Fort York

Fort York

Nel centro di Toronto, in riva al lago Ontario, si trova Fort York uno dei monumenti più antichi, oltre che nucleo da cui si è sviluppata la città. La fondazione di Toronto fu infatti un evento militare che avvenne quando John Graves Simcoe ordinò la costruzione di una guarnigione sull’attuale sito di Fort York nel 1793. Simcoe voleva stabilire una base navale a Toronto per controllare il lago Ontario, durante la guerra con gli Stati Uniti. Ed effettivamente il forte è stato teatro di durissimi e sanguinosi scontri, soprattutto nella guerra anglo-americana. Il 27 aprile 1813, l’esercito e la marina degli Stati Uniti attaccarono York con 2700 uomini su quattordici navi e golette, armati di ottantacinque cannoni. Ma i britannici ebbero la meglio; facendo saltare in aria il caricatore di polvere da sparo del forte – situato vicino all’odierna Memorial Area – uccisero centinaia di soldati statunitensi, compresi i generali. Oggi Fort York è un museo sulla guerra del 1812 e sulla vita militare nel Canada del XIX secolo. Comprende otto edifici, tra cui due fortini, cimiteri militari un centro visitatori. Chi non fosse particolarmente ferrato di storia contemporanea o esperto di battaglie anglo-americane, può prenotare un tour guidato. Per info: https://www.fortyork.ca/plan-your-visit/plan-your-visit.html.

St. Lawrence Market

St. Lawrence Market

Situato nel centro di Toronto, il mercato di St. Lawrence è luogo interessante da visitare non solo per approfondire la cultura gastronomica della città ma anche per il suo valore storico. Il mercato originale era all’aperto e si chiamava Market Square. Questo luogo è stato per molto tempo il centro della vita sociale della città dove, oltre alla vendita di prodotti alimentari e altri generi, si eseguivano le punizioni pubbliche, e quando la schiavitù era ancora legale, si tenevano anche le aste di schiavi neri. Le prime strutture coperte di St Lawrence risalgono al XIX secolo. Oggi è un modernissimo mercato con sito internet diviso in tre edifici: il South Market, North Market e St. Lawrence Hall. Il North Market è famoso per il suo storico mercato degli agricoltori. Ogni sabato dal 1803, i fornitori dell’Ontario meridionale si riuniscono al North Market per vendere i loro prodotti stagionali. La domenica, il mercato degli agricoltori, si trasforma in un mercato delle pulci; è possibile trovare un po’ di tutto: oggetti di antiquariato e di modernariato, bijoux, porcellana e mirabilia da collezione. Per appronfondire: https://www.thetblog.net/st-lawrence-sunday-antique-market/. Ma non distraiamoci troppo dal cibo! Il St. Lawrence è considerato uno tra i migliori mercati alimentari canadesi; vi si svolgono anche corsi di cucina al Market Kitchen. Gli aficionados sostengono che non puoi lasciare il mercato senza aver mangiato uno dei piatti must del fast food canadese: Sandwich Peameal Bacon, il premiatissimo panino del Carousel Bakery. Qui tutte le info e la mappa per raggiungere il re dei panini nel mercato di Toronto: http://www.stlawrencemarket.com/vendors/vendor_detail/56.

Royal Ontario Museum

Royal Ontario Museum

Il Royal Ontario Museum (noto anche come “ROM“) è una tappa obbligata per gli appassionati di storia e di scienza. Aperto nel 1912, questo museo ha accumulato negli anni oltre sei milioni di manufatti, guadagnando così il primato di più grande museo di culture mondiali e scienze naturali del Canada. Custodisce una notevole collezione distribuita in 40 gallerie; si va dagli scheletri di dinosauro alle antiche sculture romane, dall’arte del tempio cinese ai manufatti dei primi popoli del Canada, solo per citarne alcuni. Per farsi un’idea: https://www.rom.on.ca/en/exhibitions-galleries/galleries. I bambini non si annoieranno, almeno si spera, perché il ROM ha varie aree a loro dedicate dove poter svolgere esperienze sensoriali: toccare la pelle di un serpente, oppure avvicinarsi alle fauci di uno squalo e visitare la tana della volpe. C’è anche la CIBC Discovery Gallery dove i bambini possono provare i costumi e persino scavare il terreno per cercare ossa di dinosauro. Oltre alla pregevole collezione, il ROM è interessante da visitare anche per la sua architettura che fonde l’edificio antico del ‘900 con la spigolosa Crystal, opera dell’architetto Daniel Libeskind. Crystal è un ampliamento contemporaneo la cui struttura iperbolica in acciaio e vetro riprende la forma cristallina dei minerali esposti nel museo. Le forme frastagliate dei cinque blocchi che compongono Crystal si incastrano sul vecchio palazzo che sembra così sul punto di essere divorato dall’enorme cristallo. Il ROM è generalmente aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:30 e il venerdì fino alle ore 22. Maggiori info: https://www.rom.on.ca/en/visit-us.

Canadian National Tower

Canadian National Tower

La CN Tower con i suoi 553 metri spicca nella skyline di Toronto ed è una delle attrazioni più fotografate e visitate in città. Torre più alta del mondo fino al 2007, quando è stata sorpassata dal Burj Khalifa, la CN è considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno dall’American Society of Civil Engineers. Oggi, l’antenna trasmette oltre 30 segnali televisivi e radio FM di Toronto in tutto il sud dell’Ontario, oltre a segnali di wireless e telefoni cellulari. È possibile farsi proiettare in cima in meno di un minuto salendo su uno dei modernissimi ascensori hi tech. Ci sono quattro stazioni: Glass Floor, a 347 metri, pavimentata in vetro, offre il brivido di camminare sospesi nel vuoto. Poi c’è il LookOut Level, il ristorante girevole situato a 360 metri di altezza che compie un giro completo intorno all’asse della torre ogni 90 minuti e infine lo Skypod, situato a 447 metri, da cui nelle giornate limpide la vista giunge fino ai territori statunitensi. Ma questi sono brividi da principianti, se paragonati all’esperienza dell’EdgeWalk. Collegati tramite imbracatura, gli audaci possono fare una passeggiata su una passerella priva di parapetto a 116 piani da terra. Il prezzo del biglietto costa 195 dollari canadesi, e include tutto il memoriale: video ricordo, foto, il certificato dell’avventura e un biglietto gratis per visitare di nuovo la torre. Info e prenotazione biglietti: https://www.cntower.ca/en-ca/plan-your-visit/tickets/edgewalk.html.

Occhio alla guida

Occhio alla guida

Abbiamo visto come il noleggio dell’auto sia la soluzione migliore per visitare la città, ma bisogna tenere bene a mente che le regole sulle strade americane vanno rispettate con particolare scrupolo. Non fermarsi agli stop, superare i limiti di velocità, passare col rosso, anche quando non c’è nessun pedone che vuole attraversare, può costare molto caro. Soprattutto perché bisogna relazionarsi con la polizia stradale statunitense che è molto rigida. Un’esperienza indiretta la si fa guardando serie e film ambientati negli Usa. Quando l’automobilista sente la sirena e vede la luce blu dei fari della Polizia stradale inondare la propria vettura ha sempre un’espressione: PANICO. Nel caso sfortunato siate fermati da un agente di polizia dovete accostarvi il prima possibile sul lato della strada. Non bisogna uscire dall’auto, ma attendere seduti al proprio posto mantenendo le mani visibili, posizionate sul volante. Non bisogna prendere i documenti se non viene richiesto, ogni movimento improvviso potrebbe essere considerato sospetto e far innervosire l’agente. E questa è proprio una circostanza da evitare. In caso di infrazione, in genere, sono un po’ più clementi quando comprendono che siete turisti. Ma una cosa è certa: rischiare è da veri duri.

Santa Catalina Island

Santa Catalina Island

Solo un’ora di navigazione separa la costa di Los Angeles da Santa Catalina Island, che quindi rappresenta un’ottima destinazione per una gita fuori porta o, avendo tempo a disposizione, per un paio di giorni di fuga dalla città. L’isola, che fa parte dell’arcipelago delle Channel islands, si raggiunge col traghetto Catalina Express da Long Beach, San Pedro o Dana Point, o con l’aliscafo Catalina Flyer da Newport Beach. I più danarosi potranno servirsi dell’elicottero che in 15 minuti vi fa atterrare in questa terra che è considerata l’ultimo paradiso della California: palme ondeggianti, spiagge di sabbia bianca, tramonti ad alto impatto, tanti itinerari nel verde e barriera corallina per snorkeling, campi da golf sono i punti forti dell’isola. Ma anche un’ottima ospitalità con numerosi alberghi, ristoranti e bistrot dove il piatto forte è il pesce fresco. L’isola è sotto l’egida della Catalina Island Conservancy, che ne tutela il patrimonio naturalistico: questo significa aria buona e natura in salute ma anche impossibilità di portarci un veicolo a motore. Pensate che la lista d’attesa dei residenti per portare automobili sull’isola è lunga 20 anni! E come ci si sposta? golf cart o bici. I turisti possono noleggiare entrambi, oppure utilizzare i taxi del Catalina Transportation Services. (www.visitcatalinaisland.com). Ci sono solo due centri abitati: il più grande è Avalon, l’altro è Two Harbors. Da visitare ad Avalon il bel Casino in stile Art Deco costruito nel 1929 dal magnate delle gomme da masticare William Wrigley, proprietario all’epoca di gran parte dell’isola. L’isola ha una vocazione turistica dalla fine dell’800. I Banning Brothers fondarono infatti la Santa Catalina Island Company nel 1894, costruendo hotel, attrazioni e strade verso l’interno aspro dell’isola. Nel 1909 costruirono il Pleasure Pier, che si trova ancora oggi ad Avalon Bay e rappresenta il punto di partenza per tour e avventure nell’oceano. L’isola è stata meta di vacanza dell’élite di Hollywood negli anni ’30, ’40 e ’50. Quando si chiamava ancora Norma Jeane Baker, aveva 17 anni e faceva la casalinga, Marilyn Monroe ha vissuto per un anno a Santa Catalina insieme al suo primo marito, Jim Dougherty, che lavorava nella Marina Mercantile. La giovane coppia abitava in un appartamento preso in affitto, la cui individuazione è divenuta il cruccio dei fans di Marilyn; sembra che l’indirizzo più probabile sia: 310 Metropole Avenue. Potete approfondire la caccia al tesoro: http://www.iamnotastalker.com/2009/08/28/marilyn-monroes-catalina-house. Con o senza Marylin, Santa Catalina ha comunque un rapporto intenso col cinema: qui sono stati girati più di 500 film, documentari, spot pubblicitari e programmi televisivi, specialmente a Two Harbors, all’estremità occidentale dell’isola.

Hollyhock House

Hollyhock House

Arroccata su una collina a East Hollywood, e costruita nel 1917, Hollyhock House fu disegnata da Franck Lloyd Wright per Aline Barnsdall. La ricchissima ereditiera, intellettuale, produttrice di teatro sperimentale desiderava un’acropoli della cultura, un parco artistico multidisciplinare, una cittadella fatta di residenze, teatri e negozi. Ma per ragioni di budget, il progetto si ridusse alla sola Hollyhock House, massiccia costruzione di 17 stanze e sette bagni, e due residenze secondarie. Wright definiva la villa una romanza californiana, ma non mancavano le attribuzioni ai più diversi stili architettonici. C’era chi vi vedeva una ispirazione all’architettura maya o azteca, altri un riferimento all’Asia e all’Egitto. La richiesta di Barnsdall di una residenza che fosse metà casa e metà giardino ha ispirato le numerose terrazze, colonnati e pergolati che uniscono gli spazi interni ed esterni di Hollyhock House. Una serie di terrazze sul tetto sfrutta il clima temperato, offrendo una magnifica vista su Los Angeles e sulle colline di Hollywood. La malvarosa stilizzata, il fiore preferito di Barnsdall, è il filo conduttore ornamentale: dalle vetrate alle fasce ornamentali di cemento all’esterno della struttura, dai mobili al tetto. Aline restò delusa dal risultato, la villa non le piaceva e quindi lasciò cadere il suo progetto della colonia di artisti. Nel 1923 donò la Hollyhock House alla città di Los Angeles. Oggi è un parco artistico dedicato alla memoria del padre di Aline, Theodore Barnsdall. Il 10 luglio 2019, Hollyhock House è stata iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO come parte di “The 20th-Century Architecture of Frank Lloyd Wright”.
Per maggiori informazioni e prenotazioni visite: https://culturela.org/cultural-centers/hollyhock-house
https://buy.acmeticketing.com/events/335/list

Negozio di dischi Amoeba

Negozio di dischi Amoeba

Abbiamo parlato di musica e continuiamo con uno dei templi assoluti, Amoeba, il più grande negozio di dischi del paese, e a detta loro del mondo. Avete presente quell’incisione rarissima che avete cercato invano nei negozi di vinile della vostra città o su ebay? Qua c’è. Aperto nel novembre 2001, Amoeba occupa un intero isolato di Sunset Boulevard, nel centro di Hollywood. Composto da 2 piani e dotato di sala Jazz vanta milioni di titoli su CD, DVD e vinile, nuovi e usati. Ogni giorno migliaia di persone varcano gli ingressi del negozio per curiosare, comprare o vendere cimeli di tutte le epoche. Il personale ovviamente è all’altezza della situazione: musicisti, dj, artisti, un team stellato di esperti di tutti i campi musicali, a cui rivolgersi, se si è alla ricerca di qualche disco particolare, senza timore: gli addetti alla vendita sono anche molto friendly e simpatici. In questo paradiso dei melomani si tengono anche eventi e concerti di band dal vivo, DJ, parate, feste per l’uscita di DVD.

Walt Disney Concert Hall

Walt Disney Concert Hall

Rimaniamo sempre in tema Walt Disney, ma lontani mille miglia da Topolino & co. La Walt Disney Concert Hall (WDCH) è la sede della Filarmonica di Los Angeles, che qui si esibisce in spettacoli di musica classica, contemporanea e jazz. Oltre a essere una delle sale da concerto acusticamente più sofisticate del mondo, questo auditorium è un’interessante opera di architettura Lillian Disney intendeva regalare alla Los Angeles Philharmonic una sede prestigiosa e nell’87 stanziò 50 milioni di dollari per la costruzione dell’auditorium. Nell’89 affidò l’incarico a Frank Gehry, quando era ancora un architetto conosciuto solo a Los Angeles per le sue residenze fatte di zinco e lastre di compensato con strane forme antigravitazionali. L’esterno del WDCH è una composizione di forme ondulate e angolate, che simboleggia il movimento musicale e il dinamismo di Los Angeles. Caratteristica dell’edificio, inaugurato nel 2003, sono le curve in acciaio. La sala da concerto, che può contenere oltre 2000 persone, è stata concepita come un volume unico, con orchestra e pubblico che occupano lo stesso spazio, in modo da eliminare qualunque ostacolo visivo. Il centro ottico della sala è il grande organo dalle oltre 6000 canne ricurve, che sfiorano il soffitto; questo strumento è stato disegnato da Gehry in collaborazione con Manuel J. Rosales, un designer di organi di Los Angeles. Gehry ha lavorato con Yasuhisa Toyota, il consulente acustico, per affinare il suono della sala attraverso mezzi spaziali e materiali. Le pareti divisorie della sala da concerto e il soffitto curvo e fluttuante agiscono come parte del sistema acustico e contemporaneamente rimandano al linguaggio dell’esterno. Quasi tutti i giorni il Music Center offre visite guidate alla Walt Disney Concert Hall. Tutti i tour durano un’ora e iniziano nella Grand Avenue Lobby della Walt Disney Concert hall: maggiori info: https://www.musiccenter.org/visit/Exploring-the-Center/Self-Guided-Tours.

Disneyland

Disneyland

Chiariamo una cosa: non si è mai troppo vecchi per Disneyland! Ma, viste le tariffe da capogiro, occhio al budget se avete intenzione di andarci con la famiglia al seguito. Se la spesa non vi impaurisce, sappiate che si tratta del papà di tutti i Disneyland del mondo, inaugurato da Walt Disney in persona. Quindi questo Happiest Place on Earth, come recita lo slogan, è anche un luogo di un certo interesse storico, oltre che un ottimo banco di prova per far testare ai nostri pargoli il gigantismo targato Usa. La metropoli di nostalgia, fantasia e futurismo di Walt Disney, occupa una superficie di oltre 2 milioni di metri quadri, dei quali 350 mila sono parchi a tema. Si trova ad Anaheim, a circa 25 miglia a sud-est di Los Angeles e da quando ha aperto i miliardi incassati non si contano. L’inaugurazione del parco avvenne il 17 luglio 1955 e fu un fiasco, non perchè non ci andò nessuno, al contrario! Contraffacendo i pass, migliaia di persone non invitate si riversarono a Disneyland quel giorno. Il parco non era pronto a un pubblico così numeroso: cibo e bevande finirono, la scarpa di una donna rimase incastrata nell’asfalto ancora molle di Main Street USA e il Mark Twain Steamboat quasi si ribaltò a causa dei troppi passeggeri. Oggi, Disneyland ospita oltre 18 milioni di visitatori all’anno, che spendono quasi 3 miliardi di dollari. Sono circa 60 attrazioni divise in aree tematiche. Senza la mappa c’è da perdere l’orientamento e la testa. Tra le più recenti e futuristiche aree tematiche: Star Wars Galaxy’s Edge e California Adventure. Naturalmente ci sono anche dozzine di giostre, tra cui Soarin ‘e e Indiana Jones Adventure, negozi, ristoranti. Infine se voi o i vostri pargoli non considerate sufficiente una sola giornata a Disneyland, è possibile alloggiare nel parco dei divertimenti dotato di tre grandi strutture alberghiere. Come avevamo anticipato la nota dolente è il costo. Il biglietto per adulti varia dai 116 ai 170 dollari ( a seconda dell’alta o bassa stagione) e quello dei bambini dai 110 ai 164 dollari. Quindi nel caso di famiglie numerose si tratta di una spesa notevole; unica possibilità per risparmiare riuscire a beccare offerte speciali.

Watts Tower

Watts Tower

E troviamo ancora il marchio Italia in un’altra attrazione di Los Angeles, le Watts Tower. Questa bizzarra opera di arte/architettura è sgorgata dall’estro di Sabato Rodia, originario di un piccolo paesino in provincia di Avellino, Serino. Rodia emigrò giovanissimo negli Stati Uniti diventando Simon o Sam. Dopo aver lavorato in varie città americane, come muratore e piastrellista, Sam giunse a Watts una zona nella periferia di Los Angeles nel 1921 all’età di 42 anni. Qui acquista un terreno e decide di fare qualcosa: costruire delle torri. Inizia così un’ossessione che durerà 33 anni e darà vita a “Nuestro Pueblo”, “Our Town”, le torri di Watts, un complesso di 17 strutture connesse tra loro, tra cui due torri alte ben 30 metri. La storia che lega l’uomo alla sua singolare opera la si può approfondire con due documentari: “I Build the Tower”, 2006, scritto, diretto e prodotto da Edward Landler e Brad Byer, e The Tower del 1957. Simon Rodia iniziò a costruire le Watts Towers con dei rottami metallici senza utilizzare alcuna armatura interna saldata. Gli abitanti di Watts lo videro per oltre 30 anni scalare le torri con la cintura e il secchio di un lavavetri, e decorarle con il materiale più eterogeneo: vetro di bottiglie di 7-Up o Canada Dry, piastrelle, bijoux, marmo, conchiglie. Nel 1959, la Conference of Museum Curators ha stabilito che “Le Torri di Rodia sono una combinazione unica di scultura e architettura e l’opera fondamentale di arte popolare del XX secolo negli Stati Uniti“. Simon Rodia non ci mise molto ad essere assurto a simbolo di libertà e anticonformismo. Nel 1967 i Beatles lo hanno inserito in compagnia di Edgar Allan Poe, Fred Astaire, Gustav Jung e Bob Dylan nella illustrazione della copertina dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Le visite guidate pubbliche alle Watts Towers si svolgono giovedì, venerdì dalle 10.30 alle 15.00 e il sabato dalle 12.30 alle 15.00. Vari gli eventi, anche musicali, per approfondire: https://www.wattstowers.org/events.

Getty Center

Getty Center

I patrioti saranno felici di sapere che c’è molta Italia nel Getty Center. Non stiamo parlando delle opere d’arte custodite all’interno del museo, ma dei circa 300.000 pezzi di travertino usato per rivestire e pavimentare i trentamila metri quadrati di edifici che fanno parte del complesso. Quel travertino, elemento distintivo del Centro, venne estratto da Bagni di Tivoli. I lavori di questa mastodontica opera, disegnata da Richard Meier, durarono 10 anni. Il Getty Center fu aperto al pubblico il 16 dicembre 1997. La visita è gratuita e prima, o dopo, le gallerie d’arte, fare un giro per ammirare l’architettura e le bellezze del luogo non è da sottovalutare: sicuramente una tappa interessante è il Central Garden. Creata dall’artista californiano Robert Irwin, è un’opera d’arte in evoluzione, progettata per cambiare con le stagioni. Le oltre 500 varietà di piante utilizzate nel paesaggio sono state selezionate per accentuare i giochi di luce e di colore. Ma i giardini del Getty Center non finiscono qui: c’è il Fran e Ray Stark Sculpture Garden, collegato da un percorso pedonale al Giardino Centrale, contiene sculture all’aperto di Joan Miró, Alexander Calder. Poi c’è il Giardino delle sculture dove si possono vedere opere di artisti moderni come Henry Moore ed Elisabeth Frink e infine La terrazza delle sculture di Fran e Ray Stark con opere che raffigurano il passaggio nella scultura, tra cui Barbara Hepworth e Rene Magritte. L’arte al chiuso è invece ammirabile al J. Paul Getty Museum, una collezione d’arte che va dal medioevo ai giorni nostri e comprende: dipinti, disegni, manoscritti miniati, sculture, fotografie. La collezione è esposta in quattro padiglioni. Varie le mostre e gli eventi che si tengono al Getty Center per saperne di piu: https://www.getty.edu/visit/cal.

Griffith Park

Griffith Park

Griffith Park è uno dei più grandi parchi municipali del Nord America ed è una delle maggiori attrazioni storiche della città di Los Angeles. Il parco è un raro esempio chaparral (vegetazione arbustiva sempreverde tipica della California) in un centro urbano. Un polmone verde che offre la possibilità di passeggiare tra canyon alberati e fare attività sportiva: equitazione, bicicletta, golf, tennis e anche nuotare! Ricchissime la flora e la fauna: oltre 150 specie di piante, tra cui anche rare specie autoctone come il noce nero della California meridionale; cervi, coyote, procioni, volpi, linci serpenti – tra cui anche quello a sonagli – e persino leone di montagna vivono qui insieme ad una molteplicità di insetti nativi tra cui due rarissime farfalle. Se non si è amanti del trekking nella natura, ci sono molti altri buoni motivi per visitare il Griffith Park: i magnifici panorami di Los Angeles, il punto migliore per fotografare la famosa insegna di Hollywood, e il Griffith Observatory, fiore all’occhiello della città, che si visita gratuitamente ed è aperto fino a tardi quasi tutte le sere (vd. foto). Vanta anche il primato di osservatorio pubblico più visitato al mondo (con 1,5 milioni di visitatori all’anno). Quando fu inaugurato nel 1935, era una delle prime istituzioni negli Stati Uniti dedicate alla scienza pubblica e possedeva il terzo planetario negli Stati Uniti. L’Osservatorio dispone di telescopi pubblici, spettacoli planetari, scienza interattiva e mostre spaziali. L’orario del parco: dalle 5:00 alle 22:30. È possibile servirsi dei mezzi pubblici per raggiungere il parco Griffith: la Metro collega Los Angeles alla fermata delle navette per il parco, Dash Observatory https://www.ladottransit.com/dash/routes/obs_lf/obs_lf.html.

Universal Studios Hollywood

Universal Studios Hollywood

Dopo aver seguito le stelle del cinema, sarà interessante visitare “il posto di lavoro” di tante celebrità. Gli Universal Studios di Hollywood sono stati aperti al pubblico nel 1964 per consentire ai cinefili di tutto il mondo di dare un’occhiata dietro le quinte in una delle fabbriche cinematografiche culto statunitensi. Con oltre 9000 dipendenti, gli Universal Studios sono il più grande produttore cinematografico e televisivo del mondo. Il metodo più comodo e semplice per raggiungerli è l’automobile, si trovano a dieci minuti di macchina da Hollywood Boulevard, ma ci si può servire anche dell’autobus (Metro Local 156) o della linea rossa della metropolitana. Il costo del biglietto non è economico: circa 100 dollari ed è bene prenotarlo con molto anticipo poiché si tratta di uno dei siti più visitati della città. Un consiglio: evitare i week end e l’alta stagione: https://store.universalstudioshollywood.com/PurchaseTickets.aspx. ll parco è diviso in due sezioni: la parte superiore, Upper Lot, e inferiore, Lower Lot. L’Upper Lot è anche conosciuto come “Entertainment Center” perchè qui si concentra la maggior parte dei parchi a tema, delle giostre, dei teatri, dei chioschi di cibo e degli spettacoli. Nel Lower Lot c’è la NBCUniversal Experience, che contiene mostre di oggetti di scena, costumi e curiosità. L’attività più divertente è lo Studio tour e prevede un giro fra i set cinematografici a bordo di un pulmino aperto – Psycho, Ritorno al futuro, Lo Squalo, sono tra i set cult – e in una vecchia città del West ricostruita fedelmente dove si potevano girare fino a sei western contemporaneamente

Hollywood Walk of Fame

Hollywood Walk of Fame

Non sono poche le persone che si recano a LA con la speranza di incontrare una star che passeggia per strada, ed effettivamente la cosa non è improbabile. Se poi il desiderio rimane deluso, ci si può consolare inseguendo le tracce della polvere di stelle, passeggiando lungo la Hollywood Walk of Fame, non a torto considerata una delle strategie marketing di maggior successo della storia del cinema. Qui si cammina per chilometri tra oltre 2.600 stelle rosa che recano il nome di celebri star a lettere d’oro. Non solo stelle, ma come tutti sanno anche impronte hollywoodiane: all’affollatissimo Chinese Theatre si potranno ammirare più di duecento blocchi di cemento con mani, piedi e firme delle celebrità di tutte i tempi. Sulla passeggiata dei famosi brillano anche dive nostrane: Sophia Loren nel 1994 conquistò la 2000esima stella di Hollywood Walk of Fame. Le stelle sono in continuo aumento con una media di due al mese, l’evento avviene nel corso di cerimonie su Hollywood e Vine Boulevards. È impresa faticosissima trovare le star del cuore in questa costellazione di cemento, ma per fortuna c’è la mappa: https://walkoffame.com/browse-stars.