ven 11:00
21:00
Sab-Dom 11:00
19:30

Per maggiori informazioni sulla storia, le esposizioni, le attività e i prezzi visita il sito ufficiale: www.ivam.es (disponibile la versione in inglese).

6 Lonja de la Seda

Foto di Jean-Marie Muggianu
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Lonja de la Seda

In apertura abbiamo fatto riferimento alla spiccata vocazione mercantile che ha accompagnato lo sviluppo economico e civile di Valencia nel corso del XIV secolo. La Lonja de la Seda, o Lonja de los Mercadores (Loggia della Seta o dei Mercanti), è il simbolo di questo primato commerciale. In questo palazzo tardo-gotico avvenivano, infatti, le contrattazioni tra grossisti e acquirenti. Non solo, perché l’edificio ospitava pure una banca e il Consolato del Mar, istituzione medievale il cui compito era appunto quello di definire la cornice giuridica dei commerci nel Mediterraneo. Un edificio storico, dunque, costituito da due corpi di fabbrica e una torre centrale. Delle diverse sale che disegnano l’interno del palazzo merita una visita soprattutto la Sala della Contration che affaccia sul cortile interno. Tutte le domeniche la Lonja de la Seda che, ricordiamo, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ospita un mercatino d’antiquariato. Un’occasione ghiotta per visitare l’edificio. Da non perdere!

7 Mercato Centrale

Foto di Juan Antonio Segal
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Proprio di fronte la Lonja de la Seda sorge un altro edificio di grande importanza turistica e commerciale: il Mercado Central (alla valenciana, Mercat Central). Dal 1928, anno in cui venne ultimata la struttura coperta, quest’edificio modernista contende alla Boqueria di Barcellona la palma di migliore mercato di tutta la Spagna. Alla valutazione concorrono sia la freschezza dei prodotti (carne, pesce, frutta, verdura ecc.) che i dettagli architettonici. Questi ultimi tradiscono l’influenza dell’art noveaux sotto un duplice aspetto: il disegno della copertura (la cupola centrale supera i 30 metri di altezza) e i materiali utilizzati (cristallo, ferro e ceramica). Del resto, si trattava di coniugare l’orgoglio per il progresso tecnologico e la vocazione agricola tuttora presente. Uno spirito imprenditoriale diffuso che a metà degli anni ’80 ha portato i venditori presenti all’interno del mercato ad autogestirsi provvedendo da sé (ovviamente di concerto col comune) alla manutenzione e alla messa in sicurezza dell’area. Per saperne di più sulla storia, gli orari, i prodotti e i servizi del Mercato Centrale di Valencia consultare il sito: www.mercadocentralvalencia.es (disponibile la versione in italiano).

8 Collegio e Chiesa del Patriarca

Foto di Luis Tormo
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Collegio e Chiesa del Patriarca

Una delle attrazioni assolutamente imperdibili di Valencia è il Collegio del Patriarca. Da un punto di vista architettonico siamo al cospetto di una delle testimonianze più importanti del Rinascimento spagnolo. Dal punto di vista religioso, invece, il collegio e la chiesa annessa, rappresentano a pieno lo spirito della Controriforma. Non a caso, a volerne la costruzione sul finire del XVI secolo fu l’arcivescovo di Valencia Juan de Ribera (“El Patriarca”), uno dei più determinati divulgatori dei precetti sanciti dal Concilio di Trento. Il collegio, infatti, serviva a formare i nuovi prelati da “impegnare” sul piano della dottrina contro le insidie del Protestantesimo. Detto brevemente della storia, il Collegio de El Patriarca è uno scrigno di opere d’arte. Molto bello il chiostro al piano terra il cui colonnato fu realizzato secondo il metodo prospettico di Brunelleschi. Da vedere, infine, nella stessa piazza dove sorge il collegio (Plaza Patriarca), La Nau, sede dell’Università di Valencia. Anche qui siamo davanti a un bellissimo edificio neoclassico, ovviamente adattato nel corso dei secoli al proliferare delle facoltà e degli indirizzi didattici. Per maggiori informazioni sul Collegio del Patriarca consultare il sito: patriarcavalencia.es (disponibile la versione in inglese).

9 Museo delle Belle Arti

Foto di Pleuntje

Il turismo culturale è una risorsa importante per Valencia. Lo abbiamo ripetuto più volte, ma vale la pena ribadirlo anche a proposito del Museu de Belles Arts, altra tappa imperdibile di una visita in città. Come il Collegio del Patriarca San Juan de Ribera, pure la sede del Museo delle Belle Arti nacque come seminario per la formazione delle nuove classi ecclesiastiche. Solo in seguito la struttura, che si trova in prossimità del vecchio letto del fiume Turia, venne adibita a museo diventando una succursale della Real Accademia de Bellas Artes de San Carlos de Madrid. Dal 1837 (anno di fondazione) ad oggi il Museo di Belle Arti di Valencia ha subito diverse trasformazioni architettoniche che, in un certo senso, hanno accompagnato quelle avvenute nella sfera economica e sociale della città. Sul piano artistico la collezione consta di due parti: una archeologica, con molti pezzi antichi di età romana (lapidi, figure in pietra, bronzo, reperti ceramici ecc.) e una pittorica con le opere di alcuni tra gli esponenti più significativi della pittura spagnola (Velasquez, Ribalta, Goya, Sorolla ecc.).
Per gli orari di apertura vedi la tabella.

Giorni Orari
Lun chiuso
Mar-Dom 10:00
20:00

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.museobellasartesvalencia.gva.es

10 Bioparco

Foto di Ebweb
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Inaugurato nel 2008, il Bioparco di Valencia è un innovativo giardino zoologico in cui gli animali, sia pur in cattività, vivono in ambienti che riproducono il più fedelmente possibile l’habitat originario di ciascuna specie. Non solo. Anche le barriere che separano le diverse zone (savana, foresta equatoriale, zone umide ecc.) sono state realizzate in modo da ridurre al minimo l’impatto visivo a beneficio degli ospiti che in ogni momento hanno la percezione di trovarsi a tu per tu con gli animali. Animali che sono davvero tantissimi: zebre, cicogne, facoceri, gazzelle, iene, giraffe, leoni, bufali, scimpanzè, gorilla, elefanti, ippopotami ecc. Menzione a parte per il raro Oritteropo, più noto come “maiale di terra”. È una specie a rischio estinzione territorialmente presente in tutta l’Africa sub-sahariana e, proprio a inizio 2018, ne è nato un nuovo esemplare nel Bioparc di Valencia. Insomma, dopo chiese e musei la visita dell’innovativo zoo di Valencia è quel che ci vuole specie se ci si muove coi figli al seguito. Per gli orari del Bioparc di Valencia (i tempi di chiusura dipendono dalle ore di sole disponibili nei diversi periodi dell’anno) consultare il sito ufficiale: www.bioparcvalencia.es (disponibile la versione in italiano).

11 Le spiagge e l’Albufera

Foto di Giacomo Callaioli

Fin qui siamo andati in giro per piazze, musei e chiese con una puntata finale al Bioparco. Guai però a dimenticare che Valencia è anche una località balneare. Le spiagge cittadine sono Las Arenas e Malvarrosa e abbinano pulizia delle acque, degli arenili, docce, cabine e, ovviamente, numerosi bar e ristoranti. Poco più a sud di Malvarrosa, nel comune di Alboraya, c’è La Patacona, pure questa attrezzata con docce e cabine per i turisti. Non bisogna dimenticare, infine, le spiagge del Parco dell’Albufera: Playa de l’Arbre del Gos, Playa de El Saler, Playa de la Devesa e gli altri angoli di paradiso di questa stupenda area naturalistica 10 chilometri a sud di Valencia. L’Abulfera, inoltre, può essere girata sia in barca che in bus turistico. Per quest’ultima opzione consultare il sito: valenciabusturistic.com (disponibile la versione in italiano).

1 Non pensare che sia tutto rosa e fiori

Controindicazioni rispetto a una vacanza a Valencia non ce ne sono. La città, infatti, offre su per giù le stesse opportunità di Barcellona e Madrid ma, rispetto a queste due, è più vivibile. Non a caso sono molti gli italiani a essersi trasferiti, e ancor di più sono quelli che ogni anno vengono in vacanza. Occhio però a considerare questa città come la soluzione a tutti i problemi. Per intenderci, è un po’ quello che succede anche con le isole Canarie. Sei precario/a, mal pagato/a e sottoposto a ritmi di lavoro massacranti? Trasferisciti a Valencia! Non è così semplice. Anche in Spagna la crisi ha inciso notevolmente su redditi e occupazione. È vero anche che il mercato del lavoro è più dinamico rispetto a molte altre zone dell’Europa meridionale (basti pensare al mezzogiorno d’Italia e alla Grecia) ma questo non significa trovare la strada spianata. Bisogna aver voglia di mettersi in gioco e soprattutto aver chiaro quali sono le ambizioni. Per dire, aprire un bar e/o un ristorante è sicuramente fattibile purché, però, l’idea abbia un che di innovativo che consenta di distinguersi dalla concorrenza (tanta). Magari, il modo migliore per riflettere è venirci in vacanza. Tra musei, piazze, chiese, folclore, vita notturna, spiagge ed enogastronomia c’è materiale a sufficienza per divertirsi ed eventualmente fare un po’ più chiarezza sul da farsi.

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