Cipro

Foto di Amauri Aguiar
Cipro

12 cose da fare e vedere a Cipro e 4 da non fare

Raccontare Cipro non è un’operazione semplice. La storia di quest’isola, terza per estensione nel Mediterraneo dopo Sicilia e Sardegna, è sempre stata particolarmente complessa. Una complessità dovuta alle diverse dominazioni succedutesi nel corso dei secoli e alla vicinanza geografica coi paesi del Mediterraneo orientale. L’invasione turca del 1974 è solo l’ultimo capitolo di una storia così travagliata che, però, allo stesso tempo, contribuisce notevolmente all’appeal turistico del territorio. Il secolare ruolo di cerniera tra Occidente e Oriente ha infatti avuto moltissime implicazioni: dall’archeologia alla religione, passando per l’architettura e la gastronomia, Cipro è un’isola tutta da scoprire, più adatta a viaggiatori che amano muoversi in lungo e in largo che a pigri vacanzieri balneari. Ovviamente nulla vieta di privilegiare mare e spiagge (ce ne sono di bellissime), ma occhio anche agli itinerari escursionistici dell’isola, tra le mete preferite dagli amanti del trekking. Insomma, Cipro è una destinazione completa e accogliente col turista. Sia la parte greca che quella turca, infatti, sono generalmente gioviali e ospitali coi visitatori che da maggio a ottobre la scelgono per le proprie vacanze. Di seguito vediamo insieme le principali attrazioni turistiche del territorio. Buona lettura.

1 Kyrenia

Foto di adibalea
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In apertura abbiamo fatto riferimento all’enorme bagaglio storico e naturalistico di Cipro. Kyrenia (Girne), lungo la costa nord dell’isola, nella parte turca, è il punto di partenza ideale per cominciare a familiarizzare con tanta diversità. Certo, il turismo balneare ha favorito un’espansione edilizia non sempre di pregevole fattura ma, per fortuna, la città, e soprattutto i dintorni, offrono ancora molto da vedere. A cominciare dal porto vecchio dove attraccano pescherecci, imbarcazioni private e yachts e nei cui magazzini, un tempo, venivano commercializzate le carrube, frutti dalle molteplici proprietà nutrizionali e di largo uso in cucina. Al posto dei magazzini di carrube oggi ci sono ristoranti, bar e negozi ma, con un po’ di immaginazione, specie al mattino presto, è possibile rivivere le atmosfere frugali di un passato nemmeno tanto lontano. Il porto vecchio, da cui partono diverse imbarcazioni specializzate nel giro turistico della baia, è cinto da un castello di origine romana che, tuttavia, nel corso dei secoli, ha subito diverse modifiche per mano bizantina, inglese e soprattutto veneziana. Non è l’unica fortezza della zona. Ce ne sono altre tre e meriterebbero tutte una visita. Stiamo parlando del Castello di Sant’Ilarione e delle antiche fortificazioni di Buffavento e Kantara. Il trekking è il modo migliore per approcciare questi luoghi, tappe del Kyrenia Mountain Trail, splendido tracciato escursionistico di oltre 150 chilometri. Per maggiori informazioni visita il sito: www.dogakoruma.eu.

2 Antica Salamina

Foto di Xavi
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Dopo Kyrenia, il viaggio alla scoperta della parte nord dell’isola non può che far tappa a Salamina, complesso archeologico di fama mondiale poco distante da Famagosta (vedi punto 3), a sua volta una delle località turistiche più famose della Repubblica Turca di Cipro. L’area, facilmente raggiungibile con auto e mezzi pubblici, rende perfettamente quella complessità storica cui abbiamo accennato in apertura. Antica Salamina, infatti, nel corso dei secoli fu dapprima greca, poi assira, persiana, tolemaica e infine romana. Il periodo di maggior splendore coincise proprio con la dominazione romana: il Gymnasium, il Tempio di Zeus, il Teatro di Augusto, le Terme e una Villa raccontano lo sfarzo e la ricchezza in cui la città visse dal I al VI secolo d. C. Le successive incursioni arabe misero in crisi il prestigio di Salamina compromettendo irrimediabilmente una parte significativa delle vestigia di età ellenistica. Fortunamente molti reperti sono arrivati fino ai giorni nostri, trasformando la località in una tappa imperdibile di un viaggio a Cipro. Oltre ai reperti archeologici, però, occorre ricordare pure le testimonianze religiose. Due in particolare: la Basilica paleocristiana di Agios Epifanos e la Chiesa di Apostolos Varnavas. Sulla strada che porta a quest’ultima merita una sosta la Necropoli di Salamina (o Tomba dei Re). Si tratta di un’estesa area sepolcrale con le tombe di re e aristocratici vissuti nell’antica città-stato. Da non perdere!

3 Famagosta

Foto di dimitrisvetsikas1969
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Famagosta (Magusa) è un’altra tappa imperdibile di un viaggio a Cipro. Questa città è un compendio perfetto delle mille vicissitudini storiche dell’isola: dai primi insediamenti micenei, al regno di Salamina, alle dominazioni genovese, veneziana e ottomana fino all’invasione turca del 1974. Specie quest’ultima ha congelato una parte di territorio, restituendo una visione spettrale, e però in un certo senso anche ricca di fascino, del quartiere di Varosia (Maraş, vd. foto) dove abitavano i greci-ciprioti costretti frettolosamente alla fuga. Questa zona negli anni ’70 del secolo scorso era un po’ considerata la Rimini di Cipro. Un litorale ampio e sabbioso aveva favorito lo sviluppo turistico con notevoli prospettive di crescita economica. L’avanzata dell’esercito turco però blocco tutto e a distanza di oltre 40 anni restano le tracce architettoniche, ormai ruderi, di una storia bruscamente interrotta. Da vedere, inoltre, le possenti Mura realizzate dai veneziani e l’ex Cattedrale di San Nicola (Agios Nikolaos), convertita in moschea (Lala Mustafa Paşa Camii) dopo la conquista ottomana del 1571. Dunque una città in cui il passato, anche quello recente, gioca un ruolo preponderante nell’appeal turistico, pure se non mancano gli sforzi da parte della comunità locale per cercare di riattualizzare la fama cittadina. L’International Famagosta Art & Culture Festival che si svolge ogni anno a cavallo dei mesi di giugno e luglio è l’evento clou di questo desiderio di rinascita. Sentimento che si accompagna anche a una frizzante vita notturna. Da vedere!

4 Nicosia Nord

Foto di speedygroundhog
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Dopo Kyrenia, Salamina e Famagosta è la volta di Nicosia Nord (Lefkoşa). In realtà è da qui che inevitabilmente parte l’esplorazione della Repubblica Turca di Cipro. Per due ragioni: una storica e l’altra logistica. Infatti, la divisione in due aree di influenza della città avvenne 11 anni prima della scomposizione dell’intera isola. Nel 1963, dopo che violenti attacchi da parte dei nazionalisti greci avevano costretto i residenti turchi a ritirarsi in una porzione ben delimitata di territorio, sopraggiunse la decisione di formalizzare la frattura con la creazione di una Green Line disegnata dall’esercito inglese ufficialmente per favorire il cessate il fuoco (dal 1925 al 1960, infatti, Cipro fu colonia dell’Impero Britannico). La Linea Verde che taglia in due la città è rimasta identica anche dopo l’invasione turca del 1974 trasformandosi, col suggello delle Nazioni Unite, nel confine tra le due repubbliche cipriote. I checkpoint lungo la Green Line sono diversi, anche se i più frequentati sono senza dubbio i due pedonali di Ledra St. e Ledra Palace Hotel. È qui che giornalmente transitano turisti e residenti che si muovono da nord a sud e viceversa. Detto brevemente della storia, veniamo alle cose da vedere a Lefkosia. Tre in particolare: il Buyuk Han (vedi foto), la Moschea di Selimye e il Bedesten. Il primo è uno dei pochi caravanserragli a essere sopravvisuti fino ai giorni nostri. Nelle locande di quest’edificio, delimitato da possenti mura a protezione di un ampio cortile, durante il Medioevo soggiornavano viaggiatori e mercanti a cavallo. Oggi, invece, i locali sono stati trasformati in negozi, caffè e botteghe artigiane e rappresentano una delle zone di maggior fermento della città. Selimye, invece, è un ex chiesa gotica intitolata a Santa Sofia (Agia Sofia) riadattata in moschea dopo la conquista ottomana del 1571. Da allora è rimasta questa la sua destinazione d’uso ed è visitabile al di fuori degli orari riservati alle cinque preghiere giornaliere dell’Islam. Il Bedesten, infine, è un’antica chiesa bizantina del XIII secolo che dopo un lunghissimo declino (durante l’occupazione ottomana del XVI secolo veniva utilizzata come granaio e mercato) è stata ristrutturata e trasformata in centro culturale.

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5 Choirokoitia

Foto di dimitrisvetsikas1969
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Dai cenni fin qui svolti è già sufficientemente chiaro come Cipro sia molto più di una semplice località balneare. Al contrario, è un’isola che fonda gran parte del suo appeal turistico sull’enorme patrimonio archeologico disponibile. Di questo patrimonio un posto d’onore spetta al sito di Choirokoitia, a 32 chilometri dalla città di Larnaka e a circa 50 da Nicosia e Lemesos, le due principali città della Repubblica di Cipro. Si tratta di uno dei più importanti siti preistorici di tutto il Mediterraneo Orientale, non a caso sotto tutela UNESCO dal 1998. Il villaggio, risalente al IX millennio a. C., si trova sulle pendici di una collina protetto da un articolato sistema murario. Già solo la presenza di una cinta muraria suggerisce l’esistenza di un’organizzazione sociale ben strutturata; sensazione che trova ulteriore conferma una volta al cospetto del villaggio vero e proprio. L’insediamento è formato da case circolari costruite in mattoni e pietra e con tetti piani. Sotto queste abitazioni sono stati rinvenuti, inoltre, numerosi resti funerari da cui è stato possibile ottenere una stima dell’età media degli abitanti del villaggio (ca. 22 anni; i vecchi max. 35 anni; alta mortalità infantile), nonché tutta una serie di elementi utili su pratiche religiose attorno al culto dei morti. Non è finita, perché sono stati trovati anche numerosi utensili di uso quotidiano che attestano l’elevato grado di specializzazione raggiunto nell’agricoltura e nella caccia. Insomma, siamo davanti a una testimonianza preziosissima, restaurata in maniera non invasiva col solo scopo di consolidare il materiale esistente senza compromettere l’integrità del luogo. Il sito archeologico di Choirokoitia è aperto tutto l’anno. Per gli orari di visita consultare la tabella.

Giorni / Mesi 16 Set-15 Apr 16 Apr -15 Set
Lun-Dom 08:30
17:00
08:30
19:30

6 Larnaka

Foto di W***
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Poco distante dal sito neolitico di Choirokoitia c’è Larnaka, altra tappa imprescindibile di un tour alla scoperta di Cipro. Primo aeroporto, secondo porto e terza città dell’isola per numero di abitanti, Larnaka (in italiano, Cizio) si presenta come una moderna località balneare in cui le giornate scorrono pigramente tra un caffè al mattino, una lunga sosta in spiaggia e una birra alla sera. Tutto concentrato sull’esteso lungomare di Finikoudes, motore dell’economia turistica locale. Tuttavia, guai a fermarsi a questa sola dimensione. L’entroterra cittadino è uno scrigno di beni culturali di grande valore. A cominciare dalla Chiesa di San Lazzaro (Agios Lazaros, vd. foto), proseguendo per l’antico quartiere turco di Skala, fino al piccolo forte cittadino che divide appunto la zona costiera dalla parte più interna della città. Da vedere, inoltre, nei paraggi, il Lago Salato, luogo ideale per gli amanti del birdwatching, specie durante i mesi primaverili. Folclore e forte devozione religiosa fanno il resto: infatti ogni anno, nel mese di giugno, a Larnaka si svolge il Kataklysmos Festival. Questa rassegna arriva 50 giorni dopo la Pasqua ortodossa e muove da un evento centrale nel racconto biblico: il Diluvio Universale. Sulla tradizionale rievocazione religiosa negli anni si sono innestati festeggiamenti di altro tipo, ma comunque coerenti col “tema dell’acqua”: gare di windsurf, kayak e nuoto che, insieme alle consuete bancarelle sul lungomare, funzionano da ottimo richiamo turistico. Da vedere!

7 Lemesos

Foto di dimitrisvetsikas1969
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Dopo Larnaka il viaggio alla scoperta delle bellezze di Cipro prosegue verso sud. È la volta di Lemesos (o Limassol, in turco Limasol) seconda città dell’isola, nonché primo scalo marittimo. Un primato, quest’ultimo, successivo all’invasione del 1974. Dopo l’occupazione turca del nord di Cipro sorse, infatti, la necessità di dirottare altrove i traffici marittimi che fino a quel momento avevano premiato Famagosta. Questa circostanza ha trainato lo sviluppo commerciale e turistico della città, i cui confini si sono notevolmente dilatati sotto una pressione edilizia non sempre esteticamente impeccabile. Non tutto, però, è andato perduto. Il centro storico, per esempio, è un piccolo tesoro. Negozi, bar, ristoranti e locali dall’atmosfera vivace attraggono moltissimi turisti che fondamentalmente scelgono la località per tre ragioni: oltre alla vivace vita notturna appena richiamata, un ruolo determinante nella scelta di far base a Lemesos lo giocano la vicinanza a due siti archeologici di importanza mondiale quali l’Antica Kourion e Pafos, senza dimenticare i Monti Trodos, altra “mecca” per gli amanti dell’escursionismo. Lemesos, inoltre, è un importante centro museale: imperdibile la visita al Museo del Vino che, tra degustazioni e approfondimenti sulla tradizione enologica, offre una panoramica abbastanza esaustiva della storia vitivinicola del territorio. Non a caso, tra gli eventi maggiormente apprezzati dai turisti c’è proprio la Festa del Vino che si svolge ogni anno a cavallo dei mesi di agosto e settembre. Pure i festeggiamenti per il Carnevale sono particolarmente apprezzati.

8 Antica Kourion

Foto di jurgen.proschinger
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A pochi chilometri da Lemesos, sulla baia di Episkopi, sorge il bellissimo sito archeologico di Kourion. Arroccato su un’altura con una splendida vista mare, quest’insediamento risale addirittura al XIII secolo a. C., anche se il periodo più fiorente coincise indubbiamente con le dominazioni tolemaica e romana. Specie quest’ultima ha lasciato molte tracce, come attestano gli scavi venuti alla luce a partire dall’ultimo quarto del XIX secolo. Il Teatro Romano e la Villa di Eustolio sono tappe imperdibili di un viaggio a Cipro. Meritano un approfondimento pure il Santuario di Apollo Ylatis e la Basilica Paleocristiana. L’importanza del sito archeologico di Kourion, infatti, sta anche nell’aver fornito molte informazioni preziose sulla transizione dal paganesimo al cristianesimo. Una transizione non facile per via dell’instabilità sismica del territorio e le successive invasioni arabe che, a un certo punto, costrinsero la comunità cristiana di Kourion a trasferirsi nella vicina Episkopi (che significa, appunto, Episcopato). Proprio a Episkopi, c’è un museo con altri reperti provenienti dagli scavi archeologici di Kourion e Apollo Ylatis. Insomma, l’archeologia è un valore aggiunto per l’economia cipriota. Non a caso, Antica Kourion è una zona molto frequentata dai bus turistici. Si consiglia, pertanto, di effettuare la visita al mattino presto prima dell’arrivo dei tour organizzati (la biglietteria è all’ingresso dell’area). Il sito archeologico di Kourion, recentemente oggetto di lavori di restauro, è visitabile tutto l’anno. Durante il periodo estivo, la visita può essere inframezzata da un bagno nella graziosa spiaggia sottostante. Per gli orari di apertura vedi la tabella.

Giorni / Mesi 16 Sett – 15 Apr 16 Apr – 15 Sett
Lun – Dom 08:15
17:15
08:15
19:45

9 Monti Troodos

Foto di orientalizing
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Monaci, fuorilegge, attivisti politici, ricchi annoiati e, in tempi più recenti, sciatori ed escursionisti: i Monti Troodos, da sempre, accolgono soggetti diversissimi tra loro in cerca di rifugio, protezione, ascesi o, più semplicemente, un po’ di fresco e contatto con la natura. In epoca più recente, questo complesso montuoso che si estende sulle valli di Lemesos e Larnaka, si è trasformato in una formidabile risorsa turistica capace di attirare migliaia di visitatori in ogni periodo dell’anno. In inverno per sciare o fare snowboard; nelle altre stagioni per dedicarsi al trekking, alla mountain bike, al birdwatching fino a un pic nic con amici e parenti. Nei pressi del Monte Olimpo, la vetta più alta della catena montuosa (1952 m.s.l.m.), si trova un attrezzato centro visitatori da cui attingere cartine e notizie sui percorsi disponibili (sentiero di Artemide, sentiero di Persefone, Atalante, Caledonia ecc.). Non è finita, perché oltre alle attività outdoor, i Monti Troodos custodiscono alcune tra le testimonianze più significative dell’arte bizantina e post bizantina. Si tratta di 10 edifici religiosi (nove chiese e un monastero) in cui spicca il contrasto tra le forme semplici dell’architettura rurale cipriota e le ricche decorazioni interne che coprono un arco temporale che va dal 1100 al 1400. Non a caso, queste chiese (Agios Nikolaos tis Stegis, Panagia Phorviotissa, Panagia tou Arakou, Agios Ionannis Lambadhistis ecc.) da tempo sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Infine un consiglio. Se non disponete del tempo necessario a vederle tutte (occorrono almeno 2 giorni), puntate sul Monastero di Agios Ionannis Lambadhistis. Non ve ne pentirete!

10 Parco Archeologico di Pafos

Foto di Alexander Gorlin
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Pafos è la principale destinazione turistica di Cipro. Ancora di più dopo la nomina nel 2017 a Capitale Europea della Cultura insieme alla città danese di Aarhus. Un designazione che ha internazionalizzato i flussi turistici, affiancando la più tradizionale presenza russa e britannica. Ed è proprio il ruolo di ponte tra culture diverse la motivazione principale alla base del riconoscimento. Pafos, infatti, – ma il discorso va esteso all’intera Cipro -, nel corso dei millenni è stata dominata da greci, romani, bizantini, franchi, veneziani e ottomani. Un melting-pot di cui sono rimaste molte tracce, in special modo quelle di età ellenistica. Non è un caso, perciò, che i maggiori punti di interesse turistico siano Le Tombe dei Re e l’omonimo Parco Archeologico. Entrambi i siti si trovano a ridosso del centro cittadino. Le prime sono una vasta area sepolcrale famosa per la maestosità delle tombe. Maestosità da ricondurre alla convinzione, mutuata dalla cultura egizia, che l’ampiezza delle sepolture dovesse rispecchiare quella delle abitazioni in vita. Il Parco Archeologico, invece, è famoso soprattutto per i pavimenti a mosaico delle sue abitazioni. Casa di Dioniso, Villa Teso, Casa di Orfeo e Casa di Eone sono tappe imperdibili per chiunque sia realmente interessato ad approfondire la mitologia classica e le sofisticate tecniche musive in uso nell’antichità. Non è finita, perché del Parco Archeologico fa parte anche una Basilica paleocristiana del XIII secolo (Basilica di Hrysopolitissa). Ça va sans dire sia Le Tombe dei Re che il Parco archeologico di Pafos sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

11 Nicosia

Foto di Patrick Müller
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Dopo aver peregrinato per città costiere e siti archeologici è giunto il momento di far tappa nella capitale cipriota: Nicosia. A parte le battute, vale per Lefkosia (il topos con cui è conosciuta la capitale della Repubblica di Cipro) un po’ quanto detto a proposito della parte turca (vd. punto 4). Chi è interessato a girare l’isola in lungo e in largo, perché desideroso di approfondirne i molteplici aspetti della sua millenaria storia, può benissimo fare base qui. Del resto, di cose da vedere ce ne sono davvero molte. A cominciare dalle mura veneziane che, sebbene non riuscirono a impedire l’avanzata ottomana nel 1571, sono rimaste in piedi e tutt’ora costituiscono la parte turisticamente più avanzata della capitale. Il quartiere di Laika Geitonia, all’interno delle mura, offre diversi spunti interessanti sia da un punto di vista architettonico che per quel che riguarda la vita mondana, considerata l’alta concentrazione di bar, cafè, ristoranti e boutique. La stessa Linea Verde che segna la frontiera tra nord e sud dell’isola è diventata gioco forza un’attrazione turistica. Dal 2003, infatti, i checkpoint sono aperti 24 ore su 24, mentre i due attraversamenti pedonali di Ledra Street e Ledra Palace Hotel lo sono dal 2008. Da vedere, inoltre, il Museo di Cipro. A pochi minuti di cammino dalla centrale Piazza Elefherias, questo museo completa idealmente la conoscenza archeologica del territorio. All’interno, infatti, c’è un’importante raccolta di statue e figure votive, tra cui la famosa Afrodite di Soli, la cui icona viene sovente utilizzata sui manifesti turistici che promuovono Cipro. Ovviamente non è finita, perché oltre ai musei ci sono chiese, moschee e un’infinità di altri scorci. Ci sono pure gli hammam. Tra i tanti, merita una visita l’Hammam Omereye, di recente interamente rinnovato. Da vedere!

12 Le spiagge di Cipro

Foto di senza senso
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Il racconto delle spiagge di Cipro ripercorre, grosso modo, le tappe fin qui raccontate. Perciò la prima spiaggia è quella di Lara. Secondo molti questa spiaggia, poco distante da Kyrenia, è la più bella di tutta l’isola. Tuttavia si tratta di una bellezza diversa, relativamente meno commerciale (anche se non mancano cabine, docce e snack bar), e soprattutto dall’elevatissimo valore ambientale. A Lara, infatti, nidificano le tartarughe marine monitorate da un gruppo di volontari (“Società per la Protezione delle Tartarughe“) che, addirittura, nella vicina spiaggia di Alagadi, ha installato una stazione per studiarne i comportamenti e tutelarne l’habitat. Le tartarughe nidificano anche sulla costa di Famagosta, sia nella parte turca (vd. punto 3) che nel distretto greco-cipriota. Qui si trovano altre spiagge bellissime. La più famosa di tutte è Nissy Beach nella città di Agia Napa (ca. 50 km da Famagosta) che, in breve tempo, è passata dall’essere un anonimo villaggio di pescatori in uno dei distretti turisticamente più avanzati dell’isola. Merita, inoltre, una visita Protaras che, rispetto ad Agia Napa, è meno libertina e più adatta al turismo familiare. Un altro tratto di costa bellissimo è quello tra Lemesos e Pafos. Delle diverse spiagge che si incontrano lungo il percorso la più bella di tutte è Petra tou Romiou, nota anche come spiaggia di Afrodite. Secondo una leggenda, infatti, la dea della bellezza sarebbe emersa in prossimità di questa spiaggia per recarsi a un incontro amoroso. Petra tou Romiou, inoltre, è una delle località in assoluto più fotografate di Cipro. La presenza di due grossi faraglioni a ridosso della spiaggia e, soprattutto, i tramonti generosi della costa meridionale richiamano in zona migliaia di turisti alla ricerca dello scatto perfetto (vd. foto).

1 Non venire per una settimana

Molti turisti visitano solo la parte meridionale di Cipro, quella greco-cipriota per intendersi. Non siamo d’accordo, tant’è che abbiamo cominciato il nostro racconto partendo dalle località del nord dell’isola. Per visitare tutto, però, una settimana non è sufficiente. In 7 giorni conviene visitare una delle due zone, rimandando la visita dell’altra a un secondo viaggio. Per avere una conoscenza sufficientemente esaustiva del territorio occorrono almeno 10 giorni. Due settimane è meglio!

2 Non superare il confine al di fuori degli attraversamenti ufficiali

Come abbiamo ripetuto più volte nel post, Cipro, dal 1974, è divisa in due distinte aree di influenza (greca e turca). Una “Linea Verde” delimita i confini tra i due stati specificando i punti di attraversamento (7 e tutti ben segnalati) che tagliano l’isola da est a ovest. La cosa da tenere bene a mente è non passare da una parte all’altra fuori dai checkpoint ufficiali. Tra l’altro la libertà di movimento è molto maggiore rispetto al passato e, di conseguenza, anche i controlli burocratici sono diventati molto più snelli. Per cui sarebbe davvero un’imprudenza provare a fare i furbi. Un’imprudenza che, per di più, potrebbe costare molto cara, fino al fermo. Da non fare!

3 Occhio alla guida a sinistra

Dal 1925 al 1960 Cipro è stata una colonia dell’Impero Britannico. In realtà l’influenza inglese era cominciata già nel XIX secolo, subito dopo la fine del dominio ottomano, ed è proseguita anche in seguito alla nuova indipendenza del 1960. L’Inghilterra, infatti, ha avuto un ruolo decisivo nel disegnare la Green Line che poi ha sancito la divisione dell’isola, e tutt’ora mantiene un’importante presenza militare nel sud del territorio. Il lascito più significativo, però, è stato culturale e commerciale. L’emblema dell’eredità culturale inglese è rappresentato dallo stile di guida. In precedenza abbiamo fatto riferimento all’opportunità di soggiornare almeno 10 giorni. L’altro consiglio è appunto l’utilizzo dell’auto, senza dubbio il modo più comodo per esplorare sia la costa che l’entroterra di Cipro. Occhio però alla guida a sinistra. Dimenticarsene può costare molto caro! Quanto all’influenza commerciale, invece, è ancora più evidente. Dagli hotel, ai negozi fino ai locali notturni, quasi tutto è pensato in funzione di una clientela britannica (in tempi più recenti affiancata dalla presenza russa).

4 Non varcare le zone militari

Un’altra cosa cui occorre fare la giusta attenzione a Cipro sono le zone militari. Le due basi militari britanniche si trovano a Akrotiri e Dhekelia, rispettivamente nelle vicinanze di Lemesos e Larnaka. Nel nord dell’isola, invece, è significativa la presenza militare turca. La cosa da tenere bene a mente, quindi, è di non varcare le aree militari (debitamente segnalate da cartelli, filo spinato e uomini in divisa) senza permesso. Non varcarle e nemmeno fotografarle. Pena il sequestro della macchina fotografica e, in alcune circostanze, il fermo.

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