Lanzarote

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Lanzarote

11 cose da fare a Lanzarote e 1 da non fare

Sono due i valori aggiunti di Lanzarote, tra l’altro strettamente connessi l’uno coll’altro: da un lato, la straordinaria natura vulcanica (Lanzarote è Riserva della Biosfera UNESCO dal 1993); dall’altro, la creatività di César Manrique (1919 – 1992), l’uomo che più di ogni altro è riuscito a valorizzare gli ambienti dell’isola natia, arrivandone a fare, da un certo momento in poi, l’unica “mission” artistico-culturale. Del resto, Lanzarote è un buon posto da cui trarre ispirazione, non solo per i paesaggi vulcanici carichi di mistero, ma anche per il clima meraviglioso: mai sotto i 18°C, quasi mai sopra i 25°C. Insomma, a Lanzarote c’è tutto quel che serve per una vacanza all’insegna del relax e del contatto con la natura. Di seguito andiamo a vedere i principali punti di interesse dell’isola. Buona lettura.

1 Museo Internazionale di Arte Contemporanea

Foto di lapping
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Museo Internazionale di Arte Contemporanea

Il nostro viaggio a Lanzarote non può che partire da Arrecife che, oltre a essere il capoluogo dell’isola, è anche il paese natale di César Manrique. Inevitabile, quindi, per il poliedrico artista riservare molta cura alla valorizzazione dei luoghi d’origine, a cominciare dal Castillo di San Josè (vd. foto) sul porto cittadino. Si tratta di una piccola fortezza militare del XVIII secolo trasformata nel più importante museo di arte contemporanea dell’arcipelago canario. Non solo, perché insieme all’arte (la collezione ospita le opere di alcuni tra i più grandi artisti del ‘900 spagnolo: Picasso, Tapies, Mompó, Miró e altri), c’è posto anche per la gastronomia. Una parte del castello, infatti, è adibita a ristorante. Un ristorante dal respiro internazionale, con vista sullo stupendo mare di Lanzarote. Maggiori informazioni sugli orari, i prezzi e le modalità di visita al seguente link: http://www.cactlanzarote.com/cact/miac-castillo-san-jose (disponibile la versione in inglese).

2 Fondazione César Manrique

Foto di mrholle
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Fondazione César Manrique

Chi vuol approfondire la figura di César Manrique, oltre al su citato Museo di Arte Contemporanea, ha perlomeno altre due tappe da fare: la prima è la visita all’omonima Fondazione, a metà strada tra Arrecife e Costa Teguise; la seconda, di cui parleremo in seguito, è la casa-museo nel piccolo villaggio di Haria (vd. punto 8). In realtà, le attrazioni in qualche modo riconducibili a Manrique sono molte di più, senza dimenticare il valore di alcune intuizioni che, per fortuna, hanno consentito di preservare (almeno in parte) l’ambiente di Lanzarote. Solo per dirne due, tuttavia sufficienti a dare l’idea della grande influenza di quest’artista sulla comunità locale: l’assenza di mega-resort e grandi cartelloni pubblicitari, verso i quali Manrique ha sempre espresso forte dissenso. Tornando alla Fundacion César Manrique, si tratta della casa dell’artista in località Taro de Tahice e ospita una ricca collezione di sue opere, più altre di artisti spagnoli del ‘900, tra cui spiccano i nomi di Picasso e Miró. Quanto alle attività della fondazione sono, e non potrebbe esser altrimenti, in continuità coi valori umani, intellettuali e artistici di Manrique, e quindi tutte tese a incoraggiare l’interazione tra arte e natura e lo sviluppo sostenibile del territorio. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: www.fcmanrique.org (disponibile la versione italiana).

3 Mercato di Teguise

Foto di Gabriela Avram
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Teguise, l’antica capitale di Lanzarote, merita una visita indipendentemente dal mercato della domenica. Non è molto turistica, ma val ugualmente la pena girarne le strade e i vicoli che disegnano una cittadina a metà tra un villaggio spagnolo e uno nordafricano. Ciò detto, il mercato all’aperto attira migliaia di visitatori che si aggirano curiosi tra le bancarelle che espongono bigiotteria e altri prodotti artigianali, quelle che si dedicano allo street food, e gli spazi riservati invece agli artisti che hanno voglia di esibirsi dal vivo. Insomma, un mercato allo stesso tempo tranquillo e un po’ anticonformista, in perfetta linea con le atmosfere di Lanzarote, un’isola che vive di creatività e ritmi lenti, forte degli insegnamenti del suo “vate” César Manrique. Per maggiori informazioni sulla località visita il sito istituzionale: teguise.es.

4 Giardino dei Cactus

Foto di DEZALB
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Il Jardin de Cactus è stato l’ultimo, e secondo molti il più riuscito, degli interventi di César Manrique a Lanzarote. Livello di gradimento a parte, quest’opera, più delle altre, svela l’interazione tra arte e natura alla base del “Manrique-pensiero”. Non tutti sanno, infatti, che i cactus hanno sempre fatto parte del paesaggio dell’isola, specie del suo versante settentrionale, dove appunto è ubicato il giardino. Anzi, la loro grande disponibilità ha favorito la nascita di un’attività fiorente: l’allevamento di cocciniglie, piccoli insetti che vivono sulle cactacee, e da cui gli abitanti dei villaggi a nord di Lanzarote ricavavano un colorante rosso successivamente messo in commercio. Perciò, la scelta di realizzare un giardino circolare di 5000 metri quadri, esclusivamente dedicato ai cactus provenienti da ogni parte del mondo (oltre 1500 varietà, tutte con etichetta descrittiva) è coerente col vissuto storico di Lanzarote. Coerente con la storia e, stando al numero di visitatori, col presente turistico dell’isola. Insomma, il Jardin de Cactus di Guatiza è tappa imperdibile di una visita a Lanzarote. Per saperne di più su prezzi e orari di visita clicca qui.

5 Cueva de Los Verdes

Foto di emivel2003
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Anticamente utilizzata come rifugio dagli abitanti di Lanzarote in fuga dalla pirateria magrebina, Cueva de Los Verdes è una cavità abissale formatasi a seguito degli sconvolgimenti vulcanici che, all’incirca 5000 anni fa, interessarono il versante settentrionale dell’isola. César Manrique, ma più di lui l’artista Jesús Soto (1928 – 2003) trasformarono questa grotta in un’attrazione turistica, riuscendo a valorizzarne gli innumerevoli giochi di luce esito della solidificazione della lava. La visita guidata alla grotta di Cueva de Los Verdes dura circa 45 minuti e consente di approfondire le peculiarità geologiche e naturalistiche di quest’anfratto che in autunno e in primavera ospita anche concerti jazz e blues. Considerando che in diversi punti della grotta occorre chinarsi per proseguire, l’ingresso è sconsigliato a chi ha problemi con la schiena. Per maggiori informazioni su orari, prezzi e servizi annessi clicca qui.

6 Jameos del Agua

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Dopo Cueva de los Verdes, un’altra area di grande interesse naturalistico: Jameos del Agua. Si tratta di un complesso di grotte sotterranee (Jameo Chico, Jameo Grande, Jameo Redondo) in cui l’oceano ha fatto il suo ingresso formando uno spettacolare lago salato di colore azzurro. Al cospetto di queste meravigliose sculture naturali, prodigi del vulcanesimo di Lanzarote, César Manrique ebbe l’intuizione di aggiungere bar, un ristorante, un auditorium da 600 posti e una meravigliosa piscina che da sola vale l’ingresso. Non è finita, perché Jameos del Agua è l’habitat del granchio albino cieco (nome scientifico: Munidopsis polymorpha), una specie unica, endemica di Lanzarote e che perciò va rispettata nel corso della visita. La sola controindicazione, il gran numero di gradini da fare, circostanza che suggerisce a chi ha problemi motori e/o respiratori di risparmiarsi l’entrata. Per orari, prezzi, modalità e tempo di visita del sito di Jameos del Agua clicca qui.

7 Isola Graciosa

Foto di pilarestevan
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Isola Graciosa

Montana Clara, Alegranza, Roque del Este, Roque del Oeste e Isla Graciosa: sono queste le 5 piccole isole che, insieme alla scogliera di Famara a Lanzarote, formano l’Arcipelago Chinijo. Di queste, solo Isla Graciosa è visitabile autonomamente (le altre solo tramite escursioni organizzate). Un’isola di 27 chilometri quadrati dove vivono in maniera stanziale circa 700 persone concentrate perlopiù nel villaggio di Caleta del Sebo. L’ideale è trascorrervi una giornata, non foss’altro per provare di persona cosa significhi vivere lontani, non solo fisicamente, dagli agi della modernità cui siamo talmente abituati da sembrarci appunto “naturali”. E, invece, sull’Isla Graciosa, le strade non sono asfaltate e se vi va di girarle in bici, scordatevi di incontrare per strada bar, ristoranti o distributori automatici per rifocillarsi. Oltre il piccolo villaggio di Caleta del Sebo, dove i bambini giocano ancora scalzi per strada, non troverete altro che meravigliosi panorami, sabbia e mare. Le spiagge, va da sè, sono bellissime e con nomi invitanti: Playa Francesa (a mezz’ora di cammino da Caleta del Sebo), Playa de las Conchas (dove è meglio non immergersi per via delle forti correnti), Playa Lambra, Playa Amarilla e Playa del Los Conejos, solo per ricordare le più famose. I traghetti partono dal piccolo borgo marinaro di Órzola (www.lineasromero.com) e impiegano circa 30 minuti per la traversata. Da provare!

8 Casa Museo César Manrique

Foto di POTIER Jean-Louis
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Casa Museo César Manrique

Secondo molti la Casa Museo di César Manrique nel bellissimo villaggio di Haría, nel nord di Lanzarote, non vale, in termini di conoscenza, la Fondazione omonima di cui abbiamo parlato in precedenza (vd. punto 2). Tuttavia, la visita all’ultima residenza dell’uomo più famoso dell’isola è ugualmente utile per approfondire un’altra traccia del suo credo artistico: la rivisitazione in chiave moderna dell’architettura tradizionale di Lanzarote. Un compromesso avanzato tra la dimensione rurale dell’isola e i comfort tipici della modernità che qui, in questo museo-santuario dove è stato conservato persino il guardaroba di Manrique, trova una sintesi perfetta. Interessante soprattutto la visita all’atelier dove sono esposte le ultime opere a cui l’artista si stava dedicando prima di perdere la vita in un incidente stradale. Dopo la Casa del Palmeto di Manrique conviene visitare anche il villaggio circostante. Haría (vd. foto), come ricordato all’inizio, è un paese bellissimo, in cui tra palme, bouganville e piante di ogni tipo prevale nettamente la dimensione bucolica. Da vedere!

9 Parco Nazionale di Timanfaya

Foto di Barni1
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Parco Nazionale di Timanfaya

Desiderate visitare Marte? In attesa che l’agenzia spaziale statunitense (NASA), europea (ASE) o russa (RKA) trasformino finalmente il sogno in realtà, bisogna che vi accontentiate del Parque National de Timanfaya, sulla costa occidentale di Lanzarote. Una riserva di 51 chilometri quadrati, il cui paesaggio scaturisce da una delle esplosioni vulcaniche più spaventose della storia moderna. Un cataclisma che a partire dal 1 settembre 1730, data ben impressa nella storia di Lanzarote, provocò distruzione e morte per 6 lunghi anni, restituendo infine un paesaggio surreale, di terra nera e vegetazione rada. Paesaggio dominato dalle Montañas del Fuego, cuore del parco dove Manrique – e chi sennò – installò “Islote de Hilario”, punto panoramico dove i visitatori vengono intrattenuti con una serie di piccoli esperimenti rivelatori della natura vulcanica, peraltro ancora attiva, della località. L’unica difficoltà è dovuta all’assenza di mezzi pubblici per raggiungere l’ingresso della riserva. Tuttavia, è sufficiente premunirsi di una bicicletta per arrivare comodamente al sito. All’interno del parco vengono effettuate tutta una serie di escursioni guidate (trekking, in autobus, a bordo di cammello) per le quali, però, occorre prenotarsi al seguente link: http://www.cactlanzarote.com/en/cact/montanas-del-fuego-timanfaya.

10 Puerto del Carmen

Foto di Barni1
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Un elenco di cose da fare a Lanzarote non può escludere una visita a Puerto del Carmen, la zona più turistica dell’isola. Non è obbligatorio soggiornarci anche se non è una cattiva idea, soprattutto se ci si muove con la famiglia. Di giorno, infatti, si può girare l’isola in lungo e in largo, magari noleggiando un auto, e di sera invece passeggiare tra i negozi, le boutique e i ristoranti di Avenida de las Playa, l’arteria principale di Puerto del Carmen. Merita un bagno anche Playa Grande, la spiaggia più frequentata di Lanzarote. Distese di ombrelloni, ma anche molti servizi e di buona qualità. Nei dintorni, invece, segnaliamo Playa Los Pocillos che si trova un po’ più a nord di Puerto del Carmen e Playa Bianca che si trova a sud, appena prima della Riserva Naturale del Papagayo di cui parleremo più diffusamente nel prossimo punto.

11 Riserva Naturale del Papagayo

Foto di lapping
Booking.com: mostra mappa con hotel vicino a Riserva Naturale del Papagayo

Poco distante da Playa Bianca, c’è la bellissima Playa de las Mujeres (vd. foto), una piccola spiaggia bianca di mare cristallino sovente inserita nelle diverse top ten con le spiagge più belle al mondo. Playa Mujeres è l’attrazione principale della Reserva Natural Protegida del Papagayo, promontorio della Costa del Rubicon nel versante meridionale di Lanzarote. La strada per arrivare a questa e alle altre spiagge presenti nel parco è a pedaggio (€ 3,00 per ogni veicolo) anche se la limitazione non costituisce granché un deterrente considerata l’alta affluenza giornaliera. C’è però una valida alternativa. Da Playa Bianca, infatti, salpa un comodo servizio taxi boat (Taxi Boat Papagayo Beach) che a orari stabiliti effettua il trasbordo andata e ritorno. L’unico consiglio, alla luce di quanto poco sopra detto, è raggiungere Playa de la Mujeres la mattina presto così da viverne l’incanto esotico almeno per un paio d’ore prima che cominci ad affollarsi. Da vedere!

1 Non pensare che sia tutto rose e fiori

Controindicazioni rispetto a una vacanza a Lanzarote non ce ne sono. C’è però l’abitudine a considerare quest’isola, ancora di più rispetto alle altre dell’arcipelago canario, come la soluzione a tutti i problemi. Sei precario/a, mal pagato/a e sottoposto a ritmi di lavoro massacranti? Trasferisciti a Lanzarote! Sei un imprenditore/trice stanco/a della pressione fiscale del tuo paese? Trasferisciti a Lanzarote! Ecco, questo pregiudizio positivo va messo un attimo in discussione. In effetti la qualità della vita, a cominciare dal clima, ai ritmi giornalieri per finire alle agevolazioni fiscali, è assolutamente diversa da quella a cui siamo (quasi) tutti abituati, ma poi bisogna considerare le reali aspirazioni di chi accarezza l’idea di trasferirsi su un’isola che non offre granchè altro rispetto alle attività legate al turismo. In altri termini, se non avete altre ambizioni rispetto a fare il cameriere o ad aprire un bar/ristorante può anche andar bene (e non è detto che poi fili tutto liscio); se invece le vostre competenze esulano dall’ambito strettamente turistico, beh forse è bene che riflettiate più a lungo prima di prendere una decisione che potrebbe costarvi molto professionalmente. Magari si può cominciare a riflettere venendoci in vacanza, ché tra panorami, spiagge ed enogastronomia sono davvero tante le cose da scoprire a Lanzarote.