Minorca

Foto di Broesis
Minorca

13 cose da fare a Minorca e 1 da non fare

Mai fidarsi fino in fondo degli stereotipi. Se, per esempio, al sentir parlare di Baleari vi vengono in mente i locali di St. Antoni de Portmany a Ibiza, o quelli di Magaluf a Maiorca, è perché non conoscete Minorca. Diversamente dalle altre isole dell’arcipelago, compresa Formentera che a parte le spiagge offre poc’altro, Minorca ha  decisamente puntato su un modello di turismo sostenibile che, pur non disdegnando i grandi numeri, pone come priorità il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente. Insomma, i minorchini preferiscono avere a che fare con escursionisti, coppie in vacanza, famiglie con figli e molto meno con frotte di giovani intenti a ingurgitare grandi quantitativi d’alcool e a far tardi la sera. Se perciò avete voglia di divertimento sfrenato farete bene a non scegliere Minorca; se invece desiderate dedicarvi alle escursioni, al trekking urbano, al buon cibo, al mare e a piacevoli uscite mondane allora la seconda isola delle Baleari è decisamente il posto giusto per una vacanza. Di seguito vediamo insieme le principali attrazioni dell’isola. Buona lettura.

1 Maó

Foto di Mario Sánchez Prada
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Maó

Il nostro racconto parte dalla capitale Maó (o Mahón). In questa cittadina a est dell’isola vive più di un terzo della popolazione di Minorca e, coerentemente con lo status di capitale, è concentrato il grosso dei servizi pubblici essenziali. Famosa la rivalità con Ciutadella, l’altra città del versante occidentale dell’isola. Una rivalità che ha a che fare con la presenza inglese, grazie alla quale Maó assurse a rango di capitale, scippando il titolo proprio alla “cattolica” Ciutadella, il cui clero vedeva di cattivo occhio la presenza di un’altra confessione (anglicana) sul territorio. Differenze che con gli anni sono sfumate e che però sopravvivono soprattutto nell’architettura. Basta dare un’occhiata ai palazzi del centro storico per avere contezza dell’influenza coloniale britannica su questa parte dell’isola. Maó, che può tranquillamente fungere da base per gli spostamenti alla scoperta di Minorca, si divide grosso modo in tre grandi aree: nella parte alta, il centro storico, cui abbiamo già accennato; poi c’è Baixamar, il quartiere a ridosso del porto dove si svolge il grosso della vita notturna, e infine S’Altra Banda, zona di villeggiatura con diverse case e strutture ricettive. Molte le cose da vedere: dal Museo archeologico, alla chiesa di Santa Maria, fino al porto, la cui particolare conformazione ne fa un’attrazione turistica sui generis ben oltre la sua funzione di approdo marittimo. Andiamo a vederle più nel dettaglio.

2 Museo di Minorca

Foto di Miquel Angel Pintanel Bassets
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Museo di Minorca

La storia del Museo di Minorca è lunga più di un secolo. Per la precisione, comincia nel 1889 grazie a Joan Seguì Rodriguez fondatore del Museo de Arquelogia e Historia Natural de Minorca. In oltre 100 anni la collezione di reperti archeologici ed etnografici è andata sempre estendendosi, consentendo alfine la ricostruzione accurata della millenaria storia di Minorca che ha visto il passaggio di Greci, Romani, Vandali, Arabi, Aragonesi ed Inglesi. Ovviamente, man mano che i reperti aumentavano sono stati necessari diversi traslochi fino all’ultimo, attorno la metà degli anni ’70 del secolo scorso, nell’antico Convento di San Francesco donato dal comune allo stato spagnolo per farne appunto un museo. Chiunque sia interessato ad approfondire storia, cultura e costumi dell’isola, non può perciò esimersi dalla visita del Museu de Menorca. Per maggiori informazioni sulle mostre, le attività, gli orari e i prezzi visita il sito ufficiale: www.museudemenorca.com (disponibile la versione inglese).

3 Chiesa di Santa Maria

Foto di Mario Sánchez Prada
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Chiesa di Santa Maria

Al centro di Maó, ben visibile per via della sua imponenza si staglia la Chiesa di Santa Maria. L'edificio originario, risalente al XIV secolo, fu abbattuto da un fulmine e fu solo grazie all'intervento inglese, nel 1748, che il tempio venne ricostruito prevalentemente in stile neoclassico. Al di là delle linee architettoniche, il pezzo di maggior pregio della chiesa è senza ombra di dubbio l'organo. Costruito tra il 1807 e il 1810 dai maestri svizzeri Johannes Kyburz e Franz Josef Otter, lo strumento è unanimemente riconosciuto come uno dei capolavori dell'arte organaria. Non a caso, nella chiesa di Santa Maria, da giugno a ottobre (dal lunedì al sabato) si tengono concerti d'organo di 30 minuti l'uno. In occasione dei concerti l'ingresso in chiesa in costa € 5,00 (normale € 2,00).

4 Giro del porto di Maó

Foto di Lori Branham
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Giro del porto di Maó

C’è addirittura chi sostiene che non si possa dire di esser stati a Minorca senza una gita in barca attorno il porto di Maó. Magari è un’esagerazione, fatto sta che l’escursione marittima attorno il porto naturale della capitale merita senz’altro. Le formule sono due: la prima consiste nella circumnavigazione del porto e dura un’ora circa; la seconda, invece, fa tappa nelle baie e nelle cale circostanti, alcune delle quali difficilmente raggiungibili da terra, con la possibilità ulteriore di fare il bagno. Questa seconda opzione porta via all’incirca tre ore ma ne vale assolutamente la pena. In entrambi i casi, le imbarcazioni hanno il fondo trasparente in modo da poter ammirare i fondali dell’isola. Per maggiori informazioni visita i siti: www.yellowcatamarans.com e www.rutasmaritimasdelacruz.com. L’unico consiglio considerata l’affluenza, specie durante il periodo estivo, è di effettuare l’escursione al mattino presto. Da provare!

5 Binibèquer Vell

Foto di Gorka Valencia
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A meno di 10 chilometri dalla capitale Maó c’è un villaggio che vale assolutamente la pena visitare. Un dedalo di viuzze strette, case bianche abbarbicate l’una sull’altra, negozietti di souvenir, bar, ristoranti e tutta l’atmosfera tipica di un borgo mediterraneo. Con una particolarità, però: a differenza di Little Venice a Mykonos, Sant’Angelo a Ischia, o La Corricella a Procida, Binibèquer Vell fino agli anni ’60 del secolo scorso praticamente non esisteva. In altri termini, il paesino è un’invenzione turistica, peraltro ottimamente riuscita. Quella che c’era già, invece, è la spiaggia omonima. Non è molto grande ma è inserita in un contesto paesaggistico meraviglioso. La pineta alle spalle, le rocce tutt’attorno e un mare cristallino ideale per lo snorkeling. Insomma, Binibèquer Vell è uno dei luoghi da visitare a Minorca in estate. Nelle restanti stagioni dell’anno, e qui sta un’altra differenza rispetto agli altri borghi mediterranei su citati, non c’è quasi nessuno.

6 Es Castell

Foto di Oliver Ryan
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Per verificare quanto la mentalità coloniale inglese abbia influito sull’urbanistica e sull’architettura del versante sud-orientale dell’isola, prima ancora di Maó bisognerebbe visitare Es Castell. Prima o dopo, sicuramente Es Castell è tappa obbligata per chi visita Minorca. Quanto alle cose da fare, merita una visita il Museo Militare che si trova nella piazza principale del paese, mentre se ci si vuol rilassare e consumare un aperitivo e/o una cena, i locali attorno il piccolo porto di Cales Fonts sono molto belli e accoglienti. Tornando al Museu Militar, si sviluppa su due livelli per un totale di 15 sale. Al piano terra c’è una collezione di cannoni antichi e plastici di navi d’epoca; al primo piano, invece, è illustrata la storia militare dell’isola. C’è un’altra ragione per cui val la pena visitare Es Castell: l’alba. Se vi piace assistere al sorger del sole o, ancora meglio, siete amanti della fotografia, siete nel posto giusto per immortalare l’alba minorchina. Da non perdere!

7 S’Abulfera des Grau

Foto di Leona2013
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a S’Abulfera des Grau

Se Minorca è stata nominata dall’UNESCO Riserva Naturale della Biosfera, il “merito” è soprattutto del Parco Naturale di S’Abulfera des Grau, a venti minuti di macchina dalla capitale Maó. Si tratta di un’area di quasi 2000 ettari di grande interesse naturalistico specie per gli amanti del birdwatching che nell’alternanza di pinete, dune e zone umide si divertono ad ammirare falchi pescatori, cormorani, aironi e centinaia di altre specie acquatiche stanziali o migratorie. Non è finita, perché chi vuole può approfittarne anche per fare un bagno nella bellissima spiaggia (platja) di Es Grau, il paesino che appunto dà il nome alla riserva. Ancora, proseguendo verso nord merita una visita anche Cap de Favàtrix (vd. foto), faro che si staglia tra le rocce, particolarmente suggestivo sul far del tramonto. Insomma, S’Abulfera des Grau è un’altra tappa obbligata di una visita a Minorca anche se, trattandosi di una riserva naturale, bisogna sapere che diverse attività, come appiccare il fuoco o praticare sport acquatici, non sono consentite. La visita invece è libera.

8 Cap de Cavalleria

Foto di anpix
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Cap de Favàtrix non è l’unico faro di Minorca. C’è anche Cap de Cavalleria e si trova ancora più a nord dell’altro. La strada più facile per arrivarci è da Es Mercadal da cui, come vedremo, si arriva facilmente fin su la vetta del Monte Toro. La strada che porta al faro di Cap de Cavalleria regala emozioni in sequenza. Vento, vegetazione rada, pecore al pascolo e tutte le altre suggestioni di una zona appena lambita dalle sirene del turismo. Merita una sosta anche la spiaggia omonima, Platja de Cavalleria. Da non perdere!

9 Monte Toro

Foto di Heather Cowper
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Quel che realmente colpisce del Monte Toro non è sicuramente l'altezza (358 metri s.l.m.), quanto il fatto di trovarsi davvero al centro dell'isola, incrocio tra Maó e Ciutadella le due città principali, e Tramuntana e Migjorn, i versanti costieri di Minorca la cui diversa conformazione ha dettato tempi e modi dello sviluppo turistico dell'isola. Nient'altro che una piccola collina, dunque, che però in ragione della sua collocazione sin dal Medioevo è diventata il centro spirituale di Minorca. In cima, infatti, si trova il Santuario de la Virgen del Toro, un antico monastero agostiniano dove ogni anno l'8 maggio i minorchini si recano in pellegrinaggio per venerare appunto la patrona dell'isola “Nostra Signora del Monte Toro”. La strada per arrivare in cima al monte è da Es Mercadal, piccolo paese nel cuore di Minorca celebre per la gastronomia e l'artigianato calzaturiero. Il consiglio è di scegliere una giornata tersa per la salita al monte. Non ve ne pentirete!

10 Basilica di Son Bou

Foto di Dave Gunn
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Basilica di Son Bou

Il versante meridionale di Minorca non è solo quello turisticamente più sviluppato, e anche la parte di isola dove è concentrato il maggior numero di punti di interesse storico-culturale. Dunque turismo balneare e culturale come ben testimonia la località di Son Bou che, oltre a disporre del litorale più grande di Minorca, vanta anche una basilica paleo-cristiana del V secolo. Assieme alla vicina Torre d’es Galmes, area archeologica lungo la strada per Alaior (terza città di Minorca), la Basilica de Son Bou è senza dubbio un altro “must see place” di una visita a Minorca. All’esterno dell’area con i resti della basilica, si trova pure una necropoli con diverse tombe scavate nella roccia. Da vedere!

11 Cala Mitjana

Foto di Xosé Castro Roig
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In precedenza abbiamo fatto riferimento alla diversità dei versanti costieri di Minorca. Una delle differenze più significative è la gran quantità di baie che la costa meridionale offre rispetto al nord dell’isola. In altri termini, la diversa orografia ha favorito la formazione di numerose calette più o meno riparate che a loro volta hanno influito sullo sviluppo turistico di questa parte di territorio. Cala Mitjana è la più famosa di queste insenature. Una piccola spiaggia (appena 100 metri) di sabbia bianca da molti definita, a ragione, “caraibica”. Un habitat bellissimo, anche per la presenza della pineta alle spalle, che per fortuna non è stato stravolto dal proliferare di strutture ricettive. Per dire, la vicina Cala Galdana pur rimanendo una località assolutamente godibile non è più “caraibica” come una volta. Va detto anche che la difficile accessibilità dei luoghi in molti casi ne ha favorito la conservazione più a lungo nel tempo. Diversi alvei (barrancs) della costa sud di Minorca, infatti, sono raggiungibili soltanto da mare, il che ha scoraggiato gli investimenti immobiliari. Da vedere, se possibile, anche Cala Trebaluger, altra piccola insenatura poco distante dalle due sopra citate.

12 Ciutadella

Foto di Freebird
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Parlando di Maó abbiamo detto che può fungere benissimo da base per gli spostamenti in giro per l’isola. Il suggerimento vale anche per Ciutadella. Anzi, se la tranquillità è la priorità rispetto a tutto il resto i ritmi compassati, quasi indolenti, di Ciutadella sono sicuramente preferibili a quelli più indaffarati della capitale. Molte le cose da vedere in città: dalla Cattedrale, un tempo moschea (sotto la dominazione araba la città si chiamava Madina al Jazira), ai locali attorno il porto dove si concentra il grosso della vita notturna, senza dimenticare il Museu Municipal e le innumerevoli tracce architettoniche – con prevalenza di barocco e gotico – di chiese, palazzi e piazze cittadine. Ovviamente, Ciutadella è anche una località balneare: Cala Blanca, Cala En Bosc, Cala D’Es Degollador, Cala En Forcat alcune delle baie più rinomate nei dintorni, fino alla più famosa di tutte, Cala Macarella, che a seguire tratteremo a parte.

13 Cala Macarella

Foto di maymonides
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I chilometri da Ciutadella sono 14, ma considerando quel che vi aspetta, non sono poi tanti. Sabbia bianca, mare turchese, pinete tutt’attorno e la tranquillità tipica di una zona che non solo fa parte dell’“Area Natural d’Especial Interes de la Costa Sur de Ciutadella” ma per un tratto incrocia anche il mitico “Camì de Cavalls” (Sentiero dei Cavalli) antichissimo sentiero voluto dal re di Minorca, Jaume II, per difendere l’isola dai pericoli provenienti dal mare. In realtà si tratta di una lunghissima rete di sentieri costieri restituita alla pubblica fruizione dopo anni di recinzioni delle proprietà confinanti. Segno che a Minorca c’è una dialettica accesa che vede su fronti opposti le ragioni dell’ambientalismo cui abbiamo accennato all’inizio, e le spinte privatische, pure queste figlie dell’economia turistica. La stessa dialettica riguarda da vicino anche Cala Macarella e la vicina Cala Macarelleta (quest’ultima preferita dai naturisti). In questo caso è l’eccessiva presenza di macchine e scooter, dovute alla proliferazione di parcheggi che rischia di compromettere un habitat unico celebrato dalle principali riviste turistiche on line al mondo. Il consiglio perciò è di lasciare l’auto e lo scooter quanto più lontano è possibile e scoprire a piedi la meraviglia di Cala Macarella. Ne vale la pena!

1 Fare attenzione alle correnti marine

L’unica cosa cui bisogna fare veramente attenzione a Minorca è il mare. Non bisogna averne paura, ma rispettarlo sì. Perciò, è preferibile nuotare entro i confini delimitati dalle boe, come pure bisogna rispettare il divieto di ingresso in acqua segnalato dalle bandiere rosse sulle spiagge. Per il resto Minorca è una località tranquillissima e tutta da scoprire!