Non mangiate male i khinkali

Non mangiate male i khinkali

Il raviolone nazionale ripieno di carne e brodo, oppure patate o verdure, è una esperienza mistica, ma va mangiato in un certo modo, altrimenti rischiate ustioni alla lingua (il brodo contenuto all’interno è bollente) e dispepsia. Il raviolo va afferrato per il gambo di pasta, viene praticato con i denti un piccolo foro nella parte superiore, quella dove è il ripieno, quindi va bevuto il brodo senza farlo cadere e poi va mangiato il resto. Il gambo non va assolutamente mangiato, perché la sua unica funzione è quella prensile, pena una bella indigestione! Se avete dubbi, fatevi furbi! Al ristorante osservate come mangiano i khinkali i georgiani, e provate a imitarli.

Attenzione quando si attraversa

Attenzione quando si attraversa

Sappiate che i georgiani guidano in maniera abbastanza spericolata. Tenetelo ben presente sia quando attraversate la strada, sia in caso prendiate un noleggio con driver per girare i dintorni di Tblisi (i prezzi sono davvero bassi con 50 euro si coprono distanze di 4 ore), sia che vi mettiate voi stessi alla guida di un mezzo di locomozione. Ogni volta che salite su un’automobile o pulmino condotto da autisti georgiani, rischiate la pelle perché hanno la fissa del sorpasso; soprattutto se davanti hanno un camion, si calmano solo quando sono riusciti a superarlo.Quindi mai salire in auto senza prima aver concordato con il driver una guida tranquilla specificando “no sorpassi azzardati” e in città rispettate semafori e usate sottopassi per l’attraversamento.

Il Mercato dei Disertori

Il Mercato dei Disertori

Per conoscere davvero un popolo bisogna recarsi in un mercato alimentare e questo vale ancora di più per i luoghi del Caucaso, dove il bazaar è molto più di un posto per fare acquisti. La gran parte della Georgia è ancora rurale; oltre alla coltivazione della vite, frutta e verdura abbondano nelle campagne del paese. Il Mercato dei Disertoridesertirebis bazari – così chiamato dall’epoca in cui i disertori dell’esercito venivano a vendere le armi, si trova nei pressi della stazione ferroviaria e ci si arriva facilmente con la metropolitana. Per essere un bazaar ha certo ordine, eredità dell’epoca sovietica. Ha una parte interna, ospitata in un edificio moderno e una zona en plein air; qui si concentra la maggior parte dei venditori (per non pagare il posto). In questo mercato troverete tutta la materia prima della tavola georgiana, spezie comprese. Verdura, frutta, pesci, tantissimi formaggi, miele, grande varietà di frutta secca e varie delizie georgiane come i churchkhela – dolci tipici e Khinkali – i ravioloni nazionali. Attenzione, ci troviamo in una zona dove i protocolli europei sulle modalità di presentazione dei prodotti per la vendita sono sconosciuti. Quindi non stupitevi se troverete tutti gli alimenti esposti liberamente, a terra, su sacchi, senza nessun foglio di plastica che li avvolga; se teste di maiali e polli penzolano appesi ai ganci all’aria aperta, e se ci va una mosca, pazienza!

Mercato del ponte secco

Mercato del ponte secco

Il mercatino delle pulci più grande di Tbilisi è quello di Dry Bridge (Ponte secco) che si trova a Martis Park. Il mercato è aperto ogni giorno, ma nel sabato e domenica è molto più ricco e offre un’atmosfera davvero interessante. Se cercate spilline sovietiche o cimeli dell’epoca di “baffone”, qui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Gli articoli sono di ogni genere e tasca: si va dalla chincaglieria ai pezzi vintage di maggior pregio. Tanta la porcellana e la ceramica, molti vecchi dischi, tra cui una ottima rappresentativa di cantanti pop italiani, amatissimi in Georgia – come Toto Cutugno, Adriano Celentano – ma girando per le bancarelle troverete anche macchine fotografiche, capi di abbigliamento, pellicce, cappelli, oggetti d’arredamento. Preparatevi a trattare, come in ogni mercato delle pulci che si rispetti troverete il venditore più morbido e quello che proprio non vorrà farvi lo sconto. Se proprio non vuole cedere provate a dire che siete italiani: i georgiani hanno un debole per noi, considerandoci affini per molti aspetti. Il mercato del Ponte secco è davvero molto grande, preventivate almeno un paio d’ore per fare l’intero tour. Infine, se volete scattare qualche foto divertente, attendete l’ora della chiusura quando molti bancarellari inizieranno a caricare la merce su auto sovietiche anni 70, stipandole di oggetti con una maestria fuori dal comune.

Museo belle arti

Museo belle arti

Il Museo delle belle arti “Shalva Amiranashvili”– che si trova in Gudiashvili, 1 (aperto 10-17 mar- dom) è un piccolo museo che custodisce un importante tesoro, la cui visita avviene esclusivamente con la guida, per motivi di sicurezza. Si tratta di una collezione proveniente in gran parte da chiese georgiane, alcune ora in territorio turco, che comprende: oggetti sacri, icone, gioielli antichi, croci, altari, sculture, realizzati in oro, argento e pietre preziose che consentono al visitatore di ammirare l’arte degli orafi georgiani dal V al XX secolo. L’oggetto più ammirato è la croce della regina Tamar tempestata di smeraldi, perle e rubini. La raccolta vanta inoltre una delle più importanti collezioni di smalti vitrei dorati; vi sono poi capolavori di arte orientale, come miniature di artisti di corte persiani del periodo Qajar.

Museo della Georgia

Museo della Georgia

Il Museo della Georgia, www.museum.ge Rustaveli, 3 orario (10 -18 mar-dom) racchiude collezioni artistiche e manufatti storici di importanza internazionale. Superstar indiscusso del museo è il tesoro Archeologico, tra cui svetta l’oro della Colchide: un lotto di ornamenti preziosi, finemente lavorati, rinvenuti nella Georgia occidentale. Ma il tesoro comprende anche numerosi altri oggetti: gioielli, gemme, argenti, di epoca precristiana provenienti dai siti funerari; i reperti più antichi risalgono al 3000 a.C. Da non trascurare ovviamente le altre collezioni archeologiche, quella etnografica e le collezioni ebraiche del XIX e XX secolo. Non solo gioie in mostra qui: infatti l’ultimo piano dell’edificio è dedicato al Museo dell’occupazione sovietica che apre uno spaccato su una delle pagine più dure della storia georgiana: i sette decenni del dominio sovietico (1921-1991). Attraverso foto, documenti e filmati, il museo racconta la storia dell’epoca ma anche le singole vicende di tante vittime delle repressioni politiche sovietiche durante questo periodo.

Tavisuplebis moedani (Piazza della libertà) e Rustaveli

Tavisuplebis moedani (Piazza della libertà) e Rustaveli

La piazza della Libertà è il punto di partenza dell’arteria principale di Tbilisi, Rustaveli Gamziri, che si snoda per 1,5 km. La strada, tracciata dai russi nell’800, è ricca di pregevoli edifici del XIX e XX secolo, dalle facciate eleganti in stile ottocentesco, eclettico e art nouveau. La lunga avenue alberata è una zona molto diversa dalla vecchia Tblisi, essendo caratterizzata da un’atmosfera più internazionale e patinata. La piazza della Libertà, al cui centro oggi campeggia la statua di San Giorgio, è un punto importante della città, non solo come snodo viario, ma anche sotto il profilo storico. Tavisuplebis moedani è stata luogo di varie manifestazioni di massa, comprese quelle per l‘indipendenza della Georgia dall’Unione Sovietica e il fulcro cittadino della Rivoluzione delle Rose, la prima delle incruente ‘rivoluzioni colorate’ che hanno interessato lo spazio post-sovietico nel triennio 2003-05. Nel 1907, quando il nome della piazza era Erivansky, fu teatro di una sanguinosa rapina a mano armata operata dai bolscevichi per finanziare le loro attività rivoluzionarie. I rapinatori attaccarono la diligenza di una banca con bombe e pistole, nello scontro morirono quaranta persone. Tra gli organizzatori della rapina c’era anche Lenin e paradossalmente durante il periodo sovietico questa piazza fu intitolata proprio a lui. La statua di Lenin che si trovava al centro della piazza fu abbattuta nel 1990.

Giardino botanico

Giardino botanico

Una volta saliti alla fortezza Narikala, se l’orario è quello giusto (9.00-20.00 aprile – agosto; chiusura anticipata in inverno e autunno) non lasciatevi sfuggire una visita al Giardino Botanicowww.nbgg.ge – che si sviluppa per un km nella valle ai piedi del forte; saranno necessarie almeno un paio di ore per percorrere tutto il parco e ammirare i suoi esemplari botanici le cascate e i giochi d’acqua. La sua storia abbraccia più di tre secoli. Originariamente qui c’erano i giardini reali, chiamati anche “giardini della fortezza” o “giardini di Seidabad. Jean Chardin, il viaggiatore francese che li descrisse sul finire del XVII secolo, li fa risalire al 1625. Distrutti dall’invasione persiana nel 1795, i giardini rinacquero come parco botanico di Tblisi nel 1845.

La fortezza di Narikala

La fortezza di Narikala

La fortezza di Narikala è l’hotspot per eccellenza di Tbilisi. Domina la città vecchia dall’alto della collina su cui è arroccata ed è un faro anche di notte, grazie all’illuminazione fortemente scenografica. Affacciata sul fiume Mtkvari, la madre di tutte le fortezze georgiane risale al IV secolo; a quel tempo era una cittadella persiana. Venne poi ingrandita nell’VIII secolo dagli emiri arabi, il cui palazzo sorgeva all’interno del complesso. La vita di Narikala non è stata semplice, conquistata e danneggiata più volte nel corso della storia, ha avuto il colpo di grazia nel 1827, quando ci fu una devastante esplosione di munizioni della guarnigione russa. All’interno del forte c’è anche una chiesa dedicata a san Nicola, ricostruita negli anni ’90. Ovviamente, data la sua posizione, Narikala offre un panorama lenticolare sulla città. Come arrivarci? Se la fatica non vi spaventa, a piedi da Meidan. La passeggiata cardio in salita vi ripagherà dello sforzo. Oppure più comodamente in funivia dal parco Rike. La cabina per 8 persone ha il pavimento in vetro, e quindi anche la salita è uno spettacolo.

Torre dell’orologio

Torre dell'orologio

Vicino alla basilica di Anchiskhati c’è uno dei luoghi più gettonati come fondale per selfie. È la Torre dell’Orologio, una costruzione bizzarra che sembra un po’ uscita dal paese di Alice. In realtà con il mondo della fantasia la Torre pendente ha davvero un forte legame, poiché è opera del burattinaio Rezo Gabriazde. Gabriazde l’ha costruita nel 2010, quando ha restaurato l’edificio che ospita il suo celebre teatro delle marionette. Anche all’interno della torre c’è un piccolo teatro di marionette, questo però è meccanico! Due volte al giorno – a mezzogiorno e alle 19:00 – si può vedere lo spettacolo “The Circle of Life”. Inoltre allo scoccare di ogni ora un angelo spunta da una porta e suona la campana con un piccolo martello. Volendo approfondire il mondo delle marionette di Rezo, è possibile prenotare un biglietto per un suo spettacolo; consigliamo di farlo in largo anticipo, spesso è tutto esaurito: ticketsgabriadze@gmail.com.

Basilica di Anchiskhati (città vecchia – Shavgulidze street)

Basilica di Anchiskhati (città vecchia - Shavgulidze street)

La Basilica ortodossa di Anchiskhati, risalente al VI secolo, è la chiesa più antica di Tbilisi. Dedicata a Santa Maria, ha preso il nome Anchiskhati a partire dal XVII secolo, quando vi giunse la preziosa icona del Salvatore, creata nel XII secolo presso il monastero di Ancha a Klarjeti (oggi in Turchia) dall’orafo Beka Opizari. Anchiskhati significa infatti “icona di Ancha”. L’icona venne portata a Tbilisi per sottrarla alla furia degli invasori ottomani. Oggi è custodita presso il Museo di Belle Arti della città. La basilica venne pesantemente danneggiata durante le guerre tra Georgia e Persiani e Turchi. Durante il periodo sovietico, l’edificio fu trasformato in un museo per l’artigianato. Dal 1958 al 1964 è stata oggetto di restauro, ma è tornata ad uso religioso soltanto con l’indipendenza della Georgia, nel 1991. L’interno si presenta a tre campate; è possibile ammirare alcuni affreschi sopravvissuti, molto sbiaditi dal tempo.

Peace Bridge

Peace Bridge

Iniziamo da un luogo simbolo della città: il Ponte della Pace. Si tratta di un ponte pedonale progettato dall’italiano Michele De Lucchi, architetto che ha firmato altre importanti opere nella capitale georgiana. La struttura è stata costruita interamente in Italia e trasportata a Tbilisi, dove venne inaugurata nel 2010. Si trova sul fiume Mtkvari, proprio dove in passato sostavano i cammelli lungo l’antica via della seta, e connette la strada pedonale di Erekle II, cuore della città antica, al rinnovato quartiere di Rike park. “Un ponte – spiega Michele de Lucchi – è una struttura che unisce due punti permettendo alle persone di superare un ostacolo, ed è anche una forma di architettura altamente simbolica, in quanto può essere emblema del dialogo tra due posizioni opposte e divise ”. Simbolo anche del raccordo tra presente e passato, Peace Bridge esprime le ambizioni di un paese che vuole guardare avanti senza perdere la propria identità storica. Il Peace Bridge si illumina di notte con un fortissimo impatto scenico. Il messaggio di sguardo al futuro è veicolato da una struttura ipermoderna dal profilo sinusoidale dove ingegneria e architettura si incontrano. La passerella, lunga 160 metri, è coperta da una struttura reticolare di tubi in acciaio e lastre di vetro a guscio. La forma sinuosa del ponte, che visto da lontano sembra sospeso sul fiume, fa scatenare le fantasie percettive: chi ci vede una foglia, chi una creatura del fiume, chi un’onda. Il Peace Bridge si illumina di notte con un fortissimo impatto scenico.