Stagno di Santa Gilla, di Molentargius e aree verdi

Stagno di Santa Gilla, di Molentargius e aree verdi

Prima di lasciare il capoluogo sardo, lasciatevi rapire anche dalle sue bellezze naturalistiche. Oltre al già citato Orto botanico, sul territorio cagliaritano sono presenti numerosi polmoni verdi: i Giardini pubblici, il Giardino sotto le mura, l’Orto dei Cappuccini, il Parco della Musica, il Parco delle Rimembranze, il Parco di Monte Urpinu eccetera. A queste aree si aggiungono anche lo stagno di Santa Gilla e quello di Molentargius: le due zone umide protette vengono scelte ogni anno dai fenicotteri per nidificare (vedi foto).

Necropoli di Tuvixeddu

Necropoli di Tuvixeddu

A Sant’Avendrace, quartiere a nord-ovest del centro storico, si trova il colle Tuvixeddu, dove è ubicata la più grande necropoli punica esistente. L’area dove sorge il sito è abitata fin dal neolitico; furono i Cartaginesi, tra il VI e il III secolo a.C., a destinare Tuvixeddu (= “colle delle piccole cavità” in lingua sarda) alla sepoltura dei propri defunti. All’interno del parco archeologico è presente anche una necropoli romana. L’ipogeo funerario più famoso e visitato è certamente la Grotta della Vipera (vedi foto): edificata nel II secolo d.C. per la matrona Atilia Pomptilla, è così chiamata per i due serpenti raffigurati sul frontone.

Museo archeologico di Cagliari

Museo archeologico di Cagliari

Durante la vostra permanenza a Cagliari, non dimenticate di visitare il museo archeologico e, soprattutto, il vicino anfiteatro romano. Eretto nel II secolo d.C., era in grado di contenere 10mila spettatori. Ciò che lo rende così singolare è il fatto che parte dell’edificio è scavato nella roccia. Nei pressi dell’anfiteatro, subito dopo l’Orto botanico, potrete inoltre ammirare le rovine della cosiddetta villa di Tigellio.

Santuario di Nostra Signora di Bonaria

Santuario di Nostra Signora di Bonaria

Ubicato sull’omonimo colle, il santuario di Nostra Signora di Bonaria (protettrice dei marinai) rappresenta uno dei più significativi luoghi di culto mariano di tutta la Sardegna. Il complesso religioso è costituito dal santuario in stile gotico-catalano (dove sono custodite la statua della Madonna e la navicella sospesa), dalla basilica settecentesca (caratterizzata dalla facciata neoclassica e dall’alta cupola ottagonale), dal convento (nel cui chiostro è ubicato un museo) e dal cimitero. Quest’ultimo merita una menzione particolare: secondo l’ASCE (l’Association of Significant Cemeteries in Europe) quello di Bonaria è uno dei cimiteri monumentali più importanti del Vecchio Continente. Per maggiori informazioni: bonaria.eu.

Palazzi del quartiere Castello e palazzo Bacaredda

Palazzi del quartiere Castello e palazzo Bacaredda

Camminando lungo le strade del quartiere Castello, vi imbatterete in tutta una serie di edifici che hanno avuto (e che continuano ad avere) un ruolo molto importante per la vita politico-amministrativa e culturale di Cagliari e dell’intera Sardegna. Sulla centralissima piazza Palazzo, ad esempio, affacciano il palazzo Regio e l’Antico Palazzo di Città, che ospitano – rispettivamente – la Prefettura e la sede di rappresentanza del primo cittadino cagliaritano. A non molta distanza dal bastione di Saint Remy, inoltre, si trovano palazzo Boyl (che incorpora la torre dell’Aquila) e palazzo dell’Università (detto anche palazzo Belgrano). Una menzione merita infine palazzo Bacaredda: situato a non molta distanza dal porto, l’edificio – in stile neogotico-liberty – è sede del Comune di Cagliari (vedi foto).

Collegiata di Sant’Anna

Collegiata di Sant’Anna

A non molta distanza dal complesso di San Michele, sempre nel quartiere Stampace, non passa di certo inosservata la collegiata di Sant’Anna, in stile barocco. I lavori per la sua costruzione ebbero inizio alla fine del Settecento, quando si decise di erigere una chiesa più capiente di quella presente in loco fin dal XIII secolo. Per vederla finalmente completa, i cagliaritani dovranno attendere il 1938, anno in cui fu innalzata la torre campanaria destra. Seriamente danneggiata nel 1943, la collegiata venne ricostruita nel dopoguerra. A caratterizzare esternamente l’edificio sono i due campanili che ne incorniciano la maestosa fronte, l’ampia scalinata e le tre cupole verdi. Nella collegiata sono custoditi, tra le altre opere, un crocifisso ligneo del XIV secolo, una statua in marmo di Sant’Anna con Maria bambina e un gruppo scultoreo in legno policromo che raffigura Sant’Anna, Maria e San Gioacchino.

Chiesa di San Michele

Chiesa di San Michele

Come anticipato poc’anzi, a Stampace sorge la chiesa intitolata a San Michele Arcangelo, che rappresenta uno dei più fulgidi esempi di arte barocca in Sardegna. Accanto all’edificio di culto è ubicata l’ex casa del noviziato dei gesuiti, oggi sede del dipartimento militare di medicina legale. Gli elementi che maggiormente caratterizzano l’esterno della chiesa sono la facciata di gusto tardo manieristico e la cupola ottagonale (vd.foto). Nella parte destra dell’atrio (impreziosito dalla presenza del pulpito di Carlo V) troverete, in cima a una scalinata, il portale d’accesso alla chiesa. San Michele presenta una pianta centrale e un’aula unica, attorno alla quale si aprono otto cappelle. Una volta entrati nella chiesa, rimarrete piacevolmente stupiti dalla ricchezza delle sue decorazioni e dall’imponente altare maggiore, sul quale c’è la statua in legno policromo raffigurante San Michele. Altri due luoghi che meritano assolutamente di essere visitati sono l’antisacrestia (dove sono custodite le statue usate durante la processione dei Misteri) e la sacrestia. In stile rococò, al suo interno potrete ammirare la tela sacra più grande di Cagliari. Ci riferiamo alla Strage degli innocenti, opera dei pittori Giacomo Altomonte e Domenico Colombino. Maggiori informazioni: sanmichelecagliari-gesuiti.it.

Torre di San Pancrazio

Torre di San Pancrazio

Fatta costruire dai Pisani nel 1305, quella di San Pancrazio è la torre più alta di Cagliari (36 metri) ed è uno dei simboli del capoluogo sardo. Insieme alla Torre dell’Elefante e alla porta Cristina, rappresenta ancora oggi uno degli ingressi al quartiere Castello. Entrambe le torri (erette per scopi difensivi) sono opera dell’architetto Giovanni Capula, cui si deve anche la progettazione della Torre dell’Aquila, che in origine si chiamava Torre del Leone. Nel vicino quartiere Stampace, e per l’esattezza nei pressi della chiesa di San Michele (di cui ci occuperemo nel paragrafo successivo) si erge la Torre dello Sperone (o degli Alberti): terminata nel 1293, anch’essa è attraversata da un portico grazie al quale si accede al quartiere.

Castello di San Michele

Castello di San Michele

La fortezza venne eretta in periodo giudicale sul colle di Castello per difendere la capitale Santa Igia. Costituito da tre torri e circondata da un fossato, il castello visse un lungo periodo di splendore tra la metà del Trecento e i primi del Cinquecento, quando fu abitato dai Carroz, nobile famiglia proveniente dalla Spagna. Il complesso venne poi abbandonato e adibito a lazzaretto durante un’epidemia di peste che colpì la città tra il 1652 e il 1656. Sorvegliata dalla Marina negli anni del secondo conflitto mondiale, oggi la struttura è un polo culturale.
Per maggiori informazioni: www.consorziocamu.it/spazi/castello-di-san-michele.

Basilica di San Saturnino

Basilica di San Saturnino

Il nostro tour non può che partire dalla basilica dedicata a San Saturnino (o Saturno), patrono della città martirizzato nel 304. Oltre a essere la chiesa più antica di Cagliari, la basilica (e l’annessa necropoli) rappresenta uno dei siti paleocristiani più rilevanti dell’intera Sardegna. In origine la chiesa era caratterizzata da una pianta a croce greca e dal transetto sormontato da una cupola emisferica, e ognuno dei bracci (chiusi da un’abside semicircolare) disponeva di tre navate. Dell’antica struttura restano il corpo di fabbrica che regge la cupola e il braccio orientale. Rimaneggiato in diverse occasioni, il complesso – che affaccia su piazza San Cosimo, nel quartiere Bonaria – ha subito non pochi danneggiamenti e spoliazioni. Queste ultime sono avvenute in particolare durante le ristrutturazioni del castello di San Michele e della cattedrale di Santa Maria Assunta, monumenti di cui parleremo in seguito. Nel corso del Novecento, la chiesa è stata interessata da importanti interventi di restauro. Benché gli ultimi lavori si siano conclusi nel 1996, la basilica sarebbe stata consacrata e riaperta al culto soltanto il 30 ottobre 2004, giorno della festa del santo patrono. Dal 1714, anno in cui fu concessa all’ordine dei medici e degli speziali, la chiesa è dedicata anche ai Santi Cosma e Damiano.

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Un altro luogo di culto molto importante della città è senza alcun dubbio la cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia, nel cuore del quartiere Castello. Eretta in stile romanico pisano nel corso del Duecento, è sede dell’arcidiocesi di Cagliari. La cattedrale, che nei secoli è stata più volte oggetto di modifiche, è tra i più significativi monumenti che si ergono su piazza Palazzo. Ciò che immediatamente balza all’occhio è la facciata a salienti: edificata negli anni ‘30 del secolo scorso in stile neoromanico, essa ricorda moltissimo il fronte del Duomo di Pisa. La struttura è inoltre impreziosita da una cupola ottagonale e da un massiccio campanile. Il duomo di Cagliari ha un impianto a croce latina, è suddiviso in tre navate e presenta cappelle laterali. Tra queste, una delle più famose è certamente la cappella della Sacra Spina (o Aragonese), ubicata nel braccio destro. Al suo interno è custodita una spina, che secondo la tradizione apparteneva alla corona che fu messa sul capo di Gesù. L’oggetto viene venerato come reliquia ed esposto solennemente il 15 agosto, in occasione della festa dell’Assunzione, insieme al Trittico di Clemente VII. La cattedrale non è soltanto un luogo destinato al culto, ma anche un vero e proprio scrigno d’arte arricchitosi nel corso dei secoli. Tra i tesori che è possibile ammirare al suo interno meritano una menzione il pergamo di maestro Guglielmo, gli affreschi di Filippo Figari sulla volta della navata centrale, la cappella di Santa Cecilia e quella del Battistero, il mausoleo di Martino I di Sicilia, il Presbiterio “sorvegliato” da quattro leoni stilofori, il simulacro della Madonna dormiente e l’organo a canne. Ma non è finita. Sotto il presbiterio, infatti, si trova il cosiddetto santuario dei Martiri. Scavato nella roccia per volere dell’arcivescovo Francisco d’Esquivel, è il fiore all’occhiello del duomo: riccamente decorato, custodisce le reliquie di numerosi martiri cagliaritani e i sarcofagi del prelato che ne volle la costruzione e di alcuni membri di Casa Savoia. Per maggiori informazioni: www.duomodicagliari.it.

Bastione di Saint Remy

Bastione di Saint Remy

Situato a metà strada tra la basilica di San Saturnino e la cattedrale di Santa Maria Assunta, il Bastione di Saint Remy (insieme al Castello e al fortino sabaudo di Sant’Ignazio) è una delle fortificazioni più rilevanti di Cagliari. In stile neoclassico, fu eretto sul finire del XIX secolo sull’antica cinta muraria risalente al ‘300 collegando tre bastioni. L’intento dell’opera – caratterizzata da una monumentale e scenografica scalinata e da un arco di trionfo – era unire il quartiere Castello a quelli Villanova e Marina. La struttura, che affaccia su piazza Costituzione, dà accesso a una passeggiata coperta (che spesso ospita eventi culturali) e alla terrazza Umberto I.

Non trattenersi troppo in città

Non trattenersi troppo in città

Come avrete di certo notato, le cose da vedere a Cagliari sono davvero tante. Se però intendete trattenervi sull’isola per cinque o più giorni, suggeriamo di non limitarvi a esplorare la sola Cagliari, ma anche le altre località della Sardegna meridionale, le cui bellezze naturalistiche non mancheranno di suscitare la vostra meraviglia.

Non andare a Tokyo in estate

Non andare a Tokyo in estate

La città ha un clima pessimo, molto caldo e con un tasso di umidità elevatissimo. Questo significa penare moltissimo per visitare Tokyo nel suo insieme. Inoltre poiché negozi, bar, ristoranti e metropolitana, alberghi e tutti i luoghi al chiuso, hanno l’aria condizionata costantemente accesa, lo sbalzo termico tra i 40 gradi dell’esterno e i 18 gradi dell’interno possono essere un’arma micidiale per la salute. A fine agosto poi parte la stagione dei tifoni che causano forti piogge e vento per circa due giorni. Da metà settembre c’è il via libera al viaggio. Se proprio volete andare in Giappone a luglio e agosto, scegliete Hokkaidō.

Monte Fuji

Monte Fuji

La vetta più alta del Giappone il Monte Fuji, 3.776 m, è come tutti sanno l’icona della nazione, oltre ad essere un hotspot di particolare rilievo, tanto che risulta una delle montagne più scalate al mondo. Considerato sacro e inserito dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità, il monte nelle giornate limpide è visibile da Tokyo. Sarebbe però un peccato accontentarsi soltanto della sua immagine distante, per
quanto suggestiva. È invece ammirabile più da vicino, programmando una gita giornaliera fuori città verso le aree circostanti di Yamanashi, la regione dei cinque laghi, da cui si può osservare il vulcano in tutta la sua maestosa bellezza, riflesso in un lago. In questa regione è anche possibile scattare una delle foto cult degli sfondi desktop, quella del Fuji in combinazione con la pagoda Chureito che si trova a Fujiyoshida. Le immagini più suggestive si colgono ad aprile/ maggio con la fioritura dei ciliegi, a ottobre/novembre con i colori dell’autunno e il foliage, oppure in inverno quando nevica.
• Per raggiungere la zona dei cinque laghi da Tokyo è possibile prendere la linea JR Chuo dalla stazione di Shinjuku per la stazione di Otsuki, da qui prendere un treno dalla ferrovia Fujikyu per la stazione di Kawaguchiko (www.jrailpass.com). Se invece vi punge vaghezza di scalare la sacra montagna, impresa non difficile tecnicamente, ma faticosa, dovete programmare almeno due pernottamenti fuori Tokyo. Sappiate che la stagione ufficiale inizia a luglio e termina il 10 settembre. Il resto dell’anno anche si può, ma tocca fare i conti con la neve e i rifugi chiusi, quindi è d’obbligo la guida. Quattro i percorsi da poter scegliere per scalare il vulcano; partono da quattro stazioni diverse; li elenchiamo in ordine di difficoltà:

  • stazione Yoshida, il percorso più facile e più affollato, inizia a quota 2300 metri; troverete molti rifugi e anche centri medici, oltre al wifi ad alta velocità!
  • Stazione Subashiri, il percorso parte a 2000 metri, meno frequentato, privo di centri medici.
  • Stazione Gotemba, a quota 1450 m; è il percorso più lungo, per questo è poco affollato. Non ha centri medici.
  • Stazione Fujinomiya, breve ma ripido, quindi più faticoso di tutti. Inizia a quota 2400 metri e ha un centro medico.

Per organizzare la vostra scalata potete consultare il sito: www.fujisan-climb.jp. Il bullet climbing, cioè salire e scendere dalla montagna in una sola giornata, si può fare ma è sconsigliato.
Il governo giapponese sta infatti cercando di disincentivare questa pratica poiché sempre più persone stanno male nel tentativo di riuscirci.
Quindi è consigliabile prenotare un rifugio il sito dedicato è www.garyjwolff.com. Un bus diretto da Tokyo conduce alla stazione Yoshida; il link del sito è: highway-buses.jp.