Death Valley
Death Valley
La Valle della Morte può essere annoverata tra i luoghi leggendari del pianeta, una vera icona pop geografica. Infatti anche chi non c’è mai stato può dire di conoscerla un po’ grazie alla sua enorme popolarità; i film girati qui sono oltre una cinquantina, tra cui spiccano due episodi di Star Wars e Zabrinsky point di Antonioni. Una manciata di chilometri, circa 200, la separa da Las Vegas, di cui rappresenta l’esatto opposto con la sua immensa vastità desolata e solitaria, il panorama aspro fatto di deserto, canyon e montagne, il sole a picco, il caldo estivo che non perdona. Oltre l’indubbio fascino da terra di frontiera, la Death Valley ha un grande valore naturalistico. Questo che è il parco nazionale più grande degli Usa, a dispetto del nome è anche un gigantesco museo di storia naturale all’aperto. Le specie animali e vegetali, alcune delle quali non si trovano in nessun’altra parte del mondo, si sono adattate al duro ambiente del deserto del Mojave in modi straordinari. Potrete avvistare linci, serpenti, mufloni e con un po’ di fortuna anche due star dei cartoon vintage: il coyote e il road runner, l’uccello Bip Bip di Looney Tunes. I record di questo luogo non finiscono qui: la valle è una delle depressioni più profonde dell’emisfero settentrionale che scende a 86 metri sotto il livello del mare (https://www.nps.gov/deva). Il grande problema del visitatore della Death Valley è come e quando vederla, perché c’è da misurarsi con uno spazio davvero sconfinato e un clima per niente facile. Il mezzo migliore per avere una panoramica del luogo, dopo il costosissimo elicottero, rimane la macchina. La stagione migliore va dall’autunno alla primavera, in quest’ultima stagione si può doppiare l’emozione con la fioritura della valle. Hotspot: il Racetrack, un fondo di lago asciutto, dove avviene il bizzarro fenomeno delle rocce in movimento e Zabriskie Point (vd.foto), icona nell’icona, per fotografare le viste più spettacolari.