Il Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” non è una messa in scena pittoresca della Romania rurale, né una forma di cosplaying etnografico: al contrario, è uno dei più importanti centri museali ed etnografici d’Europa, nonché un luogo chiave per comprendere l’identità culturale del Paese. In quanto tale, rappresenta una tappa imprescindibile di una visita a Bucarest, soprattutto per chi voglia andare oltre la sola dimensione urbana e monumentale della capitale. Situato sulle rive del lago Herăstrău, in un’area verde ampia e raccolta, il museo si presenta come un vero e proprio villaggio all’aperto, composto da edifici autentici che vanno dal XVII secolo agli inizi del Novecento. Case contadine, chiese in legno, mulini, installazioni tecniche e annessi agricoli, provenienti dalle principali regioni storiche della Romania, sono stati smontati nei luoghi d’origine e ricostruiti qui nel pieno rispetto delle tradizioni costruttive locali. Inaugurato nel 1936, il museo nasce da un progetto scientifico di ampio respiro, legato alla figura del sociologo Dimitrie Gusti e alla Scuola Sociologica di Bucarest. L’obiettivo non era quello di idealizzare il mondo contadino, ma di documentarlo, restituendone la complessità sociale, economica e culturale attraverso un rigoroso criterio di autenticità. Questo approccio, raro per l’epoca, distingue ancora oggi il Museo del Villaggio da molte altre istituzioni analoghe. Nel corso del tempo, tra difficoltà storiche, trasformazioni politiche e momenti critici, il museo ha ampliato il proprio patrimonio fino a comprendere decine di complessi architettonici e migliaia di oggetti della cultura materiale. Oggi è un museo vivo, attraversabile senza percorsi obbligati, in cui la visita assume il ritmo di una passeggiata: ogni edificio racconta una storia diversa, ogni regione esprime una propria idea di spazio, lavoro e abitare. All’interno di un itinerario cittadino, il Muzeul Satului funziona come un efficace controcanto: dopo il gigantismo del Novecento e le fratture della storia recente, offre una chiave di lettura più profonda e silenziosa, ricordando quanto la Romania contemporanea sia ancora legata a una civiltà rurale stratificata e tutt’altro che marginale. Per maggiori informazioni sulla storia, gli eventi, gli orari e le modalità di visita consultare il sito ufficiale: muzeul-satului.ro (disponibile versione inglese).